La questione del burkini

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  • Yele
    abstract
    • 16/08/16
    • 6082

    #1

    La questione del burkini

    Cos’è il burkini e perché se ne parla

    Le Monde, Francia



    Il burkini è al centro di varie polemiche estive in Francia. Il 9 agosto, vicino a Marsiglia, un evento privato organizzato in un parco acquatico, e nel quale le donne erano invitate a indossare questo costume da bagno che copre il corpo e la testa, è stato annullato in seguito alle polemiche.

    Qualche giorno dopo, un’ordinanza municipale che a Cannes (regione Alpi-Marittime) vietava d’indossare abiti religiosi in spiaggia ha scatenato una battaglia giuridica tra il Collettivo contro l’islamofobia in Francia (Ccif) e il comune. Infine, una simile decisione è stata presa il 15 agosto dal sindaco di Sisco (Alta Corsica), dopo una rissa scoppiata su una spiaggia della cittadina.

    Come e quando questo capo d’abbigliamento è apparso nelle piscine e nelle spiagge di tutto il mondo? Come viene percepito in altre parti del pianeta? Da dove viene il nome burkini? Ecco alcune informazioni che aiutano a capire.

    Una tenuta inventata in Australia

    La creazione di questa tenuta è attribuita ad Aheda Zanetti, un’australiana di origine libanese. Zanetti racconta di avere avuto l’idea nel 2004 a Sydney, osservando sua nipote che giocava a netball (una variante con sette giocatori della pallacanestro). A suo avviso, la ragazzina era in difficoltà con il suo lungo hijab (il velo che copre la parte superiore del corpo) e la tuta. “Avevo fatto alcune ricerche e non avevo trovato nessuna tenuta adatta alle donne che fossero sportive ma anche pudiche”, racconta a Le Monde.

    L’australiana ha immaginato allora l’hijood, contrazione di hijab e hood (cappuccio in inglese), una tuta conforme al “pudore” religioso. L’idea del burkini, destinato a quante fino ad allora facevano il bagno velate, le è venuta in seguito, visto che vive in un paese dove gli sport acquatici sono onnipresenti.

    ...

    Il burkini è illegale in Francia?

    Dal momento che lascia il viso scoperto, questa tenuta non infrange la legge sul velo integrale nei luoghi pubblici. Il suo carattere religioso non potrebbe, da solo, giustificarne il divieto, come ha ricordato su radio Europe 1 Jean-Pierre Chevènement, in lista per prendere la guida della Fondazione per l’islam francese: “Le persone sono libere di fare il bagno con il costume o meno. Io sono a favore della libertà, a meno che non ci siano necessità di ordine pubblico”.

    Il concetto di “pericolo per l’ordine pubblico” è comunque stato invocato da alcuni sindaci, come quello di Cannes, per giustificarne il divieto. Il decreto municipale della città afferma in particolare: “Un costume da bagno che richiama in maniera ostensibile un’appartenenza religiosa, quando la Francia e i luoghi di culto religioso sono attualmente bersaglio di attentati terroristici, è tale da creare pericoli per l’ordine pubblico che è necessario evitare”.

    Questo testo è stato convalidato dal tribunale amministrativo, ma è probabile che questa decisione non segni la fine del dibattito giuridico sul burkini in Francia, dal momento che sono in corso altre procedure.

    Il burkini può anche essere vietato in edifici pubblici e privati per motivi igienici. Alcuni ritengono che, anche se usato per il nuoto, il costume può essere indossato fuori dall’acqua e quindi non è ammesso, come accade per i pantaloncini da bagno. Vari casi del genere sono stati evocati dalla stampa, per esempio a Douai (regione Nord) nel 2011 o a Emerainville (Seine-et-Marne) nel 2009. Difficile, tuttavia, applicare lo stesso ragionamento alle spiagge.

    Un’eccezione francese?

    Altre polemiche simili a quelle osservate in Francia sono esplose negli ultimi anni con l’arrivo del burkini nelle spiagge e nelle piscine. Il suo divieto ha scatenato discussioni a Charleroi (Belgio), a Costanza (Germania) oppure in alcuni alberghi del Marocco. In Spagna, il quotidiano El País sostiene che la polemica ha ormai varcato le frontiere.

    Sarebbe dunque riduttivo presentare il dibattito sul burkini come esclusivamente francese. Tuttavia le dimensioni assunte quest’estate dalla diatriba hanno provocato alcuni commenti polemici sulla stampa internazionale. “Le autorità dovranno imparare a cogliere le differenze”, ironizza la Bbc, che mostra, una accanto all’altra, le foto di una donna in burkini e quella di un uomo in tenuta da immersione. “La Francia individua la nuova minaccia alla sua sicurezza: il burkini”, rincara l’edizione internazionale del New York Times.

    La creatrice della tenuta al centro delle polemiche, Aheda Zanetti, respinge seccamente le critiche: “Mi piacerebbe porre una domanda: i sindaci e i politici francesi vogliono bandire il burkini, o semplicemente tutti i musulmani? Il burkini è il benvenuto in Australia e non importa che siate musulmano, cristiano, indù, ebreo o che altro. Siete tutti i benvenuti qui”.

    Alla domanda se abbia avuto problemi o ricevuto minacce, Zanetti replica: “No. A dire il vero, anzi, le vendite sono aumentate. Grazie”.

    Il burkini è al centro di varie polemiche estive in Francia. È stato proibito a Cannes e a Sisco, in Corsica. Come e quando questo capo d’abbigliamento è apparso nelle piscine e nelle spiagge di tutto il mondo? Come viene percepito in altre parti del pianeta? Da dove viene il nome burkini? Leggi


    cosa ne pensate ?
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #2
    Io penso che ognuno si possa vestire o svestire come gli pare. Molte donne anziane in calabria scendono in spiaggia col prendisole, perché si sentono a disagio col costume da bagno: le vogliamo multare ? Lo stesso ho visto fare in Francia da donne in sovrappeso (molto stupita). Le liberazioni ogni popolo se le faccia da sé, se ritiene di farle.
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

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    • Yele
      abstract
      • 16/08/16
      • 6082

      #3
      In effetti trovo anch'io strano tentare di "emancipare" qualcuno, attraverso dei divieti...
      però questa faccenda delle donne che si sentono obbligate a coprirsi, devo dire che non mi piace.
      Capisco che ci siano donne che, in qualche modo, si sentono meglio vestendo in certi modi, però, ad esempio, il velo integrale lo trovo assurdo.

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      • meogatto
        Opinionista
        • 06/02/16
        • 5192

        #4
        Ritengo che sia il casus belli di uno scontro identitario fra posizioni incompatibili visto che nell'islam la politica e quindi il comportamento civile e' definito dalla religione, l'unica vera, piu' vera di tutte le altre, mentre in occidente le due cose sono separate e indipendenti.
        Il fatto che il burkini sia una ostentazione identitaria religiosa lo si vede dal fatto che nella terra dei veri credenti altro abbigliamento non e' permesso.
        E dove dio deve regnare sono sempre guai, perche' vige il credi e fai credere, fai e fai fare, la volonta' di dio, l'unico vero, piu' vero di tutti gli altri falsi.
        E il vestiario e' solo un dettaglio della precettistica che il vero dio vuole che i veri credenti applichino e facciano applicare a tutti.

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        • nahui
          Astensionista

          • 05/03/09
          • 21040

          #5
          Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
          Ritengo che sia il casus belli di uno scontro identitario fra posizioni incompatibili visto che nell'islam la politica e quindi il comportamento civile e' definito dalla religione, l'unica vera, piu' vera di tutte le altre, mentre in occidente le due cose sono separate e indipendenti.
          Il fatto che il burkini sia una ostentazione identitaria religiosa lo si vede dal fatto che nella terra dei veri credenti altro abbigliamento non e' permesso.
          E dove dio deve regnare sono sempre guai, perche' vige il credi e fai credere, fai e fai fare, la volonta' di dio, l'unico vero, piu' vero di tutti gli altri falsi.
          E il vestiario e' solo un dettaglio della precettistica che il vero dio vuole che i veri credenti applichino e facciano applicare a tutti.
          Ma noi siamo più evoluti, non possiamo pretendere la condizione di reciprocità in tema di libertà civili, pena un regresso della nostra civiltà. Anche gli abiti delle suore, i turbanti dei sikh, le tuniche arancioni dei buddisti, sono ostentazione di un'identità religiosa, ma nessuno si è mai sognato di vietarle.
          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
          (George Bernard Shaw)

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #6
            Boh io trovo assurde tutte queste polemiche. Che poi io trovo molto più assurdo che in certi centri benessere ti impongano di stare nudo, con tutti i rischi relativi alla salute che ne conseguono, piuttosto del vedere una donna che in spiaggia si copre. Se a lei va bene così e ci crede, fa bene. Alla fine per noi sarà anche un sopruso della libertà, ma noi abbiamo fatto le nostre battaglie, le donne islamiche se vorranno faranno le loro. Se gli piace coprirsi in spiaggia buon per loro, non vedo perché la cosa dovrebbe infastidire qualcuno. A qualcuno piace stare in costume adamitico, ad altri in muta da sub, ad altri in burkini. Che ognuno faccia quel che gli pare. Sarebbe anche ora di piantarla di ficcare il naso in quello che ognuno vuole fare nella propria vita privata.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • Atomino
              Tenero Amante
              • 17/08/16
              • 581

              #7
              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
              Ma noi siamo più evoluti, non possiamo pretendere la condizione di reciprocità in tema di libertà civili, pena un regresso della nostra civiltà. Anche gli abiti delle suore, i turbanti dei sikh, le tuniche arancioni dei buddisti, sono ostentazione di un'identità religiosa, ma nessuno si è mai sognato di vietarle.
              be' in Arabia Saudita il bikini e' vietato..

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              • meogatto
                Opinionista
                • 06/02/16
                • 5192

                #8
                Se tale identita' e' militante e combattente diventa un problema che esplode, soprattuttl se raggiungono i numeri adatti.
                Vuol dire poco dire siamo avanti, ti rispondono sei indietro con la tua decadenza e scostumatezza.
                Non diverso dai cattolici fondamentalisti che ogni giorno ti ricordano quanto sono avanti loro sui tutti restii ad adottare il loro credo e precettistica

                Resta che su una autostrada non possono convivere auto e cavalli, poco importa chi e' evoluto di piu' agli occhi di dio e del suo profeta.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #9
                  Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                  Ritengo che sia il casus belli di uno scontro identitario fra posizioni incompatibili visto che nell'islam la politica e quindi il comportamento civile e' definito dalla religione, l'unica vera, piu' vera di tutte le altre, mentre in occidente le due cose sono separate e indipendenti.
                  Il fatto che il burkini sia una ostentazione identitaria religiosa lo si vede dal fatto che nella terra dei veri credenti altro abbigliamento non e' permesso.
                  E dove dio deve regnare sono sempre guai, perche' vige il credi e fai credere, fai e fai fare, la volonta' di dio, l'unico vero, piu' vero di tutti gli altri falsi.
                  E il vestiario e' solo un dettaglio della precettistica che il vero dio vuole che i veri credenti applichino e facciano applicare a tutti.
                  il punto fermo occidentale per questo tipo di circostanze, al limite, può essere la tutela di diritti indisponibili, tipo quello del dipendente che on può rinunciare alle ferie;
                  ma non puoi partire dal presupposto che quel costume non sia una scelta;

                  certo, puoi culturalmente osservare che puntualmente certe dottrine alla fine sono radicate in una concezione che rende la donna e la sua sessualità un oggetto;

                  questa ragazza, nonostante rivendichi l'esigenza di relazione, esprime un concetto analogo a quell reificante del "dono"; lei dice "gioiello", ma la sostanza è la stessa:

                  la virtù femminile, al contrario di quella maschile, è qualcosa che "si consuma" o contamina irreversibilmente, e pertanto una qualità da valorizzare, cioè prezzare, come palio; non la facoltà di una persona di sesso femminile di intrattenere relazioni, come avviene per l'uomo.

                  Nata a Firenze, da poco si è avvicinata alla fede islamica, Nesrine dice: «Non ha senso multare una donna per come è vestita». - Jacopo Storni /Corriere TV
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • Yele
                    abstract
                    • 16/08/16
                    • 6082

                    #10
                    Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                    Il fatto che il burkini sia una ostentazione identitaria religiosa lo si vede dal fatto che nella terra dei veri credenti altro abbigliamento non e' permesso.
                    questo credo che non sia vero, almeno non in tutti i paesi. Poi ci saranno quelli più rigidi.
                    La notizia del bikini vietato in presenza di musulmani è inventata, ma ha girato così tanto da essere stata presa per vera anche da testate serie!


                    Del resto in USA ci sono posti dove se prendi il sole in topless, ti arrestano.

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                    • nahui
                      Astensionista

                      • 05/03/09
                      • 21040

                      #11
                      Originariamente Scritto da Atomino Visualizza Messaggio
                      be' in Arabia Saudita il bikini e' vietato..
                      Ma noi non siamo l'Arabia Saudita, siamo la cara, vecchia, civile Europa. Ed in Europa, per conto mio, è inaccettabile imporre o vietare un certo modo di vestire, se non per ragioni di ordine pubblico o buon costume. Nella foto della carta d'identità è giusto vietare il velo sul volto, ad esempio, perché altrimenti non saresti riconoscibile, lo stesso posso capire per il burka integrale, motivi di sicurezza, ma il burkini ? La laicità dello stato è cosa sacrosanta, ma non deve vietare la libera espressione della propria fede, se questa non incide su altri diritti fondamentali. Per esempio è giusto vietare l'infibulazione, i sacrifici umani o altre pratiche in contrasto con le nostre leggi, con i diritti fondamentali, ma sinceramente non vedo tutto sto problema per un capo d'abbigliamento.
                      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                      (George Bernard Shaw)

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                      • meogatto
                        Opinionista
                        • 06/02/16
                        • 5192

                        #12
                        Si, ma non sei assasinata dalla famiglia se ti scosti dalla via dello stretto credente.
                        Ciascuno dovrebbe poter attegiarsi nel privato come crede, ma dove dio regna cosi' non puo' essere e, anche da noi, la cosa si e' risolta a cannonate con posizioni ben piu' morbide.

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                        • Yele
                          abstract
                          • 16/08/16
                          • 6082

                          #13
                          Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                          Ma noi non siamo l'Arabia Saudita, siamo la cara, vecchia, civile Europa. Ed in Europa, per conto mio, è inaccettabile imporre o vietare un certo modo di vestire, se non per ragioni di ordine pubblico o buon costume. Nella foto della carta d'identità è giusto vietare il velo sul volto, ad esempio, perché altrimenti non saresti riconoscibile, lo stesso posso capire per il burka integrale, motivi di sicurezza, ma il burkini ? La laicità dello stato è cosa sacrosanta, ma non deve vietare la libera espressione della propria fede, se questa non incide su altri diritti fondamentali. Per esempio è giusto vietare l'infibulazione, i sacrifici umani o altre pratiche in contrasto con le nostre leggi, con i diritti fondamentali, ma sinceramente non vedo tutto sto problema per un capo d'abbigliamento.
                          in teoria sono d'accordo con te. La domanda che mi faccio (e che ti faccio) è: secondo te tutte le donne che portano il velo o il burkini, lo scelgono in modo completamente libero ?

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #14
                            Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
                            in teoria sono d'accordo con te. La domanda che mi faccio (e che ti faccio) è: secondo te tutte le donne che portano il velo o il burkini, lo scelgono in modo completamente libero ?
                            eh... la legge può stabilire alcune presunzioni che consentono la surrogazione nella tutela del diritto in condizioni incapacità parziale o totale; per esempio, l'istruzione del minore;
                            ma in questo caso non puoi presumere una coercizione;

                            in ogni famiglia o cultura l'educazione elabora modelli di comportamento che possono anche essere non condivisibili o discutibili; ma un ordinamento giuridico, soprattutto se ispirato all'autodeterminazione dell'individuo, può intervenire solo se ci sono motivi concludenti e rilevanti di ordine pubblico.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Yele
                              abstract
                              • 16/08/16
                              • 6082

                              #15
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              eh... la legge può stabilire alcune presunzioni che consentono la surrogazione nella tutela del diritto in condizioni incapacità parziale o totale; per esempio, l'istruzione del minore;
                              ma in questo caso non puoi presumere una coercizione;

                              in ogni famiglia o cultura l'educazione elabora modelli di comportamento che possono anche essere non condivisibili o discutibili; ma un ordinamento giuridico, soprattutto se ispirato all'autodeterminazione dell'individuo, può intervenire solo se ci sono motivi concludenti e rilevanti di ordine pubblico.
                              Lo capisco. Infatti non è che ho una posizione.... è proprio una domanda che mi faccio... una domanda molto pratica: i principi democratici a cui ci ispiriamo, e di cui tu spieghi le conseguenze giuridiche, in che modo possono trasmettersi alle persone che provengono da culture diverse, in cui questi principi non ci sono ?
                              Voglio dire: supponiamo che in una famiglia la madre e/o le figlie siano obbligate dal padre a indossare il velo, e noi lasciamo libertà perchè supponiamo che la coercizione non ci sia; qual è il risultato finale nella società ? Queste donne impareranno che il velo potrebbero non metterselo ? Oppure penseranno che la nostra società non le aiuta a essere più libere e ad autodeterminarsi ?
                              Non sono domande retoriche, sono proprio domande che mi faccio.

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