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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24578

    #121
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    A mio avviso nessuna.
    e allora, perché i credenti manifestano il loro credere con tanta enfasi, sottolineando la qualità morale superiore che il credere dovrebbe implicare ?

    a questo punto, il credere o meno dovrebbe essere irrilevante come la predilezione per una pizza o l'altra e suscitare discussioni molto placide e nessuna controversia;
    tutta la questione sarebbe laicamente risolta come un normale confronto tra ideologie, umane;

    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    ma tu ti sarai fatto un'idea tua, avrai un modo in cui pensare.
    Butta fuori una tua idea e poi la valutiamo, io la mia idea l'ho espressa anche se a quanto pare sembra ostica.
    nel tuo caso, la difficoltà è che giochi su due tavoli:
    da un lato, rivendichi sempre una posizione personale, quasi chiusa nel tuo inaccessibile sentire;

    ma dall'altra i tuoi riferimenti sono evidentemente a sistemi di valore oggettivi, esterni:

    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Continuo a non capire ma forse è quel "incondizionatamente" che crea problemi; allora potrei dire "al meglio".
    il "meglio" presuppone un sistema di valori che, relazionandoti con gli altri, proponi loro; e quelli - come fa il gatto - ti dicono di non averti chiesto nulla, e che, semmai, lo faranno, secondo le loro gerarchie di valore, che non necessariamente corrispondono alle tue;

    quindi, il problema dialettico che si ripresenta sempre in queste discussioni è che tu rivendichi un sistema di valori, ma ti vuoi sottrarre all'onere di argomentarlo;

    perché sei intelligente e preparato, e sai che è molto difficile farlo senza retrocedere al normale status di ideologia laica, e comprensibilmente questo non ti piace, non ti gratifica;
    non c'è niente di male, eh...

    diventa solo poco dignitoso per la stessa fede una ritrosia a porsi domande, perché un'idea buona non si sottrae mai al confronto.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #122
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ci mancherebbe !
      il punto è che se tu citi pezzetti senza capire l'insieme e ometti ciò che può spiegare, finisci con l'argomentare in un modo che smentisce le tue stesse idee;
      ma sono affari tuoi, giustamente;
      forse è esattamente quello che vuoi: sentirti eroico e solingo difensor fidei, un martire da forum diabolico di miscredenti...
      Dio non ha bisogno di essere difeso, Axe. Men che meno da uno come me E più che di eroi improbabili abbisogna di Testimoni. Di Persone comunissime che ancora oggi, nel pieno della società post-moderna e post-cristiana, vivano orientati dalla Sua Parola e dalla Sua Esistenza.
      amate i vostri nemici

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #123
        Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
        Hai voluto sapere delle datazioni? Mò te lo sei preso in tasca e ora esci con la solita arrampicata sugli specchi ed il solito pippone patetico del dio creatore & C. tanto per dire qualcosa e non lasciare nulla di intentato.
        Se tu ne sai più dei fisici e di quello che nemmeno loro possono azzardarsi a dire sulla materia e l'universo , accomodati in qualche cattedra universitaria. Siccome sei anche tanto sicuro di quel che dici, non venire a fare sempre il povero sig. nessuno, il povero peccatore, che tanto quando ti ci metti sei il più presuntuoso.
        E’ presuntuoso dire che Scienza e Fede possono abbracciarsi? Ok, allora lo sono. Provvidenzialmente sono in buona compagnia….

        La concezione epistemologica dominante in alcuni ambienti, vale a dire la convinzione intorno all’infallibilità della conoscenza scientifica e la diffidenza verso altre forme di sapere o di credenza, a cominciare da quella filosofica e religiosa, ha permesso che un “abusato” luogo comune possa resistere ancora oggi: quello secondo cui lo scienziato non può che essere lontano dalla fede perché la ragione scientifica, ritenuta popolarmente il modello compiuto di uso della ragione, precluda ogni accesso razionale a Dio.
        Risulta per questo istruttivo seguire il percorso dei grandi uomini di scienza proprio nel loro rapporto di uomini razionali con il Mistero, testimoni del fatto che il sapere scientifico non preclude affatto alla ragione di considerare la realtà fino al suo livello ultimo, fino alla trascendenza. Con questo elenco (in continuo aggiornamento) di citazioni dei grandi uomini di scienza (attuali e non) credenti, mostriamo appunto questo.
        MARTIN NOWAK E’ professore di biologia, matematica e Direttore del Programma per la dinamica evolutiva presso l’Università di Harvard. Ha all’attivo più di 300 pubblicazioni scientifiche, di cui 40 si trovano su Nature e 15 su Science. Vincitore del Weldon Memorial Prize e del Association of American Publishers RR Hawkins Award.
        • «A mio parere, un’interpretazione puramente scientifica dell’evoluzione non genera un argomento a favore dell’ateismo. La scienza non smentisce Dio, né sostituisce la religione. L’evoluzione non è un argomento contro Dio, non più della gravità. L’evoluzione spiega lo svolgersi della vita sul pianeta. Il Dio del Cristianesimo è Colui che senza il quale non ci sarebbe né evoluzione né tutto il resto”]. Vedo gli insegnamenti delle religioni come la promozione verso un comportamento altruistico, di amore e perdono. Quando si guarda ai modelli matematici dell’evoluzione della cooperazione, troviamo che le strategie vincenti devono essere generosità, speranza e perdono. Ora, per la prima volta, possiamo vedere queste idee in termini matematici. Chi avrebbe mai pensato che si potesse dimostrare matematicamente che, in un mondo dove tutti pensano a sé stessi, la strategia vincente è quella di essere clementi e che chi non riesce a perdonare non potrà mai vincere?»
        FABIOLA GIANOTTI Tra i più importanti scienziati italiani, ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs e nel 2015 è divenuta direttore generale del CERN di Ginevra. Membro del comitato consultivo per la Fisica al Fermilab negli Stati Uniti e dell’Accademia dei Lincei per la classe di scienze fisiche, dal 2013 è professore onorario presso l’Università di Edimburgo.
        «Non vedo nessuna contraddizione tra scienza e fede: appartengono a due sfere diverse. Saremmo troppo ambiziosi e troppo arroganti se potessimo pensare di spiegare l’origine del mondo. Quello che possiamo fare noi scienziati è andare avanti passettino dopo passettino, e accumulare conoscenza. Ma, come diceva Newton, quello che conosciamo è una gocciolina e quello che non conosciamo un oceano, quindi siamo ben lontani dal rispondere a domande di quel tipo»
        Gli scienziati credenti e le citazioni degli scienziati su Dio. Scienziati e Chiesa, un rapporto tutt'altro che conflittuale come mostra questo dossier sulle citazioni tra scienza e fede dei premi Nobel.
        amate i vostri nemici

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #124
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Infatti per dirlo qualcuno avrà assistito, peccato non ci fosse la Tv.
          Ahahahahahahahaha complimenti per l’illuminazione

          La Bibbia, la Genesi…in senso lato la Parola di Dio non sono una semplice cronistoria di avvenimenti, Crep. Dietro la Rivelazione di Dio (che attraverso il Suo Spirito ha guidato la mano degli Autori Antichi, dei Profeti, degli Apostoli eccetera) ci stanno Sapienza e Insegnamenti profondi. In grado di guidare e orientare nei secoli e nei millenni la Vita miliardi e miliardi di Persone.
          amate i vostri nemici

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17951

            #125
            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
            E’ presuntuoso dire che Scienza e Fede possono abbracciarsi? Ok, allora lo sono. Provvidenzialmente sono in buona compagnia….

            La concezione epistemologica dominante in alcuni ambienti, vale a dire la convinzione intorno all’infallibilità della conoscenza scientifica e la diffidenza verso altre forme di sapere o di credenza, a cominciare da quella filosofica e religiosa, ha permesso che un “abusato” luogo comune possa resistere ancora oggi: quello secondo cui lo scienziato non può che essere lontano dalla fede perché la ragione scientifica, ritenuta popolarmente il modello compiuto di uso della ragione, precluda ogni accesso razionale a Dio.
            Risulta per questo istruttivo seguire il percorso dei grandi uomini di scienza proprio nel loro rapporto di uomini razionali con il Mistero, testimoni del fatto che il sapere scientifico non preclude affatto alla ragione di considerare la realtà fino al suo livello ultimo, fino alla trascendenza. Con questo elenco (in continuo aggiornamento) di citazioni dei grandi uomini di scienza (attuali e non) credenti, mostriamo appunto questo.
            MARTIN NOWAK E’ professore di biologia, matematica e Direttore del Programma per la dinamica evolutiva presso l’Università di Harvard. Ha all’attivo più di 300 pubblicazioni scientifiche, di cui 40 si trovano su Nature e 15 su Science. Vincitore del Weldon Memorial Prize e del Association of American Publishers RR Hawkins Award.
            • «A mio parere, un’interpretazione puramente scientifica dell’evoluzione non genera un argomento a favore dell’ateismo. La scienza non smentisce Dio, né sostituisce la religione. L’evoluzione non è un argomento contro Dio, non più della gravità. L’evoluzione spiega lo svolgersi della vita sul pianeta. Il Dio del Cristianesimo è Colui che senza il quale non ci sarebbe né evoluzione né tutto il resto”]. Vedo gli insegnamenti delle religioni come la promozione verso un comportamento altruistico, di amore e perdono. Quando si guarda ai modelli matematici dell’evoluzione della cooperazione, troviamo che le strategie vincenti devono essere generosità, speranza e perdono. Ora, per la prima volta, possiamo vedere queste idee in termini matematici. Chi avrebbe mai pensato che si potesse dimostrare matematicamente che, in un mondo dove tutti pensano a sé stessi, la strategia vincente è quella di essere clementi e che chi non riesce a perdonare non potrà mai vincere?»
            FABIOLA GIANOTTI Tra i più importanti scienziati italiani, ha contribuito alla scoperta del bosone di Higgs e nel 2015 è divenuta direttore generale del CERN di Ginevra. Membro del comitato consultivo per la Fisica al Fermilab negli Stati Uniti e dell’Accademia dei Lincei per la classe di scienze fisiche, dal 2013 è professore onorario presso l’Università di Edimburgo.
            «Non vedo nessuna contraddizione tra scienza e fede: appartengono a due sfere diverse. Saremmo troppo ambiziosi e troppo arroganti se potessimo pensare di spiegare l’origine del mondo. Quello che possiamo fare noi scienziati è andare avanti passettino dopo passettino, e accumulare conoscenza. Ma, come diceva Newton, quello che conosciamo è una gocciolina e quello che non conosciamo un oceano, quindi siamo ben lontani dal rispondere a domande di quel tipo»
            http://www.uccronline.it/2012/08/12/...i-e-cattolici/
            Cono abbi pazienza ma fede e scienza non hanno nulla a che vedere l'una con l'altra. Con la scienza si cerca di scoprire e dimostrare, la fede riguarda mere convinzioni che non hanno mai finora portato ad avere una qualche prova concreta del contenuto del creduto, che si tratti di cristianesimo, induismo o altro.
            Chi dice che i due ambiti si completano dice una gran corbelleria. Se poi, come ho sempre detto, lo scienziato ha una sua credenza religiosa, pace (anche se le contraddizioni non mancano), l'importante è che sia obiettivo e non mischi fede e scienza e faccia il suo lavoro per bene.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #126
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              e allora, perché i credenti manifestano il loro credere con tanta enfasi, sottolineando la qualità morale superiore che il credere dovrebbe implicare ?
              Se lo fanno non credo sia per enfasi, eccetto i casi in cui si sentono investiti, ma o per paura o per tradizione non riuscendo, sia per l'impreparazione e sia per la poca voglia, ad approfondire ciò in cui credono.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #127
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio


                nel tuo caso, la difficoltà è che giochi su due tavoli:
                da un lato, rivendichi sempre una posizione personale, quasi chiusa nel tuo inaccessibile sentire;

                ma dall'altra i tuoi riferimenti sono evidentemente a sistemi di valore oggettivi, esterni:

                E' logico che i tavoli siano due, uno è matematico dove le vincite e le perdite seguono la casualità statistica, l'altro è sensoriale dove la nostra percezione la fa da padrona e speriamo di vincere piuttosto che perdere; nel secondo tavolo se vinciamo siamo gioiosi perché il destino ci è stato favorevole ma se perdiamo diamo la colpa alla sfiga.

                Comment

                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #128
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio






                  il "meglio" presuppone un sistema di valori che, relazionandoti con gli altri, proponi loro; e quelli - come fa il gatto - ti dicono di non averti chiesto nulla, e che, semmai, lo faranno, secondo le loro gerarchie di valore, che non necessariamente corrispondono alle tue;
                  Certo che il meglio presuppone un sistema di valori, come pure il peggio, ma mi riferisco al mio sistema di valori, che non impongo agli altri ma impongo a me stesso, con o senza relazioni.

                  Ps. mi spieghi come si fa a far rientrare le risposte in una sola mandata come fai tu evidenziando in maniera distinta le domande?

                  Comment

                  • Pazza_di_Acerra
                    люблю беспокоиться
                    • 09/12/09
                    • 28840

                    #129
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Dio, noi oggi lo chiamiamo così e ci fidiamo di questo nome; sappiamo che significa qualcosa, anche se non siamo certi di sapere che cosa precisamente. Nella Bibbia, invece, il nome di "Dio" non esiste ancora. Non c'è un Dio, la divinità che crea trasformando è multipla, multiforme, ha un nome al plurale, Elohim, che vuol dire gli Dei, ma il libro ne parla al singolare e dice letteralmente: "gli Elohim diede forma, gli Elohim disse". E su questo ci sarebbe da dire parecchio.
                    Non è solo quello. Il fatto è che in 1: 25,26 dice che dio creò prima gli animali e poi l'uomo, in 2: 18,19 afferma l'esatto conrtrario.
                    semel in anno licet insanire, cotidie melius

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #130
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Se lo fanno non credo sia per enfasi, eccetto i casi in cui si sentono investiti, ma o per paura o per tradizione non riuscendo, sia per l'impreparazione e sia per la poca voglia, ad approfondire ciò in cui credono.
                      l'enfasi è il modo, non il movente;
                      il movente, che mi sembra chiaro, è il preteso potere derivante dal richiamo ad un'autorevolezza superiore: non lo dico io, lo dice Dio, cui si ricorre per dare più forza ad argomenti altrimenti questionabili o improbabili;
                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      E' logico che i tavoli siano due, uno è matematico dove le vincite e le perdite seguono la casualità statistica, l'altro è sensoriale dove la nostra percezione la fa da padrona e speriamo di vincere piuttosto che perdere; nel secondo tavolo se vinciamo siamo gioiosi perché il destino ci è stato favorevole ma se perdiamo diamo la colpa alla sfiga.
                      qui i due tavoli però sono sempre correlati, perché nel momento in cui esterni le tue convinzioni, fai inevitabilmente riferimento a nozioni convenzionali comuni;

                      se io dico "Dio", forse una persona su un miliardo pensa per prima cosa che mi sto riferendo ad Eric Clapton e alla famosa scritta su un muro Eric Clapton is God; gli altri immagineranno tutti che mi riferisco ad un'entità dai tratti e dalle attribuzioni convenzionali, e che io stia adottando quello stereotipo, a meno che io non precisi subito altrimenti;

                      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                      Certo che il meglio presuppone un sistema di valori, come pure il peggio, ma mi riferisco al mio sistema di valori, che non impongo agli altri ma impongo a me stesso, con o senza relazioni.
                      è il solito punto: nel momento in cui esterni il tuo sistema di valori, poni un problema etico alla società, volente o nolente;
                      non è così se scegli una margherita invece della quattro stagioni: nessuno si sentirà investito a prendere posizione sui tuoi gusti, conformarsi o distinguersi;

                      il nodo equivoco di cui non vuoi prendere atto è esattamente questo: tu insisti nel presentare le opzioni di fede come fossero predilezioni personali per una pizza o l'altra; mentre si tratta sempre, e indipendentemente dal tuo volere, di ideologie pubbliche, con tutti i risvolti conseguenti in termini di responsabilità delle idee;
                      io posso anche apprezzare gli acquerelli di Hitler, ma se vado in giro con la svastica al braccio nessuno penserà agli scorci della Vienna sparita, bensì all'ideologia, ritenendo che io appoggi quella;
                      Ps. mi spieghi come si fa a far rientrare le risposte in una sola mandata come fai tu evidenziando in maniera distinta le domande?
                      faccio il quote, poi taglio, e faccio il quote del msg successivo; dopodiché incollo sopra il precedente; se sono tre o più, ritaglio i due precedentemente sommati e ripeto; poi, inserisco le risposte sotto ognuno
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #131
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        il nodo equivoco di cui non vuoi prendere atto è esattamente questo: tu insisti nel presentare le opzioni di fede come fossero predilezioni personali per una pizza o l'altra; mentre si tratta sempre, e indipendentemente dal tuo volere, di ideologie pubbliche, con tutti i risvolti conseguenti in termini di responsabilità delle idee;
                        io posso anche apprezzare gli acquerelli di Hitler, ma se vado in giro con la svastica al braccio nessuno penserà agli scorci della Vienna sparita, bensì all'ideologia, ritenendo che io appoggi quella;
                        Infatti sono predilezioni personali. Immagina che tutte le fedi siano pizze, dopo varie volte che prendo delle pizze convenzionali ad un certo punto, sapendo che nella Napoletana quasi nessun pizzaiolo mette i capperi, piacendomi, sono costretto ad ordinare una Napoli con capperi; mi servo del già esistente modificandolo a mio piacimento, fregandomene delle convenzioni.
                        Grazie per il suggerimento la prossima volta ci provo, sperando di riuscirvi essendo alquanto imbranato.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #132
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          Infatti sono predilezioni personali. Immagina che tutte le fedi siano pizze, dopo varie volte che prendo delle pizze convenzionali ad un certo punto, sapendo che nella Napoletana quasi nessun pizzaiolo mette i capperi, piacendomi, sono costretto ad ordinare una Napoli con capperi; mi servo del già esistente modificandolo a mio piacimento, fregandomene delle convenzioni.
                          vedi, qui tecnicamente sbagli;
                          perché la parte personale di interpretazione è limitata, come nelle pizze, che hanno un tratto comune di pasta, cottura, ecc...

                          il tuo vincolo convenzionale, ineludibile, è il testo cui ti riferisci, il Vangelo; per quanto interpretabile in una certa misura, il testo ti vincola comunque ad una lettura che è sostanzialmente la stessa per tutti, sulla base della formulazione linguistica, che è convenzionale;

                          altrimenti, ti potresti sentire autorizzato a dire che Gesù esorta a giocare tutti i propri averi alle corse dei cavalli o a togliere gli slip alle passanti in spiaggia, come passatempo

                          non è che quel sistema di valori sia manipolabile ad libitum più di tanto; quindi, esso costituisce uno, o più comuni denominatori che divengono operativi e rilevanti non appena tu esterni agli altri il tuo pensiero; a meno che tu non specifichi subito che intendi sentirti esortato a da Gesù a fare le tue puntate all'ippodromo
                          c'è del lardo in Garfagnana

                          Comment

                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #133
                            Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                            Non è solo quello. Il fatto è che in 1: 25,26 dice che dio creò prima gli animali e poi l'uomo, in 2: 18,19 afferma l'esatto conrtrario.
                            La spiegazione che solitamente viene data dagli esperti è che i due racconti si riferiscono a due delle tre tradizioni differenti, quella Jahwista e quella Sacerdotale. La tradizione Jahwista riporta una storia che nel Genesi va dalla Creazione alla morte di Giacobbe, storia che non è né continua e né integrale; quella Sacerdotale esclusi quattro fatti narrati per esteso ( creazione del mondo, diluvio, alleanza e acquisto della grotta di Macpela), nel primo libro di Mosè, è uno schizzo sistematico, cronologico,sacerdotale e teologico della storia. Il redattore lo sfrutterà solo per inquadrare, dentro una sua cornice,le tradizioni tramandate dalla Jahwista ed Elohista che è la terza tradizione.

                            Comment

                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #134
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              vedi, qui tecnicamente sbagli;
                              perché la parte personale di interpretazione è limitata, come nelle pizze, che hanno un tratto comune di pasta, cottura, ecc...

                              il tuo vincolo convenzionale, ineludibile, è il testo cui ti riferisci, il Vangelo; per quanto interpretabile in una certa misura, il testo ti vincola comunque ad una lettura che è sostanzialmente la stessa per tutti
                              E' vero ma anche se la lettura è la stessa il gusto (o l'interpretazione) è diverso. Per alcuni il gusto per un tipo di pizza può essere ottimo mentre per altri può essere pessimo; è anche ovvio che la pasta sia comune come comune è la fede in Dio.
                              Per il seguito è bene che esista una certa serietà, altrimenti tutto sarebbe possibile che in fondo è la stessa cosa di dire che tutto (n)-1 sarebbe impossibile, dove 1 rappresenterebbe l'unica realtà possibile. Il gioco delle parole può essere insidioso, tendenziale o quant'altro.
                              Last edited by crepuscolo; 15-07-2016, 13:52.

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                              • Vega
                                Opinionista

                                • 04/05/05
                                • 17951

                                #135
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                Infatti sono predilezioni personali. Immagina che tutte le fedi siano pizze, dopo varie volte che prendo delle pizze convenzionali ad un certo punto, sapendo che nella Napoletana quasi nessun pizzaiolo mette i capperi, piacendomi, sono costretto ad ordinare una Napoli con capperi; mi servo del già esistente modificandolo a mio piacimento, fregandomene delle convenzioni.
                                Grazie per il suggerimento la prossima volta ci provo, sperando di riuscirvi essendo alquanto imbranato.
                                Se modifichi a tuo piacimento come fai a sapere che quella è la divinità che esiste e soprattutto se esiste?
                                Quello che fai tu lo ha fatto sicuramente chi ti ha già fornito da qualche secolo la pizza Napoletana, fatta a gusto loro e ora tu ci aggiungi il tuo, i capperi.
                                Il fatto che tu ammetta di fare questa operazione di aggiunta, non ti fa scattare nulla nella testa?
                                Non volendoci credo un'intelligenza esagerata, direi che un minimo dubbio dovrebbe sorgere. Lo fai tu, lo fa un altro, lo fanno tanti. Ognuno si inventa e si aggiusta il suo dio, dei, alieni o mondi alternativi e spirituali e quantistici.
                                Se ci ragioni e cerchi di non mentire a te stesso, la risposta è lì davanti, anche se è dura guardarla.
                                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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