La sindone fatta da scariche elettriche

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #46
    Che l'uomo provi ed abbia bisogno dei sentimenti, sentimenti che girano e rigirano nella nostra coscienza è appurato, basta sondarci per capirlo. Se si subisce un torto la prima reazione è quella di restituirlo e non c'è ragionamento che possa tenere. Importante per rompere questa catena sentimentale negativa, essendo esseri umani e non animali, è l'indole che ognuno di noi ha e sulla quale possiamo agire con raziocinio.

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #47
      Ipotesi su come si potrebbe produrre una scarica elettrica necessaria per l'effetto corona.


      Effetto corona

      L'effetto corona è un tipo di scarica elettrica caratterizzato dalla ionizzazione del fluido conduttore (generalmente aria), con produzione di plasma. Esperimenti effettuati hanno dimostrato la formazione di immagini dettagliate e con le stesse caratteristiche di doppia superficialità dell'immagine sindonica

      Tuttavia non è chiaro come avrebbe potuto prodursi il campo elettrico necessario a generare la scarica. È stato suggerito che un terremoto (come quello che, secondo i Vangeli, avvenne alla morte di Gesù) potrebbe generare un campo elettrico se nel sottosuolo sono presenti strati di rocce piezoelettriche, ad esempio il quarzo; la presenza di radon in un ambiente chiuso, quale una tomba, può inoltre abbassare la soglia di potenziale oltre la quale si verifica la scarica. Le prospezioni geologiche però non hanno trovato strati di quarzo nel sottosuolo di Gerusalemme.


      ma a Gerusalemme quarzo non ce ne è, certo dando per assunto che la fotografia sia stata realizzata nei pressi di Gerusalemme, ma chi assicura che così è?

      Introduzione alle luci sismiche


      Segnali elettromagnetici e terremoti: una sfida internazionale


      Per far sparire i corpi invece è interessante la dissociazione molecolare con un rendimento del 97% sui corpi trasformati in gas sintetico attraverso la pirolisi.
      L'ultima frontiera per il trattamento dei rifiuti.


      Sistemi di Produzione di SynGas
      attraverso la tecnologia della
      DISSOCIAZIONE MOLECOLARE
      Last edited by Il gatto; 25-05-2013, 14:16.

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #48
        Il terremoto che accompagnò la morte di Gesù

        Gesù di Nazareth è morto sulla croce venerdì 3 di aprile dell'anno 33 d.C. Questo almeno è la data più probabile che emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista International Geology Review e basata sull'attività sismica nell'area del Mar Morto, a circa venti chilometri ad est di Gerusalemme.

        Come scrive Jennifer Viegas, sul sito Discovery News (24 maggio), il Vangelo di San Matteo menziona infatti che vi fu un terremoto nel momento in cui Gesù morì sulla croce.

        “E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono”, tramanda l'evangelista (27,50-52).

        Per analizzare l'attività sismica nell'area, i geologi Jefferson Williams, di Supersonic Geophysical, e Markus Schwab e Achim Brauer del Centro tedesco di ricerca per le Geoscienze hanno esaminato tre “carote” di sedimento prelevate dalla spiaggia di Ein Gedi, ad sud-est di Gerusalemme, sul Mar Morto.

        Dall'analisi degli strati di sedimento risulta che almeno due scosse importanti hanno colpito la zona in quell'epoca della storia. La prima – quella più ampia – è avvenuta nell'anno 31 a.C., mentre la seconda è da situare nel periodo che va dal 26 al 36 d.C.

        Secondo Williams, il secondo sisma è avvenuto proprio “negli anni in cui Ponzio Pilato era procuratore della Giudea e in cui è circoscritto storicamente il terremoto del Vangelo di Matteo”.

        Williams e la sua équipe ritengono che l'attività tellurica associata alla crocifissione di Gesù può riferirsi ad “un terremoto che è avvenuto un po' prima o dopo la crocifissione ed è quello a cui fa riferimento l'autore del Vangelo di Matteo, e un terremoto locale tra il 26 e il 36 d.C. che fu abbastanza potente da deformare i sedimenti di Ein Gedi ma non sufficientemente potente da produrre una memoria storica ancora esistente ed extrabiblica”.

        Williams sta esaminando ancora un altro possibile evento naturale associato alla crocifissione di Gesù, cioè il buio.

        Infatti, tutti e tre i Vangeli sinottici, vale a dire Matteo (27,45), Marco (15,33) e Luca (23,44), raccontano il buio calato dopo la crocifissione, da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio.

        Secondo Williams, questo buio potrebbe essere stato provocato da una tempesta di sabbia, che a sua volta potrebbe aver lasciato tracce o depositi nei sedimenti rocciosi della zona.

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #49
          Se ho ben capito sono rimaste impressionate solo le fibre di lino esterne, cioè quelle a contatto con il presunto corpo.
          Si riferisce al post delle 15,12

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #50
            Così sembra e così la riproducono

            E’ possibile riprodurre la Sindone ?
            Luigi  Garlaschelli E’  possibile  riprodurre   la  Sindone ?   Storia della Sindone di  Torino La Sindone di Torino non è affatto nota dal primo secolo dopo Cristo.  Questa discussa...


            Seconda Sindone realizzata dal prof. Luigi Garlaschelli su SKY TG 24

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #51
              Dai ricercatori ENEA i risultati degli esperimenti con il laser ad Eccimeri per la riproduzione in laboratorio di un'immagine simile alla Sindone di Torino

              Intervista al dott. Paolo Di Lazzaro, responsabile del Laboratorio Eccimeri del Centro Ricerche ENEA di Frascati


              Perché un lenzuolo di lino rettangolare lungo 4,4 metri e largo 1,1 metri, che porta impressa un’immagine frontale e dorsale di un uomo flagellato e morto in croce, è divenuto uno degli oggetti più studiati al mondo? Secondo la tradizione cristiana la Sindone ha avvolto il corpo di Gesù e l’immagine impressa sarebbe, quindi, quella del Cristo; eppure a interessarsi della Sindone non è solo il mondo storico-religioso, ma anche quello scientifico.
“La Sindone è un enigma scientifico a molte facce.” Ci spiega il dott. Paolo Di Lazzaro, responsabile del Laboratorio Eccimeri del Centro Ricerche ENEA di Frascati. E in effetti le domande sono numerose. “La misura di radio datazione effettuata con il carbonio 14, per esempio, ha collocato l’origine del telo in pieno medioevo (1260 – 1390) ma questa misura sembra aver sofferto sia di errori materiali di calcolo sia di problemi di contaminazione, ed è in contrasto con molti indizi tessili, iconografici, storici che suggeriscono che questo telo sia più antico di quanto dica la radio datazione”. 
Il principale interrogativo, però, sembra riguardare la realizzazione di questa immagine che ha caratteristiche chimiche e fisiche praticamente impossibili da replicare oggi, e a maggior ragione nel medioevo o in tempi più remoti. “Fra le tante caratteristiche peculiari, l’immagine si presenta come un negativo fotografico; il colore risiede solo in uno strato molto superficiale dei fili del tessuto e le sue sfumature contengono informazioni tridimensionali. Le numerose tracce ematiche (sangue, siero, birilubina 1) sul telo sono pienamente rispondenti ad un uomo crocefisso e fortemente traumatizzato e la mancanza di immagine sotto le macchie di sangue suggerisce che il sangue stesso abbia schermato il lino dalla causa dell’immagine, quindi il sangue si è depositato prima della formazione dell’immagine. Queste caratteristiche sono talmente difficili da riprodurre, anche con la tecnologia attuale, che rendono assai improbabile l’ipotesi del falsario medioevale in grado di creare questa immagine”.


              Dott. Di Lazzaro perché vi siete interessati alla Sindone?


              La curiosità è una delle caratteristiche principali degli scienziati. Di fronte all’immagine sindonica, invece di porci la domanda sul “quando?” a Frascati ci siamo chiesti “come?”. Tempo fa abbiamo visto alcune foto al microscopio del tessuto della Sindone di Torino e abbiamo notato una somiglianza con le fibre di tessuto che avevamo colorato con i nostri Laser per conto di alcune industrie tessili. Ci siamo chiesti se era possibile, con le nostre conoscenze e tecnologie, produrre una immagine simil-sindonica.


              In cosa consistono i vostri esperimenti e cosa siete riusciti a dimostrare?


              I risultati ottenuti sono andati oltre ogni nostra aspettativa. Abbiamo dimostrato che un impulso di luce ultravioletta2 estremamente breve (pochi miliardesimi di secondo) in un intervallo ristrettissimo di valori di energia e densità di potenza è in grado di colorare con la stessa cromaticità dell’immagine sindonica il tessuto di lino in modo molto superficiale, in pratica solo gli strati più esterni del singolo filo di lino.
Più precisamente, ciascun filo di lino (che ha un diametro di circa 0,3 millimetri) è composto da circa 200 fibrille3. Noi siamo riusciti a colorare il primo strato di fibrille esposto alla luce laser, il cosiddetto “primary cell wall” della fibrilla di lino, una pellicola sottilissima spessa 0,2 micrometri che circonda la fibrilla, lasciando la parte interna della stessa fibrilla non colorata. Questa è una delle caratteristiche dell’immagine sindonica più difficili da replicare. Inoltre abbiamo osservato che bastava variare di pochissimo il valore di intensità per ottenere una colorazione sempre superficiale, ma molto più profonda di 0,2 micrometri.4 Si tratta della prima volta che, in analogia con l’immagine sindonica, si riesce a colorare solo il “primary cell wall” della fibrilla di lino tramite radiazione, un risultato mai ottenuto sinora con metodi chimici a contatto (coloranti, paste chimiche, polveri, acidi, vapori, ecc) e avvicinato solo da una tecnica che utilizza la cosiddetta “scarica ad effetto corona”5 e che emette luce ultravioletta.
Questi risultati sono stati riassunti in tre articoli pubblicati sulle riviste scientifiche statunitensi Applied Optics nel 2008 e 2012 e Journal of Imaging Science and Technology nel 2010, e nella rivista Pattern Recognition nel 2013.


              Con il vostro laser siete riusciti a colorare in modo superficiale un telo di lino dopo anni di studi per capirne i meccanismi fisico-chimici.

              
L’idea iniziale era di sfruttare l’elevato assorbimento nell’ultravioletto della cellulosa, che costituisce il 75% delle fibre di lino, per ottenere una colorazione estremamente superficiale, in uno spessore micrometrico o sub-micrometrico. Di conseguenza la scelta è ricaduta sui sistemi laser a eccimero perché sono i laser con maggiore potenza emessa nell’ultravioletto. Abbiamo inviato gli impulsi di luce ultravioletta emessi dai nostri laser ad eccimeri a bombardare vari tessuti di lino, sia grezzi che sbiancati, fabbricati recentemente ma con antiche tecniche, come quella del telaio a mano.
Non avendo trovato in letteratura esperimenti di colorazione di lino tramite luce laser ultravioletta, abbiamo iniziato gli esperimenti in cieco, variando tutti i parametri laser (durata temporale, intensità, numero di impulsi consecutivi) in un ampio intervallo di valori. Questa procedura ha richiesto circa due anni per essere completata. Alla fine siamo riusciti a trovare i parametri laser adatti a colorare in modo simile alla sindone i tessuti di lino, con una sorpresa: è sufficiente, infatti, una piccola variazione dei parametri laser per non ottenere più la colorazione.


              Un ulteriore effetto che avete ottenuto è stata un’ “immagine latente”, di cosa si tratta?


              Appena al di sotto dell’intensità minima per generare la colorazione, è possibile ottenere una colorazione invisibile, che “appare” solo dopo un invecchiamento naturale del lino di circa due anni, oppure dopo un invecchiamento artificiale ottenuto con pochi secondi di riscaldamento del tessuto a 190 gradi centigradi. Anche in questo caso siamo riusciti a individuare i principali meccanismi fisico-chimici che sottendono la generazione di queste immagini latenti.


              Ma allora, in base ai vostri risultati, è possibile riprodurre l’immagine sindonica con le stesse dimensioni?

              
Diciamo che è molto difficile. Se consideriamo la densità di potenza di radiazione che noi abbiamo utilizzato per ottenere la colorazione di un solo centimetro quadrato di lino, per riprodurre l’intera immagine con un singolo flash di luce sarebbero necessari quattordicimila laser, pensate ad un intero palazzo pieno di laser.
Il nostro è l’ultimo di centinaia di tentativi di riproduzione, i primi hanno utilizzato tecniche a contatto con risultati simili all’originale ad occhio nudo, ma molto diversi se osservati al microscopio. In tempi recenti si è pensato di utilizzare irraggiamenti sia tramite particelle (protoni) sia tramite radiazione ultravioletta emessa da scariche elettriche tipo corona o direttamente da sorgenti laser, come nel nostro caso.


              I risultati che avete ottenuto possono essere una risposta a uno dei misteri della Sindone?


              Quando si parla di un flash di luce che riesce a colorare un telo di lino in modo simile alla sindone è facile portare il discorso nell’ottica del miracolo e della resurrezione. Ma come scienziati, noi ci occupiamo solo di eventi scientificamente riproducibili, e la resurrezione non lo è. Quello che posso dire con assoluta certezza è che il nostro risultato è riproducibile in laboratorio, lo abbiamo verificato più volte con attenzione. Se i nostri risultati scientifici possono aprire un dibattito filosofico e teologico, le conclusioni le lasciamo agli esperti dei rispettivi campi, e in definitiva alla coscienza di ciascuno di noi.
              http://titano.sede.enea.it/Stampa/sk...iofigli&id=166

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #52
                Mi sembra sia una storia lunga di sperimentazioni che però arriva solo a conclusioni tecniche tipo quella del laser ad ultravioletti.
                Poi la cosa paradossale è che si cerca di riprodurre un'impronta umana usando tecnologie meccaniche che neanche al Medioevo esistevano.
                Ma chi le paga tutte queste interminabili ricerche?

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #53
                  Tutti parlano di ricerca, una volta che cercano tu chiedi chi paga?
                  Chi vuoi che paghi? pantalone

                  Da quello che dicone la scarica elettrica la puo' generare un terremoto e spesso la tecnologia fa a comando e in quantita' controllate cio' che la natura fa casualmente con un infinito spreco.

                  In generale non mi sembra che cerchino il metodo artistico di realizzazione, ma il fenomeno che possa produrre certi effetti, tanto se gli effetti ci sono un processo di qualche tipo li ha generati e a disposizione ci sono i fenomeni naturali piu' disparati e la povera tecnologia di allora.

                  Escluderei il miracoloso visto che per lazzaro le inficchettature scenografiche non sarebbero servite cavandosela con un banale alzati e cammina.
                  Lo splendore del 70 mm quindi appare un di piu' aggiuntosi per caso.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #54
                    Quando ho chiesto chi paga è perchè non sapevo che fossero state fatte tutte queste ricerche, tra l'altro costosette o costosotto.
                    Ma a parte gli scherzi, io credo che nel cercare i motivi tra le cause naturali sia ben difficile, è vero che alla morte, quindi non era ancora sepolto, c'è scritto che il cielo si è scurito, ci saranno state scariche di fulmini e dicono ci sia stato il terremoto, ma che voi che sia potuto succedere, proprio lì in quel punto e guarda caso proprio a Gesù. Allora a questo punto teoria per teoria è più facile credere ad una misteriosa resurrezione, il corpo materiale si è trasformato in energia secondo la formula di Einstein e puff. Per quanto riguarda Lazzaro posso notare che non hai le idee chiare; Lazzaro è stato rianimato poiché il suo corpo è ritornato a vivere la vita normale, se normale si può dire, è stato rianimato, per poi morire definitivamente. Per Gesù il discorso è un altro se si può credere a quello che c'è scritto, il corpo non si è più ritrovato. Purtuttavia egli si è mostrato dopo la morte secondo svariate forme, poteva attraversare i muri, e trovarsi in qualsiasi posto avesse voluto: ma già in vita aveva dato dei segni della sua potenza, comandando alla natura ed altre cose, che nel vangelo vengono chiamati miracoli. Questo per dire che secondo le descrizioni, vere o no, già in vita poteva compiere prodigi su di se, sulla natura e su altri. Io credo sia inutile, e ritorno allo spreco di soldi ed energie, cercare ciò che all'uomo è impossibile compiere e quindi anche misurare.
                    Last edited by crepuscolo; 25-05-2013, 22:38.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #55
                      Buonanotte, caro Il gatto,....e non sogniamo la sindone.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #56
                        e ritorno allo spreco di soldi ed energie, cercare ciò che all'uomo è impossibile compiere e quindi anche misurare
                        Alla fine hai solo una impronta la cui conformazione non risponde ai canoni di una impronta ottenuta per semplice contatto, quindi, siccome l'immagine sta li, si rifà e le tecniche utilizzate trovano corrispondenze in fenomeni naturali.
                        La tradizione dice che quello è il sudario di Gesù, ma al momento di ciò non vi è certezza, ne si sa se si siano formate nel tempo altre immagini similari andate perse, es ci sarebbe da approfondire su quella seconda sindone di Gerusalemme.
                        Quanto agli sprechi la cosa è relativa, alla fine certi oggetti creano pil con il movimento di soldi che alimentano e mediamente certe cose, anche se indirettamente, si ripagano oltre alla ricerca tecnologica che nello stadio di ricerca speso utilizza obiettivi da ricerca su cui sperimentare principi e metodi riutilizzabili per altro.

                        Se poni come prioritaria la causa del prodigio stavamo ancora all'era del fuoco aspettando che dio lo accendesse con le sue emanazioni fulminanti perché non cerchi la soluzione di ciò che ha una spiegazione ritenuta certa.

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #57
                          No, io dico solo che se è il segno lasciato da Gesù risorto è inutile indagare, non credo si possa arrivare a soluzioni; se invece è un artificio è inutile indagare lo stesso, a che servirebbe scoprire che è un falso? Forse a chi non è credente.
                          Come vedi in entrambi i casi, per me , sono soldi e tempo sprecato. Forse è una cosa che va bene per i curiosi.

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                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #58
                            L'ho capito, solo che una anomalia va sempre indagata perché, oltre a conoscere questioni sconosciute, la soluzione può tornare utile.
                            Le nanotecnologie hanno preso uno degli spunti da quei rettilini che stavano attaccati al soffitto sfidando la gravità e anche li ciò che un animaletto realizzava con naturalezza a noi richiedeva uomini e mezzi notevoli, però poi la cosa ha fatto comodo.

                            E poi non sai nemmeno se è opera divina, se il tizio è chi si dice e nemmeno se il tutto è un artificio.
                            In ogni caso la curiosità per le cose non ancora spiegate sta alla base del progresso della conoscenza.

                            Perché riesumare città morte da millenni e ricostruire stili di vita e significati di tracce su scarsi elementi nebulosi e frammentari?

                            Il non conoscere certe inezie fa si che chiunque può invocare il santo o l'untore e gli si da retta.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #59
                              Beh, su questo avrei seri dubbi. Abbiamo mandato in malora la terra e stiamo mandando in malora anche le specie viventi compresi noi, crisi, disoccupazione alle stelle, prese per il sederino varie per tutti i gusti e tu mi dici che è utile cercare quattro mura sepolte dal tempo? Sarebbe utile se la curiosità dell'uomo fosse ben riposta, ma sinceramente non sembra che sia il caso; se Dio esiste ha creato un uomo troppo egoista e se Dio non esiste il caso non è stato molto munifico nei nostri confronti.

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #60
                                Abbiamo
                                Rendi cosa omogenea ciò che non lo è.
                                Ovviamente nulla vale per tutti e ciascuno segue la sua strada con le priorità e i risultati che nella diversità riesce a dargli.
                                Il caso è neutro come un terremoto, decespuglia, non fa la scelta dei cespugli, a chi tocca tocca, che gli frega?

                                E in questa storia non mi sembra che si stia cercando dio, ma di risolvere un problema non diverso dagli oggetti volanti non identificati.
                                Last edited by Il gatto; 26-05-2013, 10:29.

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