Siamo tutti peccatori

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • meogatto
    Opinionista
    • 06/02/16
    • 5192

    #1

    Siamo tutti peccatori

    Che cosa può fare l’uomo se non peccare? Può solo rubare, invidiare, essere geloso. Un uomo che si è allontanato da Dio è in balìa dei demoni e del maligno, dunque come potrebbe fare il bene? Perché allora dovremmo appiccicargli delle colpe se ha una natura corrotta? La dottrina di Kiko ha un’impronta pessimistica dell’uomo, ma indica la strada per salvarsi: se non puoi evitare il peccato, riconosciti peccatore. Un brivido mi corre lungo la schiena quando apprendo le tecniche dei neocatecumenali per penetrare negli abissi del male. Una lama che affonda nella vita intima di ogni seguace a caccia dei particolari più scabrosi. Perché ognuno ha qualche scheletro nell’armadio e deve farlo uscire davanti a tutti i fratelli. Sottoporsi a questa gogna pubblica serve per balzare ad un grado superiore del Cammino, ad un passo dalla salvezza.

    Si tengono degli incontri a porte chiuse che hanno il sapore di un’inquisizione, guidati da catechisti inclini a mettere il dito nella piaga. Perché solo loro sanno fiutare in ogni adepto i segni della fede. Luca è irrefrenabile quando tocca questo vissuto: “Esiste una confessione, detta penitenziale, ove in una stanza ci sono alcuni sacerdoti, e ogni fratello a turno va a parlare singolarmente con il prete. Poi, verso il quinto anno, c’è una tappa del Cammino che si chiama scrutinio. Qui Kiko ha predisposto nove domande cui il seguace deve rispondere. Dovevi spiattellare la tua vita prima del Cammino e gli idoli - le passioni, i vizi - ai quali ti sottomettevi. C’erano racconti di aborti, di adultèri, di droga. Magari, se tua moglie non faceva sesso con te, i fratelli la riprendevano perché non si apriva alla vita. Chi parlava poco rischiava di non superare questo passaggio. Il motto era: se non sei nella verità, non puoi conoscere Cristo e resti preda del demonio. Dopo cinque anni con i fratelli inizi a spaventarti, pian piano si dice tutto. Lo fa anche il prete. Tu pensi di esserti liberato, invece ti ritrovi spogliato della tua dignità, perché ormai tutti sanno quello che sei”. La frase martellante “Sono un peccatore” risuona nella testa di ogni adepto, lasciando una scia di turbolenze nell’anima. “Ho visto gente piangere, o andare in cura psichiatrica - rammenta Luca -. Un uomo si è tagliato la gola dopo anni di Cammino”.

    Denaro: sterco del demonio

    “Non sono mai stata una persona superficiale.*- racconta Anna, una seguace –*Però attra
    Dentro una Chiesa che affoga nella secolarizzazione, mettono radici movimenti ultra conservatori che avanzano senza far rumore. Un’iniezione di linfa che nasconde non poche insidie per i seguaci.


    La via della luce, pentitevi e digiunate
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #2
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

    Comment

    • meogatto
      Opinionista
      • 06/02/16
      • 5192

      #3
      Discorsi sentiti, l'originale e' meglio.

      Comment

      • Misterikx
        whatever..
        • 24/03/05
        • 15327

        #4
        un Privé é un prato fiorito svizzero a confronto...
        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

        Comment

        • meogatto
          Opinionista
          • 06/02/16
          • 5192

          #5
          Forgiano i soldati di cristo con prove di resistenza, convinzione ed esami
          Il maligno e' forte e traditore, induce in inganno, solo i puri ed illuminati, a led, gli sfuggono.

          Comment

          • meogatto
            Opinionista
            • 06/02/16
            • 5192

            #6
            “Non sono mai stata una persona superficiale.*- racconta Anna, una seguace –*Però attraverso questo percorso mi percepisco in modo nuovo, sono meno legata all’apparire e capisco quali sono le cose importanti. Ora sono dentro la fede e mi sento più libera. Prima avevo una felicità effimera”. Quando sento questa frase, un monito di Kiko mi ronza in testa: ”Dovrete accettare che amerete Dio più del denaro”. Perché Dio non ammette due padroni e ogni adepto, se vuole entrare nel Regno, si trova di fronte a questa scelta. Può inseguire senza felicità i suoi idoli: denaro, lavoro, figli, marito, moglie. Oppure abbandonare il suo Io e vivere con quello che Dio gli offre. Dalle testimonianze dei fuoriusciti colgo che questo non è un consiglio ma un ordine. Un’obbedienza che è passata ai raggi X con apposite sedute per sondare se il seguace ha tagliato i ponti con le sue idolatrie. Se attraverso il Cammino ha cambiato davvero pelle, gettando alle ortiche l’uomo vecchio. Ogni seguace, giunto a una certa tappa del percorso, sente sul collo le pressioni psicologiche per cedere qualche bene all’organizzazione. Con una scia di conflitti accesi in famiglia qualora il partner non veda di buon occhio la scelta. “All’inizio*– chiarisce Mario, un ex adepto quarantenne –*si fanno offerte mensili o qualche colletta. La botta arriva alla seconda tappa del Cammino, il cosiddetto scrutinio. L’attaccamento al lavoro è visto come una cosa brutta, anche se il cristianesimo non lo condanna. Il dio mammona è l’origine di tutti i mali e te ne devi staccare. E devi dimostrarlo con un gesto forte. In uno di questi passaggi, come responsabile, raccolsi 66 milioni di lire fra 42 fratelli. So di gente che ha donato case e terreni. Dopodiché ogni mese un decimo dello stipendio verrà versato in una busta. Anche la baby sitter che guadagna 200 euro al mese, tanto Dio provvede. Un terzo della raccolta va agli arredi liturgici, 1/3 ai poveri però della stessa comunità neocatecumenale, infine 1/3 ai catechisti”. L’ingranaggio della macchina organizzativa va continuamente oliato man mano che lievitano gli adepti. C’è bisogno di foraggiare i propri seminari “Redemptoris Mater”, che sfornano pattuglie di nuove leve che avranno l’onore di utilizzare una sedia che Kiko ha disegnato in esclusiva per loro. Altri rivoli di denaro arrivano alle famiglie itineranti, inviate nei luoghi più sperduti del mondo per diffondere la catechesi. Seguo il video di un vecchio raduno in cui Kiko chiama a raccolta queste truppe. Le invita a farsi sentire in un vociare chiassoso che crea un’atmosfera effervescente. In alto si staglia il profilo di Papa Wojtyla, che sembra rapito da questa marea umana. Loro sono già pronti a partire, aspettano solo un cenno: la sua benedizione. Mara, una fuoriuscita trentenne, puntualizza con la sua voce vibrante: “Nei paesi non fanno alcuna beneficenza. Il movimento richiede solo di catechizzare, non di fare volontariato”.

            AuxUgene ci vuol ragionare

            Comment

            • meogatto
              Opinionista
              • 06/02/16
              • 5192

              #7
              La tela del ragno

              Aleggia un’atmosfera di segretezza nelle comunità neocatecumenali. È davvero difficile capire cosa si cela fra le loro mura. Non solo perché i riti sono celebrati per lo più separatamente dal resto dei cattolici, con propri addobbi e liturgia; c'è anche un ammonimento delle guide spirituali a non spifferare niente a chi sta fuori, perché, come dice Kiko, si spaventerebbero. Un osservatore esterno può partecipare a un primo ciclo di catechesi, ma trova la porta sbarrata nelle successive tappe, quelle a stanze chiuse.

              Se l’esperienza spirituale si capisce solo vivendola, molte impronte sono lasciate da chi ha abbandonato il gruppo. Un fuoriuscito è visto come una spina nel fianco dall’organizzazione perché squarcia il velo di silenzio e può contaminare con influssi negativi chi rimane dentro. Dalla loro testimonianza, però, possiamo carpire come si tesse la tela del ragno, comune a molti gruppi settari, che intrappola i seguaci. Con una dottrina martellante protratta con riunioni a tarda notte che ti toglie il respiro. Perché la comunità, che è l’incarnazione di Dio, diventa la tua vera famiglia. Tutto il resto - coniuge, figli e carriera - può aspettare. “La comunità ti coinvolge senza che te ne accorgi - spiega Luca -. Gli impegni settimanali come responsabile lievitano, finché ti prende a 360 gradi. Anzitutto devi essere sacerdote nella tua famiglia, perché se non riesci a convertire tua moglie sei un fallimento e rischi di uscire. Poi dev’esserci una totale apertura alla vita, al generare, perché i figli sono un dono di Dio. Se sei sposato da un po’ e non arrivano, o dichiari la tua malattia, oppure i catechisti iniziano a indagare. Come mai? Usi dei contraccettivi? E c’è sempre sto cazzo di demonio in mezzo!”. Chi ha il coraggio di spezzare questo legame è coperto da insulti e maledizioni. Alcuni lasciano temendo lo scherno o i ricatti perché hanno affidato i segreti più reconditi nelle mani dei fratelli. È palpabile nelle parole di Mario lo smarrimento di chi ha perso le redini della sua vita, sospeso in un vortice di emozioni che travolgono: “Chi attacca l’idolo del Cammino può rimanere schiacciato. Sono potenti a livello sociale. Ho visto sacerdoti e vicari trasferiti. Certo sei libero di lasciare, ma ti ricordano chi eri, cosa hai combinato, perché sanno tutto di te. Ti fanno sentire una merda: eri solo un adultero, un drogato… Loro diventano i gestori della tua famiglia, ti dicono se tenere a casa tua madre o no, se lasciare i tuoi perché contrastano il Cammino. Solo un fratello può capire i problemi di un altro fratello. In comunità avevamo tutto: il nostro psicologo, il medico e l’avvocato”. Colgo che il bozzolo che racchiude i seguaci ha una trama fitta. Lì dentro lentamente prende forma l’uomo nuovo, avvolto da pareti protettive. Qualcuno però sente il bozzolo troppo stretto e decide di uscire per rimettersi addosso gli stracci logori e sfilacciati dell’uomo vecchio. Camminerà con le sue infinite debolezze. Ma senza catene.

              Comment

              • Misterikx
                whatever..
                • 24/03/05
                • 15327

                #8
                Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                . L’ingranaggio della macchina organizzativa va continuamente oliato man mano che lievitano gli adepti.
                esattamente come l´anno 34 DC
                " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

                Comment

                • meogatto
                  Opinionista
                  • 06/02/16
                  • 5192

                  #9
                  Una setta dentro la Chiesa. Intervista al sociologo Marco Marzano

                  A volte mi capita di immergermi in un libro accattivante che stuzzica ogni recesso della mia curiosità. Un input che mi spinge a frugare dentro nuovi argomenti e accende la scintilla per una futura inchiesta. Questo è successo proprio dopo che ho chiuso le pagine del saggio “Quel che resta dei cattolici”, edito da Feltrinelli, di Marco Marzano. Ordinario di Sociologia a Bergamo, è autore di numerose pubblicazioni su temi sociali. Con il suo sguardo sensibile e approfondito ha vagato a lungo dentro un cattolicesimo secolarizzato, incontrando parrocchie in declino, ma anche nuovi movimenti religiosi settari ricchi di vitalità. Attraverso il suo aiuto cercheremo di cogliere il lato nascosto dei neocatecumenali. Queste comunità sono una Chiesa parallela, ma con riti separati dal cattolicesimo tradizionale. Che tipo di riconoscimento hanno?

                  “Come organizzazione cattolica sono legittimati a tutti gli effetti. Se c’è l’accordo del prete possono quindi stabilirsi nella parrocchia con le loro attività. Nel 2008 Papa Ratzinger ha riconosciuto con uno statuto queste comunità come ‘strumento al servizio dei vescovi per la riscoperta dell’iniziazione cristiana da parte degli adulti battezzati’. L’approvazione di questo statuto ha richiesto agli adepti solo qualche minima variazione dei loro riti liturgici, quali l’apertura delle messe del sabato al resto della popolazione o l’eucarestia ricevuta in piedi anziché seduti. Nel 2010 il Pontificio consiglio per i laici ha riconosciuto l’ortodossia della loro catechesi, sebbene i testi siano tenuti segreti e svelati dai catechisti solo man mano che prosegue il Cammino”.

                  C’è chi ha denunciato le crepe di quest’ organizzazione. Lo stesso cardinal Martini le vietò nella sua diocesi. Come mai vescovi e Vaticano non intervengono?

                  “Molti vescovi hanno espresso il loro dissenso con atti pubblici. Negli anni ‘80 sono intervenuti quelli di Brescia, Milano, Novara. In seguito hanno fatto sentire la loro voce quelli di Torino, Firenze, Palermo, Vicenza. Alcuni sono stati ostacolati nelle loro diocesi. I vescovi non hanno potuto incidere molto perché i neocatecumenali hanno avuto il pieno sostegno del Vaticano. In primis Giovanni Paolo II aveva un approccio entusiasta con i militanti. Non a caso la teologa del gruppo, Carmen Hernández, poteva circolare liberamente nelle stanze papali. Papa Wojtyla considerava queste comunità come un lievito per rivitalizzare il tessuto delle parrocchie inaridito dalla secolarizzazione. Viaggiatore instancabile, non nascondeva inoltre una particolare sintonia con le famiglie itineranti del Cammino, dedite ad annunciare il Vangelo in giro per il mondo. I neocatecumenali hanno sempre manifestato grande fedeltà al Papa e alle sue direttive morali, in cambio hanno ottenuto la legittimità. Infatti, in accordo con i vescovi, hanno creato in Italia dei propri seminari, che sfornano molte nuove ordinazioni con una formazione spirituale neocatecumenale. I preti rimangono a disposizione del vescovo locale solo per qualche anno, poi Kiko decide del loro servizio. Papa Ratzinger ha espresso un approccio più tiepido con i militanti, ma in concreto, con l’approvazione dello statuto definitivo, ha mantenuto una certa continuità. Dubito che il nuovo Papa Francesco possa mutare una realtà solida e legittimata, che secondo varie testimonianze apporta molte risorse finanziarie ai vertici curiali. Solo se avesse una sensibilità molto distante da questi gruppi, potrebbe indebolirli”.

                  Che ruolo hanno i preti che militano nel gruppo e perché hanno un’accettazione passiva di ciò che succede all’interno?

                  “I preti nel Cammino sono semplici amministratori dei sacramenti, per fare la confessione o l’eucarestia. Loro sono indispensabili per legittimare la cattolicità, altrimenti i neocatecumenali non potrebbero stare nelle parrocchie. Essendo comunità laicali, la struttura di comando non è centrata sul prete, bensì sui catechisti. La maggioranza dei parroci si rifiuta di avere il Cammino sul proprio territorio. Alcuni accettano perché sono fiaccati da molti anni di servizio e temono il banco vuoto. L’entrata di questi fratelli dà ossigeno a parrocchie agonizzanti. Se il vescovo è favorevole al Cammino e riceve da questo risorse finanziarie, anche il prete difficilmente si oppone, perché rischia di non far carriera”.

                  Quest’organizzazione rientra nella tipologia di una setta religiosa?

                  “Se facciamo riferimento alle definizioni sociologiche più accreditate, rientra in un gruppo settario, al pari dei Testimoni di Geova, dei mormoni e di molti altri gruppi. Caratteristiche comuni sono l’impegno totalizzante, l’adesione per scelta volontaria, il distacco dei militanti dall’impegno sociale e politico. Il perno deve essere l’attività spirituale, il resto potrebbe distrarre. C’è una forma di fuga dalla realtà, anche se c’è qualche sporadica partecipazione dei neocatecumenali a raduni tipo il Family day. Sono gruppi che attirano persone in cerca di ancoraggi sicuri perché hanno smarrito la loro identità. Qui mettono in gioco le loro biografie, per scoprire la Verità e i suoi aspetti benefici. In realtà la storia personale si blocca al momento della conversione, perché il futuro è già scritto”.

                  Comment

                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #10
                    Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                    Sono gruppi che attirano persone in cerca di ancoraggi sicuri perché hanno smarrito la loro identità. Qui mettono in gioco le loro biografie, per scoprire la Verità e i suoi aspetti benefici. In realtà la storia personale si blocca al momento della conversione, perché il futuro è già scritto”.
                    ma se ne puó pure uscire,dipende dal livello di plagio..
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

                    Comment

                    • meogatto
                      Opinionista
                      • 06/02/16
                      • 5192

                      #11
                      Se sei mentalmente robusto non ci entri nemmeno, da cui si, se ne puo' uscire, ma disponi delle risorse mentali per farlo?
                      E questo dice perche' da certe trappole pochi si salvano e solo se al contorno sono molto aiutati.
                      Le stesse ragioni per cui la professoressa consegna in contanti 187.000 euro ad un insetto e finisce per farsi ammazzare.
                      Cercava nel vuoto una vita piena da chi "diceva e assicurava" di avere risposte deliziose.

                      Comment

                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #12
                        Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                        AuxUgene ci vuol ragionare
                        io sono solo curioso di ciò che possono rappresentare all'esterno, dei sistemi di idee;

                        ad ogni modo, la sociologia ha leggi descrittive di questi fenomeni;
                        in particolare, c'è un meccanismo di auto-distruzione che riguarda il rapporto tra intensione ed estensione:
                        questo tipo di gruppi ha una soglia fisiologica di tenuta ottimale in termini di rapporto tra intensione - il livello di impegno richiesto e di indottrinamento - ed estensione dei suoi membri, il tutto nel quadro eco-ambientale in cui la setta opera;
                        fino ad un certo livello, l'accesso di nuovi membri a quel livello di impegno è compatibile con l'ecosistema e con la tenuta interna; superato quel livello, tipicamente si producono due sviluppi:

                        a) l'intensione cala, consentendo la presenza di più persone, meno controllabili e controllate e un rapporto negoziale con le altre componenti dell'ecosistema, in questo caso quello cattolico; questo è stato a suo tempo il percorso di CL, che si è estesa tantissimo con i meeting di Rimini e la cui estensione ha annacquato all'inverosimile il corpo, la cui gestione economica lo ha reso un soggetto sociale analogo a tanti altri e i cui esponenti in vista finiscono col rientrare in profili inopinati, tipo Formigoni
                        questo sviluppo è possibile se le prassi interne non sono aberranti e troppo da setta, come non lo erano infatti quelle di CL; se invece quelle prassi sono inconfessabili, aumentare troppo il numero degli adepti comporta un rischio esponenziale che le defezioni creino un caso, come per le mafie: una defezione produce un danno pari ad 1; 3 defezioni pari a 9, e 9 pari a 81, ma a quel punto sono intervenuti i magistrati perché sicuramente emerge un plagio, una circonvenzione di incapace o altro...

                        b) l'intensione tiene fino al momento in cui la pressione osmotica nell'ecosistema produce conflitti con le altre componenti, perché gli ambienti e gli spazi di pescaggio si sovrappongono a quelli di altri gruppi, nella raccolta di fondi, nell'esercizio di influenze, ecc...
                        a quel punto si produce una reazione termidoriana dei "regolari", il cui equilibrio viene minacciato e nella setta la classica escalation interna del più puro che ti epura tra gli aspiranti alla successione del leader;

                        se la massa critica di un gruppo del genere arriva ad esercitare un potere sull'autorità suprema e ne condiziona le scelte si crea un caos perché il baricentro non è più stabile e quell'eco-sistema va in fibrillazione, a causa di tutti i feedback delle altre componenti del sistema, che vengono destabilizzate; questo è il caso dei settori militari d'élite nelle dittature in guerra, che costringono il dittatore a scelte azzardate contro il volere dei "regolari";

                        oltretutto, la percezione esterna al sistema di militanza di una fanatizzazione produce a sua volta reazioni di rigetto che coinvolgono tutto il sistema; cioè, nello specifico la percezione di una chiesa militante appiattita sullo standard fanatico motiva il resto della società al cordone sanitario, e le componenti moderate alla reazione;

                        per farla breve, come ho spiegato più volte, questi sono i campioni dell'anticlericalismo: più sono attivi, più inficiano lo sforzo delle alte sfere di esercitare una funzione organica nella società.
                        Last edited by axeUgene; 27-02-2016, 18:12.
                        c'è del lardo in Garfagnana

                        Comment

                        • BiO-dEiStA
                          Eufonista
                          • 22/02/10
                          • 5403

                          #13
                          Poveracci. Se fossero la chiesa cattolica avrebbero uno stato ricchissimo, banche, radio, giornali, televisioni, 8 per mille, immobili e donazioni esentasse, una miriade di ordini sacerdotali e organizzazioni simpatizzanti "laiche" collegate, senza che nessuno o quasi batta ciglio. Allora sì che non avrebbero bisogno di legare i loro adepti mani e piedi, perché già terrebbero in ostaggio un intero stato, nonché uno stato dentro lo stato, pieni di cittadini deferenti, credenti e non credenti, comunque ben convinti che la chiesa non si impicci dei loro affari, o al limite che non lo faccia oltre un certo limite tollerabile.
                          Originariamente Scritto da Careful with that
                          i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                          Originariamente Scritto da Ned Flanders
                          Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                          Comment

                          • meogatto
                            Opinionista
                            • 06/02/16
                            • 5192

                            #14
                            ad ogni modo, la sociologia ha leggi descrittive di questi fenomeni;*
                            in particolare, c'è un meccanismo di auto-distruzione che riguarda il rapporto tra intensione ed estensione:
                            Direi piuttosto intuitivo, un organismo aberrante se supera certe dimensioni esplode o implode.
                            Come le storie di ragni giganteschi possibili solo nei libri visto che il sistema di respirazione ne consente solo dimensioni ridotte.
                            Cio' non toglie che qualche aberrazione prima di autodistruggersi troppi danni abbia fatto.

                            Ma, tralasciando le vicissitudini dell'organismo, l'adepto ha ancora mediamente un qualche contatto con la realta', o va considerato morto e i rari casi di recupero non sembrano deporre a dargli il certificato di esistenza in vita?
                            Da cui la mia perplessita' a ragionarci.

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #15
                              Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
                              Poveracci. Se fossero la chiesa cattolica avrebbero uno stato ricchissimo, banche, radio, giornali, televisioni, 8 per mille, immobili e donazioni esentasse, una miriade di ordini sacerdotali e organizzazioni simpatizzanti "laiche" collegate...
                              certo; un soggetto potente e inserito che abbia quel tipo di propensione milita nell'Opus Dei, non in Cattology

                              Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                              Direi piuttosto intuitivo, un organismo aberrante se supera certe dimensioni esplode o implode.
                              quello che non è intuitivo è il rapporto col suo eco-sistema e i problemi che pone; se tu hai a che fare con un soggetto organico autocratico, che sia un gruppo terrorista o uno stato, una banda di criminali o una setta, la prima cosa che devi fare è comprendere le dinamiche di quel sistema per vedere dove vanno e cosa ti può essere utile; questi gruppi eccentrici sono tipicamente una spia di debolezza e fragilità - l'incapacità della leadership di armonizzare secondo una normo-dottrina - e ti indicano il punto di frattura del sistema;

                              Ma, tralasciando le vicissitudini dell'organismo, l'adepto ha ancora mediamente un qualche contatto con la realta', o va considerato morto e i rari casi di recupero non sembrano deporre a dargli il certificato di esistenza in vita?
                              Da cui la mia perplessita' a ragionarci.
                              eh, quello ti serve esattamente a capire se sono vivi o zombie, ma è anche utilissimo a comprendere l'area socio-culturale esposta, i meccanismi di adescamento ed eventualmente quelli per disinnescare;
                              c'è del lardo in Garfagnana

                              Comment

                              Working...