Elogio del catechismo

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24587

    #256
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Il discorso torna sempre lì, Axeugene: C'è chi non ce la fà più e getta la spugna. Separandosi, divorziando, tradendo o magari anche soltanto alzando muri di omertà e di silenzio....
    E c'è chi continua a lottare, a combattere per salvare il Matrimonio, a scorgere il bene anche in mezzo alla tempesta, a intravedere la luce alla fine del tunnel, a perdonarsi a vicenda, ad accogliere l'altro per quello che è e non per quello che vorrebbe che fosse.....

    Si tratta di scegliere. E di orientare la vita verso una meta.
    eh, il discorso cade sempre sull'evidenza che siamo individui, non marionette di un volere superiore;

    se l'interlocutore non ne vuol sapere e vive comunque a modo suo, cosa fai ? subisci ? e in nome di cosa ? non può esserci valore nell'assecondare prepotenza, o indifferenza;

    e quale virtù potrà mai esserci nell'ignorare che l'altro è infelice in quella condizione che vogliamo a tutti i costi conservare ?
    vedi, a me - come a tantissimi altri - è capitata la sofferenza di dover constatare una circostanza di questo tipo e di aver tentato di porvi rimedio;

    ma quando ti accorgi che sei proprio tu - senza necessariamente niente di malvagio, anzi, magari con una propensione che ci si racconta come amorevole - col tuo modo di essere e di concepire le cose a determinare l'infelicità della partner, che vuole vivere in un altro modo, che ha bisogno d'altro, che valore altruistico ci può essere nel voler imporre la propria presenza e una vita giocata sul conflitto e l'ostilità ?

    guarda che, come quasi sempre, anche i figli violenti sono figli di genitori violenti, e quelli nevrotici di nevrotici; se tieni in piedi una famiglia pro-forma ma dilaniata da ostilità sottotraccia, rancori e rimozioni, educhi i figli alla nozione che la famiglia è quella roba lì, che l'"amore" funziona in quel modo, e quelli troveranno a loro volta confortevole ricalcare quel percorso, perché a quel tenore di comunicazione e affettività sono abituati.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17958

      #257
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Il discorso torna sempre lì, Axeugene: C'è chi non ce la fà più e getta la spugna. Separandosi, divorziando, tradendo o magari anche soltanto alzando muri di omertà e di silenzio....
      E c'è chi continua a lottare, a combattere per salvare il Matrimonio, a scorgere il bene anche in mezzo alla tempesta, a intravedere la luce alla fine del tunnel, a perdonarsi a vicenda, ad accogliere l'altro per quello che è e non per quello che vorrebbe che fosse.....

      Si tratta di scegliere. E di orientare la vita verso una meta.
      Io cono proprio non capisco e non ti capisco. E non capisco ovviamente il discorso di un dio che sceglierebbe per noi una persona che però nel tempo non si rivela più quella con cui si sta bene a partire da cambiamenti nel carattere, condivisione di passioni a questioni più gravi come le botte.
      A che scopo tutto ciò? Quale meta, quale realizzazione ci può essere?

      E anche quando si arriva a insulti e denigrazioni e botte si deve stare lì a prendere tutto ciò?

      Se i tuoi figli ti confidassero che il coniuge fa qualcosa di male non prenderesti provvedimenti? Non andresti a fare una denuncia? Non porteresti via da quella situazione la persona a cui vuoi bene?
      Perchè dai discorsi che fai sembra che bisogna stare lì ad immolarsi anche davanti alle violenze sperando che ccccccesù aiuti o che il coniuge smetta sussurrandogli le paroline dolci.

      Mi sa che sei tu che ti alzi nella testa muri di omertà e silenzio nei confronti della realtà, dei bisogni e dei problemi altrui. E tutto ciò per cosa?
      Per l'amico immaginario, che a quanto pare sembra perfino più importante delle persone vere e di quelle che hai accanto.
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24587

        #258
        Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
        Mi sa che sei tu che ti alzi nella testa muri di omertà e silenzio nei confronti della realtà, dei bisogni e dei problemi altrui. E tutto ciò per cosa?
        Laurina , il punto in realtà è molto prosaico:
        sulla base di una tradizione che vedeva l'uomo arbitro della situazione, è rimasta questa dottrina - oramai relativamente unisex - funzionale alle insicurezze;

        la vita di coppia comprensibilmente attrae ma fa anche paura; ci si deve "sistemare", ma si teme l'abbandono e soprattutto le persone più insicure hanno bisogno di un quadro di riferimento ideologico (in questo caso, la dottrina religiosa) che postuli il divieto dell'abbandono;

        ci sono persone che vivono questa idea in modo mansueto ed eventualmente rassegnato; ma altre che non accettano l'abbandono, né hanno mai emotivamente fatto i conti con quella prospettiva, e allora si sentono rafforzati dall'ideologia nella loro decisione di passare alle vie di fatto, oppure ad ingaggiare una guerra sottotraccia, anche a costo di diventare irriconoscibili anche a sé stessi;

        il problema è il solito, e cioè che le persone non sono educate all'autostima, ai sentimenti e alla gestione dei desideri, perché questi sono oggetto di preventiva censura che disorienta; a loro volta, da genitori si ripete questa educazione, e il ciclo continua...
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17958

          #259
          Certo, lì casca l'asino. Si fa cadere dall'alto un qualcosa che è solo umano.

          Però c'è anche lo scheletro nell'armadio di un dio che mette insieme persone che arrivano a fare sbagli grossi, con infelicità reciproca e pure peggio.

          Che dio abbia sbagliato? Che abbia sbagliato la scelta delcompagno\a?
          La mente del credente mi sa che rifugge questo pensiero, ma scheletro nell'armadio rimane.
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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          • nahui
            Astensionista

            • 05/03/09
            • 21040

            #260
            Ma no, l'ipotesi che Dio sbagli non è contemplata: la via d'uscita mentale del credente, in caso di sofferenze apparentemente ingiustificate ed inutili, è pensare che quella sofferenza sia funzionale ad una espiazione, o ad una purificazione, o ad un'ascesi. Il premio ci sarà comunque, dopo la morte.
            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
            (George Bernard Shaw)

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17958

              #261
              Lo so che c'è sempre una scusa pronta, seppur assurda, illogica.

              Poi dimentichi i misteriosi piani di dio.

              Però....però...se dio è tutto questo amore, ci ama tanto, vuole il nostro bene e questa vita ha almeno un pò di valore, non posso esimermi dal pensare comunque che non tornino molte cose, come costringere due individui a stare per forza insieme anche nel male, con infelicità o con conseguenze anche più estreme.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24587

                #262
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                Certo, lì casca l'asino. Si fa cadere dall'alto un qualcosa che è solo umano.

                Però c'è anche lo scheletro nell'armadio di un dio che mette insieme persone che arrivano a fare sbagli grossi, con infelicità reciproca e pure peggio.

                Che dio abbia sbagliato? Che abbia sbagliato la scelta delcompagno\a?
                La mente del credente mi sa che rifugge questo pensiero, ma scheletro nell'armadio rimane.
                in realtà avete evocato il movente essenziale delle religioni, e cioè l'angoscia per l'ignoto, e la ricerca di una relazione causale;
                la malattia, la morte, la natura che tradisce devono essere poste in relazione ad un comportamento, perché così si gestisce l'angoscia;
                gli ebrei lo fanno coi precetti, e i cattolici pure, anche se in modo diverso;

                solo i cattolici però sono avvinghiati alla tesi dell'indissolubilità, ma per motivi di fatto "politici" e di incaprettamento nella dottrina;

                i protestanti invece - che sono individualisti e davvero antropocentrici - hanno scremato grandemente quello che riguarda "la salvezza" e considerano il matrimonio come un fatto mondano;

                l'idea cattolica, che si legge nelle frasi di Cono, è chiaramente zoppicante nella prassi perché fondata su un'antropologia troppo arcaica e rurale, ed è solo una fatto "politico" di amministrazione della dottrina la circostanza che non si sia mai evoluta.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #263
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  eh, il discorso cade sempre sull'evidenza che siamo individui, non marionette di un volere superiore;

                  se l'interlocutore non ne vuol sapere e vive comunque a modo suo, cosa fai ? subisci ? e in nome di cosa ? non può esserci valore nell'assecondare prepotenza, o indifferenza;

                  e quale virtù potrà mai esserci nell'ignorare che l'altro è infelice in quella condizione che vogliamo a tutti i costi conservare ?
                  vedi, a me - come a tantissimi altri - è capitata la sofferenza di dover constatare una circostanza di questo tipo e di aver tentato di porvi rimedio;

                  ma quando ti accorgi che sei proprio tu - senza necessariamente niente di malvagio, anzi, magari con una propensione che ci si racconta come amorevole - col tuo modo di essere e di concepire le cose a determinare l'infelicità della partner, che vuole vivere in un altro modo, che ha bisogno d'altro, che valore altruistico ci può essere nel voler imporre la propria presenza e una vita giocata sul conflitto e l'ostilità ?

                  guarda che, come quasi sempre, anche i figli violenti sono figli di genitori violenti, e quelli nevrotici di nevrotici; se tieni in piedi una famiglia pro-forma ma dilaniata da ostilità sottotraccia, rancori e rimozioni, educhi i figli alla nozione che la famiglia è quella roba lì, che l'"amore" funziona in quel modo, e quelli troveranno a loro volta confortevole ricalcare quel percorso, perché a quel tenore di comunicazione e affettività sono abituati.
                  Nessuno parla di subire, Axe. Nè tantomeno di praticare il sado-masochismo o l'autoflagellazione, nel Matrimonio. Stiamo parlando di fondare l'unione, il mènage, il rapporto di coppia su Dio o sulle forze umane...
                  Domattina i quotidiani saranno pieni di commenti sul meraviglioso incontro dei fidanzati con papa Francesco: Dove proprio di questo si è parlato.

                  In un clima di festa e commozione si è svolta stamani in Piazza San Pietro l’udienza speciale di Papa Francesco ai fidanzati di tutto il mondo, nel contesto dell’incontro “La gioia del Sì per sempre”, promosso nel giorno di San Valentino dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Oltre 25 mila i partecipanti, provenienti da una trentina di Paesi. Dopo una mattinata di canti, testimonianze, poesie e riflessioni, con l’intervento dell’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del dicastero per la Famiglia – e dopo questo tweet lanciato dal Pontefice poco prima dell'incontro: “Giovani, non abbiate paura di sposarvi: uniti in un matrimonio fedele e fecondo, sarete felici” – Papa Francesco ha salutato le coppie presenti e ha risposto alle domande sul valore del matrimonio poste da tre di loro. Il servizio di Giada Aquilino:

                  “Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano”. È un suggerimento per la preghiera quello che Papa Francesco ha voluto dare ai fidanzati di tutto il mondo, ispirandosi al Padre Nostro. Ha chiesto di ripeterlo più volte in Piazza. Rispondendo alle domande di tre coppie, il Pontefice ha fatto un quadro della società contemporanea: “Tante persone – ha detto – hanno paura di fare scelte definitive, per tutta la vita, sembra impossibile”. “Oggi – ha aggiunto – tutto cambia rapidamente, niente dura a lungo”. Eppure, ha spiegato il Papa nel suo primo incontro ufficiale coi fidanzati, l’amore è una relazione, “è una realtà che cresce”, “che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli”: “Costruire – ha proseguito – qui significa favorire e aiutare la crescita”:

                  “Cari fidanzati, voi vi state preparando a crescere insieme, a costruire questa casa, per vivere insieme per sempre. Non volete fondarla sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Ma tutti insieme: affetto, aiuto, speranza, sostegno! Come l’amore di Dio è stabile e per sempre, così anche l’amore che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre. Per favore non dobbiamo lasciarci vincere dalla “cultura del provvisorio”! Questa cultura che oggi ci invade tutti, questa cultura del provvisorio. Questo non va”!

                  Di fronte alla “paura del ‘per sempre’”, la “cura” giorno per giorno è quella di affidarsi “al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi, di crescita comune, di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede”. Perché, ha spiegato il Papa, il “per sempre” non è solo una questione di durata:

                  “Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità. Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani”.

                  Rifacendosi al miracolo delle nozze di Cana, il Santo Padre ha ricordato ai fidanzati che “il Signore può moltiplicare” il loro amore e donarlo “fresco e buono ogni giorno” perché “ne ha una riserva infinita”, “lo rinnova”, “lo rafforza” e “lo rende ancora più grande quando la famiglia cresce con i figli”. In questo cammino, vanno osservate “delle regole”, già ricordate dal Papa incontrando le famiglie: permesso, grazie, scusa. “Permesso” è una “richiesta gentile”:

                  “Chiedere permesso significa saper entrare con cortesia nella vita degli altri. Ma sentite bene questo: saper entrare con cortesia nella vita degli altri non è facile! Non è facile! A volte invece si usano maniere un po’ pesanti, come certi scarponi da montagna! L’amore vero non si impone con durezza e aggressività”.

                  D’altra parte, ha riflettuto il Santo Padre, “nelle nostre famiglie, nel nostro mondo, spesso violento e arrogante, c’è bisogno di molta più cortesia”. Poi, ha parlato della gratitudine, altro “sentimento importante”:

                  “Nella vostra relazione, e domani nella vita matrimoniale, è importante tenere viva la coscienza che l’altra persona è un dono di Dio e ai doni di Dio si dice: 'Grazie!'. Ai doni di Dio si dice: Grazie! E in questo atteggiamento interiore dirsi grazie a vicenda, per ogni cosa”.

                  Quindi, un esame di coscienza, perché “nella vita facciamo tanti errori, tanti sbagli”: l’uomo è portato “ad accusare l’altro e a giustificare se stesso”, è “un istinto che sta all’origine di tanti disastri. Impariamo a riconoscere i nostri errori e – ha aggiunto Papa Francesco – a chiedere scusa”; mai finire la giornata “senza fare la pace”:

                  “Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta. Non parliamo della suocera perfetta! Esistiamo noi, peccatori. Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono, senza che la pace torni nella nostra casa, nella nostra famiglia”.

                  Quindi, una riflessione sulla festa per le nozze: l’invito del Papa è stato quello a fare in modo “che sia una vera festa, una festa cristiana, non una festa mondana”, perché ciò che rende “pieno e profondamente vero” il matrimonio è “la presenza del Signore che si rivela e dona la sua grazia”. È “Lui il segreto della gioia piena, quella che scalda il cuore veramente”:

                  “E’ bene che il vostro matrimonio sia sobrio e faccia risaltare ciò che è veramente importante. Alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori... Sono cose importanti in una festa, ma solo se sono capaci di indicare il vero motivo della vostra gioia: la benedizione del Signore sul vostro amore”.

                  Infine, un pensiero per questi giovani che hanno frequentato o stanno ancora vivendo i percorsi di preparazione al matrimonio, in vista delle nozze nei prossimi mesi: una riflessione sul matrimonio, come “lavoro di tutti i giorni”, “lavoro artigianale”, per “crescere anche in umanità, come uomo e come donna”:

                  “Arrivare a questo, arrivare a questo: farci crescere insieme, l’uno all’altro. E i figli avranno questa eredità di aver avuto un papà e una mamma che sono cresciuti insieme, facendosi - l’uno all’altro - più uomo e più donna!

                  Dopo le risposte del Papa alle coppie, la piazza ha recitato una "Preghiera dei fidanzati", appositamente composta per l’occasione. Nel corso della mattinata era stato mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, a introdurre al Papa i fidanzati, definendoli “giovani controcorrente” perché “non hanno paura di sposarsi” e di creare una famiglia “in un mondo in cui si crede che è bene che ciascuno pensi a se stesso”:

                  “Tutti vediamo che voi rifiutate di edificare una casa sulle sabbie mobili dei sentimenti egocentrici che vanno e vengono, e spesso falsamente scambiati per amore, ma che piegano tutto e tutti a se stessi, anche con la violenza. Penso e preghiamo per quella fidanzata romana picchiata dal fidanzato e per tutte quelle ragazze che vengono umiliate da chi scambia per amore i propri sentimenti egocentrici. Basta con la violenza sulle donne sui bambini"!

                  Dopo la proiezione di un video sull’emergenza in Siria, per cui sono direttamente impegnati con programmi di solidarietà il Pontificio Consiglio per la Famiglia e Caritas Italiana, mons. Paglia e i presenti hanno ringraziato il Pontefice per aver donato a ciascuna coppia un cuscinetto portafedi, “la carezza del Papa” per i fidanzati, ha concluso il presule.


                  fonte: Radio Vaticana


                  Qui il testo completo delle risposte del Santo Padre alle domande dei fidanzati
                  amate i vostri nemici

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #264
                    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                    Io cono proprio non capisco e non ti capisco. E non capisco ovviamente il discorso di un dio che sceglierebbe per noi una persona che però nel tempo non si rivela più quella con cui si sta bene a partire da cambiamenti nel carattere, condivisione di passioni a questioni più gravi come le botte.
                    A che scopo tutto ciò? Quale meta, quale realizzazione ci può essere?

                    E anche quando si arriva a insulti e denigrazioni e botte si deve stare lì a prendere tutto ciò?

                    Se i tuoi figli ti confidassero che il coniuge fa qualcosa di male non prenderesti provvedimenti? Non andresti a fare una denuncia? Non porteresti via da quella situazione la persona a cui vuoi bene?
                    Perchè dai discorsi che fai sembra che bisogna stare lì ad immolarsi anche davanti alle violenze sperando che ccccccesù aiuti o che il coniuge smetta sussurrandogli le paroline dolci.

                    Mi sa che sei tu che ti alzi nella testa muri di omertà e silenzio nei confronti della realtà, dei bisogni e dei problemi altrui. E tutto ciò per cosa?
                    Per l'amico immaginario, che a quanto pare sembra perfino più importante delle persone vere e di quelle che hai accanto.
                    Se fosse davvero parto della fantasia di teologi, catechisti, santi ed evangelisti.....sarebbe davvero un amico immaginario, come dici te.
                    Ma Gesù Cristo è vivo, Laurina: E' risorto, ha lasciato il sepolcro e vinto la morte. Per sempre! E se è vivo, aiuta. Specie se incontra, nelle persone, la fede.
                    amate i vostri nemici

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                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17958

                      #265
                      Mah...boh...ancora non si capisce questa mania dello stare per forza insieme sempre e comunque.
                      Cosa ne viene a dio?

                      Visto che il papa tira in ballo anche la qualità, se questa manca che si fa?

                      Dobbiamo dire grazie, dato che per questi doni di dio si deve fare così, anche per le botte e le violenze psicologiche dei familiari??

                      Tutti vediamo che voi rifiutate di edificare una casa sulle sabbie mobili dei sentimenti egocentrici che vanno e vengono, e spesso falsamente scambiati per amore, ma che piegano tutto e tutti a se stessi, anche con la violenza.
                      A parte che non esistono solo sentimenti egocentrici ma anche quelli derivati da sopravvivenza e amor proprio, ma anche pretendere un "per sempre", un legame coatto a vita quando uno dei due non aspira più all'unione, è falso amore, è un piegare l'altro, ritenerlo una proprietà, un oggetto.

                      C'è una violenza subdola, psicologica in tutto ciò.
                      Peccato che tu come al solito non te ne renda conto o forse peggio, fai finta di nulla.
                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24587

                        #266
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Se fosse davvero parto della fantasia di teologi, catechisti, santi ed evangelisti.....sarebbe davvero un amico immaginario, come dici te.
                        via Cono, ma che ragionamenti conformisti fai ancora ?

                        e allora, teologi, catechisti, santi, ecc... delle altre religioni, hanno tutti ragione pure loro, anche se negano quello che dicono i tuoi, o il loro "prodotto" lava più bianco ?

                        così, se leghi la tua fede all'opinione altrui, la svilisci e basta;
                        se ci credi davvero, dovresti credere anche fossi l'unico sulla terra, a prescindere dagli altri...
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #267
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          anche il mare è pursempre fatto di gocce....
                          specialmente quando il mare è agitato e ti spruzza, e si possono contare con il contagocce. Mi suona molto di astrattismo, una corrente, sempre del mare, i cui componenti avevano visioni che gli altri, normali, non vedevano, comunque codesto astrattismo del mare in gocce si autodefiniva spostato, non si sa bene se al di là o al di qua del paesaggio sensibile,del comune mortale.
                          Last edited by crepuscolo; 15-02-2014, 19:48.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #268
                            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                            Io cono proprio non capisco e non ti capisco. E non capisco ovviamente il discorso di un dio che sceglierebbe per noi una persona che però nel tempo non si rivela più quella con cui si sta bene a partire da cambiamenti nel carattere, condivisione di passioni a questioni più gravi come le botte.
                            A che scopo tutto ciò? Quale meta, quale realizzazione ci può essere?

                            E anche quando si arriva a insulti e denigrazioni e botte si deve stare lì a prendere tutto ciò?

                            Se i tuoi figli ti confidassero che il coniuge fa qualcosa di male non prenderesti provvedimenti? Non andresti a fare una denuncia? Non porteresti via da quella situazione la persona a cui vuoi bene?
                            Perchè dai discorsi che fai sembra che bisogna stare lì ad immolarsi anche davanti alle violenze sperando che ccccccesù aiuti o che il coniuge smetta sussurrandogli le paroline dolci.

                            Mi sa che sei tu che ti alzi nella testa muri di omertà e silenzio nei confronti della realtà, dei bisogni e dei problemi altrui. E tutto ciò per cosa?
                            Per l'amico immaginario, che a quanto pare sembra perfino più importante delle persone vere e di quelle che hai accanto.
                            Per il credente il prima ed il dopo sono annullati in un contunuum di presente, infatti per Gesù è il presente che conta, quindi non si piglia le botte come tu dici, ma si può correre il rischio di prenderle. Questo è il Dio di Gesù, quello che ti assiste non nel soccombere altrimenti che Dio sarebbe, ma nella lottare fino all'ultimo , lotta in cui a volte si è disposti anche a morire, come è successo d'altronde al Gesù descritto dai vangeli.
                            Last edited by crepuscolo; 15-02-2014, 19:45.

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                            • Vega
                              Opinionista

                              • 04/05/05
                              • 17958

                              #269
                              Per il credente il prima ed il dopo sono annullati in un contunuum di presente, infatti per Gesù è il presente che conta, quindi non si piglia le botte come tu dici, ma si può correre il rischio di prenderle. Questo è il Dio di Gesù, quello che ti assiste non nel soccombere altrimenti che Dio sarebbe, ma nella lottare fino all'ultimo , lotta in cui a volte si è disposti anche a morire, come è successo d'altronde al Gesù descritto dai vangeli.
                              Mah...fosse questa davvero la percezione allora c'è da preoccuparsi parecchio. Le botte c'è chi le prende eccome, purtroppo.
                              Se c'è un dio che sta lì a guardare e basta...ma che ci stà a fare???

                              Quanto al soccombere...mi spiace ma molti non sono cccesù e di sicuro molti coniugi\conviventi\ fidanzati uccisi o i figli, tutto volevano fuor che quello.

                              Discorsi assurdi.
                              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #270
                                Dio non guarda, fa pure il tifo.
                                Poi visto che sei così logica dovresti sapere che Gesù era un maschio cosa centra con le coppie, ed anche se centrasse lui non era mica neutro, per non dire peggio.Quando non si sa chi si è, non chi si vorrebbe essere, io credo che il soggetto pensante sia in crisi d'identità quindi non può essere nel "vero" quindi come al solito ccesù come lo chiami tù continua a non centrarci un cazzo.
                                Last edited by crepuscolo; 16-02-2014, 14:56.

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