Originariamente Scritto da Il gatto
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21 Dicembre 2012 Fine Del Mondo?
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Poi immagina anche il mastodontico sfregolio del magma dovuto alla resistenza operata in virtù della rotazione terreste. Qual'è la forma solida che oppone meno resistenza? Io credo una sfera.Last edited by crepuscolo; 05-09-2010, 12:00.
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[QUOTE=crepuscolo;1235864]Io non credo che i materiali pesanti siano affondati al raffreddamento come tu dici, ma penso che la terra al momento del distacco, se si"Non puoi fare nulla per smettere di invecchiare, ma potresti fare moltissimo... se volessi iniziare a crescere!"
It's long way to the top, if you wanna rock'n'roll
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Ma per questo fra il credere e l'essere si formano notevoli discordanze più o meno indiziate da vari fattori che sono soggetti a controllo fisico e che rispondono a comportamenti generali che possono far pendere l'asino da una parte o dall'altra.
Fermo restando che quando il tutto ha lo scopo di farci fare quello che ci facciamo qui ci si può fare e disfare quello che si vuole, anzi più questo lavorio è serrato tanto più lo scopo contingente, dell'intrattenimento
, è raggiuto e ciò è la cosa più importante che tutti ci tiene impegnati.
Formazione del Sistema solare
L'ultimo papa
la fine del mondo
SIAMO VICINI ALLA FINE DEL MONDO?
FINE DEL MONDO: "QUANDO" E "COME"?
Come abbiamo più volte ribadito per sapere quando e come arriverà la fine del mondo partiamo innanzitutto da ciò che la Madonna ha più volte ribadito in ognuna delle sue apparizioni. Sono state già ampiamente riportate le informazioni che emergono dalle apparizioni sul “quando” e sul “come”, nella sezione sulle apparizioni di Medjugorje-Garabandal e in quella Le altre apparizioni, di…
La teoria della “Terra Cava”
Last edited by Il gatto; 05-09-2010, 14:20.
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Comunque al di là dell'utilizzo mediatico ricreativo o di scarico di tensioni, che se ne fa, il concetto della fine del mondo è più profondo di quel che sembra.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioL'ultimo papa
la fine del mondo
SIAMO VICINI ALLA FINE DEL MONDO?
FINE DEL MONDO: "QUANDO" E "COME"?
http://www.lultimopapa.it/fine.htm
Tipicamente ciò che è elastico soffre meno del problema di una fine. Non temono fine come specie i topi, teme la fine il ghepardo, poichè la sua iperspecializzazione lo ha irrigidito, e di fatto portato in un vicolo cieco. Non a caso la società nazista era nella sua rigidità prussiana, intrisa del concetto di fine, di morte, tanto che le SS si consideravano adoratori della dea Kali, la dea della morte, e si andava in guerra "a trovar la bella morte".
Anche Hitler aveva una esigenza di esorcizzare la morte, infatti il suo era un reich "millenario" e la sua architettura era una architettura delle rovine, poichè i monumenti dovevano essere immortali, belli anche dopo essere finiti in rovina, come il Colosseo. Molto interessanti da leggere le memorie del terzo reich di Albert Speer, l'architetto e ministro degli armamenti del fuhrer.
Anche la nostra società al di là delle supposte aperture mentali imputate al pensiero scientifico, è filosoficamente una società industriale, prussiana, e perciò ha un rapporto complicato con la morte. Tende ad esorcizzarla con il mito della sua sconfitta a mezzo della medicina (pensiamo al Berlusconi che vuole vivere 150 anni), mito perchè non applicabile a tutti, e infatti si sta lavorando per alzare i picchi estremi per pochi eletti, ma abbassare la vita media togliendo lo stato sociale, perchè al mondo non ci entriamo più. In tal modo è riaffermata la filosofia industriale, che ha il suo prestigio nel poter vincere la morte (come pura potenzialità
ma il suo potere reale nel ridurre gli attriti inutili nell'uomo quale rotella dell'ingranaggio sociale attraverso una oculata distribuzione della morte. E' inutile specificare che lo stato sociale, l'assistenza pubblica e la scuola sono, se non funzionali alla produzione, un attrito inutile, secondo leggi freddamente meccaniche.
In fondo ogni "dio psicologico" ha il potere sulla vita e sulla morte, e la cultura industriale in quanto inevitabilmente metafisica non fa eccezione alla regola.
Potremmo dire che ogni società nasce, matura e invecchia. La fecondità è sempre un concetto connesso al rinnovamento. Se è possibile definire una società, è attraverso il suo linguaggio. Ogni linguaggio racchiude una visione del mondo. Per linguaggio dobbiamo però intendere un linguaggio esteso.
Anche il calcio ad esempio è un linguaggio, una griglia interpretativa della realtà. Ogni linguaggio genera i suoi sacerdoti, individui che si fanno esegeti della griglia interpretativa, e guardiani dell'ortodossia, accatastando per di più concetti su concetti finchè la complessità della griglia si mangia la realtà, diventando una ragnatela mortale. Uno strumento è tale quando lascia la libertà all'operatore, quando rappresenta una potenzialità. Se lo strumento diviene la ragione di esistenza dell'operatore, allora è la fine si arriva al commercio delle indulgenze, e ad altri aspetti simili.
Nella nostra qualità di uomini radar, di individui assolutamente estroversi, piegati alle esigenze del nostro ruolo sociale, di "impiegati inginocchiati di fronte al capufficio" il quale è inginocchiato di fronte ai suoi capi in un sistema che sembra il giuoco Sasso Carta Forbice, dove non si capisce più chi è inginocchiato verso chi, abbiamo un bisogno feticistico del telefonino, poichè esso è il moderno commercio delle indulgenze. E' la garanzia che il sistema ci può raggiungere in ogni momento, è l'occhio del dio della civiltà industriale che ci scruta perennemente nell'anima, cilicio dei nostri tempi che garantisce la nostra pia condotta di vita. Prossimamente lo avremo incorporato in un chip sotto pelle, assieme ai dati sanitari, in modo da consentire al sistema una modalità di controllo interattivo. Notiamo in Facebook un espansione ulteriore della faccenda, con una specie di verbalizzazione della propria esistenza che trasforma il luogo interiore della coscienza in una vetrinetta delle cineserie esposta agli acquirenti e/o curiosi.
Pochi si sono accorti che questo dio tecnologico moderno è il dio cristiano degenerato, o meglio, il dio dell'apparato clericofascista. Non a caso l'industrialismo è nato in terra cristiana.
E' nel dover nascondere la puzza di morte di una ragnatela interpretativa oramai sclerotica quale quella dei nostri secoli occidentali, che nasce l'esigenza di psicodrammatizzare la morte con i millenarismi.
Lasciare il senso di morte incombente come un convitato di pietra che non è presente ma che tutti hanno paura di nominare, è esiziale per un sistema
divenuto sclerotico. E allora sotto col circo dei millenarismi.Last edited by Fuchur; 05-09-2010, 15:27._______________________________________
Gli oggetti hanno la capacit
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Come la tratta degli schiavi d'altronde, industrialismo e schiavitù sono le facce diverse della stessa medaglia:il profitto rappresenta il miglior modo per sostenere lo sfruttamento fino all'osso, sacro ovviamente Eheh; invece la tratta delle delle donne è un'esclusività Araba, e Ghedaffi lo ha dimostrato in modo circense.Originariamente Scritto da Fuchur Visualizza MessaggioNon a caso l'industrialismo è nato in terra cristiana.
Fuchur, la tua riflessione mi è sembrata molto acuta ed attinente alla nostra realtà.Last edited by crepuscolo; 06-09-2010, 01:14.
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Non si saOriginariamente Scritto da crepuscolo Visualizza MessaggioDici? E' possibile
Mi piacerebbe sapere che cosa dicono gli esperti. Qualcuno pensa che la Luna si sia staccata dalla terra.
L'origine della Luna
Meno male, fra tante certezze certe pi
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[QUOTE=Il gatto;1236032]Non si sa
L'origine della Luna
Meno male, fra tante certezze certe pi
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A parte il fatto che il salvatore muore, paradosso dei paradossi.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
E poi senza la morte chi lavora come salvatore resta disoccupato, come farebbe a dirti il di rito: ma se fai quelle che dico io
ti salverai?
E in questi tempi di crisi molti aspirano ad un posto di vice salvatore supplente aggiunto, stipendiato.
Poi quel "quelle cose" così generico non rende l'idea che l'avvenimento espresso dal "se fai quello che ti dico ti salverai" è reso in forma passiva e, come dice già il nome, avviene senza il nostro ausilio. Per me, anche se non cambia di molto, è più coerente un discorso del genere: "se vorrai salvarti devi fare quella strada lì" ( questa è l'idea), poi c'è l'azione che è percorrere la strada che ne consegue, ed in quel momento sei già nella salvezza promessa.
Senza verifica diretta l'insegnamento non avrebbe senso e sarebbe un ubbidire alla cieca.Last edited by crepuscolo; 06-09-2010, 10:45.
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Le vie dei marpioni sono infinite come quelle dei salvatori e le sottogliezze per far fare a te quello che piace a loro lo stesso, da cui ben difficile che salvo casi di dipendenza personale, si lasci agli agli altri sia le indicazioni e ancor meno le decisioni sul proprio che, tanto per cominciare, nemmeno glielo si rende noto al che si sbizzarriscano con le loro profezie buone per tutti i tempi e le situazioni
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Non è così semplice. Il metabolismo in parte è morte, quindi esorcizzare la morte è rifiutare la vita, che si esprime nei mutamenti metabolici, anche catabolici.Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza MessaggioTrattare poi della morte la banalizza e banalizzare il pericolo in un qualche modo lo sconfigge almeno nell'immediato cosa per niente trascurabile quale effetto reale sebbene temporaneo.
In più si inserisce l'elemento che l'essere umano è una macchina in perenne ed obbligatorio movimento dal punto di vista esistenziale. Quindi avendo una vita interiore è obbligato a sottometterla alle leggi del movimento. Tradotto: ha una via da seguire anche se dice di non averla. Infatti chi sceglie i propri pensieri gettando un bussolotto di dadi? Nessuno. Il solo fatto di usare un linguaggio, sia matematico, sia fisico, sia biologico, significa aderire al percorso che tale linguaggio sottintende. Le parole non sono neutrali. E dato che le parole sono entità finite è nella logica delle cose che la morte come destino di ogni cosa finita, accompagni l'uomo ad ogni passo. Quando si tenta di dare ad un ente verbale (Dio, progresso, natura, salute fisica) un significato infinito, nasce la contraddizione tra la necessità catabolica di incompletezza di quell'ente, derivante dalla sua finitezza, e la realtà. Come appare la luce appare l'ombra, necessariamente. Poi capita che si abbia paura dell'ombra, ma essa è tanto più intensa quanto più è forte la luce che la genera. Anche Dio, per i credenti, se assume una connotazione raffigurata, verbale, diviene un Dio castigatore, vendicativo, crudele, oppure impotente.
"Dove era Dio ad Auschwitz?" Se potente era dalla parte dei nazisti, se era dalla parte degli ebrei era impotente. Non si sfugge.
Quindi, per ricollegarci all'inizio, è nel dare valenza eterna, infinita ad un ente finito l'errore che genera il terrore della fine. E' il principio per cui tanto più si sale in cima al traliccio tanto più aumenta la paura di cadere._______________________________________
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