Citazione Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
Se 2+2 fa ancora 4 io l'ho capita così la tua risposta: aprirsi alla Vita è il vero egoismo, zero figli la vera scelta responsabile. Non c'è che dire, complimenti!

"Le culle vuote sono l’immagine di un Paese ripiegato sul presente, incapace di pensare al futuro in prospettiva emancipativa. Non si è più disposti a fare sacrifici per proiettare in avanti, attraverso i figli, le proprie speranze e dunque la propria lettura della realtà. Inoltre, la stessa dinamica complessa alla base dell’innalzamento della razionalità sociale crea le condizioni per lo sviluppo di concomitanti dinamiche fortemente irrazionali.

L’età post-moderna non solo si accorda con un innegabile incremento della velocizzazione sociale, ma determina le condizioni per una progressiva de-strutturazione delle condizioni che garantivano alla natalità il suo carattere di sintesi intergenerazionale.

Un’altra sorgente di oblio riguarda quei processi che privano la vita sociale di una autentica dimensione locale ed umanizzante, con la cultura massificata della megalopoli - ed un consumismo svincolato da ogni cultura del lavoro - che cancellano la capacità dei gruppi umani di costruire relazioni sociali durevoli. Perchè mettere al mondo un figlio in simili condizioni contestuali? L’individualismo possessivo tipico del nostro tempo, da un lato garantisce le migliori condizioni per posizionare il self brand all’interno delle logiche sociali di riconoscimento, ma riduce di molto la qualità degli orizzonti psico-relazionali, impedendo di fatto l’accettazione della sfida della genitorialità.

Se la pienezza di vita oggi è data dal maggior numero di esperienze e successi ottenibili e se la vita buona è da realizzarsi pienamente nell’al di qua – senza presupporre un’esistenza più elevata – il mondo in cui viviamo ha molto più da offrire rispetto alle possibilità di sperimentarne le ricchezze, anche in una intera esistenza. Si sceglie dunque di non diventare genitori abdicando ad un culto del sé che si nutre di una felicità paradossale, dove il tempo percepito dal singolo diverge drammaticamente dal tempo del mondo.

ROSSANO BUCCIONI - sociologo

https://www.corriereadriatico.it/edi...e-7068926.html

Dottore di Ricerca in Sociologia presso l'Università di Parma, Rossano Buccioni si occupa prevalentemente di sociologia della salute e collabora da diversi anni con la cattedra di "Teoria sociologica" dell'Università di Urbino e con la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università di Camerino dove insegna "Elementi di bioetica".
Ci fosse una volta, una, che mi dai una risposta partorita dalla tua testa.
Teoria sociologica: tu saidi cosa tratta la teoria, vero?
La vita è teorica o pratica, secondo te?
La gente vive di teoria o di pane?
A Gaza vivono di teoria della fame o di fame vera?
Le persone vivono incertezza economica (quella che le fa praticamente andare a cercare migliori condizioni all'estero, per intenderci) o stanno bene e si possono permettere di sfornare figli per la patria?
Siamo in una società che agevola così tanto le nascite? Ci sono abbastanza asili, sussidi per chi ha più di un figlio e gli serve un aiuto per gestirlo, ci sono abbastanza parchi gioco, pediatri, reparti maternità attrezzati per neonati nati prematuri, insegnanti con metodi e contenuti aggiornati,...
Senza esperienza, nella società di oggi, finisci sbranato.
Non è che se uno vive in un paesello ameno, in mezzo agli ulivi e agli oleandri, sia per tutti così.
Mai dire a qualcuno cosa deve fare fino a che non si è camminato con le sue scarpe.