I padri costituenti

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  • meogatto
    Opinionista
    • 06/02/16
    • 5192

    #76
    Anche le frequentazioni raccontano

    Farà Renzi la stessa fine di Hillary Clinton? Se è vero che l'assunzione del rischio Donald è stata la risposta della classe media americana impoverita alla supponente candidata di Wall Street, qualche timore per il destino del nostro Matteo dovrebbe affiorare in casa Pd.

    Non si bacia senza conseguenze la pantofola dei coniugi Moratti alla*cena milanese per la raccolta fondi*a favore del Sì. Una tavolata da 30 mila euro a testa sborsati da una trentina di miliardari (alcuni in euro), apparecchiata chez Micheli la sera del 2 novembre, Renzi starring. I Moratti sono petrolieri che hanno fatto i soldi con l'Eni per decenni e si sono poi ulteriormente arricchiti con gli incentivi pubblici per le fonti rinnovabili e loro assimilate. Hanno militato a destra, e questo non è certo un problema di fronte alla Costituzione nella quale si devono ritrovare i diversi. Ma sul piano delle storie e degli stili di vita, dei gusti e delle culture, che c'azzeccano con il Pd questi re di denari di San Patrignano? Forse, per scongiurare l'equivalenza Clinton-Renzi, ci vorrebbe qualche notizia in più: chi sono questi nuovi amici del segretario; quanto hanno versato e sui conti correnti di quali associazioni; se hanno o hanno avuto relazioni d'affari con il governo.


    I compagni di merende della leopolda per correggere la troppa democrazia come suggeriva la jp morgan

    Due cene organizzate per convincere Renzi a seguire i consigli di Blair, oggi consulente della JpMorgan. Obiettivo: disfarsi della Costituzione antifascista.

    di*Franco Fracassi, da popoff.globalist.it

    Una cena per decidere, una per confermare le decisioni. Primo giugno 2012, primo aprile 2014. Due protagonisti sempre presenti: il presidente del consiglio Matteo Renzi, l'ex premier britannico Tony Blair. Un terzo (presente con suoi rappresentanti) è l'organizzatore, il vero beneficiario dei frutti degli incontri: la banca d'affari JpMorgan. Scrive il quotidiano britannico "Daily Mirror":

    «Renzi è il Blair italiano non solo nelle intenzioni politiche, ma anche nelle alleanze economiche. Un esempio? La JpMorgan».

    Riforma delle Provincie, riforma del Senato, riforma del lavoro, riforma della pubblica amministrazione, riforma della Giustizia, riforma del consiglio dei ministri, riforma elettorale. La Costituzione italiana, quella votata dopo la vittoria sul fascismo e la fine della seconda guerra mondiale, quella pensata per impedire una futura svolta autoritaria nel Paese sta per essere stravolta. Così ha deciso il presidente del consiglio Matteo Renzi. Così ha suggerito la JpMorgan.

    I fatti. Il primo giugno 2012 la banca d'affari statunitense organizza una cena a palazzo Corsini a Firenze. Il padrone di casa Jamie Dimon (amministratore delegato della JpMorgan) invita l'allora sindaco della città Renzi e il già ex primo ministro, e da quattro anni consulente speciale della banca, Blair. Il primo aprile 2014 la scena di sposta Oltremanica. Questa volta gli onori di casa lo fa l'ambasciatore italiano a Londra Pasquale Terracciano. Durante la cena a base di pesce Renzi e Blair discutono in privato.

    Il giorno successivo Blair rilascia un'intervista a "La Repubblica", in cui afferma:

    «I momenti di grande crisi sono anche momenti di grande opportunità. In tempi normali sarebbe difficile per chiunque realizzare un programma ambizioso come quello delineato dal nuovo premier italiano. Ma questi non sono tempi normali per l'Italia. Renzi comprende perfettamente la sfida che ha di fronte. Se facesse solo dei piccoli passi rischierebbe di perdere la spinta positiva con cui è partito. Perciò c'è una coerenza tra il suo programma di riforme costituzionali e le riforme strutturali per rilanciare l'economia. E la crisi può dargli l'opportunità per compiere quei cambiamenti che sono necessari al Paese, ma che finora non sono mai stati fatti per le resistenze di lobby e interessi speciali».

    E ancora:....


    Ricetta Jp Morgan per Europa integrata: liberarsi delle costituzioni antifasciste
    Report della banca d'affari statunitense, considerata dal governo Usa responsabile della crisi dei subprime: "I sistemi politici dei paesi europei del Sud e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano caratteristiche inadatte a favorire l'integrazione. C'è forte influenza delle idee socialiste". E cita, tra gli aspetti problematici, la tutela garantita ai diritti dei lavoratori
    Che un gigante della finanza globale produca un documento in cui chiede ai governi riforme strutturali improntate all’austerity non fa più notizia. Ma Jp Morgan, storica società finanziaria (con banca inclusa) statunitense, si è spinta più in là. E ha scritto nero su bianco quella che sembra essere la ricetta del grande capitale finanziario per gli …


    Una rinascita democratica
    Last edited by meogatto; 12-11-2016, 16:51.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #77
      Il popolo che aveva più bandiere è stato quello messicano, una per ogni rivoluzione, ma non ti dico che confusione e che rischio se sbagliavi a prenderla e sventolavi quella di un bandito qualunque, subito al muro; oggi per fortuna di colori ne bastano due il rosso ed il nero, ma è un azzardo, come giocarli alla ruolette, doveva uscire Hillari? invece è uscito Trump con gran trampbusto e svenimenti vari di chi aveva puntato sul rosso.
      A questo punto io scommetterei su di una serie di neri, come i numeri del domino che s'attaccano l'un l'altro.

      Ps Lo scommettitore non esprime giudizi ma guarda le probabilità statistiche, il gioco delle parti langue.

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      • meogatto
        Opinionista
        • 06/02/16
        • 5192

        #78
        Altro che rosso e nero, ci stanno tutti i numeri


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