Ma tutti io me li becco? Uno dei nuovi colleghi ha fatto mezz'ora di disquisizione sul colore più opportuno per le mutande maschili e sul perché quelle bianche non vanno bene.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Questa devo scriverla perché è assurda. Un mio collega parla al telefono. In ufficio c'è anche il collega rompiballe e impiccione (ora l'ho soprannominato Cia). Il mio collega parla al telefono, e Cia commenta ogni sua frase.
Coll: «Si, dovrei metterci qualche settimana... il problema è che ora non ho la macchina da cucire...»
Cia: Eh, meno male che non hai la macchina da cucire, altrimenti sarebbe preoccupante...
Coll: No, perché volevo andare in montagna un paio di giorni...
Cia: Va beh, dai, andrai un'altra volta
Coll: Ok, e grazie di avermi chiamato stamattina: non era suonata la sveglia, e se non ci fossi stato tu...
Cia: Eh si, in questo periodo è sempre difficile svegliarsi al mattino...
E via di seguito. Poi mi chiedono perché quando telefono esco sempre dall'ufficio...
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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