Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
i politici che rappresenterebbero una grande maggioranza di italiani - Lega, FdI, M5S - non vogliono il MES; e sul RF non c'è ancora accordo, né piano;
sembra un'assurdità, a lume di buon senso;
in realtà, l'impasse è il segno di un conflitto molto radicale tra settori contrapposti della società su quasi tutto ciò che riguarda sviluppo e futuro, priorità, modelli, ecc...

gli schieramenti sono trasversali ai partiti, per questo se si segue la politica delle bandierine dopo un po' una persona poco addentro ha il mal di testa.
La questione sembra ancora più complicata...nemmeno destra e sinistra sembrano compatti sull'utilizzo del MES.
L’Italia, che ha partecipato portando in dote 14 miliardi di euro al capitale del Mes, è il terzo azionista del Mes e ha di fatto il diritto di veto su qualunque decisione presa in condizioni di emergenza a cui l’Italia. Negli anni della crisi del debito sovrano i fondi del Mes sono stati attivati a favore di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro.
Nell’ambito dell’emergenza Coronavirus, tra le misure messe in campo dall’Europa a sostegno degli Stati membri più colpiti (tra cui l’Italia) è stata prevista la possibilità di finanziare parte delle spese straordinarie in ambito sanitario attraverso il ricorso ai fondi del MES. Per il nostro Paese si tratterebbe di avere accesso ad una somma di circa 36 miliardi di euro ad un tasso vicino allo zero, con l’unica condizione che vengano utilizzati per investimenti di carattere sanitario legati al superamento dell’emergenza Covid-19. I favorevoli sostengono che, in tal modo, il nostro Paese potrebbe avere accesso a una linea di credito estremamente conveniente, alleggerendo in tal modo la pressione sui mercati. I contrari temono che ex post possano essere introdotte delle condizioni capestro, tali da menomare la nostra sovranità nazionale.
Le posizioni degli economisti sono su due fronti opposti in cui si è divisa anche la politica, rispetto alla possibilità di accedere o meno ai fondi del Meccanismo europeo di stabilità. In modo trasversale, perché sia la maggioranza di governo Pd-M5S che l’opposizione di centrodestra hanno al loro interno visioni diametralmente opposte sull’opportunità di “accendere” il finanziamento europeo da 36 miliardi per le spese sanitarie. A maggior ragione, dopo che la Commissione europea ha messo sul tavolo un altro strumento a sostegno dei Paesi più colpiti dall’emergenza Covid-19, il Recovery Fund, che prevede una dotazione da 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi a fondo perduto. Il Recovery Fund è pari a 750 miliardi. L’Italia potrà contare su 65,456 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto. Il 70% di queste risorse ovvero 44,724 miliardi, sarà destinato a progetti 2021-2022; il restante 30%, pari a 20,732 miliardi, ad impegni relativi al 2023. Nel complesso il “budget” italiano è di circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti. Il resto dei sussidi saranno canalizzati attraverso altri “pilastri” dell’operazione anticrisi tra cui React Eu, sviluppo rurale, Just transition fund.
Ma è attualmente allo studio un progetto per cui i 750 miliardi del recovery fund potrebbero aumentare fino a 1.800 miliardi!.

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