scusa, eh...
ma dove trovo l'"Albo ufficiale degli inviati di Dio" ?
perché capirai bene che chiunque può proclamarsi tale e non essere riconosciuto da chi abbia già una propria nozione consolidata; infatti:
evidentemente, per loro quegli "inviati" potevano ben essere dei corruttori della loro fede, che intendevano conservare; esattamente come tu ti scagli contro chi ti contraddica;Non avendo imparato nulla dalla storia, che ti vanti di conoscere, non ti accorgi di ripetere gli stessi crimini degli ebrei, che perseguitavano e persino uccidevano gli inviati di Dio
io non mi permetto di giudicare le tue idee; ma il tuo "marketing" sì;
qui ti rivolgi ad adulti, dotati di capacità razionali; se procedi in questo modo, l'unico risultato che produci è quello di passare per psicopatico;
beninteso, chi altrimenti in un luogo di discussione esponga le proprie tesi senza ammettere contraddittorio sul pino logico-argomentativo, passa egualmente nella migliore delle ipotesi per un esibizionista della fede mosso solo da proprie fragilità psicologiche;
questo perché sulle dottrine religiose ci si può esprimere in un contesto come questo solo per due motivi:
a) discutere la congruenza e il senso di una dottrina secondo argomentazioni strutturali di senso, a partire da testi; quindi nella modalità che richiede determinate competenze culturali a discutere di elementi oggettivi, come fa Esterno che cita Scritture, autori, ecc... e farlo per amor di scienza, come si farebbe per qualsiasi altro argomento; oppure:
b) per fare proselitismo; e allora sarà bene essere in qualche modo personalmente convincenti come testimonial;
ora, un "credente", nelle righe e tra le righe, quanto meno dovrebbe comunicare un benessere ed un umore pacificato con l'esistenza, cioè proprio quella testimonianza di valore di quel Credo;
perché se l'impressione è opposta, e cioè di angoscia, acrimonia, maldicenza, polemica, evasività o ipocrisia, il risultato sarà l'opposto del proselitismo: uno legge e si dice: ma io dovrei aderire alla dottrina di questo qui e fare la sua fine miserabile ?
con la sotto-opzione che l'esposizione da blog - e non da discussione - sia una specie di seduta psicanalitica in cui il fragile credente esponga in pubblico come un mantra le sue "convinzioni" - evidentemente poco solide - perché questo rafforza in qualche modo la propria identità , altrimenti priva di riscontro: guardatemi: io sono credente ! in cui gli altri non sono interlocutori, ma un mero specchio, senza il quale quella persona sarebbe abbandonata alle angosce che tutti, credenti o meno, affrontano;
sia chiaro, non condanno affatto; non c'è niente di colpevole nella fragilità e nell'angoscia; ma forse anche una dottrina religiosa, se il credente vuole farsi guidare da quella, è bene che sia ben strutturata e ben formulata, in modo da interloquire in modo positivo coi sentimenti di una persona, produrre effetti benefici che poi si manifestano in una relazione quanto meno serena, autentica, col mondo, con le fragilità altrui;
ecco, io vedo che la qualità manifesta in chi mi sembra autenticamente credente - a prescindere dalla dottrina - è la compassione e la benevolenza nei confronti degli altri, e soprattutto di quelli che non condividono; non la critica e l'aggressione, che invece manifestano un irrisolto.







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