Mascolinità e femminilità

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #16
    Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
    Ammesso che sia vero che esiste "un modo maschile" e "un modo femminile" a prescindere dalla cultura in cui si impara "un modo" di essere, mi pare che in quest'affermazione si dica che un maschio può essere "al modo femminile" e viceversa, quindi questo contraddirebbe la premessa.
    In definitiva, secondo me, i modi "di genere" sono del tutto culturali e si apprendono. Infatti conosco uomini che non corrispondono per niente al "modo maschile" definito come "l'uomo assume attivamente la responsabilità".
    Io ho capito così. La natura è creatrice, intendendo per natura ciò che ci permette di vivere ma soprattutto di continuare a vivere nella specie realizzandoci nel modo migliore. La continuazione, poiché la natura è provvida, ad ogni singolo dà potenzialmente ( cromosoma per la femminilità x e cromosoma per la mascolinità y, affinché nelle generazioni seguenti questa caratteristica di trasmettere singolarmente non scompaia poiché ognuno di noi possiede sia x che y, quindi in potenza) la possibilità di esplicarsi secondo la prevalenza delle sue caratteristiche, gli uomini hanno la barba, l'uccello come me, anzi ne ho due,la voce bassa, più forza fisica, insomma l'ideale difensore del nucleo;le donne invece partoriscono, allattano, hanno la passera e la voce acuta, specialmente mia moglie, in fondo siamo animali anche noi, e se siamo qui oggi è perché il nucleo dei primitivi tendeva a riunirsi e a proteggere il piccolo, né più ne meno di quello che facevano le mie calopsiti quando facevano le uova, guai se mi avvicinavo, poi sono riuscito a prenderla per farla mangiare era sempre di guardia alle uova, ed io non le ho insegnato niente, probabilmente come dicono è per quel certo spirito di conservazione che quasi tutti gli animali esseri umani compresi hanno; oggi chi più e chi meno, più meno per quelli che lasciano i loro figli indifesi chiusi in auto al sole senza ricordarsi.
    Scusate se alla fine sono stato un po' cattivello, ma poiché i figli piccoli li ho avuti anch'io, posso anche intuire che cosa abbia provato dopo, lui la sua povera moglie.
    Last edited by crepuscolo; 17-09-2016, 23:13.

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    • Yele
      abstract
      • 16/08/16
      • 6082

      #17
      Il problema è che gli esseri umani sono animali un po' speciali, per il fatto che hanno "la cultura".
      La cultura per gli umani è l'equivalente del pelo per gli orsi, dei muscoli del ghepardo, dei denti per la tigre... ed è per questo che sopravviviamo: per la capacità di vivere socialmente e di dotarci di strumenti che vanno al di là della biologia. L'elaborazione della differenza di genere è uno di questi strumenti, che va al di là del sesso biologico.

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #18
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        crep, la "psicologia del profondo", Freud e Jung inclusi, non sono scienze;
        AxeUgene, è la seconda volta che te lo dico: questo luogo si chiama " religioni e spiritualità ", per la scienza, che ci ha ridotti in questo modo, nonostante sia scientifica, c'è un luogo apposito.
        Comunque il mio non è un invito ad andartene, ma di essere dialettico senza rigettare tutto perché la tua mente ti dice subito di no. Le obiezioni che hai fatto quindi non sono pertinenti.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24579

          #19
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Io ho capito così. La natura è creatrice, intendendo per natura ciò che ci permette di vivere ma soprattutto di continuare a vivere nella specie realizzandoci nel modo migliore. La continuazione, poiché la natura è provvida, ad ogni singolo dà potenzialmente ( cromosoma per la femminilità x e cromosoma per la mascolinità y, affinché nelle generazioni seguenti questa caratteristica di trasmettere singolarmente non scompaia poiché ognuno di noi possiede sia x che y, quindi in potenza) la possibilità di esplicarsi secondo la prevalenza delle sue caratteristiche, gli uomini hanno la barba, l'uccello come me, anzi ne ho due,la voce bassa, più forza fisica, insomma l'ideale difensore del nucleo;le donne invece partoriscono, allattano, hanno la passera e la voce acuta, specialmente mia moglie
          è una questione di misure; non puoi individuare una mascolinità e una femminilità "pure" ed innate;
          io sono piuttosto virile nell'aspetto, ma conosco donne più testosteroniche di me; così come esistono uomini effeminati, pur essendo biologicamente maschi;
          il ruolo è determinato culturalmente, ma questo è provato proprio dall'antropologia; ci sono state società con donne guerriere, o dirigenti, matriarcati, vedi Creta, e molte altre...
          alcune prerogative assolutamente elementari sono fisiologiche e innate;
          ma il comportamento sociale è evidentemente indotto; del resto, sarebbe impossibile dimostrare il contrario;
          quale essere umano potresti indicare assolutamente non condizionato da alcuna forma di educazione di ruolo ?

          , in fondo siamo animali anche noi, e se siamo qui oggi è perché il nucleo dei primitivi tendeva a riunirsi e a proteggere il piccolo, né più ne meno di quello che facevano le mie calopsiti quando facevano le uova, guai se mi avvicinavo, poi sono riuscito a prenderla per farla mangiare era sempre di guardia alle uova, ed io non le ho insegnato niente, probabilmente come dicono è per quel certo spirito di conservazione che quasi tutti gli animali esseri umani compresi hanno; oggi chi più e chi meno, più meno per quelli che lasciano i loro figli indifesi chiusi in auto al sole senza ricordarsi.
          Scusate se alla fine sono stato un po' cattivello, ma poiché i figli piccoli li ho avuti anch'io, posso anche intuire che cosa abbia provato dopo, lui la sua povera moglie.
          quello che citi è stato un corto circuito di genitori altrimenti esemplari; magari non accadrebbe a cialtroni meno stressati;

          ma l'articolo che hai postato non indicava comportamenti elementari e istintivi ma modalità molto complesse di ruolo, attribuendo una necessità "spirituale" connessa al dato genitale, che è qualcosa di puramente fantasioso.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #20
            Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
            Il problema è che gli esseri umani sono animali un po' speciali, per il fatto che hanno "la cultura".
            La cultura per gli umani è l'equivalente del pelo per gli orsi, dei muscoli del ghepardo, dei denti per la tigre... ed è per questo che sopravviviamo: per la capacità di vivere socialmente e di dotarci di strumenti che vanno al di là della biologia. L'elaborazione della differenza di genere è uno di questi strumenti, che va al di là del sesso biologico.
            Quello che dici è vero ed ovvio, ma se il conseguente sviluppo mentale, molto complesso ( conscio e soprattutto inconscio) non è in sincronia con quello fisico, si generano le contraddizioni interne, che conducono in vari vicoli, spesso ciechi.

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #21
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              è una questione di misure;
              Guarda che l'ho detto.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #22
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                io sono piuttosto virile nell'aspetto, ma conosco donne più testosteroniche di me; così come esistono uomini effeminati, pur essendo biologicamente maschi;
                Beh, non è quello che traspare tra le righe? rileggi meglio.

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24579

                  #23
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  AxeUgene, è la seconda volta che te lo dico: questo luogo si chiama " religioni e spiritualità ", per la scienza, che ci ha ridotti in questo modo, nonostante sia scientifica, c'è un luogo apposito.
                  Comunque il mio non è un invito ad andartene, ma di essere dialettico senza rigettare tutto perché la tua mente ti dice subito di no. Le obiezioni che hai fatto quindi non sono pertinenti.
                  sono pertinentissime, finché non si specifica che si tratta di fantasie, soprattutto se vengono presentate come autorevoli; e io comunque esprimo la mia opinione, anche se a te non piace;

                  siccome nello spiritualissimo commento poi si riconduceva quella teoria al precetto su quale dovesse essere la vita piena e il matrimonio, ho solo argomentato e fatto presente che si tratta di una spiritualissima bufala

                  non è che per il fatto che siamo in "religioni e spiritualità" se viene uno che afferma che gli asini volano e questo dimostra che per questo ragliare è segno di elezione divina e superiorità morale quella deve essere accettata come una verità e diventa non confutabile d'ufficio, eh...
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24579

                    #24
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Beh, non è quello che traspare tra le righe? rileggi meglio.
                    il punto che non va è proprio il presupposto alla base del discorso:

                    non esiste in natura un modello osservabile di esclusiva mascolinità o femminilità umana, tale da farti enucleare le categorie per definire in modo sperimentale il nesso causale tra genere e comportamento;
                    cioè, per affermare che un certo comportamento sia "puramente mascolino" dovresti poterlo osservare sperimentalmente in puri maschi - cioè, oltre ad essere geneticamente omogenei e incontaminati da qualsiasi elemento di femminilità, anche tali a prescindere dall'educazione - e ciò è impossibile; e viceversa per le donne;

                    pertanto, l'idea esposta di comportamenti complessi, sociali, "tipicamente" maschili o femminili, può solo essere desunta da ciò che i modelli culturali hanno conformato; col risultato che si pretende di dare un crisma "serio" - scientifico sarebbe dire troppo - ad una semplice tautologia sociale; cioè che mascolinità e femminilità consistono nell'aderenza ai ruoli culturali vigenti;
                    grazie
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #25
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      il punto che non va è proprio il presupposto alla base del discorso:

                      non esiste in natura un modello osservabile di esclusiva mascolinità o femminilità umana, tale da farti enucleare le categorie per definire in modo sperimentale il nesso causale tra genere e comportamento;
                      E' il discorso dell'uovo e la gallina, chi ha generato prima? Forse l'uovo perché la cellula assomiglia più ad un uovo che a una gallina ( mi assumo personalmente l'originalità di questo pensiero perché un'assurdità del genere, nel Medio Evo mi avrebbe portato minimo alla scomunica con interdizione totale, ama il prossimo tuo come te stesso, che minimo vuol dire.; cerca di capirlo prima di accusarlo.
                      Ma, a parte questo preambolo, più auto ironico che ironico, vorrei portare il discorso sul significato moderno della scienza, dei suoi bisogni e metodi.
                      Se è vero, come credo e non solo io, che la scienza più che risolvere gli interrogativi li fa sorgere senza ancora essere arrivata, nonostante stia sempre ad inseguirla, alla conclusione totale; ad esempio prendiamo l'Astronomia che utilizza parecchi altri indirizzi scientifici oltre l'ottica che le è congeniale, anche la fisica, la chimica, raggi laser, altri raggi tipo x,gamma, buchi neri e buchi bianchi energia nota ed energia oscura, per dirla in breve prima c'era un obbiettivo perché le teorie da verificare erano abbastanza concordi, ora comincia a venir meno che ha dare origine all'universo primario sia stato il big bang, eventualmente come una fase dello sviluppo dell'universo. Questo per convincerti che la scienza crea veramente più problemi di quanti ne risolva.
                      I metodi per attuare la scienza sono diversi ma il più importante è l'aspetto tecnologico, infatti senza progresso tecnologico la scienza non avanza anzi regredisce perché lo sforzo può essere vanificato; tu, axeUgene, hai mai pensato a quanto ci costano a tutti ma soprattutto agli sfruttati che pagano regolarmente le tasse? Non lo so ma non è poco. Inoltre tra scienza e tecnologia se ormai si possano più separare, c'è un perverso geometrico rapporto, ossia se nella conoscenza o scienza, potendo quantificare, pago le menti addette, ossia gli scienziati ad es. 10, nella tecnologia, cioè pago i tecnici non scienziati ma collaboratori senza esagerare ad es. 1000; prendilo come dato intuitivo, ma se continuassimo così si potrebbe paragonare per il vuoto che lascerà ai posteri all'allontanamento delle galassie

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #26
                        Ah mi sono dimenticato dei bisogni e lo dico come lo avrebbe detto l'Alfieri : soldi, sempre soldi, fortissimamente soldi, sempre di più, dove le curve della loro rappresentazione grafica diventeranno sempre più strabiche , questo lo aggiungo io.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24579

                          #27
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          E' il discorso dell'uovo e la gallina, chi ha generato prima?
                          no, niente affatto; la cosa è molto più chiara all'osservazione, soprattutto da quando disponiamo di campioni sociali diversi da comparare;
                          è ovvio che in società in cui una donna faceva mediamente tanti figli, l'asimmetria biologica le impediva di specializzarsi in attività complesse, relegandola ad un ruolo subordinato, suggerendo che quella fosse un'attitudine innata anche in circostanze diverse;
                          la circondi di bambole dalla prima infanzia e la addestri a quel ruolo; se oggi si appassiona al fucilino del fratello, magari hai un oro in più alla carabina, o una tiratrice scelta del Col Moschin;

                          Forse l'uovo perché la cellula assomiglia più ad un uovo che a una gallina ( mi assumo personalmente l'originalità di questo pensiero perché un'assurdità del genere, nel Medio Evo mi avrebbe portato minimo alla scomunica con interdizione totale, ama il prossimo tuo come te stesso, che minimo vuol dire.; cerca di capirlo prima di accusarlo.
                          io non accuso certo te come persona; commentavo l'idea che hai riportato, che col pretesto di una tesi filosofica introduce più o meno surrettiziamente un paradigma di genere e ruolo, delle gerarchie sociali;

                          guarda caso, in questa sezione non si parla mai della transustanziazione nell'eucarestia, o della natura trinitaria, ma si tonfa inevitabilmente sui temi della sessualità e dei ruoli nella famiglia, che non a caso sono il tratto distintivo della dottrina cattolica in termini concreti;
                          è parecchio carnale e politica 'sta spiritualità

                          Ma, a parte questo preambolo, più auto ironico che ironico, vorrei portare il discorso sul significato moderno della scienza, dei suoi bisogni e metodi.
                          Se è vero, come credo e non solo io, che la scienza più che risolvere gli interrogativi li fa sorgere senza ancora essere arrivata, nonostante stia sempre ad inseguirla, alla conclusione totale; ad esempio prendiamo l'Astronomia che utilizza parecchi altri indirizzi scientifici oltre l'ottica che le è congeniale, anche la fisica, la chimica, raggi laser, altri raggi tipo x,gamma, buchi neri e buchi bianchi energia nota ed energia oscura, per dirla in breve prima c'era un obbiettivo perché le teorie da verificare erano abbastanza concordi, ora comincia a venir meno che ha dare origine all'universo primario sia stato il big bang, eventualmente come una fase dello sviluppo dell'universo. Questo per convincerti che la scienza crea veramente più problemi di quanti ne risolva.
                          questo non è affatto vero; hai quest'impressione perché ti soffermi sull'ultimo miglio, vistoso, dell'irrisolto; nel frattempo, tantissime cose vengono spiegate, chiarite, sperimentate al punto di rendere molto più verosimili alcune spiegazioni piuttosto che altre;

                          il fatto che per definizione non si formulano leggi "chiuse" alla prova contraria non autorizza certo a dire che questo e quello pari sono;

                          I metodi per attuare la scienza sono diversi ma il più importante è l'aspetto tecnologico, infatti senza progresso tecnologico la scienza non avanza anzi regredisce perché lo sforzo può essere vanificato; tu, axeUgene, hai mai pensato a quanto ci costano a tutti ma soprattutto agli sfruttati che pagano regolarmente le tasse? Non lo so ma non è poco. Inoltre tra scienza e tecnologia se ormai si possano più separare, c'è un perverso geometrico rapporto, ossia se nella conoscenza o scienza, potendo quantificare, pago le menti addette, ossia gli scienziati ad es. 10, nella tecnologia, cioè pago i tecnici non scienziati ma collaboratori senza esagerare ad es. 1000; prendilo come dato intuitivo, ma se continuassimo così si potrebbe paragonare per il vuoto che lascerà ai posteri all'allontanamento delle galassie
                          non ho capito che c'entra 'sto discorso;

                          io ho mosso un'obiezione puntale:

                          e cioè che non è possibile osservare sperimentalmente l'azione di un presunto principio "puro" di genere, disgiunto dalla cultura di ruolo e dall'educazione, in modo da poter attribuire univocamente un certo comportamento alla costituzione biologica di un determinato soggetto, anche solo con una parvenza di robustezza della tesi - come sarebbe possibile in campo zoologico, e con molte sorprese ;
                          per dire, leonesse e iene femmine cacciano prioritariamente; la iena femmina addirittura è più grande del maschio; e non sono celenterati o insetti, organismi lontanissimi da noi;

                          la scienza è prima di tutto metodo nell'acquisizione e valutazione degli elementi osservabili, e soprattutto rigore nella formulazione delle ipotesi:

                          per far parte della logica scientifica, un'ipotesi deve essere confutabile; cioè, deve essere sperimentalmente prevista la possibilità di smentire la tesi al verificarsi di un determinato evento contrario alla legge;
                          se un signore del passato, pure dottissimo per il suo tempo, ha formulato una tesi su qualcosa di non verificabile e confutabile, quella non è scienza;
                          come non è scienza il delirio di certi medici che si avvalgono del loro titolo accademico e pretendono di abbindolare la gente aggirando il percorso di verifica, magari convincendoti che per guarire dal cancro il succo di limone è meglio della chemio, o che si può vivere bene mangiando solo tofu;
                          poi la gente muore;

                          ma non è solo colpa del medico, che approfitta della disperazione o dell'ingenuità;

                          siamo tutti responsabili nel momento in cui lasciamo che le fantasie e le cialtronerie fondate su pregiudizi si insinuano e pretendono di avere un posto accanto alle idee serie, sottoposte a verifica, approfittando della fragilità del sistema di vigilanza critica di troppi.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #28
                            Il discorso c'entra considerando che la popolazione mondiale, cioè l'uomo in meno di 300 anni è passato da 700.000.000 a 7.000.000.000, forse perché si pensava sempre alle guerre e l'abbondanza delle carni da macello da mandare in guerra, più siamo è meglio è. In sostanza l'uomo ha invaso tutto il pianeta col risultato che circa 300 specie di animali si estinguono al giorno. Se poi consideriamo l'uso sfrenato dell'industrializzazione si arriva al limite sopportabile ( o insopportabile per chi verrà) mai raggiunto. Abitat, microculture, diversità vanno a farsi fottere ogni giorno, e poi' E poi io direi noi e la nostra fottuta storia.
                            Un cristiano sensibile ha già iniziato a sentire il morso umano, ossia quello di chi comanda e chi ubbidisce ciecamente a chi comanda, come ormai inutile e qualche bel pensiero tipo quello che descrivo di seguito è assai confortante per il suo approccio e per il metodo che se ne dedurrebbe.

                            Il grande riformatore indiano Keshab Candra Sen, nato nel 1838, celebre per i suoi discorsi su Cristo tenuti per la maggior parte a Calcutta, e che ogni volta furono un avvenimento, dichiarava per esempio:
                            l'occidente, nel suo annuncio, parla continuamente di Gesù quale uomo perfetto. La realtà però è che l'occidente, finora si è dimostrato del tutto incapace di raffigurarsi un "perfetto carattere religioso". La predica e l'insegnamento occidentale hanno presentato Gesù soltanto o prevalentemente come un superman, come un uomo unilaterale, ostinatamente virile, che spesso e volentieri batte il piede come un maggiore inglese per rafforzare la sua autorità. Su tali concezioni di Gesù si è modellata l'intera concezione del "cristianesimo mascolino" dell'occidente. Cioè, in altri termini, è stata proiettata in Gesù la propria mascolina virilità.
                            Ma, con una simile accentuazione del carattere militante, si è solo screditato il Vangelo, in oriente. Keshab afferma, con sorprendente intuizione, che fondamentalmente essenziale è piuttosto questo: " La perfezione di un carattere religioso consiste nel rapporto in cui sono tra loro collegati i due elementi", cioè l'elemento maschile e l'elemento femminile. Ma l'intuizione di Keshab, veramente sbalorditiva, a detta di Hanna Wolff,va oltre. Così infatti prosegue:
                            si conosce soprattutto Gesù come un "soldato di Dio" che ubbidisce alla volontà di Dio, e che da noi esige decisione e risolutezza, coraggio ed eroismo. Ma tutto ciò rappresenta una cristologia povera, poiché "cos'altro era Cristo se non l'unione della perfezione maschile e femminile?". Ed aggiunge la frase significativa, che in verità costituiece un nuovo programma cristologico: " Il Cristo che, nato da una donna è egli stesso donna nell'uomo, attende ancora di essere conosciuto".
                            Last edited by crepuscolo; 18-09-2016, 15:17.

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24579

                              #29
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Il discorso c'entra considerando...
                              ...
                              Il grande riformatore indiano Keshab Candra Sen, nato nel 1838, celebre per i suoi discorsi su Cristo tenuti per la maggior parte a Calcutta, e che ogni volta furono un avvenimento, dichiarava per esempio:
                              l'occidente, nel suo annuncio, parla continuamente di Gesù quale uomo perfetto.
                              ...
                              si conosce soprattutto Gesù come un "soldato di Dio" che ubbidisce alla volontà di Dio, e che da noi esige decisione e risolutezza, coraggio ed eroismo. Ma tutto ciò rappresenta una cristologia povera, poiché "cos'altro era Cristo se non l'unione della perfezione maschile e femminile?". Ed aggiunge la frase significativa, che in verità costituiece un nuovo programma cristologico: " Il Cristo che, nato da una donna è egli stesso donna nell'uomo, attende ancora di essere conosciuto".
                              ora cambi completamente discorso, perché questo che riporti ha una collocazione prospettica e temporale precisa;

                              se si vuol dire che il messaggio evangelico non ha genere sessuale, e tantomeno lo ha Dio, può essere un conto;
                              è ovvio che il Cristianesimo è stato adottato da società patriarcali e interpretato in modo da sacralizzare quel modello sociale e le virtù che la cultura attribuisce alla mascolinità guerriera;

                              ma se si organizza arbitrariamente il pensiero secondo le nozioni con cui hai aperto il 3d, il risultato resta di legittimare una concezione;
                              cioè, un po' come dire: è vero che i negri sono inferiori, ma dovremmo convivere armoniosamente con questa inferiorità, ognuno al posto suo; cioè, il paternalismo del "padrone buono" che si prende cura dello zio Tom;
                              dove la negritudine ha la stessa funzione della femminilità, rappresentando un tratto innato che predisporrebbe ad un ruolo;

                              siccome la negritudine non esiste come vincolo comportamentale, ma è solo la pigmentazione della pelle, esattamente come non esiste niente di univoco e vincolante in termini deterministici del comportamento complesso di un individuo che si possa definire femminilità o mascolinità - quando si tratta solo dell'apparato genitale - se viene avanzata una teoria del genere lo faccio notare, dato che sulla falsità sono costruite notevoli implicazioni ideologiche.
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Yele
                                abstract
                                • 16/08/16
                                • 6082

                                #30
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                Quello che dici è vero ed ovvio, ma se il conseguente sviluppo mentale, molto complesso ( conscio e soprattutto inconscio) non è in sincronia con quello fisico, si generano le contraddizioni interne, che conducono in vari vicoli, spesso ciechi.
                                In realtà no, perchè, come ti ha fatto notare Ugene, non esiste "in natura" un modello di identità di genere, ma soltanto dei corpi, che sono prodotti in miliardi di varianti, così come sono, quindi una persona può essere in sincrono o fuori sincrono non, rispetto a dei modelli "oggettivi" di "mascolinità/femminilità", ma soltanto a dei modelli culturali e transeunti di "mascolinità/femminilità", e le loro crisi nascono dall'essere "per natura" (cioè così come sono nati) diversi da come la cultura in cui sono capitati, li vorrebbe.

                                Comunque, essendo un discorso di antropologia/sociologia, effettivamente non capisco cosa ci fa nella sezione "religioni"

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