[QUOTE=Sousuke;961172][FONT="Comic Sans MS"]Evidentemente avevo solo aggiunto una riflessione al mio post precedente, che non era riferita al tuo reply.
Risponder
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
Non posso seguire tale suggerimento perchè presume la coerenza e la sincerità del soggetto, che spesso non sussistono nella realtà e sono concetti non concepibili da parte di un albero (che non è un essere vivente intelligente e pensante come l'uomo).
Preferisco valutare le persone sulla base di un'analisi psicologica e comportamentale più profonda, che si serve solo in parte dell'estetica, a prescindere da eventuali insegnamenti religiosi dal credente relativo.
Per quanto mi riguarda, quindi, le persone non si valutano solo dai loro frutti ma studiando la loro natura più intima, interiore/psichica ed eventualmente spirituale se professa una religione/culto.
Non posso seguire tale suggerimento perchè presume la coerenza e la sincerità del soggetto, che spesso non sussistono nella realtà
Falso!
non è che non puoi, non vuoi.
Ti costruisci falsi problemi dicendo che non puoi, la verità è che non vuoi.
Si può seguire tale consiglio?
Certo che si può, ergo non è vero che non puoi, ma non vuoi.
Dato che tale consiglio non solo presuppone, ma come ho spiegato da credito di sanità, così come quando dai credito a una azienda in crisi.
Dando credito la ricostruisci, così questo ricostruisce l'umano perchè è uno sguardo che presume appunto coerenza, che ci sia o non ci sia. Nel caso non ci sia coerenza lo sguardo insito nelle parole:"l'albero si riconosce dal frutto" porta a dare credito di coerenza come dovrebbe essere ergo credito. Ergo ricostruzione dei fattori perduti solo dando credito di coerenza. Per il semplice fatto logico che dovrebe essere così, dovrebbe lui essere coerente, quindi presupponiamolo pure, così gli diamo credito di coerenza e gli faciamo un favore. Trattiamo il malato da guarito magsari così si ricorda di essere coerente con se stesso.
Dato che "ognuno sarà giudicato dalle sue stesse parole, non altro".
E' doveroso lasciare che il giudizio vada da se e non giudicare gli altri, tanto presto o tardi l'albero si riconosce dal frutto.
Questo si che è razionalità, è sapeinza.
E poi : nella vostra pazienza possiederete il mondo.
Da tempo al tempo e vedrai che non ci sono cazzi che tengano: l'albero si riconosce dal frutto, parliamo degli uomini e della storia dunque.
La religione non è razionalità, compresi i suoi dogmi.
La sapienza può anche consistere nella capacità di conoscere la realtà attraverso la ragione, ove possibile,e presume capacità di discernimento e giudizio neutrale, che io possiedo.
Esiste una sola sapienza in tutto l'universo, non solo in tutto il mondo e in tutte le religioni o tradizioni o culture, ma in tutto l'universo, se non sei arrivato mai a capire questo, ti sei perso molto fino ad ora.
La verità sia di qualunque natura sarà sempre e comunque la verità.
Il relativismo dice che non si può arrivare a scoprire la verità.
La scienza ha dimostrato un sacco di volte il contrario
Non importa di queale verità si tratti, la verità è sempre se stessa: una sola e non molte.
Perchè quando si tratta di verificare una singola verità su un singolo aspetto fatto o prolema preciso, la verità sarà sempre e soltanto una sola. Sta a noi distinguere e separare debitamente i fatti per capire quali siano le verita prese una per una.
Se invece ancora siamo confusi non è una scusa per arrendersi e non ricercare più per non crederci che sia possibile arrivare alla verità. Ma il relativismo è proprio questo: un arrendersi alla ricerca punto.
Comment