quindi, secondo te, un cristiano che si affermi come tale, ma ritenesse la storia dei cristiani piena di nefandezze, dovrebbe odiare i suoi confratelli cristiani, in quanto tali e rinnegare la sua religione, nel momento stesso in cui se ne professa credente;
è molto più verosimile un cristiano che litighi coi vertici della chiesa, magari critichi i fedeli tiepidi o ipocriti; avviene da sempre; e questo è verosimilmente quanto accaduto con Gesù, fatti salvi i motivi politici del Gesù storico;
ma non che inventi una religione diversa e antagonista; non è mai avvenuto;
Esterno testimonia in modo informato che i concetti evangelici sono tutti tratti dall'AT; il che fa di Gesù un rabbi-maestro a pieno titolo, e smentisce circostanze di rottura con la tradizione che non fossero già ampliamente in corso come fatto ordinario;
poi, è ovvio che chi ha una certa età e sia stato educato nella Chiesa antisemita pre-conciliare abbia assorbito una narrazione e un immaginario la cui smentita - dottrinaria e storica - è un trauma, anche molto imbarazzante, visto il sangue che quella narrazione è costato; rivedere nozioni, può essere semplice, per chi abbia studiato; rivedere i sentimenti molto meno, soprattutto per chi si sia scoperto dalla parte sbagliata, anche senza colpe dirette;
se Balla coi lupi fosse stato proiettato agli spettatori-tipo americani e bianchi dei western anni 30 o 40, in cui i pellerossa erano generalmente i nemici "cattivi" e i bianchi i "buoni" avrebbe provocato un trauma identitario a quegli spettatori;
figuriamoci quando si parla di Gesù...
nondimeno, la verità - intendo quella del testo evangelico - quella è; e, se non piace, si può solo decidere di ignorarla.







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