L'unico messaggio "sensato" mi pare essere quello di axe. Ci sono due modi per migliorare l'economia e il benessere di un Paese:
- produzione di ricchezza e sua redistribuzione per eliminare le "disparità sociali", e quindi aumentare il reddito pro capite;
- guerra come atto predatorio nei confronti di economie ricche di risorse ma povere di potere militare e quindi incapaci di difendersi se c'è una dichiarazone di guerra e relative conseguenze da parte di un Paese terzo.
Il petrolio dà ricchezza ma come dice axe produce anche l'assenza di politiche di prestigio a livello internazionale perché quei Paesi fanno una scelta di valore che privilegia il peso economico piuttosto che quello militare a livello di rapporti internazionali. Il problema per questi Paesi è che se fanno troppo "aggio" sul prezzo del petrolio che pure sono essi e non altri a produrre su larga scala, allora queste prese di posizione meramente economiche ma anche importanti a livello internazionale, determinano con estrema facilità che i Paesi meno ricchi di risorse semplicemente si "approprino" della gestione e consumo delle risorse in questione dichiarando guerra ai Paesi non propensi a fissare prezzi "equi per il mercato internazionale", ciò che non può accadere senza una guerra di occupazione.
Ad esempio il Venezuela: Maduro è sempre stato "supino" alle richieste USA. Ma allora perché invadere il Paese, sequestrarne il presidente, cioè sempre Maduro e dare luogo ad una occupazione che Trump non si è nemmeno peritato di motivare in qualche modo? Insomma l'occupazione del Paese è avvenuta per motivi meramente economici, e Trump se glielo chiedi te lo dice pure. Insomma mi sa che Lenin fra poco si rivolta nel Mausoleo.