Ponzio Pilato

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #31
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Non necessariamente c'è un utile materiale, le convinzioni hanno il vantaggio di essere appaganti di per se.
    Però è più lineare evitare di metterci a supporto sicuro certi dettagli praticamente impossibili da affermare e comunque la convinzione propria prescinde da tutto ciò basandosi appunto su una percezione propra valida di per se finchè la si applica a se stessi.

    Il problema lo crea il voler trasmettere agli altri, estranei alla cosa, le proprie convinzioni convalidandole con "fatti" come minimo molto dubbi e di problematico accertamento anche per il cronista postumo di almeno un secolo dell'epoca, estraneo all'entourage di pilato.
    Nel nostro caso le esitazioni di pilato e la lite famigliare con la moglie stanno a dire che c'è una evidenza della divinità di gesù e ciò va a convalidare l'affermazione di questa divinita, solo che le "prove" non sono affidabili e usandole verso un pubblico che non ha interesse a vedere ciò che non si vede si da solo l'idea di barare come quando si presenta una perizia di parte che dice ciò che gli è impossibile potere periziare.
    Si sono d'accordo con te, anche a me sembra che in alcuni casi si sia fatta una certa quadratura un po' forzatina, ma credo faccia parte del gioco dello scrittore. Se non sbaglio, non mi ricordo chi era lo storico, anche alla morte di Cesare la moglie gli aveva sconsigliato di uscire, sembra che queste mogli ne sappiano più dei mariti
    Last edited by crepuscolo; 20-01-2013, 15:00.

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    • Doppio
      Superstite
      • 04/08/10
      • 4917

      #32
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Non stiamo quindi più a parlare di normali insegnamenti che lasciano i dubbi di tutti gli insegnamenti legati alla fallacità degli insegnanti, ma di verità assolute, cosetta diversa.
      Giusto per essere sicuro di non stare fraintendendo il tuo pensiero, da questa tua affermazione sono in parte propenso a leggere una posizione rivolta verso il relativismo, ma non ne sono certo... identificati.
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      Moderatore droghe

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #33
        Non direi che il relativismo, verso il quale direi ho un atteggiamento favorevole, sia parte della questione che secondo me verte sulla dimostrazione del personaggio gesù, delle sue attribuzioni e quindi della verità assoluta dei suoi consigli obbligatori.

        C'è poco di relativo in ciò considerando il relativismo applicabile alle etiche personali e non a delle affermazioni circa dei fatti dove o sei in grado di documentarli, oppure no e la documentazione poggia tutta sull'attendibilità e sull'oggettività dei narratori terzi.

        ma credo faccia parte del gioco
        Certo che fa parte del gioco, ma conoscendo il gioco a cui si gioca la testimonianza è ricusata e dichiarata non ammissibile.

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        • marinocastellan
          Opinionista
          • 29/12/11
          • 1066

          #34

          "Sta scritto:"Patì sotto Ponzio Pilato." e va tutto bene.
          E se dico che mia zia ha sofferto sotto Giulio Andreotti ? Va anche bene?
          In greco ma con caratteri italiani sta scritto:" upò Pontou Piletou" che significa:"Sotto un mare immenso."
          un modo di dire della lingua ebraica per far capire che un tale ha sofferto molto,ha sofferto in modo indicibie.
          Ma chi ha tradotto conosceva la lingua e i modi di dire ebraici come io conosco l'Inglese quando dico a una mia amica scozzese:"Eh ! Eh !The Fat its not for Boat ! "(Ciccio non è per barca!)

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          • Doppio
            Superstite
            • 04/08/10
            • 4917

            #35
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            Non direi che il relativismo, verso il quale direi ho un atteggiamento favorevole, sia parte della questione che secondo me verte sulla dimostrazione del personaggio gesù, delle sue attribuzioni e quindi della verità assoluta dei suoi consigli obbligatori.

            C'è poco di relativo in ciò considerando il relativismo applicabile alle etiche personali e non a delle affermazioni circa dei fatti dove o sei in grado di documentarli, oppure no e la documentazione poggia tutta sull'attendibilità e sull'oggettività dei narratori terzi.


            Certo che fa parte del gioco, ma conoscendo il gioco a cui si gioca la testimonianza è ricusata e dichiarata non ammissibile.
            Ah, ecco... non sbagliavo, sei dunque favorevole al relativismo, nel qual caso sarà difficile che giungiamo ad un punto di congiunzione... va be', ti assicuro che non è affatto obbligatorio per quanto io creda nella verità.

            Circa la seconda frase però mi tocca ribadirlo, è come se il punto focale del mio primo post non fosse passato: la veridicità storica non è una componente richiesta ne millantata da un testo come la bibbia (nel quale comunque sottolineo non ritengo alberghi quella famosa verità di cui sopra: non è una cosa che si può scrivere in un libro), è un libro di insegnamenti (che si può scegliere o meno di accogliere, non vedo questa obbligatorietà o quantomeno è obbligatorio solo dopo la sua accettazione: in pratica se uno accetta Dio in una sua forma specifica, come può essere quella biblica, poi dovrebbe logicamente accettare la morale che da quella forma consegue, se invece decide di proseguire la ricerca prosegue la ricerca e di fatto non può avere obblighi nei confronti di qualcosa che non ritiene veritiero... sarebbe pure strano), nei libri di storia invece non ci sono insegnamenti o ci sono per contingenza, ma non è il loro posto.
            Non avete ancora visto niente

            Moderatore droghe

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #36
              Il discorso generale però è stato fatto diverse volte con le diverse conclusioni delle parti.
              Ora è stata posta la questione specifica del povero pilato e delle reazioni personali sue e della moglie nella bega, su tali reazioni si è creato un romazo di varia interpretazione e regia che il buon cono ci propone di valutare come espressione di verità storica dimostrata.

              A fronte di tale questione resta quindi l'invalutabilità del personaggio e maggior ragione della moglie a fronte della assoluta mancanza di dati esaustivi e attendibili, restando valutabili solo i vari registi, interpreti e interpretazioni delle varie versioni romanzate di quegli eventi.

              La verità, come tutte le luminose verità, è demandata alla condivisione pesonale del singolo che decide da se per se basandosi principalmente su una propria percezione che non necessita di nient'altro, se non per una eventuale opera di diffusione dove appunto la percezione propria può ben poco trovandosi in circolazione infinite verità contraddittorie vere per chi le afferma, ma dubbie per il resto del mondo.
              Nel nostro caso infatti chi crede crede di per se perchè gli piace l'idea e non ha necessità di tante storie di cui ha solo una conoscenza catechistica elementare che lascia il tempo che trova, ma certo non intacca quel credere personale fatto di altro.
              Last edited by Il gatto; 20-01-2013, 16:38.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #37
                Il Gesù storico non è il Gesù reale ed il Gesù reale non è il Gesù storico. Questo paradosso vale per tutti i personaggi come anche per Ponzio Pilato.
                Che cosa intendiamo quando vogliamo indagare su Ponzio Pilato "reale" o il Nerone "reale" o qualunque altra persona nella storia antica?
                La nozione di "reale" è una nozione complessa che necessita di accurata distinzione, sia che trattiamo la storia antica o moderna. Nella ricerca storica ci sono differenti gradazioni nel significato di "reale". Ovviamente non possiamo intendere la realtà totale di quella persona, tutto quanto ha pensato, sperimentato, fatto e detto. Anche oggi, nonostante tutti i documenti amministrativi stampati, le registrazioni dei telegiornali e le biografie disponibili, si potrebbe non conoscere la realtà totale, tanto per dire, di Richard Nixon o Ronald Reagan. Anzi, come potrebbero questi stessi individui, e tanto meno qualunque altro, mai conoscere la loro realtà totale, definita in termini tanto ampi e onnicomprensivi?
                Eppure quando si tratta di personaggi pubblici moderni, lo storico o il biografo può generalmente assemblare un quadro"ragionevolmente completo. Probabilmente discuteremo da ora al giorno del giudizio universale il grande talento e i tragici errori di Nixon, ma non c'è da discutere sulla montagna di dati empirici che archivi pubblici, documenti militari, notiziari notturni, scrutini elettorali, conferenze stampa presidenziali, nastri magnetici sul Watergate, udienze congressuali e biblioteche presidenziali forniscono ad nauseam. Guardare e interpretare i fatti è un compito monumentale , ma almeno i fatti sono là. La realtà totale di Nixon continuerà a sfuggirci come è sfuggita a lui. Però abbiamo e possiamo sperare di affinare un ritratto "ragionevolmente completo" e una documentazione del "reale" Richard Nixon.
                Interpretazioni appassionate e prevenute sono inevitabili, ma l'immenso fondo di fatti verificabili può esercitare qualche controllo su ipotesi selvagge. In questo limitato, equilibrato senso, il Nixon "reale", e ogni personaggio pubblico, è in via di principio disponibile per lo storico.
                Il reale e lo storico non coincidono, ma c'è una considerevole sovrapposizione.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #38
                  Ma qua non c'è praticamente niente e cosa ci può aspettare dal responsabile della forza di occupazione quando tentano di fargli perdere tempo con una bega del tutto interna se non un laconico avanti il prossimo e facciamola finita al più presto senza che ciò vada a costituire nulla di chè sulla sequela dei da crociffeggere che gli spedivano?

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #39
                    Infatti l'ho detto all'inizio che la figura di Ponzio Pilato per me probabilmente, e qui il probabilmente ci sta bene, non era come descritto nei vangeli. Non credo fosse il tipo di da lavarsene le mani difronte ad una condanna alla crocifissione; e con questo ritorniamo al mio primo intervento.

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                    • Doppio
                      Superstite
                      • 04/08/10
                      • 4917

                      #40
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      Il discorso generale però è stato fatto diverse volte con le diverse conclusioni delle parti.
                      Ora è stata posta la questione specifica del povero pilato e delle reazioni personali sue e della moglie nella bega, su tali reazioni si è creato un romazo di varia interpretazione e regia che il buon cono ci propone di valutare come espressione di verità storica dimostrata.
                      E tre... lo ribadisco ancora: nel mio primo post in questa discussione ho negato esattamente questo e mi sembra anche di aver detto le ragioni che mi spingono a ritenere che Cono non stia affatto trattando la questione come storica, in ogni caso, visto che si continua a tornare su questo punto senza che la mia affermazione venga presa in esame, anche solo per dimostrare che mi sbaglio e Cono stia davvero trattando la questione come fatto storico, beh , cosa rispondi a me che invece ammettendo la non storicità del racconto osservo che comunque delle persone hanno di fatto voluto così tramandare qualcosa... cosa avranno voluto dire? Bada bene che sto davvero ponendo una domanda a cui vorrei avere una risposta, non ho una risposta che ritengo vera e sto cercando di far passare in qualche modo. Qualcuno ha risposto che buttavano il seme dell'antisemitismo, è possibile, ma non lo credo, mi sembra del tutto anacronistico.

                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      La verità, come tutte le luminose verità, è demandata alla condivisione pesonale del singolo che decide da se per se basandosi principalmente su una propria percezione che non necessita di nient'altro, se non per una eventuale opera di diffusione dove appunto la percezione propria può ben poco trovandosi in circolazione infinite verità contraddittorie vere per chi le afferma, ma dubbie per il resto del mondo.
                      Affatto vero, quando sostengo di credere nella verità e rigettare il relativimo non penso al catechismo o a qualsiasi altra verità preconfezionata, ma agli insegnamenti di Socrate, ergo alla verità che emerge proprio quando l'ironia ha portato alla luce e demolito tutte le contraddizioni e la persona è pronta a partorire da se stessa la verità scoprendo che non era mai stata da qualche parte fuori da se. La posizione relativista non è forse figlia di una "luminosa verità" che delega a ciasciun singolo il diritto di stabilire verità e virtù secondo i dettami che più gli stiano comodi (essendo la virtù non insegnabile, a detta di Protagora), liberando chiunque non abbia voglia di andare a fondo nelle cose dal dovere di farlo, essendo la sua virtù valida quanto quella di chiunque altro... be' è proprio qui che a ben guardare troveranno terreno fertile le verità catechistiche: "infinite verità contraddittorie vere per chi le afferma, ma dubbie per il resto del mondo", infatti queste risultano perfettamente giustificate nell'ottica di una verità relativa, invece mai e poi mai lo sarebbero in una scuola di pensiero che richieda che la verità sia ricercata attivamente e non accettata passivamente.
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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #41
                        Considerando il processo e il personaggio di pilato allegorici e inventati a scopo didattico, visto il senso che comunemente si da all'episodio, come indicazione urbis te orbis forse ci si potrebbe leggere l'indicazione di difendere al di la delle proprie responsabilità istituzionali una verità conosciuta usando il proprio potere per imporla di forza.

                        Per me le cose vere sono misurabili, ripetibili e comparabili, ovvero sono per il resto c'è il catalogo delle opinioni proprie.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #42
                          per quanto riguarda la misurabilità c'è da dire allora che quello che veniva misurato ieri era falso considerando la tecnologia di oggi che non sarà certo quella di domani, il tempo dei romani che usavano la meridiana è diverso da quello di oggi misurato con le vibrazioni del quarzo; per quanto riguarda la ripetibilità che mi dici di una vita? Non credo sia ripetibile eppure è reale; per finire il comparabile esiste perché consideriamo il tempo e lo spazio come funzioni continue, ma mi sembra che la moderna fisica non sia dello stesso parere.

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                          • Doppio
                            Superstite
                            • 04/08/10
                            • 4917

                            #43
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Per me le cose vere sono ... ripetibili
                            Lo dicevo io che le 19:04 di oggi non erano vere. Asd, empirismo puro, ma cosa siamo nel '700.
                            Non avete ancora visto niente

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #44
                              La misura ha sempre comportato dei margini di incertezza definendo un risultato con un più o meno e all'interno di quei margini il risultato resta oggettivo e anche una vita è ripetibile come vita, poi la storia personale non lo sarà ma raccontarla è una affermazione propria e crederci una scelta discrezionale.
                              Però immagino ci si sia capiti, ovvero il contenuto di fede è tematica di fede dove o ci credi o vai al rogo e non un fatto dimostrato sulla base che qualcuno ha fede.

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                              • Doppio
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                                • 04/08/10
                                • 4917

                                #45
                                Pure il rogo... ho capito hai viaggiato nel tempo pertanto tuo linguaggio appare aulico, ma è solo arcaico. Addio, vado a discutere con la gente di oggidì.

                                edit: p.s. naaaah, davvero proprio quando eri migliorato dimostrando di essere in grado di avvalerti di un lessico e una forma comprensibili mi dovevi cadere esplicitando il tuo essere un credente della forma più terra terra di fede che mai sia esistita?
                                Last edited by Doppio; 20-01-2013, 19:30.
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