In effetti, poco del “compatibile” è visibile a prima vista. Le interazioni che favoriscono crescita reciproca emergono lentamente, tra gesti quotidiani, tempi condivisi, piccoli adattamenti e costanza della presenza. L’arte (perché in fondo si tratta più di arte che di mestiere) sta forse nel percepire questi scambi sottili e lasciarli fluire, senza aspettative rigide: gestire un equilibrio fragile e sempre in divenire, dove il valore di una relazione si misura più nella capacità di stimolarsi a vicenda che nel semplice “corrispondere” a un’idea predefinita.
O no?
Vassapé








Rispondi Citando