il problema è che a ragionare così non si arriva altro che ad un conflitto di integralismi. Cos'è l'integralismo in fondo? Una mancanza di apertura a ciò che è diverso, fatica ad accettare le alternative, rifiuto di calarsi nei panni altrui, imposizione del proprio modo di vedere, che non va messo in discussione.
Chi continua a banalizzare le vignette e il loro effetto ragiona con la propria ottica, pretendendo che sia condivisa, incredulo che non sia così. E' una forma di integralismo anche questa. Noi facciamo fatica a tollerare attacchi al concetto di libertà, e li condanniamo secondo le nostre leggi ed usanze. Loro non riescono a tollerare attacchi alla propria religione e condannano chi li compie, secondo le loro leggi ed usanze.
Non comprendiamo l'ispirazione religiosa delle loro leggi, loro non comprendono una società che non sia ispirata dalle sacre scritture, anche nelle leggi. Noi non tolleriamo la violenza delle loro punizioni (anche se non ci giurerei... però affermiamo questo), loro non capiscono i nostri metodi.
Non possiamo pretendere che accettino di aver esagerato, ragionano diversamente da noi. Sarebbe il caso di capirlo, una buona volta. Dal loro punto di vista non hanno esagerato, siamo noi ad averlo fatto. Per loro la religione ha un'influenza notevole sulla vita quotidiana, incomprensibile per noi, è un elemento fondante di sé. Offendere la religione per loro è peggio che offendere la mamma o la virilità del maschio italico. Per loro resta incomprensibile la nostra capacità di fare satira su certe cose.
Soluzione? Evitare contrapposizioni gratuite. Che non è censura, anche perché quel giornale non ha fatto satira, ma ha usato la satira per colpire altri. In passato esso stesso ha censurato vignette a sfondo religioso non gradite ai danesi, quindi appellarsi alla libertà di pensiero è poco appropriato: o si censura tutto o niente, altrimenti si riducono i principi a strumenti per fare i propri comodi.
Chi continua a banalizzare le vignette e il loro effetto ragiona con la propria ottica, pretendendo che sia condivisa, incredulo che non sia così. E' una forma di integralismo anche questa. Noi facciamo fatica a tollerare attacchi al concetto di libertà, e li condanniamo secondo le nostre leggi ed usanze. Loro non riescono a tollerare attacchi alla propria religione e condannano chi li compie, secondo le loro leggi ed usanze.
Non comprendiamo l'ispirazione religiosa delle loro leggi, loro non comprendono una società che non sia ispirata dalle sacre scritture, anche nelle leggi. Noi non tolleriamo la violenza delle loro punizioni (anche se non ci giurerei... però affermiamo questo), loro non capiscono i nostri metodi.
Non possiamo pretendere che accettino di aver esagerato, ragionano diversamente da noi. Sarebbe il caso di capirlo, una buona volta. Dal loro punto di vista non hanno esagerato, siamo noi ad averlo fatto. Per loro la religione ha un'influenza notevole sulla vita quotidiana, incomprensibile per noi, è un elemento fondante di sé. Offendere la religione per loro è peggio che offendere la mamma o la virilità del maschio italico. Per loro resta incomprensibile la nostra capacità di fare satira su certe cose.
Soluzione? Evitare contrapposizioni gratuite. Che non è censura, anche perché quel giornale non ha fatto satira, ma ha usato la satira per colpire altri. In passato esso stesso ha censurato vignette a sfondo religioso non gradite ai danesi, quindi appellarsi alla libertà di pensiero è poco appropriato: o si censura tutto o niente, altrimenti si riducono i principi a strumenti per fare i propri comodi.

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