Interessante è la "liberazione dal dolore".
A questo punto, considerando che nell'argomento ti sento più preparato di me vorrei porti questa domanda: codesta liberazione come avviene? Passando attraverso i dolore, oppure evitandolo o addirittura cercando di rimanerne indifferente?
Sono insetti colori i quali cercano di fondare una religione (o una setta) ma non hanno la "natura" adatta, che è quella della "buddhità" . Essi sono solo "falsi speculatori".
Il passo è chiarissimo.
Mai discutere con un idiota: ti trascina al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. Prima Legge di Hammond
Nella concezione buddhista la liberazione dal dolore avviene con la Realizzazione del "Risveglio", una condizione di cambiamento ontologico per cui si giunge alla consapevolezza dell'inconsistenza di ciò che chiamiamo realtà e alla scoperta che in verità tutto è solo māyā, un concetto che noi occidentali non abbiamo e che può essere tradotto molto difficilmente con "illusione", o "magia", nel senso di un qualcosa che sembra essere ma non è. La consapevolezza dell'inconsistenza del mondo che ci circonda, ma anche di noi stessi, riesce a liberarci dall'incatenamento a questa illusione, dal ciclo delle rinascite e dunque, di conseguenza, dal dolore ad essa connessa.
Mai discutere con un idiota: ti trascina al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. Prima Legge di Hammond
La consapevolezza dell'inconsistenza del mondo che ci circonda, ma anche di noi stessi, riesce a liberarci dall'incatenamento a questa illusione, dal ciclo delle rinascite e dunque, di conseguenza, dal dolore ad essa connessa.
Udana (VI:10), testo buddhista:
"Brilla l’insetto finché non sorge il Portatore di Luce. Quando lo Splendente è sorto, uccisa è la sua luce, esso più non brilla.
Tale è la luce dei settari: fintanto che non appaiono nel mondo coloro che sono rettamente e pienamente risvegliati, i meri speculatori non danno luce e neppure i loro seguaci, né quelli dalle false teorie possono liberarsi dal dolore!"
Ora,Solesolo, l'ho riletta sotto un'altra luce.
Ed ho pensato a Pietro ed a Gesù e, devo dire che, finché Pietro ha impedito al Salvatore di adempiere ciò per cui Egli era venuto a fare lo chiamò Satana, e con un "vade retro!!" gli impedì di andare avanti, di progredire.
Se il Papa è il rappresentante di Pietro in terra, la chiesa purtroppo incorrerà sempre in questa diabolica contraddizione [se penserà come pensa il mondo ( secondo le regole, come precedentemente pensarono gli Israeliti condannati da Gesù]: impedirà di andare oltre,finché il Cristo non ritornerà.
Diverso è il concetto di Bodhisattva che, pur avendo conseguito l'Illuminazione e la conseguente Liberazione dal samsara, decide liberamente di aiutare gli altri esseri viventi a giungere all'Iluminazione a loro volta.
dopo la liberazione rimane ancora qualcuno che possa "decidere liberamente di aiutare.." ?
Chi c'è dopo l'illuminazione, cosa resta?
dopo il risveglio colui che pensava di essere l'agente non esiste più (l'ego), quindi non c'è più nessuno a fare l'azione, tutto accade spontaneamente senza una causa;
"prendere la decisione di diventare Bodhisattva" è un'azione, ti chiedo, chi è che la compie?
La Realizzazione è quella condizione secondo cui il secchio si immerge nell'acqua del pozzo. Il Bodhisattva sceglie liberamente di tirare nuovamente su il secchio...
dopo la realizzazione il secchio non è mai esistito, com'è possibile ritirarlo su?
sceglie liberamente di tirare nuovamente su il secchio...
di nuovo, chi è che sceglie? chi è presente a fare l'azione?
Il problema sta proprio nell'incomprensione di certi concetti che, in Occidente, vengono diffusi da persone non qualificate, legati a una struttura logica troppo diversa. La mentalità europea è stata totalmente distrutta dal dualismo cartesiano.
Ho appena specificato che non è tanto questione di "esistere" o "non esistere", ma di forma ed essenza.
Il secchio non cessa di esistere, semplicemente si rende conto di non essere quello che pensava di essere, una pura forma individuata.
E non è vero neanche che non esista più l'Ego, non esiste più ciò che si chiama ahamkara, cioè l'illusione che ciò che agisca sia un individuo. E questo perché esso non è altro che uno dei tanti elementi che compongono l'individualità umana.
Gli altri sono: Buddhi, Citta, Manas.
Mai discutere con un idiota: ti trascina al suo livello e poi ti batte con l'esperienza. Prima Legge di Hammond
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