No. Se un Paese, come in Asia centrale, ad esempio l'Iraq, vive dei proventi del petrolio, non ha interesse a reprimere i comportamenti dei cittadini, perché questi ultimi non hanno la volontà di "attaccare" le scelte delle Autorità. In questi Paesi lo Stato assistenziale lo puoi fare perché hai una tale ricchezza di materie prime che, quando il bilancio dello Stato è in rosso basta aumentare il prezzo del petrolio da esportazione. In Paesi simili si vive più che "bene". Ovviamente c'è il "ventre molle" di non premunirsi contro potenziali attacchi militari motivati dalle più diverse ragioni di "propaganda", perché il mercato internazionale vincolerebbe questi Paesi a non speculare sul reale valore di mercato, anche internazionale, del petrolio.
Sulla Russia: ai tempi mettiamo di Stalin, come d'altra parte "in precedenza", si discriminavano e continuano a discriminarsi i "consumatori" cioè tutti quelli che hanno secondo un approccio ideologico "bisogni eccessivi". L'Iran è altro paio di maniche: se quelli hanno il calendrio fermo al 1500, secondo te fanno parte a livello culturale e valoriale della parte "moderna del Mondo", cioè quella dei consumi smodati e della armi? Io direi di no.
L'importante è far valere a livello di rapporti internazionali le ricchezze e i prodotti fatti da un certo Paese, come l'italia. Tutto ciò ovviamente senza tirare troppo la corda perché se no qualcuno perde la pazienza e sono guai. Meno male che c'è l'UE.







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