Coppie e situazioni paradossali

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • dark lady
    la viaggiatrice
    • 09/03/05
    • 70446

    #31
    Non necessariamente la paura è determinata da un trauma. Ci sono persone che preferiscono una piatta routine ad un cambiamento che possa sconvolgerla. E' una questione di indole. E non solo a livello sentimentale.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

    Comment

    • nahui
      Astensionista

      • 05/03/09
      • 21040

      #32
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      fai attenzione, perché chiamarlo atto di fede implica necessariamente la relazione con un obiettivo futuro, presente nella percezione del momento; altrimenti è fede in cosa ?
      .
      L'obiettivo futuro, quando ci si innamora, è semplicemente una relazione appagante, che si immagina durevole.
      Non pensavo alla botta e via con la Tizia conosciuta a scopo di scopo nei siti d'incontri
      Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
      (George Bernard Shaw)

      Comment

      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #33
        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
        Non necessariamente la paura è determinata da un trauma. Ci sono persone che preferiscono una piatta routine ad un cambiamento che possa sconvolgerla. E' una questione di indole. E non solo a livello sentimentale.
        Ci sono persone che hanno bisogni affettivi ed emotivi minori. C'è il basilico, che ha bisogno di tanta acqua, ed il cactus, cui va bene qualche goccia al mese. Se arrivi a soffrire moralmente, cambi. Se nonostante la sofferenza non riesci a prendere una decisione, il trauma c'è eccome.
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

        Comment

        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #34
          Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
          Non necessariamente la paura è determinata da un trauma. Ci sono persone che preferiscono una piatta routine ad un cambiamento che possa sconvolgerla. E' una questione di indole. E non solo a livello sentimentale.
          la paura che inibisce il soddisfacimento di un bisogno affonda sempre le radici in un trauma, anche se non lo vedi; ;
          siamo talmente abituati a considerare la nevrosi come normalità che nemmeno più ci rendiamo conto di fronte all'infelicità del rattrappimento vitale, che declassiamo a vizio dell'indole; anche perché illude di esserne immuni.
          c'è del lardo in Garfagnana

          Comment

          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #35
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            la paura che inibisce il soddisfacimento di un bisogno affonda sempre le radici in un trauma, anche se non lo vedi; ;
            siamo talmente abituati a considerare la nevrosi come normalità che nemmeno più ci rendiamo conto di fronte all'infelicità del rattrappimento vitale, che declassiamo a vizio dell'indole; anche perché illude di esserne immuni.
            Mah, io non ne sono affatto convinta. Ne vedo di persone che pur di non cambiare la propria routine si accontentano. I traumi qui non ci sono, è semplicemente mancanza di coraggio. Oppure ancor più semplicemente, si preferisce tenersi stretto il certo monotono che un affascinante incerto.
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

            Comment

            • Neliel*
              Libra
              • 06/10/10
              • 1377

              #36
              Ci son casi e casi, credo sia limitante e riduttivo generalizzare.
              Sembra banale ma tanté. Avete tutti ragione, state classificando diversi tipi di relazioni e situazioni.
              C'è chi si rende conto ma non è ancora esploso, chi fa finta di non rendersi conto e chi non si rende proprio conto e si adegua.

              L'indole pigra esiste eccome. Ho esempi molto validi di persone che si accontentano nelle relazioni così come nella vita.
              Poca voglia di stimoli nuovi. Troppa fatica e si, anche paura.
              Ma essa non è sempre causata da un trauma, o perlomeno, non uno personale.
              A volte si ha paura di qualcosa non perché abbiamo vissuto una brutta situazione in prima persona ma abbiamo sentito o visto altri vivere le conseguenze spiacevoli di determinate scelte o azioni.
              Un po' come il timore di prendere l'aereo perché 'si, sa mai che possa cadere'..
              ..Spes ultima Dea..

              Comment

              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #37
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                L'obiettivo futuro, quando ci si innamora, è semplicemente una relazione appagante, che si immagina durevole.
                Non pensavo alla botta e via con la Tizia conosciuta a scopo di scopo nei siti d'incontri
                beh, quello non è davvero un obiettivo, perché se si è innamorati si vive di presente; non è detto che la gratificazione immediata non sia fondata su valori stabili;

                ma il mio appunto va letto anche nel caso speculare dell'abbandono e relative paure; c'è una percezione di insostenibilità fisiologica che segnala la necessità immediata, magari sotto forma dell'infatuazione per un terzo, anche effimero, come nel caso che ha descritto Dark;

                a me è capitato di provare momenti di autentica angoscia in relazioni con persone meravigliose, quando le cose non andavano più; è proprio una sensazione fisica che richiede una strategia immediata di sopravvivenza; quando si accende quella spia, qualunque decisione che successivamente potremmo rielaborare come avventata, è in realtà giustificata come difesa del proprio sistema essenziale.
                c'è del lardo in Garfagnana

                Comment

                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #38
                  Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                  Mah, io non ne sono affatto convinta. Ne vedo di persone che pur di non cambiare la propria routine si accontentano. I traumi qui non ci sono, è semplicemente mancanza di coraggio. Oppure ancor più semplicemente, si preferisce tenersi stretto il certo monotono che un affascinante incerto.
                  le conosci così bene al punto da escludere insicurezze primarie, fondamentali ?
                  io non parlo di routine serene ma noiose; stiamo parlando di routine infelice, malata;
                  una persona che a 30 o 40 anni rinuncia consapevolmente ad una relazione appagante sta certamente male, ma molto; altro che comodità...
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • Bauxite
                    Cosmo-Agonica

                    • 25/12/09
                    • 36341

                    #39
                    Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                    Mah, io non ne sono affatto convinta. Ne vedo di persone che pur di non cambiare la propria routine si accontentano. I traumi qui non ci sono, è semplicemente mancanza di coraggio. Oppure ancor più semplicemente, si preferisce tenersi stretto il certo monotono che un affascinante incerto.
                    Dark, ma non può essere che si tratti di una probabile e probabilmente a qualcuno necessaria scopata?
                    Semplicemente.
                    Avevi detto che potevi dare un parere super partes, ma stai dando un giudizio morale.
                    Il coraggio a 'stu due non gli fa difetto: si sono addirittura reciprocamente contattati!

                    Più ci mettiamo di mezzo l'amore e meno capiamo delle relazioni e delle persone.

                    Comment

                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70446

                      #40
                      Originariamente Scritto da Bauxite Visualizza Messaggio
                      Dark, ma non può essere che si tratti di una probabile e probabilmente a qualcuno necessaria scopata?
                      Semplicemente.
                      Avevi detto che potevi dare un parere super partes, ma stai dando un giudizio morale.
                      Il coraggio a 'stu due non gli fa difetto: si sono addirittura reciprocamente contattati!

                      Più ci mettiamo di mezzo l'amore e meno capiamo delle relazioni e delle persone.
                      Ma guarda che in quel post che tu hai citato non parlavo di loro due, parlavo in generale rispondendo nel discorso che si sta facendo. Su quei due proprio non mi esprimo infatti, manco li conosco.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                      Comment

                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #41
                        Originariamente Scritto da Neliel* Visualizza Messaggio
                        L'indole pigra esiste eccome. Ho esempi molto validi di persone che si accontentano nelle relazioni così come nella vita.
                        Poca voglia di stimoli nuovi. Troppa fatica e si, anche paura.
                        Ma essa non è sempre causata da un trauma, o perlomeno, non uno personale.
                        A volte si ha paura di qualcosa non perché abbiamo vissuto una brutta situazione in prima persona ma abbiamo sentito o visto altri vivere le conseguenze spiacevoli di determinate scelte o azioni.
                        Un po' come il timore di prendere l'aereo perché 'si, sa mai che possa cadere'..
                        o Nèda...
                        una persona che ti appare inattiva sta comunque pensando ed elaborando strategie di adattamento o reazione alla sua condizione che, evidentemente in quel momento non offre immediate remunerazioni all'azione; altrimenti il desiderio avrebbe il sopravvento;
                        la definizione di pigrizia appartiene ad un rango concettuale inadeguato a descrivere efficacemente la condizione di una persona, ma utile per chi la proferisce in termini di presa di distanze (io non sono così).
                        c'è del lardo in Garfagnana

                        Comment

                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70446

                          #42
                          Originariamente Scritto da Neliel* Visualizza Messaggio
                          Ci son casi e casi, credo sia limitante e riduttivo generalizzare.
                          Sembra banale ma tanté. Avete tutti ragione, state classificando diversi tipi di relazioni e situazioni.
                          C'è chi si rende conto ma non è ancora esploso, chi fa finta di non rendersi conto e chi non si rende proprio conto e si adegua.

                          L'indole pigra esiste eccome. Ho esempi molto validi di persone che si accontentano nelle relazioni così come nella vita.
                          Poca voglia di stimoli nuovi. Troppa fatica e si, anche paura.
                          Ma essa non è sempre causata da un trauma, o perlomeno, non uno personale.
                          A volte si ha paura di qualcosa non perché abbiamo vissuto una brutta situazione in prima persona ma abbiamo sentito o visto altri vivere le conseguenze spiacevoli di determinate scelte o azioni.
                          Un po' come il timore di prendere l'aereo perché 'si, sa mai che possa cadere'..
                          Esatto è quello che penso pure io. C'è semplicemente gente che si accontenta, a cui non interessa migliorare. Vuoi per mille motivi, ma non per forza perché abbiano subito traumi. E' proprio una questione di indole, come tu dici.
                          Ad esempio io ricordo di essere fuggita da certe compagnie di persone perché ogni giorno facevano sempre le stesse cose: ritrovo serale sempre al solito locale, chiacchierate, una birra, poi a casa. In un ripetersi infinito. A me andava bene qualche mese, poi scleravo perché le routine mi stanno strette. Eppure c'è invece gente che ci sta bene, che ci si adegua. Che se gli proponi di fare qualcosa di nuovo o di diverso ti guarda storto. L'abitudine per molti è rassicurante.
                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

                          Comment

                          • Neliel*
                            Libra
                            • 06/10/10
                            • 1377

                            #43
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            o Nèda...
                            una persona che ti appare inattiva sta comunque pensando ed elaborando strategie di adattamento o reazione alla sua condizione che, evidentemente in quel momento non offre immediate remunerazioni all'azione; altrimenti il desiderio avrebbe il sopravvento;
                            la definizione di pigrizia appartiene ad un rango concettuale inadeguato a descrivere efficacemente la condizione di una persona, ma utile per chi la proferisce in termini di presa di distanze (io non sono così).
                            Non so, mi sembra che tu abbia troppa fiducia nella presa di conscienza del prossimo.
                            Dall'osservazione dei microcosmi intorno a me mi pare più il contrario.
                            Gente che non si conosce e che non si vuole conoscere.
                            Un rincoglionimento misto ad assuefazione.
                            Per non parlare di dinamiche logistico-affettive (la casa, la famiglia, i figli, il giro amicizie etc. etc.), che il più delle volte non si ha la minima intenzione di toccare/spostare.
                            ..Spes ultima Dea..

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #44
                              Originariamente Scritto da Neliel* Visualizza Messaggio
                              Non so, mi sembra che tu abbia troppa fiducia nella presa di conscienza del prossimo.
                              Dall'osservazione dei microcosmi intorno a me mi pare più il contrario.
                              Gente che non si conosce e che non si vuole conoscere.
                              Un rincoglionimento misto ad assuefazione.
                              Per non parlare di dinamiche logistico-affettive (la casa, la famiglia, i figli, il giro amicizie etc. etc.), che il più delle volte non si ha la minima intenzione di toccare/spostare.
                              no, questo è quello che ti può comprensibilmente apparire dall'esterno, perché inevitabilmente tendi a proiettare te stessa in quelle persone, e in circostanze che non puoi conoscere come loro; quindi hai una distorsione doppia della realtà;

                              del resto, considera: il cervello, che si sia intelligenti o stupidi, istruiti o analfabeti, non smette mai di elaborare; chi si trova in una situazione che deplori e non tollereresti e non la cambia, magari ci si trova bene; oppure, sta elaborando strategie per migliorarla, se ha speranza, o si sta adattando alla disperazione;
                              ma si tratta comunque di un'attività, che a te non appare;

                              pensa alle decine di migliaia di donne maltrattate in casa; non sono delle minus habens pigre; sono persone che cercano di sopravvivere e purtroppo finiscono spesso per adattarsi ai maltrattamenti; beh, lo stesso succede per infelicità o miserie di tenore minore.
                              c'è del lardo in Garfagnana

                              Comment

                              • BiO-dEiStA
                                Eufonista
                                • 22/02/10
                                • 5403

                                #45
                                Se a regime, passati i primi momenti di euforia, lo stare assieme fosse una semplice questione di costi e benefici, non si giustificherebbe la persistente procrastinazione di tante coppie giudicate male assortite non solo dall'esterno, ma perfino dai loro stessi componenti, laddove oltretutto non ci sono nemmeno figli di mezzo a complicare la questione.
                                Per conto mio casi del genere si possono spiegare col fatto che solo così ciascuno, vedendo gli endemici difetti dell'altro, può evitare di fare i conti coi propri. Un po' come le carte dei castelli, che se unite a coppie possono anche riuscire a trovare un precario equilibrio, ma in caso contrario cascano senza appello.

                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                il guaio è che allo stress crescente ci si adatta, se somministrato gradualmente; è un meccanismo sperimentato ed efficace, come nel percorso dalle prime discriminazioni razziali fino ai campi di sterminio, o nel far debiti con gli strozzini;
                                Si chiama "sindrome della rana bollita" e non riguarda solo rapporti di coppia arrivati alla frutta ma anche, più in generale, adattamenti a sistemi e paradigmi vari delle cui "inossidabili" verità siamo bombardati ogni giorno, tanto che per quanto lo stato delle cose ci faccia schifo ci siamo affezionati come Linus alla sua coperta.
                                Originariamente Scritto da Careful with that
                                i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                                Originariamente Scritto da Ned Flanders
                                Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                                Comment

                                Working...