La nostra croce

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #196
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Il casino c'era.

    Tu ad un certo punto hai scritto questo:



    Ora, se tu o qualcun altro, per difendere dio e difendere la plausibilità della religione, vieni a fare un discorso del genere, io percepisco che stai parlando di eventi che per te sono veri, accaduti.
    Ora capisci bene che se scendi un attimo almeno con un piede nel mondo reale (meglio se due), tutto questo non regge perché oggi sappiamo che il nostro pianeta ne ha viste di cotte e di crude. Venire a tirare l'acqua al proprio mulino con un'argomentazione come questa, che avrebbero potuto essere sfruttata qualche secolo fa viste le conoscenze dell'epoca, non mi pare proprio il caso.
    Se credi in un dio, dovresti far combaciare gli elementi del racconto con quello che oggi è conosciuto. Questa storia della perfezione iniziale, della morte e delle sofferenza che entrano e che tu, Cono e altri tirate fuori sempre, come potete fare a trasporla nel mondo reale?
    In tutti e due i casi, nel fare riferimento al racconto biblico tale e quale è e con gli eventi naturali del nostro pianeta, avete delle difficoltà, sia a dimostrare che a far quadrare i conti.
    Hai voglia a girare la frittata ed a cantarla sul senso del male quando scrivi quello che scrivi.
    Cara Vega, sono il primo a riconoscere che il racconto biblico sia tecnologicamente arretrato; infatti credo sia stato ideato ai tempi in cui l'uomo si dedicava all'allevamento ed alla agricoltura, ed alle guerre, in epoca premosaica. buttando una data dal 2.000 al 1.200 a.C.
    Le conoscenze erano quelle, e magari per quei tempi era un'idea avanzata per spiegare l'inizio del male nel mondo. Si saranno chiesti come te lo sei chiesta tu: come mai esiste questo male nel mondo? E così si sono dati una riposta con la storia di Adamo ed Eva, che, in considerazione che di Dio non si ha alcuna idea, è un modo per non giustificare il male come proveniente da Dio e di rivolgersi alla ricerca del bene.
    Io credo che il pensiero dominante di quella gente sia stata questa: poiché esiste sia il bene che il male e se Dio è bene certamente qualcuno che voglia il male deve pur esserci, cioè il Maligno, il serpente del racconto che tenta i nostri progenitori coinvolgendoli; infatti non potevano sapere che Adamo ed Eva provenivano da due scimmiette.
    Questa, di un nemico di Dio, per me è un'idea che può essere valida per chi crede in Dio anche oggi, tanto più che continua anche nei Vangeli con Gesù che si trova a combatterlo senza tregua.
    E' ovvio che Adamo ed Eva sono due personaggi mitici, che prima dell'uomo c'era la scimmia che in quell'ambiente si è evoluta, che ci sono state 4 o 5 estinzioni di massa; questo è provato ma a me intriga di più ciò che non è provato.

    Comment

    • Arcobaleno
      Opinionista

      • 31/12/16
      • 3769

      #197
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      perché, se ci fai caso, la narrazione tradizionale prende due umani di cui non si capisce il livello morale, poiché vivono in un paradiso privo di conflitti - quindi di morale, che non ha senso senza conflitti - e il divieto di cibarsi di un frutto, che non si capisce cosa ci stia a fare lì;

      ora, questo racconto sgangherato - che diventa da reparto di neuropsichiatria se ci aggiungi la circostanza che quel dio sapeva in anticipo della disobbedienza - sembra fatto apposta per fare dell'obbedienza un feticcio, insegnare agli umili che devo stare al posto loro;
      Noto che anche tu, che ti picchi di essere un acuto osservatore della psicologia di chi interviene in questa sezione di forum, sei convinto che basti entrare qui per ricevere una specializzazione ad honorem in psichiatria, tanto da poter dispensare perizie psichiatriche "super partes".
      E' questo il caso della dott.ssa Cagna/Fiammetta, della Scrofa/Pazza, del Toro/Esterno, del Lupo/Dietrologo, ecc.
      Come mai sono proprio gli animali del forum a sentirsi psichiatri specializzati?
      Nel "Vangelo copto di Tomaso", ma anche nel Vangelo di Matteo (7:6):

      93. [Gesù disse:] - Non date ciò che è santo ai cani, affinché non lo gettino nel letamaio. Non gettate le perle ai porci, affinché non (le calpestino coi loro piedi e si rivoltino per sbranarvi.)
      (vi si rivoltino contro). -

      Nel "Vangelo di Filippo":

      Nel mondo vi sono molti animali che hanno forma umana; allorché egli li riconosce, getta ghiande ai maiali, getta orzo, paglia ed erba agli animali, getta ossi ai cani. Ai servi (del peccato) dà gli inizi [delle lezioni], ai fanciulli dà [l’insegnamento] perfetto. (81:10)

      Perché atei e miscredenti sono definiti animali da Gesù? L'uomo può riconoscere di essere costituito da spirito, anima e corpo. Gli animali, pur essendo costituiti dai medesimi elementi - nonostante Cono li privi abusivamente di anima - non arrivano a comprendere il loro essere, benché siano in grado di amare.

      Se questi pseudopsichiatri da baraccone (Chiamate l'ambulanza!) insisteranno nei loro insulti, non potranno evitare che io renda permanenti i loro nuovi appellativi, che almeno sono aderenti alle Scritture e al loro comportamento da bestie.
      Fate l'amore, non la guerra.
      Lavorare tutti, lavorare meno.

      Comment

      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17951

        #198
        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
        Cara Vega, sono il primo a riconoscere che il racconto biblico sia tecnologicamente arretrato; infatti credo sia stato ideato ai tempi in cui l'uomo si dedicava all'allevamento ed alla agricoltura, ed alle guerre, in epoca premosaica. buttando una data dal 2.000 al 1.200 a.C.
        Le conoscenze erano quelle, e magari per quei tempi era un'idea avanzata per spiegare l'inizio del male nel mondo. Si saranno chiesti come te lo sei chiesta tu: come mai esiste questo male nel mondo? E così si sono dati una riposta con la storia di Adamo ed Eva, che, in considerazione che di Dio non si ha alcuna idea, è un modo per non giustificare il male come proveniente da Dio e di rivolgersi alla ricerca del bene.
        Io credo che il pensiero dominante di quella gente sia stata questa: poiché esiste sia il bene che il male e se Dio è bene certamente qualcuno che voglia il male deve pur esserci, cioè il Maligno, il serpente del racconto che tenta i nostri progenitori coinvolgendoli; infatti non potevano sapere che Adamo ed Eva provenivano da due scimmiette.
        Questa, di un nemico di Dio, per me è un'idea che può essere valida per chi crede in Dio anche oggi, tanto più che continua anche nei Vangeli con Gesù che si trova a combatterlo senza tregua.
        E' ovvio che Adamo ed Eva sono due personaggi mitici, che prima dell'uomo c'era la scimmia che in quell'ambiente si è evoluta, che ci sono state 4 o 5 estinzioni di massa; questo è provato ma a me intriga di più ciò che non è provato.
        Crepuscolo io capisco che cerchi di risalire la china e dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, ma gli ominidi che sono sulla linea evolutiva dell'uomo moderno, pensi che fossero del tutto pacifici, che non si aggredissero fra sè o aggredissero altri animali, che non competessero per le femmine, che non si cibassero mai di animali?
        E che ne sai se Adamo ed Eva siano stati ominidi di 5 milioni di anni fa invece di una specie più recente?
        Se cerchi e cercate di dare un'origine al male, alla morte, alla sofferenza, c'è da tenere in conto 4,5 miliardi di vita del pianeta.
        Hai voglia a cantarla con il dio buono e l'antagonista maligno.

        E cosa intendi per non provato che ti intriga?
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

        Comment

        • Pazza_di_Acerra
          люблю беспокоиться
          • 09/12/09
          • 28840

          #199
          Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
          della Scrofa/Pazza,
          Scrofa dillo a tua madre, vecchio repellente e malato.
          semel in anno licet insanire, cotidie melius

          Comment

          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #200
            Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
            Noto che anche tu, che ti picchi di essere un acuto osservatore della psicologia di chi interviene in questa sezione di forum, sei convinto che basti entrare qui per ricevere una specializzazione ad honorem in psichiatria, tanto da poter dispensare perizie psichiatriche "super partes".
            sai, se si affermano cosa illogiche, elementarmente illogiche, lo scompenso è il giudizio più pietoso; altrimenti si dovrebbe postulare la malafede;
            ad ogni modo, il mio giudizio è sulla tesi, non sulle persone;

            infatti, se tu leggessi attentamente, vedresti che ho scritto che mitizzare l'obbedienza come valore in sé è funzionale all'interesse di preti e pretesi tali, che quell'obbedienza si sono investiti di far rispettare, così esercitando un potere;
            solo un ignorante - ignorante non è un insulto - che non conosce la storia può rimuovere la circostanza che il clero di tutte le risme abbia costituito un potere nei millenni sul precetto di obbedire "a Dio";
            un dio che mai si è manifestato di persona, in modo tale da imporsi a tutti, ma è stato da quei preti amministrato, per così dire;


            Nel mondo vi sono molti animali che hanno forma umana; allorché egli li riconosce, getta ghiande ai maiali, getta orzo, paglia ed erba agli animali, getta ossi ai cani. Ai servi (del peccato) dà gli inizi [delle lezioni], ai fanciulli dà [l’insegnamento] perfetto. (81:10)

            Perché atei e miscredenti sono definiti animali da Gesù? L'uomo può riconoscere di essere costituito da spirito, anima e corpo. Gli animali, pur essendo costituiti dai medesimi elementi - nonostante Cono li privi abusivamente di anima - non arrivano a comprendere il loro essere, benché siano in grado di amare.

            Se questi pseudopsichiatri da baraccone (Chiamate l'ambulanza!) insisteranno nei loro insulti, non potranno evitare che io renda permanenti i loro nuovi appellativi, che almeno sono aderenti alle Scritture e al loro comportamento da bestie.
            dunque, io non ho mai insultato nessuno, tanto meno te;

            ma se vuoi insultare me, fai pure; non mi offendo;

            questo non cambia certo la sostanza delle cose:
            in un paradiso, cioè un luogo privo di conflitti, non ha alcun senso un divieto; e non come divieto in sé, che ci potrebbe stare; ma perché le creature che abitano quel paradiso - ancora privo di peccato - devono essere necessariamente ignare del male, quindi anche del male di disobbedire; un esempio:

            se io ti dico: non rubare, tu comprendi il male di rubare solo se hai subito un furto, o sei vissuto in una società dove si compiono furti, e hai esperienza anche solo indiretta della sofferenza che si determina nell'essere derubati;

            solo a quel punto il precetto di non rubare ti può essere comprensibile nella sua accezione morale, e tu, ove rubassi, potresti essere tacciato di immoralità, peccato;
            questo è tanto vero che persino la legge, benché ignorantia legis non excusat, stabilisce le condizioni di incapacità che determinano la non-punibilità;

            ora, crepuscolo ci ha fatto l'esempio del figlio piccolissimo che aggeggiava col fuoco, per tipica curiosità infantile; questa è la stessa che poteva animare Adamo nell'assaggiare il frutto, se dobbiamo accettare che quello fosse il primo peccato, quello originale, prima del quale non poteva necessariamente esserci malizia nel disobbedire;

            chi racconti come plausibile la cacciata dall'Eden sulla base di un peccato agito con malizia, racconta di un dio che, nell'analogia di crepuscolo, abbia mandato all'orfanotrofio il figlio di 4 anni per la colpa di aver aggeggiato coi fornelli accesi disobbedendo al papà;

            se tu adoperassi la tua intelligenza per ragionare, invece che per polemichette stupide e vanitose, ti sarebbe facile capire che argomentare una figura divina sulla base di quel mito non è una gran pubblicità.
            c'è del lardo in Garfagnana

            Comment

            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17951

              #201
              Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
              Scrofa dillo a tua madre, vecchio repellente e malato.
              Pazza, i mailai sono animali intelligenti, non ti offendere!

              Almeno non fai parte della specie Arcobaleno!
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

              Comment

              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #202
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Cara Vega, sono il primo a riconoscere che il racconto biblico sia tecnologicamente arretrato; infatti credo sia stato ideato ai tempi in cui l'uomo si dedicava all'allevamento ed alla agricoltura, ed alle guerre, in epoca premosaica. buttando una data dal 2.000 al 1.200 a.C.
                Le conoscenze erano quelle, e magari per quei tempi era un'idea avanzata per spiegare l'inizio del male nel mondo. Si saranno chiesti come te lo sei chiesta tu: come mai esiste questo male nel mondo? E così si sono dati una riposta con la storia di Adamo ed Eva, che, in considerazione che di Dio non si ha alcuna idea, è un modo per non giustificare il male come proveniente da Dio e di rivolgersi alla ricerca del bene.
                Io credo che il pensiero dominante di quella gente sia stata questa: poiché esiste sia il bene che il male e se Dio è bene certamente qualcuno che voglia il male deve pur esserci, cioè il Maligno, il serpente del racconto che tenta i nostri progenitori coinvolgendoli; infatti non potevano sapere che Adamo ed Eva provenivano da due scimmiette.
                Questa, di un nemico di Dio, per me è un'idea che può essere valida per chi crede in Dio anche oggi, tanto più che continua anche nei Vangeli con Gesù che si trova a combatterlo senza tregua.
                posto che in questo caso dovresti spiegare comunque la presenza del male/serpentello tentatore in quel paradiso, e il perché Dio la consenta, così ti perdi un'opportunità importante di riflessione su quel mito:

                come spiegavo ad Arco, la disobbedienza ha un senso solo in una società, dove esistono conflitti che una legge/divieto va a dirimere, e per soggetti coscienti della morale incorporata in quel precetto;
                ma nel caso di Adamo ed Eva questo non può essere, visto che prima del famoso gesto quelli non potevano avere contezza del peccato, e quindi non potevano agire con la malizia che giustifica la punizione; esattamente come tuo figlio piccolo che non ha esperienza del pericolo del fuoco;

                ora, se tuo figlio a 4 anni avesse messo le manine sui fornelli accesi, tu lo avresti abbandonato in orfanotrofio per quella "colpa" ? non credo;

                Adamo ed Eva non potevano essere animati da malizia, persino se tentati dal serpente, poiché non potevano avere esperienza del male della stessa disobbedienza, proprio come tuo figlio; il loro movente era la curiosità, e cioè l'intelligenza, la somiglianza a Dio, che non può essere peccato, almeno in paradiso;

                vedi bene però che il mito della disobbedienza, in effetti fa dell'obbedienza un valore in sé, a prescindere dalla comprensione del contenuto - che c'è di male nell'assaggiare un frutto, anche se mi è stato vietato ? perché mai dovrei obbedire ?
                e non ci vuole un genio per capire che l'obbedienza come valore è uno strumento di chi comanda;

                una storiella rurale della Vallesina; due mezzadri invitati a pranzo dal padrone dei terreni; questo ha preparato lo spezzatino con le patate, e i due contadini raramente vedono la carne nel piatto; il padrone fa: sentite quanto è bone 'e patate... e il contadino obbediente e sottomesso, se le prende e evita lo spezzatino; l'altro, più arguto, lo bacchetta sulle mani: e lassa sta' e' patate, che piace tanto a u' padro'...
                c'è del lardo in Garfagnana

                Comment

                • dietrologo
                  • 27/08/08
                  • 9716

                  #203
                  Scrofa non è una offesa da poco , la lasciamo passare perché è un vecchio demente o si fa qualcosa ?

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #204
                    Originariamente Scritto da dietrologo Visualizza Messaggio
                    Scrofa non è una offesa da poco , la lasciamo passare perché è un vecchio demente o si fa qualcosa ?
                    anche cagna non è male;

                    io trovo una gran cattiveria suscitare in noi maschi distanti tante illusioni
                    c'è del lardo in Garfagnana

                    Comment

                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #205
                      Commento teologico.
                      La struttura del libro del genesi è intimamente legata con le teologia predicata dal redattore, il quale tessendo la sua storia popolare dagli inizi dell'umanità alla fine del periodo dei Patriarchi, ci vuol far vedere la via negativa battuta dagli uomini che si allontanarono da Dio e quella positiva dei capostipiti ebrei che vollero riavvicinarsi a lui.

                      Le prime cinque toledot raccontano la parte negativa , le altre cinque quella positiva. Il tutto è inquadrato nell'opera creatrice e salvifica del Dio degli Ebrei.
                      Egli creò il mondo e gli uomini non per un capriccio o per freddo egoismo, ma per comunicare, fuori di sé, il suo amore salvifico: tutte le creature dell'intero cosmo sono buone ed il loro dominatore, l'uomo, è buonissimo. E', in fondo, per questa bontà, e perciò in funzione salvifica, che Elohim uscì dal suo isolamento per creare il cielo e la terra, il mondo materiale e l'uomo.
                      Ma è soprattutto nei riguardi di quest'ultimo che Jahweh escogita il suo piano di salute. Dopo averlo creato dalla polvere della terra, lo "rapisce" dal suo habitat, buono si ma naturale, e lo trasporta nel paradiso terrestre, luogo amenissimo, ricco di acqua e di piante; specialmente luogo rallegrato dalla conversazione familiare con lo stesso Creatore. Ivi Adamo ed Eva, nella loro unione amorosa e matrimoniale, agiscono come immagine e somiglianza di Dio, quasi suoi rappresentanti, capaci perciò con il lavoro e di custodire lo stesso paradiso e capaci di dominare il mondo animale , cui possono dare il nome appropriato.
                      Tuttavia, questa partecipazione alla vitalità divina ed al suo dominio è condizionata all'umile obbedienza del precetto di Dio; la morte e lo spodestamento da tanta dignità s'intravedono in un lontano e fosco orizzonte, nell'ipotesi possibile della loro ribellione.
                      E l'uomo pecca. Peccano Adamo ed Eva ( cioè l'intera umanità), nello stesso paradiso terrestre. Tentati dal serpente, simbolo, secondo i semiti, della sagacità magica del potere e della vita, si ribellano ad ogni potere ed ad ogni vita partecipata e sognano la possibilità di divenire come gli Elohim della corte celeste.
                      Vogliono conoscere il bene ed il male, cioè vogliono diventare eticamente autonomi, legge a loro stessi, padroni di disporre di ogni potere e di abusare di ogni vita e trasgrediscono il precetto limitativo avuto dal Creatore.
                      Però come erano stati avvisati, suicidano se stessi: la morte incomincia a dominarli e, nudi di ogni grazia, ricoperti solo da foglie di fico e da pelli di animali, sono ricacciati nella terra da cui furono tratti.

                      Ammetto che ho preso parecchi spunti da un vecchio libro che avevo a casa, ma se serve a chiarire il pensiero di chi lo ha scritto tali cose ed il perché va bene uguale.

                      Comment

                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24578

                        #206
                        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                        Commento teologico.
                        La struttura del libro del genesi è intimamente legata con le teologia predicata dal redattore, il quale tessendo la sua storia popolare dagli inizi dell'umanità alla fine del periodo dei Patriarchi, ci vuol far vedere la via negativa battuta dagli uomini che si allontanarono da Dio e quella positiva dei capostipiti ebrei che vollero riavvicinarsi a lui.

                        Le prime cinque toledot raccontano la parte negativa , le altre cinque quella positiva. Il tutto è inquadrato nell'opera creatrice e salvifica del Dio degli Ebrei.
                        Egli creò il mondo e gli uomini non per un capriccio o per freddo egoismo, ma per comunicare, fuori di sé, il suo amore salvifico: tutte le creature dell'intero cosmo sono buone ed il loro dominatore, l'uomo, è buonissimo. E', in fondo, per questa bontà, e perciò in funzione salvifica, che Elohim uscì dal suo isolamento per creare il cielo e la terra, il mondo materiale e l'uomo.
                        Ma è soprattutto nei riguardi di quest'ultimo che Jahweh escogita il suo piano di salute. Dopo averlo creato dalla polvere della terra, lo "rapisce" dal suo habitat, buono si ma naturale, e lo trasporta nel paradiso terrestre, luogo amenissimo, ricco di acqua e di piante; specialmente luogo rallegrato dalla conversazione familiare con lo stesso Creatore. Ivi Adamo ed Eva, nella loro unione amorosa e matrimoniale, agiscono come immagine e somiglianza di Dio, quasi suoi rappresentanti, capaci perciò con il lavoro e di custodire lo stesso paradiso e capaci di dominare il mondo animale , cui possono dare il nome appropriato.
                        Tuttavia, questa partecipazione alla vitalità divina ed al suo dominio è condizionata all'umile obbedienza del precetto di Dio; la morte e lo spodestamento da tanta dignità s'intravedono in un lontano e fosco orizzonte, nell'ipotesi possibile della loro ribellione.
                        E l'uomo pecca. Peccano Adamo ed Eva ( cioè l'intera umanità), nello stesso paradiso terrestre. Tentati dal serpente
                        che ci faceva non luogo amenissimo disposto da Dio ?

                        Vogliono conoscere il bene ed il male, cioè vogliono diventare eticamente autonomi, legge a loro stessi, padroni di disporre di ogni potere e di abusare di ogni vita e trasgrediscono il precetto limitativo avuto dal Creatore.
                        ma se ancora non lo conoscono, come fanno a peccare ?

                        Però come erano stati avvisati, suicidano se stessi: la morte incomincia a dominarli e, nudi di ogni grazia, ricoperti solo da foglie di fico e da pelli di animali, sono ricacciati nella terra da cui furono tratti.

                        Ammetto che ho preso parecchi spunti da un vecchio libro che avevo a casa, ma se serve a chiarire il pensiero di chi lo ha scritto tali cose ed il perché va bene uguale.
                        non so chi abbia scritto il libro, ma il tutto è molto ingenuo;

                        ripeto: si vuol propagandare un dio che punisce con l'esilio perpetuo le sue creature predilette al primo peccato, commesso in un quadro che sembra predisposto appositamente, posto l'albero, ammesso il serpentello, e già noto il copione al dio onnisciente;

                        non mi sembra una propaganda particolarmente efficace; un dio così, nella migliore delle ipotesi, ispirerebbe poca fiducia;

                        secondo me, è meglio raccontarla in un altro modo
                        c'è del lardo in Garfagnana

                        Comment

                        • Vega
                          Opinionista

                          • 04/05/05
                          • 17951

                          #207
                          Egli creò il mondo e gli uomini non per un capriccio o per freddo egoismo, ma per comunicare, fuori di sé, il suo amore salvifico
                          A logica, cosa dovebbe salvare questo amore se ancora deve creare il mondo?

                          E cosa dovrebbe chiarire o su cosa dovrebbe farci riflettere questo brano?
                          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                          Comment

                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #208
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            che ci faceva non luogo amenissimo disposto da Dio ?
                            Allora era il Dio degli Ebrei; infatti da Elohim diventa Javhè

                            Comment

                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #209
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              ma se ancora non lo conoscono, come fanno a peccare ?
                              Erano a tu per tu, no? Non hai letto?

                              Comment

                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #210
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio



                                non so chi abbia scritto il libro, ma il tutto è molto ingenuo;

                                ripeto: si vuol propagandare un dio che punisce con l'esilio perpetuo le sue creature predilette al primo peccato, commesso in un quadro che sembra predisposto appositamente, posto l'albero, ammesso il serpentello, e già noto il copione al dio onnisciente;

                                non mi sembra una propaganda particolarmente efficace; un dio così, nella migliore delle ipotesi, ispirerebbe poca fiducia;

                                secondo me, è meglio raccontarla in un altro modo
                                L'avrà scritto un parteggiante.
                                Comunque io vorrei chiudere perché il V. T. non m'ispira più di tanto.
                                Mi sono impelagato perché è la spiegazione delle Scritture, visto che non si sa come sia venuto fuori questo benedetto male, per me è insito nell'uomo, lasciando perdere Dio.

                                Comment

                                Working...