Vendi tutto e dona i soldi ai poveri

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  • Serpentis
    Opinionista
    • 27/06/14
    • 65

    #16
    In realtà si tratta dello stesso concetto espresso dalla crocifissione di Pietro a testa in giù. Ribaltamento dei valori , morte del materialismo Saturnino per accedere a un livello superiore di esistenza , o regno dei Cieli. Di cui Pietro detiene le chiavi.
    In alchimia spirituale questa fase è chiamata Nigredo. O opera al nero. Caravaggio aveva capito tutto e titolò Nigredo un serie di quadri molto interessanti. Uno di questi rappresenta la crocifissione di Pietro.
    Chi ha voluto passare questo concetto perché fosse inteso letteralmente lo ha fatto per fini maliziosi.
    In sostanza non si tratta di liberarsi dei possedimenti, né di perdersi in assurde e malsane pratiche ascetiche.
    Si tratta di arrendersi. Non c'è termine migliore. Eliminare l'attaccamento e l'egoismo profano. È Sì una morte. Ma una Morte sciogliendosi nella fiducia. E non ha nulla a che fare con la morte fisica.
    Questo è possibile solamente attraverso pratiche meditative e contatto vero con il Divino.
    Preghiera e voto di povertà non servono a niente.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #17
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Comunque e' noto da milleni che la cosa non e' chiara

      Fin dai primi secoli, l’episodio del giovane ricco ha avuto interpretazioni molto diverse[1]. Secondo alcuni, per esempio, Gesù suggerisce due modi differenti di vivere la fede: la via normale di chi si sforza di osservare i comandamenti e la via «perfetta»di chi invece sente risuonare un invito speciale a lasciare tutto e seguire più da vicino il maestro («Se vuoi essere perfetto…», dice Gesù al giovane).
      Mi sembra che è quello che ho riportato; tra l'altro ho spiegato in maniera chiarissima la diversità di vedute tra la dottrina scribo-farisaica del tempo e quella di Gesù, che a dir la verità non era una dottrina ma un'esperienza diretta. Perché il ricco Israelita devoto chiede questo a Gesù? evidentemente non trovava negli insegnamenti del tempo una risposta alla sua domanda. Infatti una cosa era salvarsi l'anima dopo morti con tutti i dubbi del caso, un'altra era seguire Gesù e sperimentare direttamente Dio, come facevano gli apostoli.

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #18
        Originariamente Scritto da Serpentis Visualizza Messaggio
        In realtà si tratta dello stesso concetto espresso dalla crocifissione di Pietro a testa in giù. Ribaltamento dei valori , morte del materialismo Saturnino per accedere a un livello superiore di esistenza , o regno dei Cieli. Di cui Pietro detiene le chiavi.
        In alchimia spirituale questa fase è chiamata Nigredo. O opera al nero. Caravaggio aveva capito tutto e titolò Nigredo un serie di quadri molto interessanti. Uno di questi rappresenta la crocifissione di Pietro.
        Chi ha voluto passare questo concetto perché fosse inteso letteralmente lo ha fatto per fini maliziosi.
        In sostanza non si tratta di liberarsi dei possedimenti, né di perdersi in assurde e malsane pratiche ascetiche.
        Si tratta di arrendersi. Non c'è termine migliore. Eliminare l'attaccamento e l'egoismo profano. È Sì una morte. Ma una Morte sciogliendosi nella fiducia. E non ha nulla a che fare con la morte fisica.
        Questo è possibile solamente attraverso pratiche meditative e contatto vero con il Divino.
        Preghiera e voto di povertà non servono a niente.
        veramente non credo che tu abbia letto bene ciò che ho scritto, non ho parlato di voto di povertà ma di abbandonare tutto per non avere pesi o gioghi da trainare, e questo è il senso che ne ha dato Gesù. se rifletti Gesù non è stato mai povero anche se non aveva soldi perché il suo tesoro era in Dio con il quale comunicava da figlio a padre.

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #19
          Vabbe', ma non predicano tutti che per salvarti l'anima, dopo morto, devi seguire gesu' e non starlo a sentire nel talk show?
          Da cui sorge il dilemma sull'applicazione di quelle indicazioni.
          Certo se devi ricostruire la psicologia sociale delle varie tribu ebraiche di 2000 anni fa eleborata nelle concezioni di ora e' un po difficile pervenire ad una soluzione applicabile ora, anche se la cosa ha un valore dal punto di vista archeologico.

          Potrebbe essere come la professione di fede, ma era proprio necessario farsi ammazzare? I romani erano dialoganti, digli che riconosci il dio imperatore poi professa il culto che ti pare, come di fatto fan tutti oggi, assolto l'obbligo sociale fan quel che pare loro a modo loro.
          Pero' come dovevi finire nell'arena, visto che li hanno fatti santi e martiri confermando la corretta interpretazione degli ordini, cosi' dovevi donare tutto il tuo e non solo il surplus, che poi manco quello si dona a gratisse.
          Ovviamente oggi potendo evitarselo nessuno va a morire e nessuno si spolia del proprio perche qualcuno gli dice di farlo.
          Poi la gestione sociale della cosa mitiga le incongruenze con soluzioni politiche di ampia mediazione.

          Nessuno ha parlato di poverta, ma fra una piu' che sobria sussistenza e un benessere da piccolo borghese ce ne passa di ricchezza potenziale da donare.

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          • Serpentis
            Opinionista
            • 27/06/14
            • 65

            #20
            La mia non era una critica nei tuoi confronti, anzi ho trovato interessante quello che hai scritto e piuttosto vicino al mio punto di vista.
            In effetti Gesù si limita a chiedere al ricco di rinunciare ai suoi beni. Il ricco si rattrista perché si rende conto di essere ancorato alla Terra materiale (saturno) e non può accedere al regno dei cieli (giove).
            Il regno dei cieli non è un magico luogo che si raggiunge nell'aldilà se si è stati dei bravi cristiani.
            Ma uno stato superiore di coscienza. Che conduce all'immortalità del corpo fisico . Immortalità che non va rincorsa con attaccamento. Una allegoria interessante. Continuo a preferire le allegorie originali Pagane/Sataniche.
            Non amo soprattutto che delle allegorie vengano sfruttate per fini poco nobili e fatte intendere letteralmente dai fedeli più ingenui.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #21
              Si puo' anche ragionare in termini di forgiatura nel ferro e nel fuoco a che la componente individuale di potenza si liberi dai lacciuoli che la legano.
              Gulliver che stappa le corde con cui i lillipuziani lo hanno imbrigliato.
              Ovviamente lo scopo non va rincorso da ossessi altrimenti diventa uno dei tanti laciuoli che ti ingabbiano.
              Tipo, direi, il tizio che si deve vendicare e quando ci sta riuscendo la fa talmente lunga e complicata che l'ammazzato e' lui, perche' il fine lo ha intrappolato.
              Last edited by Il gatto; 19-07-2014, 20:49.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #22
                Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                Vabbe', ma non predicano tutti che per salvarti l'anima, dopo morto, devi seguire gesu' e non starlo a sentire nel talk show?
                Io non faccio certo pubblicità, dico quello che penso non per convincere ma per chiarire. Per capire Gesù bisogna collocarlo nel suo tempo e questo non è certo facile e ciò non è possibile se non si nutre un po' voglia d'indagare. Nel contempo esistono semplificazioni assai spinte come quella a cui tu hai alluso; cioè che se non si è squadrati con il falcetto tutti gli sforzi di avvicinamento a Dio verrebbero vanificati. A parte il fatto che una cosa è avere Gesù davanti o per lo meno disponibile ed una cosa è immaginarlo; comunque ciò non toglie che possano esistere gradazioni di bene come di male, od addirittura il bene può tingersi di male come può accadere l'inverso. Io sono dell'avviso che difronte a Dio nessuno è certo, ma negare che esista un progetto a noi percepibile ha la stessa intensità d'incertezza.
                Le figure dei personaggi del Vangelo, per essere comprese, devono passare dalla concretezza dei tempi andati alla immedesimazione personale dei tempi presenti affinché la persona di Gesù possa degnamente concretizzarsi in chi gli crede.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #23
                  Per capire Gesù bisogna collocarlo nel suo tempo e questo
                  Certo, ma questo e' fare archeologia, inquadro l'ambiente di allora, i metodi e i ragionamenti, solo che non producono quella normativa stringente che presentano per l'ora compresa l'esistenza e la descrizione del divino confacente agli schemi mentali e sociali di allora.
                  E mi sembra che tu arrivi a tale coclusione suggerendo di elaborare in proprio l'allora per trasporlo in un ipotetica versione rivista e adattata al proprio contesto che e' pure diverso da quello medio di ora.
                  Ne esce, ove uno concepisca l'esistenza di un dio, un dio personale anche quello con le sue evanescenze e incertezze.
                  E comunque una qualunque traccia arcaica di un certo interesse e volume di contenuti puo' subire lo stesso adattamento e generare gli stessi prodotti astratti.

                  Vista cosi' nienta da dire solo che le religioni formali che unificano e decidono i credi vanno a farsi benedire con tutti i loro simboli, templi e liturgie.

                  dico quello che penso non per convincere ma per chiarire
                  Certo, solo che tale impostazione ti pone agli antipodi dei formalisti che vogliono convincere e allargare il condizionamento del loro credo fatto di nozionismi e certezze granitiche.
                  Li certi liberi ragionamenti non sono ammessi e ben pochi ragionano per tutti distribuendo sante verita' spacciate come la volonta' di dio rivalata a loro ora.
                  Last edited by Il gatto; 20-07-2014, 07:53.

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24593

                    #24
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Certo, ma questo e' fare archeologia, inquadro l'ambiente di allora, i metodi e i ragionamenti, solo che non producono quella normativa stringente che presentano per l'ora compresa l'esistenza e la descrizione del divino confacente agli schemi mentali e sociali di allora.
                    E mi sembra che tu arrivi a tale coclusione suggerendo di elaborare in proprio l'allora per trasporlo in un ipotetica versione rivista e adattata al proprio contesto che e' pure diverso da quello medio di ora.
                    Ne esce, ove uno concepisca l'esistenza di un dio, un dio personale anche quello con le sue evanescenze e incertezze.
                    ma guarda che questo processo di relativizzazione è già avvenuto; ne siamo dentro talmente che nemmeno lo vediamo più;
                    l'antropocentrismo cristiano comporta la fine del "sacro" pagano, cioè dello stupore per ciò che è "naturale" e invece la sua attribuzione al mondo della scienza, ove la coscienza - e perciò l'individuo - è invece l'ente primario di elaborazione etica;
                    che si rimandi ad un pool di valori laicizzati, oppure ad un referente soprannaturale è irrilevante, dato che si tratta comunque di attribuzioni autoritative;

                    l'assenza del sacro però richiede una forte organizzazione morale dell'individuo, che facilmente si perde; perciò, i tradizionalisti tentano un nostalgico recupero degli elementi di sacralità, di un "ordine" non relativizzato;
                    va da sé che un tale ordine necessita di essere amministrato da caste sacerdotali e si presta a costituire una forma "politica" assertiva, come si vede nel caso islamico, e in modo meno evidente altrove;

                    il punto però è non fraintendere per "religione" solo l'impianto dogmatico della conservazione del sacro ed escludere la religione diffusa e relativizzata, che è invece una cosa meno apparente ma molto presente, anche se non vestita dell'uniforme dogmatica e si identifica nei dogmi laici, o quantomeno nell'innaturalità di trasgredirli;

                    es.: se oggi qualcuno sostenesse che le donne sono in qualche modo "inferiori" o "diverse", e perciò destinate ad un ruolo specifico, oppure si sostenesse questo delle diverse appartenenze etniche, lo dovrebbe fare per perifrasi, sottacendo la sostanza o nascondendosi, come avviene in queste pagine; perché ?
                    perché in realtà, la "religione" vera dice l'opposto, e quella è palesemente eresia;
                    la religione civile dell'Occidente è perfettamente sovrapponibile ad un nucleo evangelico essenziale minimo comune denominatore culturale; mentre ciò che resta fuori sono esattamente quegli elementi dogmatici e antagonisti rimasti nella retroguardia politica, che tuttavia hanno conservato le forme del sacro, ma senza presa, a meno di motivi politici come nel caso islamico.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #25
                      ma guarda che questo processo di relativizzazione è già avvenuto; ne siamo dentro talmente che nemmeno lo vediamo più;
                      l'antropocentrismo cristiano comporta la fine del "sacro" pagano, cioè dello stupore per ciò che è "naturale" e invece la sua attribuzione al mondo della scienza, ove la coscienza - e perciò l'individuo - è invece l'ente primario di elaborazione etica;
                      che si rimandi ad un pool di valori laicizzati, oppure ad un referente soprannaturale è irrilevante, dato che si tratta comunque di attribuzioni autoritative;
                      Certo che e' avvenuto atrimenti non saremmo qui due, opposti fra loro, contro tutti.

                      Anche i "valori evangelici" sono cosi' evangelici visto che non ci vuole una divinita' per pensare un sistema di regole per una convivenza accettabile fra individui concorrenti?
                      Direi va da se che un sistema che vuole essere totalizzante debba fare proprie quelle regole per applicate da tutti anche da chi il vangelo non se lo e' mai filato, al che regole sono state plagiate ed evangelizzate.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24593

                        #26
                        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                        Certo che e' avvenuto atrimenti non saremmo qui due, opposti fra loro, contro tutti.

                        Anche i "valori evangelici" sono cosi' evangelici visto che non ci vuole una divinita' per pensare un sistema di regole per una convivenza accettabile fra individui concorrenti?
                        Direi va da se che un sistema che vuole essere totalizzante debba fare proprie quelle regole per applicate da tutti anche da chi il vangelo non se lo e' mai filato, al che regole sono state plagiate ed evangelizzate.
                        aspetta, perché qui metti insieme piani diversi di lettura della questione e si genera confusione;

                        il "totalizzante" a cui ti riferisci indica solo l'universo dogmatizzato, che però rappresenta solo una parte della "religiosità", emersa ed esplicita;

                        a parte le dinamiche di cui scriviamo sempre, quello che cerca di imporre una visione dogmatica sua, ecc... la questione del "sacro" che avevo sollevato riguarda la ricerca di molti settori che si sentono orfani di dottrine sacralizzanti - cioè, della mitologia - e allora le cercano dove il loro grado di cultura consente loro:
                        dalle teorie sugli extraterresti o alieni, ad altre dottrine esoteriche, fino alle religioni esotiche, la cui mentalità ci è talmente lontana da suggerire qualche aspetto meno mondanizzato di quelle nostre;

                        quello che è successo storicamente è la sovrapposizione della cosmologia biblica e del pensiero ellenizzato, che ha prodotto un pensiero antropocentrico;

                        solo che la sacralizzazione del prossimo, in quanto individuo concreto, è un percorso difficilissimo e molto mediato, perché deve elaborare sentimenti e istinti; questo intendevo con "organizzazione morale";
                        perciò, tutto quello che incontri oggi in Occidente è solo una reazione, un recupero di mitologie dove l'organizzazione morale della società non riesce a fornire un quadro stabile;
                        questo, ovviamente, è un processo in divenire, ma noi, come tutte le generazioni che ci hanno precedute, immaginiamo sempre di trovarci in un crinale storico eccezionale in cui si producono eventi definitivi, come blaterano da sempre gli apocalittici di tutte le epoche
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #27
                          Non che sia semplice leggerti, ma mi sembra di capire che, nel casino di una religiosita' personale che pesca dove piu' gli aggrada tirando a bordo di tutto, la cosa piu' complicata, difficile e nemmeno perseguita sia quella di sacralizzare gli altri oltre renderli concentratori di attenzioni proprie e relativi doni.
                          Ci credo, succede in parte solo nell'innamoramento diretto verso un singolo, improbabile replicarlo per gli anonimi e per lo piu' fastidiosi tutti.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24593

                            #28
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Non che sia semplice leggerti, ma mi sembra di capire che, nel casino di una religiosita' personale che pesca dove piu' gli aggrada tirando a bordo di tutto, la cosa piu' complicata, difficile e nemmeno perseguita sia quella di sacralizzare gli altri oltre renderli concentratori di attenzioni proprie e relativi doni.
                            Ci credo, succede in parte solo nell'innamoramento diretto verso un singolo, improbabile replicarlo per gli anonimi e per lo piu' fastidiosi tutti.
                            hai ragione; è che ho pensato che fosse non necessario riassumere tante cose che ho scritto in precedenza; riordinando:

                            a) l'approccio biblico classico e quello greco, diversi e coevi, sacralizzavano la natura e la codificavano in mitologie, da amministrare mediante caste sacerdotali;

                            b) tuttavia, quando si sono incontrati i diversi approcci, le civiltà cominciavano ad essere meno intimorite dal "mondo naturale", l'aspetto farisaico e sovrastrutturale, sociale - quello di cui discutiamo sempre - ha aperto un primo squarcio per l'infiltrazione dialettica del logos greco;
                            l'attitudine filosofica diffusa nel giudaismo ellenizzato ha prodotto la parabola cristiana - intesa come si vuole; mi riferisco al contenuto antropocentrico;

                            questa, desacralizza definitivamente la natura e individua nell'essere umano, il "prossimo", lo specchio della propria stessa identità e pone la sfida di elaborare in modo strutturato il sentimento simpatico ed empatico che è alla base della socialità istintiva, per trasformarlo in compassionevole;

                            questo salto concettuale però era troppo avanti rispetto alle prassi sociali di massa, soprattutto delle società barbare dei primi secoli d.c.; perciò, la dottrina cristiana ha "dovuto" recuperare un armamentario di sacralità che sopperisse a quello delle tradizioni precedenti, e questa costruzione ha cominciato ad essere smantellata progressivamente dopo l'anno 1000, e il processo continua tutt'ora;

                            la sacralità dell'essere umano nell'era moderna è stata fatta propria dagli istituti civili e laici, in senso generale; sono le ideologia consolidate e accettate che forniscono quel terreno di "organizzazione morale" che impone determinati standard umanitari come "doverosi", ed eventuali comportamenti contrari colpevoli e occulti, inconfessabili;

                            tuttavia, la perdita di un legame diretto del precetto morale con una mitologia del soprannaturale ha lasciato scoperte le frange culturalmente meno provviste della capacità di sacralizzare in modo mediato; perciò, puoi avere indifferentemente della gente che si rivolge alla "tradizione" della dottrina, oppure a teorie sugli alieni, dottrine esoteriche varie che fanno riferimento a mitologie nuove o ne rielaborano di antiche, i buddismi de noantri, newagers e sette varie...

                            tutti questi hanno evidentemente bisogno di un rapporto col "sacro", perché per diversi motivi, anche comprensibili, la vita sociale e personale non dà loro modo di elaborare una nozione di sacralità dell'individuo, in quanto consustanziale a se stessi e a tutti nell'insieme, che è verosimilmente il significato anticipatore del messaggio evangelico, peraltro analogo a sviluppi paralleli anche di altre dottrine;

                            su questo tema psicologico e sociale, poi, si innesta tutto il livello propriamente politico e di organizzazione sociale puntellato dalle dottrine religiose, che ovviamente si sono avvalse di questo bisogno del sacro, ma in misura e forme molto diverse l'una dall'altra, a seconda delle società e del livello culturale medio.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #29
                              Non e' tanto questione di riassumere, quanto di avere le chiavi di decodifica di concetti che nella tua preparazione, direi ottima in filosofia, storia, lettere??, contengono una chiara sintesi di quel che si vuole significare, ma se arrivano dove tali chiavi non ci sono un po si va a intuizione, molto tirando ad indovinare e il quadro di insieme che si ricostruisce lascia desiderare.
                              Come ricevere la modulazione di ampiezza con un demodulatore di frequenza.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24593

                                #30
                                sai, è una cosa che più di tanto non si può semplificare;

                                mettiamola così: nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo c'è buona parte dello spirito evangelico, portato all'estremo, laicizzato; un'appropriazione dello spirito cristiano sedimentato nella supremazia occidentale, per tanti motivi che ora esulano;

                                la parte restante della "religione", quella che si differenzia e in parte si oppone a quello zoccolo duro di principi, anche in modo contraddittorio, è la parte dottrinaria e clericale, che tuttavia non esaurisce l'ottica religiosa, poiché la porzione essenziale etica è confluita nella laicità e nelle interpretazioni individuali esplicite o implicite, siano esse le infinite sfumature protestanti o i movimenti liberalizzanti dei cattolici, e persino degli islamici;

                                tuttavia, questo processo ha lasciato scoperta un'area della psicologia delle masse che va a cercare ideologie del sacro, un rapporto definito col soprannaturale, perché quelle masse non hanno l'abitudine culturale o gli strumenti per rappresentarsi le questioni in modo ordinato e critico;

                                perciò, gli orfani della cultura del sacro cercano e trovano nella loro prossimità culturale o in incontri incidentali, qualche dottrina radicale che recupera il contenuto mitologico arcaico, che offre spiegazioni esplicite ai "misteri" di tipo soprannaturale; così è più chiaro ?
                                c'è del lardo in Garfagnana

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