Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
ecco, capisci bene che la circostanza evidenziata in grassetto è talmente diseconomica sotto il profilo esistenziale da implicare necessariamente una patologia psichica;
se io fossi un maschilista patriarcale che vuole conservare uno status e dei benefits di quella condizione, non contemplerei 30 anni di carcere o il suicidio per punire la partner;
questo è quello che ti dicono le professioni coinvolte; quando mi hanno spiegato questa cosa, ho provato lo stesso tuo sentimento, perché avvertivo una sorta di deresponsabilizzazione;
ma in effetti l'appunto è del tutto razionale: quelle violenze sono anche auto-distruttive;

il padre violento è frequente, ma le modalità di generazione della patologia sono diverse;
tuttavia, sembrerebbe esserci un tratto comune patologico, che ricorre anche nello stupro, di incapacità relazionale, per cui il soggetto è inibito empaticamente, neutralizza la partner fino a renderla una funzione delle sue esigenze, e questa patologia ha suoi percorsi psichici tipici, che non hanno a vedere con l'ideologia.
A me le professioni coinvolte hanno detto tutt'altro. Associazioni che si occupano di violenza contro le donne, avvocati, psicologi, ecc. Il patriarcato c'entra eccome.
Poi è ovvio che se si cade nella violenza c'è dietro anche altro, ma si cade in quella spirale perché c'è la convinzione che la donna sia una proprietà del partner, che debba fare quel che vuole lui, che non possa lasciarlo o decidere di prendere una strada diversa. Dietro la "patologia", che poi anche li è da vedere quanto sia veramente una patologia, c'è l'ideologia a cui ci si appoggia.
Io seguo da sempre il filone della violenza, faccio parte di un'associazione, anche, quindi è un tema che conosco bene. E il problema della donna vista come oggetto e proprietà è un leit motiv nei casi di violenza, o peggio ancora nei femminicidi.