invidia sessuale e controllo

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #136
    Ma no che non lo è, amico Axeugene! Se sei padrone di te stesso, se hai ben presente chi sei e cosa vuoi dalla vita, te ne fai un baffo di chi vive solamente per soddisfare i suoi piaceri....
    Riguardo all'anima, poi, ma che bisogno hai di dimostrarla? Non senti dentro di te una coscienza, una scala di valori, un turbinìo di sentimenti che si accavallano fra loro e che ti fanno trasalire di gioia o sprofondare nell'abisso? Quando fai all'amore con la persona che ami, non è soltanto il tuo corpo ad essere coinvolto, no?

    Ciao, ci sentiamo lunedi.
    amate i vostri nemici

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #137
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
      Ma no che non lo è, amico Axeugene! Se sei padrone di te stesso, se hai ben presente chi sei e cosa vuoi dalla vita, te ne fai un baffo di chi vive solamente per soddisfare i suoi piaceri....
      Cono, hai frainteso il senso di tutto il 3d:

      qui non si parla di cosa può voler fare ognuno di noi, individualmente;

      ma si osserva cosa sia accaduto e cosa accada nella generalità delle circostanze documentate, e si cerca di capire come funzionano le cose, a prescindere da come noi le possiamo volere;

      il fatto che tu personalmente ritenga di essere privo di istinto alla competizione sessuale, non cambia la circostanza facilmente rilevabile che questo istinto nella storia biologica e sociale umana sia da sempre centrale e muova una mole essenziale dei sentimenti umani, ivi compresa l'invidia.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • Doppio
        Superstite
        • 04/08/10
        • 4917

        #138
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        del fatto che la morale sessuale trova il suo fondamento popolare nel rodimento di culo dei molti, a fronte dei pochi potenti che nella storia dell'umanità se ne sono sempre strabattuti le palle, assecondando il loro istinto alla libertà, quindi alla pluralità;
        con le significative parole del Poeta :

        Si sa che la gente da' buoni consigli
        sentendosi come Gesù nel tempio
        si sa che la gente da' buoni consigli
        se non può dare cattivo esempio

        Guarda... mi sono promesso (e, mannaggia a me, l'ho promesso anche ad altrui persona) di tornare meno incarognito, perciò mi modererò e vi lascerò in pace, ma ti ricordo che il poeta in questione nella medesima canzone dice anche qualcosina su dove la passione spesso conduce e il fatto che, se pur malvolentieri, ciò possa essere oggetto di pena da parte dell'oridine costituito, significa che una qualche problematica sociale nel lasciare che la natura istintiva prevalga sulle persone sussiste, ma vedo che ne avete già parlato.

        Possibile che però questa morale tu la veda solo come invidia, insomma, lo capisco che se pensi ad una situazione in cui Tizio ha avuto molte donne e se ne vanta, mentre Caio è un povero Fantozzi e si ingrifa perché lui invece ha avuto solo tante sfighe giungi a questa conclusione, ma proprio non lo vedi Sempronio che ha una vita che ritiene soddifacente, forse persino bella, e magari, senza alzare tanto la voce, ritiene che Tizio sia uno stronzetto, decisamente privo di classe (perché "a gentleman never say") con un complesso di inferiorità grande come una casa per sentire di dover fare sfoggio delle proprie conquiste, che saranno pure scopate, ma sono persone e spero che ammetterai che ci sia una morale accettabile in maniera abbastanza trasversale (magari non proprio universale, ma che se lo fosse si vivrebbe meglio) che ponga come "giusto" un certo livello di rispetto per le persone difficilmente conciliabile con l'atteggiamento da galletto di Tizio, mentre riservi a Caio un pietoso disprezzo nel vederlo tanto insignificante da farsi complessi di inferiorità su uno che vale poco quanto lui.

        Per il resto sono troppe pagine, non le leggerò mai, ho una tesi da finire, ti faccio solo una domanda diretta è semplice: ritieni che la morale sia relativa?
        Non avete ancora visto niente

        Moderatore droghe

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #139
          Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
          Guarda... mi sono promesso (e, mannaggia a me, l'ho promesso anche ad altrui persona) di tornare meno incarognito, perciò mi modererò e vi lascerò in pace, ma ti ricordo che il poeta in questione nella medesima canzone dice anche qualcosina su dove la passione spesso conduce e il fatto che, se pur malvolentieri, ciò possa essere oggetto di pena da parte dell'oridine costituito, significa che una qualche problematica sociale nel lasciare che la natura istintiva prevalga sulle persone sussiste, ma vedo che ne avete già parlato.
          vedo che è sempre difficile la mera osservazione delle tendenze distinta dal giudizio etico;

          Possibile che però questa morale tu la veda solo come invidia...?
          non ho mai scritto che sia "solo invidia", tutt'altro;

          ho solo notato che il sentimento di invidia che origina nella frustrazione, trova generalmente nel moralismo un canale di espressione più premiante dell'onesta ammissione, poiché rende "accettabile" una condizione frustrante, compensa e consola;

          l'essere umano per istinto tenderebbe a ricercare il piacere, la presenza e le carezze della madre anziché la sua assenza, i sapori di fondo dolci dei carboidrati invece di quelli amari, ecc...

          da adolescenti, l'incontro con l'altro sesso è essenziale per la formazione dell'identità: basta osservare gruppi di ragazzi in una festa, o le dinamiche dei rapporti tra due amiche del cuore adolescenti; se si piace e si viene accettati si determina un certo grado di sicurezza, in caso contrario magari si perseguono strategie laterali per piacere: si studia di più, si persegue il successo sociale, ci si costruisce un personaggio, insomma si compete altrimenti e ci si adatta;

          ma l'imprinting fondamentale resta piuttosto ancorato alla percezione di quanto si viene desiderati e accettati senza riserve, per quello che si è, a prescindere da ciò che si fa e si è in grado si dare;

          beninteso, anche il ricco nanerottolo complessato che si attornia di ventenni esprime invidia sessuale per il giovane in grado di averle nonostante sia povero, o per lo scrittore o il filosofo con la barba che attrae per i suo fascino;

          ciò non cambia però il dato per cui la percezione della propria attitudine competitiva sul terreno delle relazioni e della sessualità sia un dato fondamentale nello sviluppo della personalità e per i sentimenti che questa esprimerà (o nasconderà sotto il tappeto) nel corso dell'esistenza;

          poi, in virtù del famoso detto Occhio non vede, culo non rode, c'è molta gente che da adulta semplicemente si tiene lontana da occasioni di confronto in cui possono riemergere sentimenti di competizione e invidia, che vengono rimossi;

          altrimenti, non si spiegherebbe perché, da decenni, la stampa periodica più venduta e popolare è quella del gossip sentimental-sessuale sui ricchi, potenti e famosi, che, nonostante l'ormai diffuso stigma di passatempo plebeo che induce vergogna culturale in una maggioranza - proprio perché associato a sentimenti abbietti - resta una stampa molto acquistata e ancora molto di più letta, vedi parrucchiere, dove una copia di Novella qualcosa con la starlette che piace al marito che viene colta in spiaggia con rotolini di cellulite e abbandonata dall'attore o dal Tycoon per una più giovane, è letta da centinaia di clienti;

          cos'altro alimenterebbe questo enorme mercato - che resta enorme nell'anonimato casalingo dei vari tg gossip e trasmissioni del pomeriggio - di curiosità e propensione alla maldicenza, da quelle più innocenti a quelle più esplicite, se non l'invidia da competizione sessuale ?

          oltre al gossip generico, faccio un esempio che dovrebbe tagliare la testa al toro per quanto è esplicitamente dimostrativo:
          c'è una parola oramai divenuta di uso comune, ossia il "tronista", colui/colei che siede sul trono;
          è il protagonista di una trasmissione tv, un format internazionale di grande successo, che da oltre 10 anni in Italia è condotta da Maria De Filippi, e che si chiama "Uomini e donne" e va in onda nel primo pomeriggio;

          nel format, si prevede esplicitamente che giovani ragazzi e ragazze di bell'aspetto standard competano per sedurre una preda eletta, che appunto siede sul trono, mette alla prova e sceglie;

          nel frattempo, sulle tribune, un pubblico composto da adulti, spesso megere sfiorite e signori fantozzati, aizzato dalla conduttrice, si accapiglia nel sostenere e commentare moralisticamente le strategie seduttive dei protagonisti, suggerendo scelte, precettando comportamenti modesti e "morali", e compiacendosi per l'eventuale rifiuto e umiliazione subiti di coloro che non rispondono alle proprie simpatie;

          a casa, il pubblico è attratto dalle situazioni in sé, e al tempo stesso gratificato dal ludibrio a cui si espongono i partecipanti, provando un sentimento di superiorità morale - io non sono così, sono meglio - che non impedisce certo la curiosità di scrutare quei sentimenti;

          ma voi credete davvero che una trasmissione del genere, seguita da anni da milioni di persone accanto al resto del mercato del gossip, potrebbe esistere se non motivata e radicata nell'istinto alla competizione sessuale e relativa invidia che si sublimano nel commento moralistico ?


          ... ti faccio solo una domanda diretta è semplice: ritieni che la morale sia relativa?
          ti riferisci alla mia personale posizione sulla mia morale, o all'osservazione di cosa sia stato ritenuto "morale" nel tempo ?
          Last edited by axeUgene; 25-08-2013, 09:12.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #140
            nella medesima canzone dice anche qualcosina su dove la passione spesso conduce
            Vero, ma il libertino nella sua realtà è lo stesso un perdente.
            Qui non mi sembra che si faccia l'inno ai puttanieri, ma semmai si fanno considerazioni su chi sta nella posizione di scegliere fra opzioni di prima scelta, qualunque esse siano, quindi vale anche chi sceglie strade molto morigerate, ma che sceglie avendo la possibilità di fare il contrario in qualunque momento e chi si tiene gli avanzi scegliendo limitatamente fra questi, e non è raro che si sia "brave persone" non per scelta, ma per mancanza di questa.
            Alla fine la contrapposizione è fra vincenti e perdenti, dove la "vittoria" sessuale pesa, ma non sono escluse altre soluzioni proprie definite in proprio.
            In genere il vincente è appagato del suo e difficilmente sente l'intimo bisogno/dovere di fare la morale agli altri e di regolargli la vita, sa che ciascuno ha i propri equilibri, non così il perdente che si rifà delle sue sconfitte trasformandole in vittorie di virtù e proponendosi come condottiero delle vite altrui, avendo fallito la propria vita l'altrui va a costituirgli una rivincita.
            E i libertini da quattro soldi sono pieni di morali da regalare gratisse agli altri per costruire quella vittoria mai avuta in proprio.
            Tali libertini sono anche tali perché la femmina alfa non se li incula di pezza e l'apprezzamento della femmina alfa per l'uomo alfa mediamente è una conferma, fra altre di contorno delle caratteristiche alfa, un po diverse da quelle omega
            Last edited by Il gatto; 25-08-2013, 11:20.

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            • Doppio
              Superstite
              • 04/08/10
              • 4917

              #141
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              vedo che è sempre difficile la mera osservazione delle tendenze distinta dal giudizio etico;
              Questo è scontato, la mera osservazione di modelli definiti, generati in modo ipotetico e scelti arbitrariamente è tarata di base in questo senso e, visto che è un tantinello difficile rifarsi alla specie umana in toto, la presunta oggettività delle analisi sociologiche è quantomeno opinabile.
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              ti riferisci alla mia personale posizione sulla mia morale, o all'osservazione di cosa sia stato ritenuto "morale" nel tempo ?
              La tua... ma con questa risposta hai gia chiarificato il concetto, beh suppongo sia inutile dire che non condivido il relativismo di questa posizione, è una delle molte faccie del nichilismo, non la più subdola, te lo concedo, anzi ti dirò che una delle più subdole è proprio quella contro a cui ti scontri in quesa sede, non per niente quella che stai accusando è la forma prototipica della cosiddetta morale negativa, un nome un perché... beh credo di potermi arrendere, spero solo di non dover riprender da capo la prossima volta che farò una tiepida osservazione circa decadenza e nichilismo.
              Non avete ancora visto niente

              Moderatore droghe

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #142
                Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                La tua... ma con questa risposta hai gia chiarificato il concetto, beh suppongo sia inutile dire che non condivido il relativismo di questa posizione, è una delle molte faccie del nichilismo, non la più subdola, te lo concedo, anzi ti dirò che una delle più subdole è proprio quella contro a cui ti scontri in quesa sede, non per niente quella che stai accusando è la forma prototipica della cosiddetta morale negativa, un nome un perché... beh credo di potermi arrendere, spero solo di non dover riprender da capo la prossima volta che farò una tiepida osservazione circa decadenza e nichilismo.
                non so, non ho capito cosa tu mi attribuisca, e credo non lo abbia capito nessuno;

                certo che è curioso il fatto che per il solo fatto di rilevare l'evidenza della competizione sessuale e della relativa invidia, ci si becchi del nichilista o del relativista, senza nemmeno aver affermato una propria posizione morale personale; è comunque significativo dell'emotività che la questione smuove, esattamente come ho affermato sin dall'inizio

                devo fare un altro esempio, laterale, perché col sesso vedo che si infiammano tutti ad affermar morale:qui siamo arrivati ad 11 pagg.;
                se avessi scritto che nel tifo calcistico si sublima l'istinto aggressivo e di branco alla guerra e alla faziosità, sarebbero stati tutti d'accordo e a malapena si sarebbero raggiunte tre pagine:
                il fatto che molte persone non simpatizzino per alcuna squadra e anche tra i tifosi più polemici solo pochissimi vadano allo stadio con coltelli e spranghe o ingaggino risse coi tifosi avversari, non cambia certo il significato sublimatorio di quell'esperienza;

                col sesso avviene lo stesso, con la differenza che, mentre nel tifo calcistico, benché criticato, risiedono comunque sentimenti che la cultura nobilita, come la lealtà, il coraggio, l'onore, l'abnegazione, di cui anche l'hooligan più violento si sente portatore, la "nobiltà" della competizione sessuale è stata modulata diversamente dalla cultura, e riservata ai potenti; agli altri è consentita l'invidia e il moralismo;

                nell'Italietta super-bigotta e totalitariamente osservante del Concordato e dei telefoni bianchi, il duce, gli alti gerarchi e, in modi diversi tutti i sicofanti gerarchetti di provincia, tutti doverosamente sposati e padri di numerosa prole, alimentavano volentieri leggende e nomee di grandi amatori extra coniugali, col normale beneplacito dell'ambiente bigotto, moralista ma ossequioso verso le voglie dei potenti;
                esattamente come i monarchi assolutisti dell'età moderna, Mussolini aveva la moglie, donna Rachele, lo stuolo di amanti adoranti, e tra queste la "favorita", Claretta, con la sostanziale benedizione e ammirazione di tutti, nonché col corollario di invidie, soprattutto verso la favorita; nessun prelato o moralista ha mai osato dire niente; anzi, il gallismo del maschio italico era un valore assodato, e ovviamente tanto più in alto era il gerarca, tanto più il suo temperamento focoso andava compreso e giustificato, come indice di virilità; con buona pace di tutti...

                quando nel 1963 in Inghilterra il Barone Profumo, di origine italiana, si dovette dimettere per un scandalo spionistico sessuale in cui era coinvolta una ballerina, C. de Gaulle, col suo celebre sarcasmo, ebbe significativamente a commentare: si vede che anche gli inglesi ormai si stanno continentalizzando; normalmente i loro scandali erano a sfondo omo
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #143
                  nessun prelato o moralista ha mai osato dire niente
                  Il rodimento del culetto produrrà l'invidia, ma non la vocazione all'autolesionismo.

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                  • Doppio
                    Superstite
                    • 04/08/10
                    • 4917

                    #144
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    ci si becchi del nichilista o del relativista, senza nemmeno aver affermato una propria posizione morale personale;
                    Posizione personale presuppone relativismo, in più prima avevi anche tirato in ballo la variabile tempo con il divenire che comporta... mi sembrava facilino, soprattutto visto che mi pare tu abbia una certa cultura ed attitudine al ragionamento.
                    Non avete ancora visto niente

                    Moderatore droghe

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #145
                      Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                      Posizione personale presuppone relativismo, in più prima avevi anche tirato in ballo la variabile tempo con il divenire che comporta... mi sembrava facilino, soprattutto visto che mi pare tu abbia una certa cultura ed attitudine al ragionamento.
                      infatti la domanda era retorica, e avrebbe inteso "aprire il raviolo";

                      ma il senso del 3d non è quello che io personalmente penso di cosa la morale dovrebbe promuovere, ma la semplice osservazione di alcuni dati di fatto che mi inducono a contemplare l'uso di quella morale, e cioè:

                      a) la competizione sessuale è riconosciuta dalla biologia e da altre discipline quale motore della vita e della selezione, tanto del mondo animale in genere, quanto di quello umano, seppur modulata dalla cultura;

                      b) la stessa cultura, che si esprime nella morale ha, nel corso dei millenni, accordato costantemente e indiscutibilmente alle élites una notevole franchigia, di fatto e spesso anche di diritto rispetto a quelle regole, assecondando la possibilità per quelle élites di avvalersi del diritto di "predazione biologica", che evidentemente risponde ad una preferenza, poiché ictu oculi il potente tende sempre a far ciò che gli piace, ed il subordinato - se può coltivarne realisticamente la speranza -vuole divenire potente anch'egli per poter godere dello stesso privilegio;

                      c) la vita sociale è piena di manifestazioni più o meno direttamente correlate all'osservazione e al giudizio del comportamento sessuale altrui, nelle quali emerge il sentimento di frustrazione degli esclusi dalla categoria di cui al punto b), con stratificate modalità di emulazione e/o rifiuto-censura ed invidia, culturalmente modulate;

                      queste nozioni sono il frutto di realtà documentate ed eventualmente confutabili;
                      alle quali si può aggiungere l'esperienza personale - questa soggettiva - di aver constatato che l'argomento in questione, come avviene qui, suscita parecchio coinvolgimento e disagio, come in pochi altri casi;
                      il che mi pone domande su un determinato profilo della morale sessuale - non l'unico, beninteso - ossia la sua attitudine ad essere copertura e sublimazione della frustrazione, come peraltro notato dall'arte e dalla letteratura in innumerevoli opere in cui si irride la personalità del censore come frutto di frustrato anelito all'amore, variamente inteso.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #146
                        Originariamente Scritto da Doppio Visualizza Messaggio
                        Guarda... mi sono promesso (e, mannaggia a me, l'ho promesso anche ad altrui persona) di tornare meno incarognito, perciò mi modererò e vi lascerò in pace, ma ti ricordo che il poeta in questione nella medesima canzone dice anche qualcosina su dove la passione spesso conduce e il fatto che, se pur malvolentieri, ciò possa essere oggetto di pena da parte dell'oridine costituito, significa che una qualche problematica sociale nel lasciare che la natura istintiva prevalga sulle persone sussiste, ma vedo che ne avete già parlato.

                        Possibile che però questa morale tu la veda solo come invidia, insomma, lo capisco che se pensi ad una situazione in cui Tizio ha avuto molte donne e se ne vanta, mentre Caio è un povero Fantozzi e si ingrifa perché lui invece ha avuto solo tante sfighe giungi a questa conclusione, ma proprio non lo vedi Sempronio che ha una vita che ritiene soddifacente, forse persino bella, e magari, senza alzare tanto la voce, ritiene che Tizio sia uno stronzetto, decisamente privo di classe (perché "a gentleman never say") con un complesso di inferiorità grande come una casa per sentire di dover fare sfoggio delle proprie conquiste, che saranno pure scopate, ma sono persone e spero che ammetterai che ci sia una morale accettabile in maniera abbastanza trasversale (magari non proprio universale, ma che se lo fosse si vivrebbe meglio) che ponga come "giusto" un certo livello di rispetto per le persone difficilmente conciliabile con l'atteggiamento da galletto di Tizio, mentre riservi a Caio un pietoso disprezzo nel vederlo tanto insignificante da farsi complessi di inferiorità su uno che vale poco quanto lui.

                        Per il resto sono troppe pagine, non le leggerò mai, ho una tesi da finire, ti faccio solo una domanda diretta è semplice: ritieni che la morale sia relativa?
                        Beh, direi che questo tuo intervento possa essere la chiosa delle diverse posizioni manifestate.
                        Tantissimi auguri per la tesi, Doppio!
                        amate i vostri nemici

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24578

                          #147
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Beh, direi che questo tuo intervento possa essere la chiosa delle diverse posizioni manifestate.
                          una chiosa che c'entra col 3d come i cavoli a merenda;

                          uno dice che Usain Bolt è il più veloce, e voi continuate a parlare delle scarpette che calza, suggerendo che con gli anfibi ai piedi non avrebbe mai stabilito il record del mondo

                          qui si parla dell'istinto e di come questo si impone; non dei camuffamenti etici che lo paludano;

                          niente di ciò che è stato riposto nega l'evidenza della competizione sessuale e dell'invidia che contraddistinguono la generale costante delle relazioni;

                          non è che col wishful thinkin' o asserendo che sia possibile un comportamento diverso si smentisce l'istinto, la storia, l'antropologia e la biologia, eh...
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #148
                            Ma guarda che noi la rispettiamo la tua idea eh....soltanto ci permettiamo di essere su posizioni divergenti: Una cosa è l'istinto che muove il comportamento degli animali e altra l'istinto che muove il comportamento umano. Tutto qui.
                            amate i vostri nemici

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                            • Vega
                              Opinionista

                              • 04/05/05
                              • 17951

                              #149
                              Però bisogna anche sapere di cosa stai parlando. I tuoi distinguo sono le tue proiezioni di cosa vuoi che sia e non una reale conoscenza della questione a livello biologico e psicologico.
                              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66028

                                #150
                                Ciao Laurina, buongiorno! Credo che abbiamo sviluppato abbondantemente i concetti e le diverse sfaccettature: L'uomo è un essere molto più complesso dell'animale.
                                amate i vostri nemici

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