Quando nasce l'anima?

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  • SilviaR
    Sylvia
    • 10/03/12
    • 1139

    #1

    Quando nasce l'anima?

    Si inizia a parlare di anima con Socrate circa nel 430 a.C.
    Gnothi Seauton o " Conosci te stesso" viene inteso come conoscere i propri limiti , per farlo Socrate usa la maieutica , fa sì che l'altro metta in dubbio se stesso e faccia uscire la verità, perché possa vivere felice, la felicità non del corpo ma dell'anima, così conosci te stesso significa conosci la tua anima, ma anche conosci la tua psiche. Sicuramente il concetto di anima nell'uomo esiste da sempre, si è sempre interrogato su cosa ci fosse dentro se stesso, e si è dato delle risposte.
    Perchè e quando l'uomo sente l'anima? Anima e psiche sono davvero la stessa cosa?
    Io sono il problema e io la soluzione
    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #2
    Come avviene per tutto ciò che non da evidenza di se stesso origine e descrizione dipendono dalla scuola di pensiero che si adotta,

    Qua fanno una veloce panoramica sulla tematica
    A cura di Francesco D’Alpa Cos’è l’anima? Secondo il cristianesimo, l’anima è ciò che forma e informa il corpo, principio di moto e sede di tutte le facoltà spirituali (volontà, intelligenza, memoria, sensibilità). Quali sono i concetti fondamentali della catechesi tradizionale sull’anima?


    Simpatico questo passaggio
    Secondo Tommaso d’Aquino, la cui opinione ha prevalso per secoli, inizialmente il feto è infuso da un principio vitale inferiore; l’anima intellettiva (spirituale) verrebbe invece creata e infusa solo quando il corpo è sufficientemente organizzato e preparato.
    che risolverebbe anche il problema dell'anima agli animali con una anima di I livello.
    Infatti se all'anima si legano tutte quelle cose che si dicono come la si attribuisce tal quale ad un grumo insensibile di cellule?

    Certo che con l'ingegneria delle parole si riesce a costruire tutto e anche il suo contrario.
    Last edited by Il gatto; 02-06-2014, 09:42.

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #3
      Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
      Perchè e quando l'uomo sente l'anima? Anima e psiche sono davvero la stessa cosa?
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Certo che con l'ingegneria delle parole si riesce a costruire tutto e anche il suo contrario.
      infatti, "in principio era il Verbo";

      il linguaggio articolato è il presupposto dell'astrazione, l'operazione necessaria per distinguere la corporeità da altro;
      se un animale non ha la capacità materiale di articolare un linguaggio complesso in cui una composizione di fonemi indica un determinato stato, non ha nemmeno la capacità di comunicare l'astrazione che pone in relazione l'esperienza passata con le ipotesi future:
      fai attenzione nella savana, perché il leone ti aggredisce e ti fa a pezzi; me lo ha detto il capo tribù che ha visto;

      questa capacità di astrarre e immaginare a partire dall'esperienza è il fondamento di tutto e diventa "cultura" nel momento in cui queste nozioni sono trasmissibili e accumulabili anche senza averne fatta esperienza diretta;

      ad ogni modo, l'"anima" è un concetto vago, perché si può intendere come "vita" o come "personalità", ma mai, sperimentalmente, disgiunta dalla vita organica del corpo che la ospiterebbe;
      cioè è il frutto di un'astrazione per cui sottraiamo arbitrariamente alla "persona" l'elemento corporeo, dal momento che abbiamo la nozione del corpo inanimato, cioè privo di qualcosa che in quel momento si astrae come entità separata da quello, e autonoma;
      ma quell'autonomia è, allo stato attuale della capacità di comprendere, solo una nostra fantasia.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #4
        infatti, "in principio era il Verbo";

        il linguaggio articolato è il presupposto dell'astrazione, l'operazione necessaria per distinguere la corporeità da altro;
        Ciò implica un linguaggio che dovremmo capire noi, ma si possono supporre linguaggi che comunicano e tuttavia a noi non dicono niente e magari non arrivano nemmeno.
        Visto che anche delfini e topi a modo loro si comunicano informazioni atte ad agire con maggior efficienza.
        Ci sarebbe poi la capacità di costruire artefatti, ma è capacità appresa e non innata e una specie che evolve ammazza sul nascere ogni possibilità di notevole evoluzione nelle altre che gli diventerebbero competitive.

        Comunque che a certe capacità neurologiche corrisponda un'anima è una convenzione, non diversa da quella che riconosce la nobiltà all'unto dal re e quindi alla sua discendenza.
        Una decisione propria che opera su propri riferimenti culturali e che entra, semmai, nel patrimonio culturale di un ambiente
        Quella dell’anima è una dottrina rivelata?
        Assolutamente no. Si tratta di una dottrina “definita” ufficialmente dalla Chiesa solo nel 1312-1313, durante il Concilio di Vienne.
        Qui ci hanno messo 1300 anni per partorire l'annima, una gestazione filosofica molto difficile, è nata ed era già vecchia.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #5
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Ciò implica un linguaggio che dovremmo capire noi, ma si possono supporre linguaggi che comunicano e tuttavia a noi non dicono niente e magari non arrivano nemmeno.
          Visto che anche delfini e topi a modo loro si comunicano informazioni atte ad agire con maggior efficienza.
          Ci sarebbe poi la capacità di costruire artefatti, ma è capacità appresa e non innata e una specie che evolve ammazza sul nascere ogni possibilità di notevole evoluzione nelle altre che gli diventerebbero competitive.
          esattamente:
          la crescita dell'infante in un ambiente già ricco di stimoli e automatismi strumentali, protesi e astrazioni, informa l'intelligenza e accumula cultura, astrazioni e capacità di comporle, creandone di nuove;

          la combinazioni delle prerogative fisiologiche, pollice opponibile, postura eretta che consente di muoversi e utilizzare strumenti contemporaneamente, oltre alla suddetta capacità di articolare molti fonemi e la crescita del cervello dovuta ad una dieta forzosamente onnivora, è stata determinante.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #6
            La macchina biologica che apprendendo migliora se stessa, ma detta così non c'è niente di trascendentale
            Mo come se fa a dije a questi che l'anima non ce l'hanno, ma solo un software di apprendimento che gira solo finchè ci stanno in atto le reazioni elettrochimiche che lo fanno girare?

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #7
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              infatti, "in principio era il Verbo";

              il linguaggio articolato è il presupposto dell'astrazione, l'operazione necessaria per distinguere la corporeità da altro;
              se un animale non ha la capacità materiale di articolare un linguaggio complesso in cui una composizione di fonemi indica un determinato stato, non ha nemmeno la capacità di comunicare l'astrazione che pone in relazione l'esperienza passata con le ipotesi future:
              fai attenzione nella savana, perché il leone ti aggredisce e ti fa a pezzi; me lo ha detto il capo tribù che ha visto;

              questa capacità di astrarre e immaginare a partire dall'esperienza è il fondamento di tutto e diventa "cultura" nel momento in cui queste nozioni sono trasmissibili e accumulabili anche senza averne fatta esperienza diretta;

              ad ogni modo, l'"anima" è un concetto vago, perché si può intendere come "vita" o come "personalità", ma mai, sperimentalmente, disgiunta dalla vita organica del corpo che la ospiterebbe;
              cioè è il frutto di un'astrazione per cui sottraiamo arbitrariamente alla "persona" l'elemento corporeo, dal momento che abbiamo la nozione del corpo inanimato, cioè privo di qualcosa che in quel momento si astrae come entità separata da quello, e autonoma;
              ma quell'autonomia è, allo stato attuale della capacità di comprendere, solo una nostra fantasia.
              Nostra si ma fantasia non credo dato che il pensare l'inesistente lascia lo stesso l'impronta nel cervello, a meno che per fantasia si intenda qualcosa che non ha niente a che fare con noi ma così il discorso mi sembrerebbe campato in aria.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #8
                In alternativa, i matematici hanno messo a punto una teoria algoritmica più elaborata, basata sulla compressione dei dati e non sulla loro distruzione. Un meccanismo che implica la completa integrazione delle informazioni ricevute, che difficilmente possono essere cambiate, e non è replicabile nei computer. “Crediamo – precisa Maguire a Repubblica.it – che le persone integrino le informazioni interamente. Non possiamo decomporre la loro coscienza in elementi indipendenti. Abbiamo cercato di risolvere questo problema con una quantificazione delle informazioni integrate che non implica alcuna perdita di dati. Poi abbiamo provato che, usando questa nuova quantificazione, non è possibile per un dispositivo computazionale ottenere una piena integrazione".

                Un esempio concreto? È facile modificare o eliminare un’immagine dalla fotocamera. Mentre i ricordi, totalmente integrati nella nostra mente, non possono essere cancellati senza stravolgere del tutto la nostra memoria. "È impossibile raggiungere lo stesso risultato in un tempo finito, usando una memoria finita e una macchina fisica", aveva già detto il ricercatore a The New Scientist. "Ciò non significa necessariamente che nel nostro cervello succede qualcosa di magico che implica delle forze che non possono essere spiegate fisicamente. Più semplicemente si tratta di un meccanismo così complesso che cambiarlo e decomporlo supera le nostre abilità". Anche se – ammette – "forse, con un algoritmo molto intelligente, si potrebbe riuscire a rompere la memoria delle persone e modificarla". Senza per questo privarle della capacità di emozionarsi.


                dato che il pensare l'inesistente lascia lo stesso l'impronta nel cervello
                Ma l'inesistente lo pensi se c'è l'esistente, ovvero il sistema neurologico.
                Diventa fantasia il poter pensare senza tale hardware, ovvero un pensiero che si auto sostiene e autoalimenta visto pure che più pensi più si alza il bilanciamento energetico e termico dell'hardware, ne consegue che da affamati si sbarella e lo stesso avviene si si va fuori limiti di compensazione in temperatire.
                Non è un caso che con la febbere alta si delira e con il congelamento pure.
                Last edited by Il gatto; 02-06-2014, 13:06.

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #9
                  Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio

                  Ma l'inesistente lo pensi se c'è l'esistente, ovvero il sistema neurologico.
                  Diventa fantasia il poter pensare senza tale hardware, ovvero un pensiero che si auto sostiene e autoalimenta visto pure che più pensi più si alza il bilanciamento energetico e termico dell'hardware, ne consegue che da affamati si sbarella e lo stesso avviene si si va fuori limiti di compensazione in temperatire.
                  Non è un caso che con la febbere alta si delira e con il congelamento pure.
                  In sostanza è quello che ho detto, anche le nostre idee o fantasie non sono poi idee e fantasie come le pensiamo noi, cioè fuori di noi, quindi astrazione non è, sarebbe il caso di adeguare il linguaggio, altrimenti siamo sempre nell'altro mondo, che per Vega non esisterebbe realmente, ma sono come un solco d'aratro nel nostro cervello, visto che la mente dipende dal cervello in sostanza noi siamo sempre chiusi in noi stessi o per qualcuno addirittura prigionieri.
                  Come liberarsi è un pensiero che molti ( almeno credo) non si pongono, perché? Boh, forse perché anche le mie idee sono fantastiche e bisogna stare, per chi non è malato, con i piedi per terra, gustando però la forza di gravità permanente
                  Last edited by crepuscolo; 02-06-2014, 13:29.

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #10
                    Vbbè, l'anima, considerata come pensiero sensiente individuale che sopravvive alla distruzione del sistema neurologico in un qualche posto misterioso, se la sono inventata e hanno venduto parole e definizioni, perchè è questo che sto dicendo

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #11
                      Si, si, ti ho capito Diciamo che a livello scientifico non c'è niente da dire, e fino a qui sono con te , ma finendo così, sul materiale in senso stretto, non riesco più a trovare un arrivo decente se c'è un arrivo. Volenti o nolenti siamo in corsa contro il tempo ed una buona, serena, e accattivante idea secondo me è meglio che niente.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #12
                        Finchè non si pongono scelte pericolose coltivare un pensiero piacevole e speranzoso aiuta e non è nocivo, ma appunto entro questi limiti.
                        Se marci nel deserto pensare che oltre la prossima duna c'è l'oasi aiuta e questo meccanismo è una tecnica mentale per avanzare, però se la cosa ti porta in bocca ai leoni la cosa cambia e devi valutare la materialità delle cose.
                        Non sono pochi i morti, pure male, per una sopravvalutazione di un astratto del tutto aleatorio.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #13
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          Nostra si ma fantasia non credo dato che il pensare l'inesistente lascia lo stesso l'impronta nel cervello, a meno che per fantasia si intenda qualcosa che non ha niente a che fare con noi ma così il discorso mi sembrerebbe campato in aria.
                          no, aspetta:
                          la fantasia è l'autonomia, cioè che senza il corpo, o a prescindere da esso, possa esistere un qualcosa di distinto che continua ad essere.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66024

                            #14
                            Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                            Si inizia a parlare di anima con Socrate circa nel 430 a.C.
                            Gnothi Seauton o " Conosci te stesso" viene inteso come conoscere i propri limiti , per farlo Socrate usa la maieutica , fa sì che l'altro metta in dubbio se stesso e faccia uscire la verità, perché possa vivere felice, la felicità non del corpo ma dell'anima, così conosci te stesso significa conosci la tua anima, ma anche conosci la tua psiche. Sicuramente il concetto di anima nell'uomo esiste da sempre, si è sempre interrogato su cosa ci fosse dentro se stesso, e si è dato delle risposte.
                            Perchè e quando l'uomo sente l'anima? Anima e psiche sono davvero la stessa cosa?
                            L'anima è la sede del nostro "io" più profondo! Dei nostri sentimenti: Quando ci innamoriamo, quando soffriamo, quando trasaliamo di gioia di fronte a un tramonto autunnale o ad un'opera d'arte, quando proviamo rabbia e rancore.....è la nostra anima che viene coinvolta. La mente....la psiche afferra e analizza le cose intorno a noi, ma poi agiamo, scegliamo e ci muoviamo secondo i nostri stati d'animo e secondo coscienza, Silvia.
                            Sempre, nell'uomo, l'azione viene mediata dall'etica e dalla morale. Quando ciò non avviene, non a caso certi comportamenti vengono definiti "bestiali". Si segue l'istinto e basta.
                            amate i vostri nemici

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                              Finchè non si pongono scelte pericolose coltivare un pensiero piacevole e speranzoso aiuta e non è nocivo, ma appunto entro questi limiti.
                              Se marci nel deserto pensare che oltre la prossima duna c'è l'oasi aiuta e questo meccanismo è una tecnica mentale per avanzare, però se la cosa ti porta in bocca ai leoni la cosa cambia e devi valutare la materialità delle cose.
                              Non sono pochi i morti, pure male, per una sopravvalutazione di un astratto del tutto aleatorio.
                              senti caro Il gatto io direi che siamo grandi e vaccinati per agire di testa nostra. E' il caso di dire che chi si fa abbindolare, sia nel bene fasullo che nel male reale, prima o poi dovrà rendersi conto. Diceva il Pirandello: così è se vi pare.

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