Qui si tratta di assumersi le proprie responsabilità, in coscienza io so benissimo quando faccio del male sia a me che ad altri, e così per il bene. La mia coscienza dovrebbe essere il mio metro di misura, non ciò che è fuori di me ma ciò che è dentro di me è il mio agente.
Se hai bisogno di un dio che ti dica cosa fare non hai bisogno del tuo metro e se hai il tuo metro non ti serve dio. Quindi un'opzione esclude l'altra.



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