Economia. Redistribuzione dei redditi, propensione al consumo e Pil

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    Pensi di riuscire con la minaccia a realizzare una estorsione per cui chi ha paga per chi non ha ed è tutto contento di prendersi la medaglia, forse?
    Fai solo salire la valorizzazione del rischio politico, cosicché a fronte di maggiori costi, minori guadagni, maggiori rischi generali ci si aggiunge il rischio di essere saccheggiati e magari ammazzati.
    Col piffero che metto piede li e, se ci ho un piede, mi affretto a toglierlo, per altro verso altre realtà dimostrano come in una situazione fortemente instabile e disordinata i piccoli muoiono direttamente senza nemmeno produrre carne per antropofagi e i forti dettano legge visto che i mezzi non gli mancano e un esercito privato di affamati non costa molto, sempre che non si abbia traslocato prima verso lidi che sappiano meglio garantire la sicurezza degli investitori e degli investimenti.

    E già localmente certe situazioni ci stanno e in certi posti non ci va nessuno ad investire soldi propri e i locali che possono vanno altrove se hanno un minimo di possibilità.

    una vicenda in cui si ritrovò Alessandro Magno. Fu catturato un pirata e quando fu portato davanti al re, egli gli disse:con che diritto infesti i mari? Il pirata rispose: con lo stesso tuo diritto, solo che io lo faccio con una sola nave e sono chiamato pirata, tu lo fai con una flotta e sei chiamato re.
    Dopodiché lo hanno fatto ricco o lo hanno impiccato?

    E solo un folle si impegna a produrre un reddito che sa gli verrà tolto, ciò vale anche per quelli che potrebbero fruirne inizialmente, ma che subito dopo diventano i ricchi del momento soggetti ad esproprio, al che comunque chi faceva la fame continua a farla, pure peggio.
    Il problema dei sistemi egualitari dove ci si siede al minimo tanto il di più non porta niente e si distribuisce povertà.
    Last edited by Il gatto; 31-05-2013, 16:45.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24593

      #17
      l'idea di Stigliz è certamente corretta, anche se, come tute le teorie economiche, va presa con beneficio d'inventario e tenuto conto che l'economia va per cicli ed è sottoposta a vincoli globali (disponibilità di risorse, demografia, politica internazionale, ecc.);

      va anche detto che quei modelli sono elaborati in società che li ottimizzano, nel senso che sono quelle dove culturalmente il sistema capitalistico si è originato, sulla base della fiducia, della responsabilità e di una cultura politica e sociale adeguata;

      da noi il sistema è zoppo, perché il sistema di relazioni sociali ha un intrinseco connotato di inefficienza riconducibile al modello di autorità, che è piramidale e perciò disperde gran parte del potenziale di efficienza nei processi decisionali e relative dinamiche, nei percorsi della burocrazia, ecc...

      così, le debolezze che si sono originate in quasi tutti i settori hanno condotto ad un corporativismo immobilista e feudale, dove ogni corporazione teme di perdere e aggiunge veti (e costi) a qualsiasi dinamismo;

      anche il caos politico di questi ultimi tempi è il risultato del disorientamento dei gruppi e blocchi sociali di riferimento delle forze politiche, i quali non riescono a ripensarsi come classi sociali, perché ingabbiati in identità corporative che però, ora che il debito non riesce più a garantirle, non corrispondono più ai rispettivi ruoli economici;

      tanto per fare un esempio: oggi, un avvocato di medio livello, in un sistema giudiziario "virtuoso", e magari con una liberalizzazione della professione, abolizine dell'Ordine, ecc... guadagenerebbe come un impiegato, cioè sarebbe praticamente poco più che un proletario; però ha l'aspettativa e l'identità di un borghese corporativo;

      ebbene, il partito "liberale" nazionale è composto per metà da avvocati, e non credo si prodigherà per quella riforma della Giustizia civile che chiedono gli imprenditori e gli investitori esteri...
      stesso discorso si potrebbe fare per i commercialisti d'impresa, i loro fratellini sfigati che si occupano delle dichiarazioni dei commercianti e la semplificazione del fisco, e così via per tante altre corporazioni, private e nella PA, che incrociano i rispettivi veti e inibiscono le riforme necessarie.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #18
        La tua oltre che un'indagine storica è un'indagine della realtà.
        Allora che si fa?
        Il gatto parlava di esproprio del capitale, ma a parte che la tassazione quando è proporzionale non è affatto esproprio, e poi la disonestà ed il legami indissolubili con essa, che facciamo, continuiamo a tenercela?
        A questo punto non vedo vie di uscita.
        Se non andiamo verso una moralizzazione, seppur stemperata, e verso una contribuzione in base alle proprie possibilità si scardina ogni speranza per il futuro.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #19
          Se ti impongo di pagarmi il 90%, ma anche meno, delle tue possibilita' faccio un esproprio anche perche' non te li levo per restituirteli in servizi, ma per darli ad altri.
          Nel comunismo viene preso tutto e quindi redistribuito piuttosto egualitariamente, ne e' casuale che la sinistra sia nota come il partito delle tasse e quello che non ha fatto con l'esproprio proletario tende ad approssimarlo con i meccanismi di tassazione.
          Ovviamente trovando consensi e opposizione in funzione del calcolo di convenienza dei singoli.

          La moralizzazione aiuta, ma non basta a livellare i redditi e nemmeno a darli a tutti perche' se non hai capacita' di introdurre valore aggiunto resti sempre in mutande, anche nel mondo degli onesti perche' la ripartizione naturale della ricchezza tende a seguire il valore aggiunto introdotto e non il bisogno.
          Alteri molto tale meccanismo e la ricchezza che vorresti ripartire non si genera.

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #20
            A parte che le idee comuniste sono nate in opposizione alla troppa ricchezza e capendo che la liberalità avrebbe riportato la situazione ante è sorto anche il troppo potere. Quindi il comunismo è un'aberrazione del capitalismo sfrenato. E considerando pure che il Regno di Dio è di un altro mondo io mi augurerei che non esistessero almeno i ladri sfrenati.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #21
              Un controsenso, rubi molto o poco la pena e' la stessa quindi meglio farlo in grande e hai anche i mezzi per difenderti.
              E poi come gia' osservato se sei piccolo sei un pirata, se sei grosso un re.

              Comunque per distribuire dove non c'e' devi prelevare dove c'e' e siccome non e' vero che le cose ci sono e basta distribuirle, ma bisogna prima produrle e la produttivita' non si inventa il giochino diventa molto delicato e controverso.
              Last edited by Il gatto; 01-06-2013, 07:53.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #22
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                La tua oltre che un'indagine storica è un'indagine della realtà.
                Allora che si fa?
                e che ne so io ? lo sapessi, starei al governo

                in realtà - come sempre in Italia - non si fa un bel nulla; si aspetta che la crisi costringa i gruppi di potere a cannibalzzarsi tra loro, fino al punto in cui è sufficiente un potere relativamente debole ma più virtuoso che raccatta i resti e rimette in piedi la baracca secondo criteri più omogenei allo standard che può essere richiesto dalle circostanze e dalle integrazioni col sistema esterno;

                almeno questo è ciò che è sempre accaduto;

                l'Italia in realtà avrebbe anche potenzialità economiche inespresse o sfruttate male - le solite di cui si parla sempre, turismo, settori di eccellenza, ecc... - però probabilmente dovremo comunque ressegnarci al fatto che i rapporti sociali restino piuttosto ingessati nei modelli culturali noti, anche perchè diversi tra gli eventuali settori di forza e rinascita sono comunque soggetti a dinamiche di rendita e intermediazione burocratica, come il turismo.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #23
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  e che ne so io ? lo sapessi, starei al governo

                  in realtà - come sempre in Italia - non si fa un bel nulla; si aspetta che la crisi costringa i gruppi di potere a cannibalzzarsi tra loro, fino al punto in cui è sufficiente un potere relativamente debole ma più virtuoso che raccatta i resti e rimette in piedi la baracca secondo criteri più omogenei allo standard che può essere richiesto dalle circostanze e dalle integrazioni col sistema esterno;

                  almeno questo è ciò che è sempre accaduto;

                  l'Italia in realtà avrebbe anche potenzialità economiche inespresse o sfruttate male - le solite di cui si parla sempre, turismo, settori di eccellenza, ecc... - però probabilmente dovremo comunque ressegnarci al fatto che i rapporti sociali restino piuttosto ingessati nei modelli culturali noti, anche perchè diversi tra gli eventuali settori di forza e rinascita sono comunque soggetti a dinamiche di rendita e intermediazione burocratica, come il turismo.
                  Dalla risatina dovrei dedurre che governare è complicato.
                  Per lo sguardo nel futuro ti ringrazio.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Se a pagare gli errori sono i governati e i governanti non hanno responsabilita' civile e penale dei danni, ma solo quella politica demandata alla storia la cosa si semplifica molto, per i governanti.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #25
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Un controsenso, rubi molto o poco la pena e' la stessa quindi meglio farlo in grande e hai anche i mezzi per difenderti.
                      E poi come gia' osservato se sei piccolo sei un pirata, se sei grosso un re.

                      Comunque per distribuire dove non c'e' devi prelevare dove c'e' e siccome non e' vero che le cose ci sono e basta distribuirle, ma bisogna prima produrle e la produttivita' non si inventa il giochino diventa molto delicato e controverso.
                      Supposto che le leggi sono a vantaggio di chi le fa e le pene arrivano solo ai disperati, il mio discorso non è nella visione di uno stato assistenziale che come tu hai fatto giustamente osservare esiste eccome, tipo drogati e ubriaconi che hanno la pensioncina e la casa offerta gratuitamente o quasi dal comune, per me sinceramente dovrebbero andare nelle comuni agricole e fare i contadini all'aria aperta, magari coltivando le piantine per uso personale, senza pesare sulla collettività. Io parlavo di incentivare coloro che non possono perché non hanno ma potrebbero e disincentivare quelli che possono ma non potrebbero perché non fanno.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        Difficile vedere cio' come redistribuzione, normalmente calibrata sui criteri di avere e necessitare, ma e' vedibile come gestione meritocratica dove il dare non risponde al bisogno di chi riceve, ma e' un investimento a reddito per il guadagno di chi da e non crea per niente uguagliaze essendo molto diverso il merito personale che non e' nemmeno cedibile, ne divisibile.
                        Tra l'altro il voler fare e basta non fa merito, ma e' il riuscire ad ottenere i risultati voluti da chi da.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24593

                          #27
                          però.... non vedete che il vostro immaginario su come funzionano le cose è viziato dalla forma apparente dell'assistenzialimo diretto ?
                          in questo modo non si spiega perché le cose funzionino in un certo medo;

                          l'assistenzialismo è stato a pioggia, e riguarda ancora la maggior parte della forza lavoro impiegata, in un modo o nell'altro, oltre ai "diritti" maturati dai pensionati;

                          uno può pure legittimamente godere di una pensione, ma se questa gli proviene da un'attività assistita in uno dei tanti modi possibili, quei contributi sono di fatto unprivilegio scrccato a buffo, anche se il beneficiario è onestissimo e non lo percepisce;

                          io ho passato tutte le mie estati di bambino in un paesino vicino a Crep, da mia nonna: c'erano una 15ina di fruttivendoli per 1600 persone, e nessuno pagava una lira di tasse, né, ovviamente, versava contributi reali; tutti gli impiegati comunali o statali facevano i muratori o altri lavori in nero...

                          ancora oggi, tantissimi settori si reggono e offrono occupazione grazie ad originarie tare di inefficienza mascherata dall'evazione, elusione, ecc, ed è tutta la filiera che di fatto sostiene l'equilibrio, perché il commesso della gioielleria che dichiara più del titolare non può esprimere na domanda politica che metta a repentaglio quell'equilibrio delicato che gli garantisce un lavoro, soprattutto oggi.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #28
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Difficile vedere cio' come redistribuzione, normalmente calibrata sui criteri di avere e necessitare, ma e' vedibile come gestione meritocratica dove il dare non risponde al bisogno di chi riceve, ma e' un investimento a reddito per il guadagno di chi da e non crea per niente uguagliaze essendo molto diverso il merito personale che non e' nemmeno cedibile, ne divisibile.
                            Tra l'altro il voler fare e basta non fa merito, ma e' il riuscire ad ottenere i risultati voluti da chi da.
                            Certo però i buoni progetti sono come i bei voti a scuola.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #29
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              però.... non vedete che il vostro immaginario su come funzionano le cose è viziato dalla forma apparente dell'assistenzialimo diretto ?
                              in questo modo non si spiega perché le cose funzionino in un certo medo;

                              l'assistenzialismo è stato a pioggia, e riguarda ancora la maggior parte della forza lavoro impiegata, in un modo o nell'altro, oltre ai "diritti" maturati dai pensionati;

                              uno può pure legittimamente godere di una pensione, ma se questa gli proviene da un'attività assistita in uno dei tanti modi possibili, quei contributi sono di fatto unprivilegio scrccato a buffo, anche se il beneficiario è onestissimo e non lo percepisce;

                              io ho passato tutte le mie estati di bambino in un paesino vicino a Crep, da mia nonna: c'erano una 15ina di fruttivendoli per 1600 persone, e nessuno pagava una lira di tasse, né, ovviamente, versava contributi reali; tutti gli impiegati comunali o statali facevano i muratori o altri lavori in nero...

                              ancora oggi, tantissimi settori si reggono e offrono occupazione grazie ad originarie tare di inefficienza mascherata dall'evazione, elusione, ecc, ed è tutta la filiera che di fatto sostiene l'equilibrio, perché il commesso della gioielleria che dichiara più del titolare non può esprimere na domanda politica che metta a repentaglio quell'equilibrio delicato che gli garantisce un lavoro, soprattutto oggi.
                              Condivido, ma a meno che la guardia di finanza sia corrotta oggi disporrebbe di metodi così tecnologicamente avanzati da contare i peli pure alle pulci, e dovrebbe essere un organo abbastanza indipendente. Certo però se di là dove si puote non si vuole nulla succede. Non ci sarebbe neanche bisogno che i media denuncino tali anomale situazioni.

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #30
                                Diffile valutare un buon progetto sulla carta.
                                Lo puoi fare a scuola perche' i voti non costano niente, ma quando paghi vuoi la consegna completa, chiavi in mano e certificato di collaudo e garanzia da difetti per firmare l'assegno.
                                Quanto meno paghi su stati di avanzamento collaudati.
                                Pagare in anticipo sulla fiducia per una previsione incerta non e' di moda.

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