la verità è che Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Danimarca,
Germania, Italia, Norvegia, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania,
Grecia, Bulgaria, Austria, Iugoslavia, Belgio, Albania, Ungheria, Ucraina
e Belorussia hanno avuto tanti ma tanti più eccidi di natura nazi-fascista
che non comunista ( vuoi per le deportazioni, vuoi per le rappresaglie ).
Unica eccezione, forse, gli Stati Baltici ( Estonia, Lettonia, Lituania ).
A dimostrazione di ciò, gli abitanti dell'URSS occupata dai nazisti
( in linea di massima contrari al regime stalinista ), viste le efferatezze
naziste si schierarono decisamente con Stalin e cominciarono una
spietata attività partigiana antifascista.
Per quanto riguarda la Russia, le purghe staliniane rientrano in quello
che alla fine erano questioni di politica interna e non se ne conoscono
i numeri con esattezza ... i nazisti, invece, trattarono i prigionieri
russi come subumani al pari degli ebrei e ne sterminarono a milioni.
Tralasciando Stalin, al di là di una limitazione delle libertà politiche,
i Russi non conobbero mai niente di nemmeno lontanamente paragonabile
alle purghe degli anni '30.
Molte "leggende nere" sono pura propaganda
Originariamente Scritto da Ariane
2) Mi dici per favore quali sono i regimi comunisti nel mondo che non hanno avuto gli eccessi? A me non viene in mente neanche uno....
Tutti tranne l'URSS degli anni '30 e Pol Pot ( che comunque non
c'entra molto col comunismo ).
Tutti gli altri regimi comunisti, più o meno benevoli e più o meno
repressivi, rappresentarono comunque un miglioramento delle condizioni
rispetto alla situazione preesistente.
In alcuni casi, dove s'instaurarono dei governi di sinistra ad impronta
democratica, furono una vera e propria benedizione per quei paesi.
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Mi sembrava che qualcuno non lo avesse ancora detto...
Originariamente Scritto da Piotr Aleksejevic
Tutti gli altri regimi comunisti, più o meno benevoli e più o meno
repressivi, rappresentarono comunque un miglioramento delle condizioni
rispetto alla situazione preesistente.
In alcuni casi, dove s'instaurarono dei governi di sinistra ad impronta
democratica, furono una vera e propria benedizione per quei paesi.
Adesso non scadiamo nel ridicolo, Piotr, per favore...
Mi sembrava che qualcuno non lo avesse ancora detto...
S
CONIGLIO MANNARO
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
Da Lenina
......Ho riportato dei dati (inconfutabili direi) e poi ho scritto la mia idea nei post successivi.
Scusa lenina.. ma dove hai preso il testo della devolution? non per malafede nei tuoi confronti ma per essere sicuro e sopratutto per sapere chi ha redatto un simile documento anticostituzionale.....
Per fare un pò di chiarezza e rispondere ai tanti discorsi sconclusionati che ho letto, i osiccome la legge l'ho letta vi riporto ciò che della legge mi piace.
Non è detto che mi piaccia tutta...ad esempio non trovo molto aappropiata l'esautorazione della figura del presidente della republlica.
Se vogliamo rispettarci a vicenda, destra e sinistra sarebbe importante non vedere ciò che è costituzionale o giusto solo nella propria parte, ma al contrario esaminare le cose come "visioni" o soluzioni su di una questione o su un problema.
Lasciano stare fascimo e comunismo che sinceramente hanno rotto i C...oni....
Parliamo del futuro e del domani!!
VI PREGO DI POSTARE REPLICHE DOPO AVER LETTO ATTENTAMENTE...
Dopo una lettura della riforma posso affermare:
1. IL CONFRONTO CON LE PARTI IN CAUSA
Si sente dire molto spesso che l’approvazione della Legge Costituzionale è stata portata a termine con uno scarso coinvolgimento degli Enti Locali (Regioni, Province e Comuni). Questo è ovviamente sbagliato, poiché portare a termine l’iter di una riforma del genere, dettato dalla Costituzione stessa, impone termini di tempo, di riflessione e di confronto giustamente rilevanti, in modo tale da garantire al massimo la trasparenza e la correttezza nella formulazione della legge di riforma costituzionale. Si sono dunque predisposte tutte le sedi per un confronto responsabile e civile sulla materia. Se poi, negli ambiti istituzionali si rifiuta il confronto e si impone una visione precisa e politicizzata dell’assetto costituzionale, questo non va a discapito del valore della riforma.(vedi a testimonianza i verbali delle sedute ANCI e soprattuoo l'ordine del giorno politicizzato che stà circolando nei consigli comunali in questi giorni...)
2. METODO E CONTENUTO
Per rafforzare quanto sopra sostenuto e per integrare il valore del metodo e del contenuto della riforma è importante sottolineare in ogni sede ed in ogni forma che all’interno della legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 18 Novembre 2005 sono previsti una lunga serie di disposizioni che prevedono norme transitorie per garantire un passaggio graduato e progressivo al nuovo meccanismo costituzionale. Il passaggio alla nuova normativa è “a costo zero” per la finanza pubblica, a differenza della riforma fatta dal centro-sinistra nel 2001 che ha causato notevoli questioni e problematiche giurisprudenziali con un notevole incremento dei ricorsi alla Corte Costituzionale tra Stato ed Enti Locali per conflitti sull’attribuzione dei poteri (ex art 117 Cost.)
Tempistiche di introduzione della nuova normativa:
(nota documentale Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le riforme istituzionali e la devoluzione)
• INTRODUZIONE IMMEDIATA: Una parte della riforma entra in vigore subito ma riguarda solo la regolamentazione innovativa per le Autonomie indipendenti, la regolamentazione sulle competenze legislative fra Autonomie locali e Stato, il reintegro del concetto di interesse nazionale.
• INTRODUZIONE POSTICIPATA: Una seconda parte sarà efficace dall’inizio della prima legislatura successiva alla data dell’entrata in vigore della normativa.. Entreranno in vigore le funzioni del Senato Federale, iter delle leggi, nuovi poteri del Capo dello Stato, Premierato.
• INTRODUZIONE SUCCESSIVA: a partire dalla seconda legislatura successiva all’entrata in vigore della riforma, avranno luogo le elezioni contestuali di Senato Federale e Consigli Regionali, nonché la riduzione del numero dei parlamentari.
Tutto questo per documentare che la riforma costituzionale non solo ha rispettato tutti gli iter parlamentari , iter che garantiscono legittimità e valore alla normativa in questione, ma anche che il metodo e il contenuto stesso della normativa è congegnato in maniera tale da garantire la massima democraticità e soprattutto una graduale introduzione e non una imposizione immediata della legge (cosa che invece fu fatta con la legge n. 3/2001 approvata allo scadere della legislatura, a colpi di maggioranza, senza permettere neppure una adeguata discussione nelle sedi parlamentari e nel dibattito quotidiano del paese.)
3. AUMENTO DEI POTERI E DELLE GARANZIE DELLE AUTONOMIE LOCALI
Nel dibattito sul Referendum Costituzionale, una critica che potrebbe essere mossa alla riforma voluta dal Centro Destra è proprio quella di essere Centralista nella concezione e nella disposizione. Al contrario, guardando al testo legislativo è fin da subito chiaro che le garanzie per il rispetto istituzionale tra gli Enti locali e lo Stato stesso sono largamente aumentate rispetto alle previsioni legislative precedenti. Infatti a tutela della sfera di competenza delle Regioni, delle Province e dei Comuni, si introduce nella nuova previsione normativa la nomina di alcuni giudici della corte costituzionale da parte del Senato Federale, quindi indirettamente dalle Regioni, cosa che ovviamente qualifica maggiormente la Corte Costituzionale come arbitro sopra le parti (poiché organo determinato dall’influenza della Camera dei Deputati e del Senato Federale). Non si capisce neppure la critica mossa alla Riforma Costituzionale di voler politicizzare la Corte, poiché a garanzia che ciò non avvenga permangono i requisiti soggettivi stringenti per accedere alla carica di giudice della Corte Costituzionale. In definitiva, tutta la riforma prevede l’evoluzione del Sistema Parlamentare Italiano in un moderno sistema Federale che viene equilibrato e qualificato attraverso un assegnazione rigorosa e puntuale delle sfere di competenza. Alle Regioni vengono devoluti particolari poteri in materia di istruzione, sanità e polizia locale. Il Senato Federale, quindi, rappresenterà in tutto e per tutto le autonomie locali.
(sANITà DIVERSE PER OGNI REGIONE COME QUALCUNO HA DETTO, OPPURE POLIZIE CON REGOLE DIVERSE O ISTRUZIONE DIVERSE SONO DELLE BAGGIANATE..GLI STANDARD MINIMI SONO COMUNQUE GARNATITI DA LEGGI NAZIONALI CHE FANNO DA CORNICI AD UN QUADRO DOVE POI LE ESIGENZE REALI LOCALI LA FANNO GIUSTAMENTE DA PADRONA...MA OGGI AD ESEMPIO IL NUMERO DEI POSTI LETTO DEGLI OSPEDALI PUBBLICI SONO DECISI A DA UNA LEGGE NAZIONALE, INCONTROVERTIBILE, CHE COSTRINGE MIGLIAIA DI PICCOLI OSPEDALI DI PICCOLI CENTRI AD ESSERE CHIUSI PER RISPARMIARE-ANCHE SE POI CIò NON Fà RISPARMIARE PROPRIO UN BEL NIENTE)
4. DIFENDERE IL FEDERALISMO COME ESPRESSIONE DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’
Il Federalismo è una strada importante da perseguire per realizzare ciò che la nostra Costituzione definisce attualmente all’articolo 5: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento”. Il Federalismo consente di rafforzare quei poteri e quegli enti più vicini ai cittadini, in modo tale da dare più valore agli interessi reali e sentiti dai cittadini. Proposte e esigenze maggiormente legate al territorio che siano realmente rappresentative e utili alla causa del Governo territoriale. Il Senato Federale rappresenta la sintesi e l’espressione degli interessi del territorio.
5. IL FEDERALISMO NON CREA ALCUN PERICOLO PER L’UNITA’ DEL PAESE
La Riforma riporta chiaramente il concetto dell’ “unità federale della Repubblica” che deve essere garantita dal Capo dello Stato e reintroduce il concetto di INTERESSE NAZIONALE. La fatto di assicurare materie quali la Sanità, la Polizia locale e l’Istruzione di competenza degli Enti Locali garantisce la possibilità di “localizzare” e adattare le soluzioni sulle esigenze reali.
6. SI ABOLISCE IL REGIONALISMO DIFFERENZIATO
Parte integrante del concetto federalista introdotto con la riforma della legge 3/2001 era il “regionalismo differenziato” che tramite un meccanismo particolare non garantiva la stessa autonomia a tutte le regioni. Con la nostra riforma tutte le regioni sono considerate uguali e non premiate o punite da una soggettiva assegnazione degli spazi di autonomia regionale.
7. L’INTERESSE NAZIONALE
A dimostrazione del fatto che questa riforma rappresenta una visione possibile dell’assetto istituzionale del nostro Stato, c’è sicuramente la reintroduzione del concetto di interesse nazionale. Fortemente voluto dall’influenza di Alleanza Nazionale all’interno del Governo, tale previsione chiude il cerchio di una “paesaggio istituzionale” completamente e fedelmente costruito sulla base del principio di sussidiarietà dei poteri. I Comuni, le Province e le Regioni avranno più competenze e più poteri, ma tutto dovrà essere gestito all’interno dell’interesse nazionale, poiché è inconcepibile una visone dello Stato come un insieme di piccoli regni in cui il Sindaco, il Presidente della Provincia o il Governatore di turno possano fare o non fare tutto ciò che vogliono, oppure che il raggiungimento di uno scopo importante per il Paese, quindi di “interesse nazionale” non abbia alcun peso contro i veti di interessi prettamente o solamente locali. Se il Governo ritiene che una normazione regionale sia contraria all’ “interesse nazionale” può sottoporre la questione al Parlamento in seduta comune ( Camera e Senato Federale) potendo annullare la legge regionale stessa.(QUESTO PER CHI CRITICA GLI EX MISSINI!!)
8. IL DIRITTO DI INFLUENZA DEI CITTADINI
Si prevede espressamente la possibilità di poter ricorrere da parte dei Cittadini al Referendum su di una legge di riforma costituzionale che sia stata approvata, non solo quando la Camera approva con maggioranze inferiori ai 2/3 dei votanti, ma bensì sempre.
9. RIDUZIONE DEI NUMERI DEI PARLAMENTARI
Viene ridotto il numero dei parlamentari, da 950 a 773.
10. UNA RIFORMA CHE MODERNIZZA LA P.A.
Il Federalismo serve a garantire ai cittadini che la Pubblica Amministrazione che essi hanno maggiormente sotto controllo e sulle quali più puntualmente possono esercitare il loro diritto di rappresentatività e di dissenso democratico, in sostanza le Regioni, le Province ed i Comuni siano allo stesso tempo dotati di poteri adeguati alla determinazione delle soluzioni ai problemi. Federalismo significa Enti Locali più forti con maggiori trasferimenti, in grado di intervenire direttamente e senza mediazioni istituzionali sul territorio, ma anche Enti Locali più direttamente responsabili dei disservizi e sulle mancanze della Pubblica Amministrazione locale. Si assottiglia la possibilità di scaricare la colpa sul livello ISTITUZIONALE superiore al proprio, poiché si è più sotto il controllo dell’opinione pubblica e sotto l’occhio vigile di una cittadinanza consapevole delle effettive competenze delle proprie istituzioni locali.
11. SUPERAMENTO DEL BICAMERALISMO PERFETTO.
Con la nostra riforma si introduce il concetto di MONOCAMERALISMO. Vale a dire che l’iter attuale di una legge prevede l’approvazione in entrambe le Aule del Parlamento (Camera e Senato) con le relative tempistiche di esamina in Commissione. Il procedimento della “navetta” si ripete fino a che entrambe le Camere non abbiano esaminato e approvato lo stesso identico testo. Con l’introduzione del monocameralismo ogni camera legifera su materie indipendenti, anche se il ramo non direttamente legislatore può esprimere un parere in materia, comunque non vincolante. Si velocizzano i tempi di approvazione delle leggi senza andare ad intaccare la democraticità e la rappresentatività del Parlamento. Sostenere che l’unico modo per dare legittimità ad un Parlamento è il bi-cameralismo comporterebbe sostenere che un Consiglio Regionale non è in grado di approvare delle leggi.
12. IL RISPETTO DELLA VOLONTA’ DEL POPOLO SOVRANO
La riforma prevede in costituzione ciò che socialmente si è affermato nel nostro Paese da anni (garantito ad oggi soltanto dalla coalizione di Centro Destra) Il popolo vota e sceglie il Primo Ministro e la maggioranza per la Camera dei Deputati. Il Primo Ministro nomina direttamente i Ministri e chiede, nel caso di mancata fiducia al suo Governo, lo scioglimento della Camera dei Deputati. I ribaltoni sono impossibili. Il Primo Ministro avrà diritto di governare in base alla legittimazione del popolo sovrano.
CON TUTTO CIò COSA VOGLIO SOSTENERE?LA RIFORMA DEL TITOLO ii DELLA COSTITUZIONE VOLUTA DAL CENTRO DESTRA è UNA RIFORMA CHE CONTIENE IN SE UNA VISIONE POSSIBILE DEL NOSTRO ASSETTO COSTITUZIONALE...NON è Nè ANTI DEMOCRATICA, NON INCIDE SULLE LIBERTà PERSONALI E NON è COSì BECERA COME ASETTICAMENTE VOLETE FAR CREDERE.
Per aiutare Leninina a capire An e company: personalmente, credo, che se si fosse deciso di cambiare i colori della bandiera o le parole dell'inno nazionale, tutta la suddetta destra sarebbe scesa in piazza protestando, ma poich
Dalla culla alla tomba, mettiti alla ricerca del sapere, perch
Mi chiedo come fanno persone in Italia a votare i comunisti? Siamo nel Duemila e il comunismo è stato buttato nella discarica della storia da quasi tutti i paesi che l'hanno sperimentato! Non vi interessa sapere come mai? E quelli che non l'hanno ancora buttato è perchè hanno i fucili puntati addosso e chilometri di filo spinato intorno.
cara ariane, ti ripeterò un concetto già espresso nella discussione sul comunismo italiano:questo non è bolscevismo, e sebbene alcune persone autorevoli ritengano che la condivisione delle stesse idee dei bolscevichi da parte dei comunisti italiani renda questi ultimi corresponsabili dei crimini commessi nell'ex urss, io sostengo che l'adesione ad una determinata visione del mondo, in questo caso quella marxista, non consenta di porre su uno stesso piano le concrete applicazioni dell'ideologia.
quella che togliatti definì la "via italiana al socialismo" si è realizzata in italia attraverso la partecipazione democratica, il dibattito politico, a volte lo scontro, ma sempre su un piano di reciproco rispetto tra le forze contrapposte. ciò ha permesso al pci di ottenere notevoli risultati nel senso dell'acquisizione degli attuali diritti civili ed economici da parte dei lavoratori.
Originariamente Scritto da Ariane
Essere un comunista lo ritengo veramente vergognoso, molto più vergognoso dell'essere un fascista. Ma come si fa a sostenere le idee a favore dei lager? Almeno i fascisti non fanno guerriglia urbana, non uccidono da dietro un'angolo gli uomini politici e non hanno la mafia tra i giudici e le cooperative rosse. E quando c'era il fascismo in Italia la gente non aveva i negozi alimentari quasi vuoti, o sbaglio? Direi che sono molto più civili dei comunisti.
se si valuta la questione sul piano delle idee si deve giungere alla conclusione che l'ideologia comunista sia migliore di quella fascista. quest'ultima ha i propri capisaldi nella violenza, nella sopraffazione dei più deboli, nel culto della forza, quindi della guerra. quella comunista si fonda anzitutto sui concetti di uguaglianza, di pace, di giusitzia, di libertà.
quanto ai gulag ti ripeto che in qualsiasi organismo statale esistono le carceri, adibite alla repressione degli atti, e anche delle idee, contrari all'ordine costituito. i campi sovietici tendevano poi a svolgere una funzione in gran parte sconosciuta, almeno nella pratica, alle nostre prigioni: la rieducazione dei condannati.
i fascisti non hanno fatto guerriglia urbana? ricordi gli anni immediatamente precedenti l'avvento del fascismo? ebbene in quegli anni le "squadracce" fasciste si macchiarono di crimini vergognosi a danno degli oppositori politici e anche della gente comune.
i fascisti non hanno mai ucciso uomini politici? il nome di matteotti ti dice niente?
Originariamente Scritto da Ariane
Mi stupisce che alla parola "fascismo" in Italia si scandalizzano, mentre alla parola "comunismo" no. Eppure il comunismo è più spaventoso del fascismo! Ed ha macinato millioni di vittime in più (anche in Italia: Biagi), e continua ancora a macinare ( China, Corea del Nord e Cuba), ma sembra che nessuno in Italia se ne accorga.
le ragioni per cui in italia il fascismo è malvisto sono di ordine storico. mussolini trascinò l'italia in una guerra disastrosa, permise a hitler di impiantare lager nel territorio della repubblica di salò, ecc. il fascismo ha fatto molto male al nostro paese. viceversa il comunismo italiano ha svolto la funzione di cui sopra.
Se si valuta la questione sul piano delle idee si deve giungere alla conclusione che l'ideologia comunista sia migliore di quella fascista. quest'ultima ha i propri capisaldi nella violenza, nella sopraffazione dei più deboli, nel culto della forza, quindi della guerra. quella comunista si fonda anzitutto sui concetti di uguaglianza, di pace, di giusitzia, di libertà.
quanto ai gulag ti ripeto che in qualsiasi organismo statale esistono le carceri, adibite alla repressione degli atti, e anche delle idee, contrari all'ordine costituito. i campi sovietici tendevano poi a svolgere una funzione in gran parte sconosciuta, almeno nella pratica, alle nostre prigioni: la rieducazione dei condannati.
i fascisti non hanno fatto guerriglia urbana? ricordi gli anni immediatamente precedenti l'avvento del fascismo? ebbene in quegli anni le "squadracce" fasciste si macchiarono di crimini vergognosi a danno degli oppositori politici e anche della gente comune.
i fascisti non hanno mai ucciso uomini politici? il nome di matteotti ti dice niente?
Le ragioni per cui in italia il fascismo è malvisto sono di ordine storico. mussolini trascinò l'italia in una guerra disastrosa, permise a hitler di impiantare lager nel territorio della repubblica di salò, ecc. il fascismo ha fatto molto male al nostro paese. viceversa il comunismo italiano ha svolto la funzione di cui sopra.
Gimbo secondo me tu dovresti prendere un libro di storia, e ripeto, un libro di storia, non un inserto a fascicoli de L'Unità come quelli che probabilmente hai letto finora, e cercare di capire spassionatamente come sono andate le cose, perché sappi che se stai cercando di fare una ricostruzione storica di quello che è accduto in Italia stai prendendo un grosso granchio.Questa è pura e semplice propaganda, estremamente inesatta dal punto di vista storico...
Comment