Coppie e situazioni paradossali

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  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #1

    Coppie e situazioni paradossali

    Episodio accaduto in questi giorni a persone che ho conosciuto lo scorso week end e con cui non ho quindi coinvolgimenti amicali, e che dunque riesco a riportare con una visione super partes.
    Ero a questo pranzo da un'amica, e c'erano appunto altre coppie. Io ho fatto conoscenza e parlato un po' con tutti, come è nella mia indole. Non ho neppure notato atteggiamenti strani tra i vari commensali. Poi ieri l'amica che mi aveva invitato mi racconta che una delle ragazze presenti, convivente, con un figlio e prossima al matrimonio, era rimasta colpita da uno degli invitati, che era lì con moglie e figli, in quanto "somiglia al mio ex e questo mi ha mandato in confusione". Morale della favola: lei gli ha chiesto il numero di telefono, hanno iniziato a mandarsi messaggi e poi boh, il finale è tutto da vedere, anche se io me lo immagino...
    Questo mi fa riflettere. Davvero ci vuole così poco per mettere in discussione una famiglia, una vita che ti sei costruito? Siamo così volubili? O se accadono cose simili è perché comunque a monte qualcosa non va?
    Dalla mia esperienza personale sarei propensa a pensare che sia la seconda... voi che ne dite?
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #2
    I colpi di fulmine esistono e realmente ti mandano fuori di testa. Ho visto persone serie e posate impazzire Possiamo aderire ad una spiegazione romantica e romanzesca, e parlare di "destino", di incontri predestinati, blablabla. Possiamo andare più a fondo, esaminare problemi sottaciuti nella coppia, nella persona. Il risultato è uguale: l'impazzimento Che è anche una forza di rinnovamento travolgente, non diamogli necessariamente un connotato negativo: è un'onda, puoi farti annegare o cavalcarla come un surfer. Ci dice molto su noi stessi.
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70446

      #3
      E' vero, ci sono situazioni che "ti mandano fuori di testa". Io ci sono passata, se ricordi e ho evitato in tutti i modi di lasciarmi andare, finché non è passata. Però di fondo c'erano dei problemi nella coppia. Ora, a distanza di tempo, so che ho fatto la scelta giusta. Ma quando ci sei dentro chi può dire come andrà? E in ogni caso, se tutto va bene nella coppia io non credo che ci si guardi intorno...
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #4
        Non lo so Dark. Forse è come dici tu. A volte nella coppia va bene, ma è a te che manca un pezzetto di strada da fare per conto tuo. Altre volte ti accorgi di cosa ti manca quando lo trovi in un'altra persona. Pensi "Oh cazzo, è lui". Tutti vorremmo che gli amori durassero per sempre, purtroppo non è così.
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #5
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Episodio accaduto in questi giorni a persone che ho conosciuto lo scorso week end e con cui non ho quindi coinvolgimenti amicali, e che dunque riesco a riportare con una visione super partes.
          Ero a questo pranzo da un'amica, e c'erano appunto altre coppie. Io ho fatto conoscenza e parlato un po' con tutti, come è nella mia indole. Non ho neppure notato atteggiamenti strani tra i vari commensali. Poi ieri l'amica che mi aveva invitato mi racconta che una delle ragazze presenti, convivente, con un figlio e prossima al matrimonio, era rimasta colpita da uno degli invitati, che era lì con moglie e figli, in quanto "somiglia al mio ex e questo mi ha mandato in confusione". Morale della favola: lei gli ha chiesto il numero di telefono, hanno iniziato a mandarsi messaggi e poi boh, il finale è tutto da vedere, anche se io me lo immagino...
          beh, forse è solo una fantasia; non è affatto detto che passi all'azione;
          Questo mi fa riflettere. Davvero ci vuole così poco per mettere in discussione una famiglia, una vita che ti sei costruito? Siamo così volubili? O se accadono cose simili è perché comunque a monte qualcosa non va?
          Dalla mia esperienza personale sarei propensa a pensare che sia la seconda... voi che ne dite?
          dico anche io;
          a monte c'è che la coppia il più delle volte è esattamente un esperimento, un tentativo e una scommessa, molto alla cieca; con l'incognita determinante dell'obiettivo:
          se si intraprende una vita di coppia col progetto finalistico della famiglia, una volta ottenuto l'obiettivo la prospettiva delle persona cambia radicalmente; l'altro, che è stato strumento di quel progetto, emerge come soggetto distinto e difficilmente corrisponde ad un profilo armonico;

          siccome le pressioni sociali e personali a conseguire obiettivi di realizzazione sono fortissimi, è molto probabile che ad un certo punto si investa su una situazione di cui ci si accontenta;
          niente di male, se si è consapevoli e capaci di gestire in modo maturo le circostanze e le pressioni che ciò comporta;

          in questi ultimi mesi, uno dei miei amici fraterni, al quale ho fatto da testimone di nozze quasi 20 anni fa, 2 figli adolescenti, è in grave crisi con la consorte; dopo la morte del papà di lei, è venuto meno il super-io che supervisionava la sua vita; lei, molto religiosa, catechista, nonostante abbia comunque vissuto liberamente la sua gioventù, a metà dei 40 è entrata in grave crisi, e credo che abbia un diversivo importante;

          il vero problema è che l'immaginario romantico ci fa sovrapporre famiglia e coppia, che invece sono due cose diverse; la prima è un istituto sociale, con determinate finalità, che possono essere perseguite in varie modalità; anche da separati si resta famiglia se ci sono figli, anche se si modula diversamente;
          la coppia, invece, è una relazione privata tra due persone fondata sull'effettivo gradimento reciproco; ma il fatto che su questa si costruisca il più delle volte una famiglia non implica affatto la funzionalità del modello; anzi: la stessa rilevanza dell'evento "famiglia", convivenza, figli, va a cambiare radicalmente quella relazione, soprattutto se si è giovani e con poca esperienza.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #6
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Non lo so Dark. Forse è come dici tu. A volte nella coppia va bene, ma è a te che manca un pezzetto di strada da fare per conto tuo. Altre volte ti accorgi di cosa ti manca quando lo trovi in un'altra persona. Pensi "Oh cazzo, è lui". Tutti vorremmo che gli amori durassero per sempre, purtroppo non è così.
            Si, ma senza dubbio spesso è qualcosa che manca al soggetto individuale. Ma questo è comunque sintomo che nella coppia c'è qualcosa che non soddisfa, di cui si sente la mancanza.
            Perché alla fine se è a te che manca "un pezzetto di strada da fare per conto tuo" non è che c'entri la relazione sentimentale. Per me cercare se stessi nell'altro non porta ad un rapporto sano. Io vedo la coppia come due persone che camminano lungo strade che corrono parallele, sostenendosi a vicenda quando uno dei due è in difficoltà, ma pur sempre restando indipendenti nell'autoaffermazione individuale.
            La mia impressione è che le cose inizino a funzionare davvero, in una coppia, quando entrambi i componenti si trovano ad avere la percezione di potercela fare da soli in ogni caso. Allora il rapporto di coppia si ripulisce dalle dinamiche di dipendenza l'uno dall'altro che a volte possono essere deleterie.
            Poi certo, mica è detto che duri per sempre. Come tu dici, poi magari può capitare che le due strade parallele si allontanino tra loro. Sono cose di cui ti rendi conto solo quando accadono.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • dark lady
              la viaggiatrice
              • 09/03/05
              • 70446

              #7
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              beh, forse è solo una fantasia; non è affatto detto che passi all'azione;

              dico anche io;
              a monte c'è che la coppia il più delle volte è esattamente un esperimento, un tentativo e una scommessa, molto alla cieca; con l'incognita determinante dell'obiettivo:
              se si intraprende una vita di coppia col progetto finalistico della famiglia, una volta ottenuto l'obiettivo la prospettiva delle persona cambia radicalmente; l'altro, che è stato strumento di quel progetto, emerge come soggetto distinto e difficilmente corrisponde ad un profilo armonico;

              siccome le pressioni sociali e personali a conseguire obiettivi di realizzazione sono fortissimi, è molto probabile che ad un certo punto si investa su una situazione di cui ci si accontenta;
              niente di male, se si è consapevoli e capaci di gestire in modo maturo le circostanze e le pressioni che ciò comporta;

              in questi ultimi mesi, uno dei miei amici fraterni, al quale ho fatto da testimone di nozze quasi 20 anni fa, 2 figli adolescenti, è in grave crisi con la consorte; dopo la morte del papà di lei, è venuto meno il super-io che supervisionava la sua vita; lei, molto religiosa, catechista, nonostante abbia comunque vissuto liberamente la sua gioventù, a metà dei 40 è entrata in grave crisi, e credo che abbia un diversivo importante;

              il vero problema è che l'immaginario romantico ci fa sovrapporre famiglia e coppia, che invece sono due cose diverse; la prima è un istituto sociale, con determinate finalità, che possono essere perseguite in varie modalità; anche da separati si resta famiglia se ci sono figli, anche se si modula diversamente;
              la coppia, invece, è una relazione privata tra due persone fondata sull'effettivo gradimento reciproco; ma il fatto che su questa si costruisca il più delle volte una famiglia non implica affatto la funzionalità del modello; anzi: la stessa rilevanza dell'evento "famiglia", convivenza, figli, va a cambiare radicalmente quella relazione, soprattutto se si è giovani e con poca esperienza.
              Per una volta mi trovo completamente d'accordo con te.
              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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              • dark lady
                la viaggiatrice
                • 09/03/05
                • 70446

                #8
                Ma soprattutto mi dico: perché la coppia deve per forza avere degli obiettivi? A me da un fastidio immenso tutta la gente che ci chiede: "Ma allora, dopo nove anni insieme ancora non vi sposate?". Oppure "Ma non è ora di fare figli? Guarda che l'orologio biologico corre". E mi verrebbe da rispondere: "Ma non è ora di farsi i cazzi propri?".
                Nella nostra coppia gli obiettivi sono tutti a brevissimo termine: il trasloco (in una casa in affitto però perché comprare casa ci faceva sentire troppo vincolati), le prossime vacanze, gli scatti di carriera... Magari un giorno andarcene dall'Italia, ma come obiettivo molto vago.
                Quando sento la gente che si programma la vita di qui a 50 anni mi fa venire l'ansia.
                “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                • nahui
                  Astensionista

                  • 05/03/09
                  • 21040

                  #9
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  Si, ma senza dubbio spesso è qualcosa che manca al soggetto individuale. Ma questo è comunque sintomo che nella coppia c'è qualcosa che non soddisfa, di cui si sente la mancanza.
                  Perché alla fine se è a te che manca "un pezzetto di strada da fare per conto tuo" non è che c'entri la relazione sentimentale. Per me cercare se stessi nell'altro non porta ad un rapporto sano. Io vedo la coppia come due persone che camminano lungo strade che corrono parallele, sostenendosi a vicenda quando uno dei due è in difficoltà, ma pur sempre restando indipendenti nell'autoaffermazione individuale.
                  La mia impressione è che le cose inizino a funzionare davvero, in una coppia, quando entrambi i componenti si trovano ad avere la percezione di potercela fare da soli in ogni caso. Allora il rapporto di coppia si ripulisce dalle dinamiche di dipendenza l'uno dall'altro che a volte possono essere deleterie.
                  Poi certo, mica è detto che duri per sempre. Come tu dici, poi magari può capitare che le due strade parallele si allontanino tra loro. Sono cose di cui ti rendi conto solo quando accadono.
                  Sì, io nell'esprimere il mio pensiero sono ovviamente molto condizionata dalla mia peculiare esperienza, di coppia formatasi da giovanissimi e senza nessun'altra esperienza alle spalle. Penso che l'analisi di Axe sia molto azzeccata, anche se a prima vista sembra asetticamente scientifica Effettivamente il distacco dal "romanticismo", mettere distanza, aiuta a capire certi meccanismi, a me è servito moltissimo. Però è una strada senza ritorno
                  Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                  (George Bernard Shaw)

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                  • dark lady
                    la viaggiatrice
                    • 09/03/05
                    • 70446

                    #10
                    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                    Sì, io nell'esprimere il mio pensiero sono ovviamente molto condizionata dalla mia peculiare esperienza, di coppia formatasi da giovanissimi e senza nessun'altra esperienza alle spalle. Penso che l'analisi di Axe sia molto azzeccata, anche se a prima vista sembra asetticamente scientifica Effettivamente il distacco dal "romanticismo", mettere distanza, aiuta a capire certi meccanismi, a me è servito moltissimo. Però è una strada senza ritorno
                    In che senso una strada senza ritorno, se posso chiedertelo?
                    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                    • nahui
                      Astensionista

                      • 05/03/09
                      • 21040

                      #11
                      Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                      Ma soprattutto mi dico: perché la coppia deve per forza avere degli obiettivi? A me da un fastidio immenso tutta la gente che ci chiede: "Ma allora, dopo nove anni insieme ancora non vi sposate?". Oppure "Ma non è ora di fare figli? Guarda che l'orologio biologico corre". E mi verrebbe da rispondere: "Ma non è ora di farsi i cazzi propri?".
                      Nella nostra coppia gli obiettivi sono tutti a brevissimo termine: il trasloco (in una casa in affitto però perché comprare casa ci faceva sentire troppo vincolati), le prossime vacanze, gli scatti di carriera... Magari un giorno andarcene dall'Italia, ma come obiettivo molto vago.
                      Quando sento la gente che si programma la vita di qui a 50 anni mi fa venire l'ansia.
                      Noi siamo stati "fidanzati" 17 anni (a quei tempi ed in quei luoghi si diceva così ), poi nel giro di due anni lavoro, trasferimento al nord, matrimonio, figlia, acquisto casa, mutuo, ristrutturazione. Io - che ero quella forte, il trattore da traino - nel frattempo, depressione, crisi di panico, e poi boooooom, sono saltata. Tutta l'accurata e perfetta programmazione, perfettamente riuscita, successo raggiunto, e i pacchi di Babbo Natale che avevo aspettato facendo la brava, li apro, ed erano vuoti.
                      Così, una testimonianza
                      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                      (George Bernard Shaw)

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #12
                        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                        Ma soprattutto mi dico: perché la coppia deve per forza avere degli obiettivi? A me da un fastidio immenso tutta la gente che ci chiede: "Ma allora, dopo nove anni insieme ancora non vi sposate?". Oppure "Ma non è ora di fare figli? Guarda che l'orologio biologico corre". E mi verrebbe da rispondere: "Ma non è ora di farsi i cazzi propri?".
                        Dark, il motivo è esattamente la distorsione culturale che ho enunciato: coppia --> famiglia, due cose diverse;
                        Nella nostra coppia gli obiettivi sono tutti a brevissimo termine: il trasloco (in una casa in affitto però perché comprare casa ci faceva sentire troppo vincolati), le prossime vacanze, gli scatti di carriera... Magari un giorno andarcene dall'Italia, ma come obiettivo molto vago.
                        Quando sento la gente che si programma la vita di qui a 50 anni mi fa venire l'ansia.
                        il tuo è buon senso intuitivo; siccome hai esperienza, cerchi la relazione più dell'obiettivo; io trovo che si auna postura più sana, nel senso di sostenibile, funzionale, gestibile;
                        ma la maggior parte delle persone è condizionata diversamente dal pregiudizio;

                        qualche anno fa, sono tornato per alcuni mesi con una mia ex di 20 anni prima; ci vogliamo molto bene e abbiamo entrambi un buon carattere; siamo molto compatibili in molti sensi; tuttavia, io avevo sperimentato una relazione davvero speciale che mi ha segnato indelebilmente, perché sono stato compreso e amato per quello che sono, rendendomi conto di essere capace di fare altrettanto, senza condizioni;
                        con quella ex avrei potuto avere una serena e armoniosa unione, che lei avrebbe voluto; però, mi sono reso conto che una parte essenziale di me era ignorata, trascurata e mi sono reso conto che se voglio stare in coppia devo poter "respirare" normalmente e indirizzare l'energia in modo positivo; se devo esiliare e rinunciare in modo permanente al riconoscimento di miei tratti essenziali mi deprimo e mi nevrotizzo; insomma, per farla breve ho dovuto lasciare la mia Sally che a volte ritorna e le ho confessato che la situazione lasciava sospeso un bisogno fondamentale;

                        non avevo sostitute e la rinuncia ad una situazione tranquilla e sessualità appagante non è stata facile; ma la tenermi dentro la verità alla lunga mi avrebbe nuociuto di più e avrei fatto del male anche a lei, che invece è tornata libera di cercare e trovare qualcuno che la appagasse.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #13
                          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                          In che senso una strada senza ritorno, se posso chiedertelo?
                          Mi chiedo se vedere le cose così, sotto questa luce da sala operatoria, non sia un abbandono definitivo della possibilità di innamorarsi di nuovo. Perché innamorarsi in una certa misura è accecamento, è chiudere gli occhi.
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

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                          • dark lady
                            la viaggiatrice
                            • 09/03/05
                            • 70446

                            #14
                            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                            Noi siamo stati "fidanzati" 17 anni (a quei tempi ed in quei luoghi si diceva così ), poi nel giro di due anni lavoro, trasferimento al nord, matrimonio, figlia, acquisto casa, mutuo, ristrutturazione. Io - che ero quella forte, il trattore da traino - nel frattempo, depressione, crisi di panico, e poi boooooom, sono saltata. Tutta l'accurata e perfetta programmazione, perfettamente riuscita, successo raggiunto, e i pacchi di Babbo Natale che avevo aspettato facendo la brava, li apro, ed erano vuoti.
                            Così, una testimonianza
                            Si, credo sia comprensibile, proprio per il discorso che faceva Axe. La programmazione che avevi fatto forse rispondeva alle esigenze che gli altri ti avevano convinto di avere.
                            Poi comunque hai fatto qualcosa di bellissimo perché credo che crescere un figlio sia davvero un impegno senza pari e che ti può dare immense soddisfazioni. Però poi mi rendo conto che se ti manca qualcosa della tua realizzazione interiore, personale, prima o poi salti.
                            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                            Comment

                            • dark lady
                              la viaggiatrice
                              • 09/03/05
                              • 70446

                              #15
                              Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                              Mi chiedo se vedere le cose così, sotto questa luce da sala operatoria, non sia un abbandono definitivo della possibilità di innamorarsi di nuovo. Perché innamorarsi in una certa misura è accecamento, è chiudere gli occhi.
                              Devi capire quello che vuoi e quanto apprezzi quello che hai. L'innamoramento è sempre qualcosa di fugace. Se ne va come arriva. Sono i sentimenti che rimangono, ciò che conta. Certo, se poi analizzando quello che si ha ci si sente insoddisfatti, si è più portati a cercare una nuova scintilla.
                              “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                              Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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