In teoria sì, però non sono sicura che sia un'ipotesi attuabile in un futuro prossimo. Come dicevo in un post precedente (ora sparito) le religioni istituzionali continueranno a esistere per un bel pezzo, finché saranno le persone a volerle. Eh sì, anche i più feroci oppositori si lasciano risucchiare dal vortice di una religione almeno una volta nel corso della vita.
Ma è prevedibile che ciò succeda.
In genere non si aderisce a una confessione per autentico e profondo sentimento di fede, quanto per motivi di tipo sociale e tradizionale; tutte le religioni, quelle diffuse e quelle elitarie, offrono un valido servizio di assistenza psicologica e morale a buon mercato agli strati meno abbienti della popolazione. I ricchi non ne hanno grande bisogno, si sa, loro vanno dallo psicanalista e dispongono di altri modi più efficaci per socializzare, anche se poi fingersi devoti ha sempre pagato.
D'altra parte, è facile non aver bisogno della religione finché si è giovani, sani, belli e tutto va bene, il dramma inizia quando succede qualcosa di brutto o si diventa vecchierelli...Allora si scambia la propria fragilità per fede e si è disposti ad accettare tutto senza più porsi delle domande.
Questo non ha nulla a che vedere con l'autentica fede: sembra avere a che fare molto di più con la necessità di appoggiarsi a un pastore o a un re, per quanto dei cieli e non di questo mondo, barattando la propria libertà mentale in cambio di rassicurazione, illusione e conforto.
Chi siamo noi per giudicare e condannare?
Però...ci sarebbe da discutere - e molto - sui leader religiosi e sui finti fedeli che, approfittando della debolezza umana, accumulano indebite ricchezze mentre esaltano a parole la povertà e la frugalità. Nell'insieme, sarà pure tutta una commedia da ambo le parti, ma finché stanno in scena questi signori dovrebbero avere la decenza di conformarsi al ruolo che rivestono.
Ma è prevedibile che ciò succeda.
In genere non si aderisce a una confessione per autentico e profondo sentimento di fede, quanto per motivi di tipo sociale e tradizionale; tutte le religioni, quelle diffuse e quelle elitarie, offrono un valido servizio di assistenza psicologica e morale a buon mercato agli strati meno abbienti della popolazione. I ricchi non ne hanno grande bisogno, si sa, loro vanno dallo psicanalista e dispongono di altri modi più efficaci per socializzare, anche se poi fingersi devoti ha sempre pagato.
D'altra parte, è facile non aver bisogno della religione finché si è giovani, sani, belli e tutto va bene, il dramma inizia quando succede qualcosa di brutto o si diventa vecchierelli...Allora si scambia la propria fragilità per fede e si è disposti ad accettare tutto senza più porsi delle domande.
Questo non ha nulla a che vedere con l'autentica fede: sembra avere a che fare molto di più con la necessità di appoggiarsi a un pastore o a un re, per quanto dei cieli e non di questo mondo, barattando la propria libertà mentale in cambio di rassicurazione, illusione e conforto.
Chi siamo noi per giudicare e condannare?
Però...ci sarebbe da discutere - e molto - sui leader religiosi e sui finti fedeli che, approfittando della debolezza umana, accumulano indebite ricchezze mentre esaltano a parole la povertà e la frugalità. Nell'insieme, sarà pure tutta una commedia da ambo le parti, ma finché stanno in scena questi signori dovrebbero avere la decenza di conformarsi al ruolo che rivestono.


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