questo dove l'hai letto ?
stona un po' col suicidio, e non mi pare sia nei vangeli e con tutto il tenore della narrazione; non è un fumetto di Tex, ma una tragedia che, evidentemente, si doveva compiere, e qualcuno aveva l'onere tragico;
sempre che si voglia dare alla narrazione evangelica il senso di grandezza che si intende;
altrimenti è altro; nulla vieta di raccontarla come storia triviale, certamente più realistica, di zeloti combattenti, e traditori; ma se è la Passione del Figlio, i carnefici sono agenti del Padre, e difficilmente li puoi liquidare come soggetti scarichi di significato pesante, Caifa, Pilato, Longino, nessuno escluso...
se li leggi con un minimo di distacco, vedi bene che sono archetipi letterari della tragedia.
Se tiri di mezzo il padre devi considerare che la visione di Dio nel mondo è Gesù e viceversa, ma il padre è più grande del figlio.
Questo discorso mi rimanda e si conclude con l'idea del tempo e che senso abbia per noi esseri umani.