La nostra croce

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #211
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    A logica, cosa dovebbe salvare questo amore se ancora deve creare il mondo?

    E cosa dovrebbe chiarire o su cosa dovrebbe farci riflettere questo brano?
    Boh, comunque sarebbe un Dio Axiano, che sa tutto, anche ciò che dovrà accadere. Da questo punto di vista mi sembra logico.
    E' un amore tradito già in partenza.
    Dimmelo tu allora da dove viene il male? Dal conscio o dall'inconscio? E' scientifico o sentimentale?
    E quello che non dipende dall'uomo o dagli esseri viventi? Forse viene dal caso.
    Oppure è un'invenzione umana, o meglio disumana? E' una parola che implica lo star male , che tutti o bene o male conosciamo?
    E' facile contraddire quando non si cerca neanche di trovare una soluzione. Per te potrebbe essere un fattore biologico.
    Last edited by crepuscolo; 24-09-2022, 18:46.

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    • Vega
      Opinionista

      • 04/05/05
      • 17951

      #212
      Boh no di sicuro visto che lì era scritto chiaramente che dio ha da dare amore, nello specifico salvifico, e quindi ha questo impulso di creare. Ma il tutto non torna perché se deve ancora creare, non ha senso parlare di amore salvifico, tranne essere nel caso in cui dio voglia proprio creare quella particolare condizione nel mondo che si appresta a plasmare o la questione onniscienza.
      Il bene ed il male, con un dio al vertice della piramide, li hai già individuati nella loro origine. I vari discorsi mi sembrano tante supercazzole per non voler ritenere il proprio amico invisibile responsabile di tutto quello che c'è e di come funziona.

      Esulando da dio, non ho certo la risposta delle risposte. Ci troviamo in un mondo che funziona così, che prevede che gli organismi che si sono originati ed evoluti muoiano, siano predati, attaccati da parassiti, si ammalino.
      Il dolore però ha una sua funzione in quanto sistema di allarme che qualcosa non va nel corpo oppure la situazione stessa, tipo un morso da parte di un altro animale e reagire di conseguenza, lo stesso quello psichico, che riguarda fra le altre cose anche la situazione alla quale sottrarsi e che crea paura, disagio ecc...
      Le emozioni ci permettono di comunicare ed esprimere quello che si prova oltre a fuggire da pericoli o ricercare situazioni favorevoli.
      Perché è così e non in modo diverso nessuno credo abbia la rispostona.
      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #213
        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
        Boh, comunque sarebbe un Dio Axiano, che sa tutto, anche ciò che dovrà accadere. Da questo punto di vista mi sembra logico.
        non è Axiano, ma quello di S. Tommaso d'Aquino e della Chiesa ;
        Dimmelo tu allora da dove viene il male? Dal conscio o dall'inconscio? E' scientifico o sentimentale?
        questo spetta dirlo a chi postula Dio e tutte le storie connesse, non a Vega;

        resta che se quello è il primo peccato, quello originale, prima di quello i due non potevano essere consapevoli che disobbedire fosse "male";

        la contraddizione si spiega facilmente; i preti che hanno elaborato il mito, lo hanno fatto ad uso dei sudditi da sottomettere e non hanno pensato alla questione, come in tantissimi altri casi;
        loro volevano essere obbediti e la storia faceva al caso;

        il punto vero è che una questione così importante, letta in questo modo, finisce per fare dell'obbedienza la virtù essenziale dell'essere umano; il che sarebbe un paradosso, volendo postulare l'immagine e somiglianza, la libertà, la speciale qualità umana; è una triste mortificazione;

        l'essere umano deve disobbedire, altrimenti non c'è evoluzione;

        Cono cita sempre Dante, fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e... e...
        conoscenza !

        e quello era per l'appunto l'albero della... della...
        conoscenza !

        non può essere un peccato desiderare la conoscenza, anche se questa può inficiare la serenità inconsapevole dell'animale, inconsapevole della morte, e perciò sereno;

        se Dio ha messo lì l"albero e il serpente, vuol dire che voleva che l'umano divenisse consapevole e uscisse dall'innocenza;
        ma concepire la cacciata dal paradiso come la punizione di una disobbedienza è una perversione da preti.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • esterno
          Opinionista
          • 23/07/14
          • 1394

          #214
          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
          Scrofa dillo a tua madre, vecchio repellente e malato. -



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          • esterno
            Opinionista
            • 23/07/14
            • 1394

            #215
            Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
            - del Toro/Esterno..


            ah ah ah.. il cristo-Bis, non trovando adepti per la sua taroccata congregazione (tradotto: assemblea di svitati/esaltati) sfoga la sua profonda delusione nell' inveire chi gli contesta la sua dottrina da baraccone..

            E' una prova evidente che l' intensa lettura dei testi della sua amata sorellina _ hanno fuso il suo cervello.

            Poverino non si rende conto di essere un povero demente.. scappato di casa.

            Lo squilibrato delle Baleari dovrebbe pero' temere il "toro" perchè nel vedere il suo smunto e pallido deretano, potrebbe infuriarsi... e infilare le corna nelle sue decadenti chiappette !

            --


            -

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #216
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio

              una storiella rurale della Vallesina; due mezzadri invitati a pranzo dal padrone dei terreni; questo ha preparato lo spezzatino con le patate, e i due contadini raramente vedono la carne nel piatto; il padrone fa: sentite quanto è bone 'e patate... e il contadino obbediente e sottomesso, se le prende e evita lo spezzatino; l'altro, più arguto, lo bacchetta sulle mani: e lassa sta' e' patate, che piace tanto a u' padro'...
              Carina

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #217
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                non è Axiano, ma quello di S. Tommaso d'Aquino e della Chiesa ;

                In tale visone dove sta l'incentivo a fare, ad agire?
                Probabilmente è solo un'ipotesi neanche tanto creduta.
                Perché, la gente va in Chiesa? E perché il presente Papa incita a cambiare tipo di società?
                A che cosa serve?

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #218
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  Comunque io vorrei chiudere perché il V. T. non m'ispira più di tanto.
                  curioso, perché è la religione di Gesù, quella Legge che non voleva abolire;

                  il NT è roba scritta da altri, senza liberatoria del protagonista

                  Mi sono impelagato perché è la spiegazione delle Scritture, visto che non si sa come sia venuto fuori questo benedetto male, per me è insito nell'uomo, lasciando perdere Dio.
                  se l'uomo è creato in quel modo, come fai a lasciar perdere Dio ?

                  alla fine, nel commento teologico che ti bevi:
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  Commento teologico.
                  ...
                  Tuttavia, questa partecipazione alla vitalità divina ed al suo dominio è condizionata all'umile obbedienza del precetto di Dio; la morte e lo spodestamento da tanta dignità s'intravedono in un lontano e fosco orizzonte, nell'ipotesi possibile della loro ribellione.
                  E l'uomo pecca. Peccano Adamo ed Eva ( cioè l'intera umanità), nello stesso paradiso terrestre. Tentati dal serpente, simbolo, secondo i semiti, della sagacità magica del potere e della vita, si ribellano ad ogni potere ed ad ogni vita partecipata e sognano la possibilità di divenire come gli Elohim della corte celeste.
                  Vogliono conoscere il bene ed il male, cioè vogliono diventare eticamente autonomi, legge a loro stessi, padroni di disporre di ogni potere e di abusare di ogni vita e trasgrediscono il precetto limitativo avuto dal Creatore.
                  Però come erano stati avvisati, suicidano se stessi: la morte incomincia a dominarli e, nudi di ogni grazia, ricoperti solo da foglie di fico e da pelli di animali, sono ricacciati nella terra da cui furono tratti.
                  posto che non si capisce come quelli potessero peccare prima di avere nozione di ciò che è bene e male, cioè quello che vorrebbero conoscere, la morale che si trae da tutta la pippa è questa:

                  a) l'obbedienza è cosa buona e giusta;
                  b) la conoscenza è diabolica; bisogna restare ignoranti; cioè, il popol suddito deve restare ignorante, altrimenti non si beve le fandonie; deve bersi il Catechismo, ma astenersi dal ragionare sulle Scritture, ecc...

                  il che spiega bene tante cose, a partire dall'avversione al sapere e alla scienza, che limita e inficia il potere dei preti di farsi obbedire dai creduloni zotici e analfabeti, e il dispetto di tanti predicatori quando vengono contraddetti da quel sapere, persino quando a contraddirli sono gli stessi credenti o i loro testi;

                  ha'voglia a parlare di libertà, conoscenza, e altri discorsi alati; gira che ti rigira, tutta la fresca è pensata per conservare le gerarchie e il potere di chi lo esercita, anche se le pecorelle del gregge non si rendono conto e recitano la poesiola a memoria, mentre firmano le clausole vessatorie .asd:
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #219
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio


                    questo spetta dirlo a chi postula Dio e tutte le storie connesse, non a Vega;
                    Ma se si dice sempre no, ci sarà pure un'idea razionale in testa, non si può dire continuamente no, anche fosse irrazionale, dove sta la costruzione del discorso se viene tagliato subito?
                    Se non si ha alcuna idea in testa a che serve dir di no? Non tutti sono razionali come si vorrebbe molti sono istintivi o sentimentali. L'amore non è razionalità ma è sentimento.
                    Come fa ad amare quello sgorbio? Questo direbbe la testa di chi non prova quel sentimento . Ma succede, e se succede va rispettato, sempre che non sia in mala fede.
                    Last edited by crepuscolo; 25-09-2022, 08:21.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #220
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      curioso, perché è la religione di Gesù, quella Legge che non voleva abolire;
                      Io sono d.C.; lui era durante.

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #221
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        ;

                        il NT è roba scritta da altri, senza liberatoria del protagonista

                        Per me è roba riportata non scritta. Vedi come siamo diversi nel guardare, però siamo uguali nel tirare dalla parte nostra.
                        Ci sentiamo dopo, vado a tirar fuori gli uccellini dalla gabbia.

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #222
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          In tale visone dove sta l'incentivo a fare, ad agire?
                          Probabilmente è solo un'ipotesi neanche tanto creduta.
                          Perché, la gente va in Chiesa? E perché il presente Papa incita a cambiare tipo di società?
                          A che cosa serve?
                          cerco di essere sintetico e chiaro:
                          a) la posizione delle chiese cristiane - tutte - sulle qualità divine deriva dalla Scolastica, che è la filosofia/teologia medievale che ha elaborato quegli assoluti divini, onnisciente, onnipotente, ecc...
                          b) le chiese riformate però eccepiscono un intervento divino diretto sulle coscienze, come da Paolo, Agostino, ecc...
                          c) alla fine, a denti stretti anche la Chiesa cattolica ammette il primato della coscienza, anche se questo in parte inficia il potere magistrale della Chiesa stessa;

                          nel caso dei riformati, l'incentivo sta nel partecipare alla legge divina; nel caso della Chiesa cattolica pure, ma dalla porta di servizio si cerca di far rientrare il principio di obbedienza al clero - che i riformati hanno invece abolito come ordine consacrato e prevalente - e di gestire il gregge in modo "politico", restando nell'indefinito sul piano teologico;

                          da qui la bipartizione, per cui per i riformati la spiegazione è quella paolina, di una predestinazione di fondo in un quadro di volontà imperscrutabile;
                          i cattolici devono ammettere l'imperscrutabile volontà divina, ma non vogliono rinunciare al loro Magistero, e quindi, invece di dire esplicitamente che Dio agisce direttamente e unilateralmente sulle coscienze - che quindi devono avere il primato come regola - dicono solo che il motivo per cui Dio permette il male è un "mistero", lasciando la questione in sospeso per i secoli a venire;

                          ma la questione in sé può anche essere poco interessante per l'argomento specifico del senso mitologico del peccato originale;

                          il vero punto su cui riflettere sarebbe:

                          è possibile definire davvero come peccato di disobbedienza - quindi intenzionale, maturo e consapevole, perché peccare presuppone la comprensione delle conseguenze delle proprie azioni - la curiosità adamitica che, a lume di buon senso dovrebbe indicare esattamente quella prerogativa di somiglianza dell'uomo a Dio, intesa da Dio stesso, e che questo peccato abbia determinato quell'esilio come punizione, anziché come promozione mediante la stessa conoscenza e coscienza ?

                          qui non c'è solo l'illogicità del postulare una disobbedienza maligna da parte di un soggetto incapace di intendere e distinguere tra bene e male, ma anche un equivoco di fondo su quella natura umana ad immagine e somiglianza, che da una parte viene enunciata, salvo poi denunciarla come peccaminosa, nel tentativo diffidente di respingere quella natura privilegiata e intelligente, autonoma, al rango di quella degli animali mansuefatti;

                          a prescindere dalle disquisizioni dotte, il punto è rilevante per la psicologia del credente e per come guarda al prossimo, se come persona a cui dare fiducia e responsabilità, oppure di cui diffidare e da controllare, al quale imporre il proprio magistero - e interessato potere - perché quel desiderio di conoscenza è peccato, alla faccia di Dante, dell'Umanesimo e dell'Illuminismo;

                          poi, tutto è lecito; si può perfettamente ammettere il mito della disobbedienza, anche se è strutturalmente illogico; ma poi ci si ritrova in quel girone della diffidenza senile verso il prossimo, del rattrappimento dei sentimenti e della nostalgia frustrata per la capacità di desiderare, che guarda in cagnesco chi è ancora capace;
                          una cosa piuttosto trista, nel senso nostro
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #223
                            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                            Ma se si dice sempre no, ci sarà pure un'idea razionale in testa, non si può dire continuamente no, anche fosse irrazionale, dove sta la costruzione del discorso se viene tagliato subito?
                            Se non si ha alcuna idea in testa a che serve dir di no? Non tutti sono razionali come si vorrebbe molti sono istintivi o sentimentali.
                            se tu postuli un costrutto di creazione intelligente e morale, in cui un essere crea tutto dal nulla, conosce ogni cosa presente e futura dal primo istante, la presenza di qualcosa che definisci come "male" la devi spiegare tu;

                            se non lo fai, ne va della credibilità del tuo sistema; ora, Vega potrebbe astenersi non solo dal dire "no", ma anche dall'interloquire; ma questo non cambia le circostanze pratiche del tutto, nel momento in cui tutti i sofismi finiscono nell'imbuto di una semplice moraletta conservatrice e diffidente da bigotti ottuagenari che sbirciano dalle persiane e puntano il dito sui desideri degli altri; una roba miserella;

                            chi invochi "Dio" forse dovrebbe farlo con prudenza e in proposito, su questioni morali davvero capitali e con chiarezza trasparenza di idee, qualunque cosa voglia sostenere, beninteso; altrimenti diventa una specie di onanismo religioso esibizionista e narcisista, una sorta di bestemmia.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #224
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Per me è roba riportata non scritta. Vedi come siamo diversi nel guardare, però siamo uguali nel tirare dalla parte nostra.
                              beh, tra un documento di sua firma autentica e uno che riporta la differenza è oggettiva, non tra me e te;

                              se io vado in giro a raccontare cose di te e tue opinioni, senza consultarti, la diffidenza altrui sui pensieri che ti attribuisco sarebbe legittima, no ? soprattutto se - come spesso puntualizza l'amico Esterno, che ne sa dieci volte più di noi - la stessa Chiesa ammette i rimaneggiamenti e le aggiunte, tipo andate e predicate... in luogo del rivolgetevi solo alle pecore perdute di Israele, tanto per dirne una, bella grossa;
                              bella grossa perché per il testo autentico, chi volesse seguire Gesù per prima cosa dovrebbe aderire alla Sua Legge e farsi ebreo, e poi si discute...
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #225
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                cerco di essere sintetico e chiaro:
                                a) la posizione delle chiese cristiane - tutte - sulle qualità divine deriva dalla Scolastica, che è la filosofia/teologia medievale che ha elaborato quegli assoluti divini, onnisciente, onnipotente, ecc...
                                b) le chiese riformate però eccepiscono un intervento divino diretto sulle coscienze, come da Paolo, Agostino, ecc...
                                c) alla fine, a denti stretti anche la Chiesa cattolica ammette il primato della coscienza, anche se questo in parte inficia il potere magistrale della Chiesa stessa;

                                nel caso dei riformati, l'incentivo sta nel partecipare alla legge divina; nel caso della Chiesa cattolica pure, ma dalla porta di servizio si cerca di far rientrare il principio di obbedienza al clero - che i riformati hanno invece abolito come ordine consacrato e prevalente - e di gestire il gregge in modo "politico", restando nell'indefinito sul piano teologico;

                                da qui la bipartizione, per cui per i riformati la spiegazione è quella paolina, di una predestinazione di fondo in un quadro di volontà imperscrutabile;
                                i cattolici devono ammettere l'imperscrutabile volontà divina, ma non vogliono rinunciare al loro Magistero, e quindi, invece di dire esplicitamente che Dio agisce direttamente e unilateralmente sulle coscienze - che quindi devono avere il primato come regola - dicono solo che il motivo per cui Dio permette il male è un "mistero", lasciando la questione in sospeso per i secoli a venire;

                                ma la questione in sé può anche essere poco interessante per l'argomento specifico del senso mitologico del peccato originale;

                                il vero punto su cui riflettere sarebbe:

                                è possibile definire davvero come peccato di disobbedienza - quindi intenzionale, maturo e consapevole, perché peccare presuppone la comprensione delle conseguenze delle proprie azioni - la curiosità adamitica che, a lume di buon senso dovrebbe indicare esattamente quella prerogativa di somiglianza dell'uomo a Dio, intesa da Dio stesso, e che questo peccato abbia determinato quell'esilio come punizione, anziché come promozione mediante la stessa conoscenza e coscienza ?

                                qui non c'è solo l'illogicità del postulare una disobbedienza maligna da parte di un soggetto incapace di intendere e distinguere tra bene e male, ma anche un equivoco di fondo su quella natura umana ad immagine e somiglianza, che da una parte viene enunciata, salvo poi denunciarla come peccaminosa, nel tentativo diffidente di respingere quella natura privilegiata e intelligente, autonoma, al rango di quella degli animali mansuefatti;

                                a prescindere dalle disquisizioni dotte, il punto è rilevante per la psicologia del credente e per come guarda al prossimo, se come persona a cui dare fiducia e responsabilità, oppure di cui diffidare e da controllare, al quale imporre il proprio magistero - e interessato potere - perché quel desiderio di conoscenza è peccato, alla faccia di Dante, dell'Umanesimo e dell'Illuminismo;

                                poi, tutto è lecito; si può perfettamente ammettere il mito della disobbedienza, anche se è strutturalmente illogico; ma poi ci si ritrova in quel girone della diffidenza senile verso il prossimo, del rattrappimento dei sentimenti e della nostalgia frustrata per la capacità di desiderare, che guarda in cagnesco chi è ancora capace;
                                una cosa piuttosto trista, nel senso nostro
                                Ho capito la differenza tra i vari credenti e ti ringrazio. A me sembra comunque un circolo vizioso da cui è difficile uscire e si demanda il tutto al mistero divino quando il motivo della creazione è, da parte di Dio, quella di farsi conoscere, non certo una volontà imperscrutabile.
                                Che senso avrebbe la creazione?

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