Il club dei facili costumi

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  • Hamlet
    Opinionista
    • 12/11/05
    • 877

    #811
    Originariamente Scritto da Hamlet
    ...CON GLI OCCHIALI SCURI SEMBRI UNA SPIA...]NON PROVOCARMI CON QUESTE DOMANDE....NON PROVOCARLA CON CIO' CHE VUOL SENTIRSI DIRE...TANTO NON ESISTE...ASPIDUCCIA MIA...CHE SE TI ARRUOLAVI NEI PARA' FACEVI SUBITO CARRIERA E DIVENTAVI CAPITONE...PITONCIONA DI HAMLET TUO...VIPERELLA VISPERELLA...COBRANCELLA CON GLI OCCHIALI... DOLCE BISCIA D'ACQUA DOLCE...MURENA ELETTRIFICANTE DI VITA...CHE SE TI RIESCO A PRENDERE T'ALLUNGO E TI SUONO COME UN SERPENTE A SONAGLI...CROTALONA MIA...............MA DOVEVA CAPITARE PROPRIO A ME QUESTO AMORE STRISCIANTE............
    Messaggio criptato da GATTONE a TARANTOLONA PELOSETTA

    Chi la (l'ha) fà...la (l'ha) paghi
    Chi non la (l'ha) fà...si paturni

    A caval di Donato non l'ho guardo di certo in bocca

    Sopra la panca la capra canta
    Sotto la panca Heide con Peter tromba

    Marzo è pazzo, Hamlet pure

    Non esistono più le mezze stagioni, Hamlet è pazzo per intero

    Meglio un ovulo oggi che una gallina domani
    Dillo ad una gallina sterile e ti manda a cagare

    Il lupo perde il pelo ma non il vizio...così anche i CANGURI

    Chi fà da sè fà per...un due dita,unghie corte, ben allenate

    Di ventotto c'è ne uno tutti gli altri ne han trentuno
    alla prossima festa con i tuoi amici dotati di cul..tura non vengo più

    Chi troppo vuole nulla stringe...allora perchè ho libera solo la mano sinistra...un fazzolettino per favore

    Cielo a Pecorelle...lo shuttle lo (l'ho) sodomizza...aaaahia, non tanto la punta ma i propulsori laterali

    Chi lascia la strada vecchia per la nuova...cambi almeno i prezzi per "rinnovo locali"

    Chi la (l'ha) tira (...la palla di neve...)...mi fà un favore

    Tanto và la gatta al largo
    che ci lascia un bel bacino

    ROSSO DI SERA BEL TEMPO SI SPERA
    BIANCO SUL DAVANZALE, NEVE E' VOLATA DALLE SCALE
    Last edited by Hamlet; 04-08-2006, 06:11.

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    • Neve_che_vola

      #812
      IO


      TI


      ADORO
      Last edited by Ospite; 24-07-2006, 11:57.

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      • Hamlet
        Opinionista
        • 12/11/05
        • 877

        #813
        Queste parole che formano una storia sono ispirate in Me, profondamente, da un’Amica. Questa Amica è dentro quanto fuori.
        Io dedico questa storia a tutte le persone che hanno fatto una “scelta d’Amore”, liberamente, senza paure.



        L’aria è calda ma non ha sapore di respiro. E’ odore di legno quello che sale fino sopra il palco
        In cui C. si è seduta impaziente di ascoltare la sua musica. Le luci sono già spente e la sala con tutta la sua fauna umana, giovani signori con il cuore incartato nella filigrana accompagnati dalla loro puttana di turno, anziani uomini con le compagne di una vita signore attempate senza anni da mostrare, giovani predatori dallo sguardo femmineo, violente bellezze femminili intonacate da firme prestigiose, è rischiarata da un tenue velo di luce blù, incorporeo, e nel limbo del palcoscenico si stagliano le figure degli orchestrali che elegantemente sfilano come verità davanti alle bugie.
        C. osserva la platea, il loggione più lontano, ha un mezzo sorriso, conosce quella fauna e non disprezza ma sorride. Ed il suo sguardo, ora, è sul palcoscenico dove tra un po’ il suo Amore parlerà con la sua musica. Ed è un concerto…è l’arte… è il Violoncello

        Seduta nel palco completamente nascosta agli occhi degli altri, C. abbraccia con lo sguardo ed un filo di sorriso sulle labbra l’intero palcoscenico dove cominciano a prendere il largo note fascinose che come navi traboccanti di ricchezze lasciano un porto di certezze verso un mare di vita non conosciuta. E’ sola, come sempre del resto quando il suo Amore è sul palcoscenico ad accarezzare il suo legno per farne poesie su un pentagramma di seta di ragno accordate da gocce di rugiada che portano il tempo dell’eternità.
        La musica è contemporanea ed è contaminata da passaggi decisamente lirici e classici, l’intensità arriva a tutti ma a qualcuno è pari alla passione. E C. sorride al fugace e malizioso pensiero che gli è venuto, gli è bastato uno sguardo ad un’orchestrale per aprire in Lei un segreto di desiderio.
        La musica ha sapore di legno ed è attiva, arriva fin sopra il cielo del teatro per ricadere come piombo innocuo su chi sa ascoltare, e C. è decisamente pronta ad ascoltarsi.
        Si accarezza un ginocchio, è un movimento non voluto e molto sensuale, l’attenzione è per l’orchestrale che dipinge con l’arco il suo violoncello ben piantato tra le gambe, è una donna, bella, elegantemente fasciata in un pantalone nero che la luce del folle scenografo ostina a far diventare di un blù intenso, ha capelli sciolti e mossi, che cadono sui lati come foglie di salici piangenti, i suoi occhi, i suoi occhi, da quella distanza C. non poteva certo scoprire il loro colore ma ne percepiva il significato dietro quegli occhiali intenti a dividere il colore dell’iride dallo spartito, attenta, nel volto attenzione, sguardo quasi severo come mistica davanti ad un’icona di legno vibrante tra le gambe.
        Osservare quella creatura in nero, osservare quello strumento tra le gambe, sentire sulla pelle quel calore intenso del legno quasi spostato dalle onde della musica, musica sempre più con accenni dissonanti da invenzioni contemporanee, sempre più vicina all’attimo dell’assolo di violoncello.
        La mano destra di C. cominciò simultaneamente, all’entrata dei Timpani dissonanti, a salire lungo la coscia, l’altra intenta ad accarezzarsi discretamente il collo, cominciava ad aver caldo ma l’atmosfera era dentro. Dal palco in alto in cui era seduta era impossibile essere osservata, l’intero palco era riflettente di blù, come luna dalle tende rosse, ma facilmente poteva osservare l’oggetto del suo desiderio carnale, l’orchestrale che si apprestava al suo assolo.
        Ed ecco il momento, iniziava con un pizzicare delle dita, folle compositore il maestro moderno, le dita scivolavano sulle corde e tiravano come fossero corde di una vela, C. aveva già infilato le due dita nelle mutandine cercando e trovando nell’oscurità di una gonna fin troppo corta, il suo desiderio e comincio a toccarsi molto esperta, allargando come fosse un soffio silenzioso le gambe, l’altra mano giocava ora nella sua bocca, quasi un infantile segno di imbarazzo qualora fosse stata osservata e l’immancabile mezzo sorriso di complicità con se stessa.
        Ora il momento dell’arco, l’attenzione del pubblico era tutta per il Violoncello e la sua musa, passaggi veloci e pause surrealisticamente scritte…le due dita di C. erano tutto, arco, legno, violoncello, lingua di donna, decisamente non membro maschile…aprivano ed accarezzavano, violavano riuscendo ed accarezzando il violato, scivolavano senza ritegno, senza oscenità e vergogna…impossibile resistere, la mano sinistra correva senza sosta a spostare il tenero bordo della mutandina non senza portare, aprendo, con se un tratto delle labbra, per offrire migliore spazio al lavoro dell’arco nelle dita, ed aprì esperta come fosse apertura di un roseo sipario affinché l’attore impaziente discretamente ponesse lo sguardo in sala per pregustare l’ondata di piacere non lontana a venire.
        Passaggi costanti, passaggi d’arco sulle corde, ora dolci ora molto pesanti, spartito folle, difficile, ma carico di un pathos d’altri tempi scritto in una metropoli disumanizzante.
        Gli occhi di C., mentre si masturbava, erano sui tratti di quella donna musicista, le labbra, gli occhi, quei gesti del volto, quei movimenti dei piccoli e nervosi muscoli appena sopra il polso, quell’invitante movimento dell’arco su quello corde donna, l’immaginario di C. aveva superato anche gli astri, e poteva sentire le vibrazioni del legno dello strumento sul suo stesso sesso che ora, avido di tutto, aveva completamente assorbito le tre dita e la mano era il limite ad un osceno pensiero…ma il desiderio tocca sempre limiti distruttibili…ed il passaggio a note molto violente furono comando alla mano sul sipario di carne di lasciare quella seta per volare in altri lidi scuri desiderosi di fuoco…e in una posizione scomodissima ma altrettanto eccitante due dita divennero testa d’ariete senza l’idea di un maschio, l’indice rafforzato dal medio, quasi a coprirlo per montarlo concependo una mano, li inumidì con la lingua e veloce, senza dare avviso, l’infilò dietro, procurandogli un leggero dolore a causa dell’unghia, dolore che coincise con un LA tirato molto violentemente ad effetto slap, come basso elettrico, e ritmicamente, ora, Lei , ad occhi chiusi, era nello spartito e lo spartito era in Lei…ritmicamente…nel palchetto ciò che era odore di donna ora era odore dolciastro di femmina…e fù l’attimo in cui gli sguardi delle due si incrociarono, casualmente forse, perché la violoncellista nell’enfasi del passaggio finale, alzò sublimata lo sguardo in su e incrociò lo spazio di un palco, che per una notte non era più spazio anonimo di un teatro ma piccolo paradiso femminile bordato di panno rosso e porpora.
        La chiusura fù talmente netta e fragorosamente riuscita che coincise esattamente nell’attimo in cui C. raggiunse un orgasmo intenso, pieno del lavorio a due mani e cinque dita e la nota dissonante fù la posizione estremamente scomoda che non resse l’assalto della goduria finale facendo rompere un tacco della sua scarpa, ed il movimento non voluto costrinse le due dita ariete ad arpionarsi profondamente nel loro privato spazio anale. Un’estasi di luce, un’esplosione d’applausi, un’orgasmo pari ad una creazione di un Dio femminile.

        L’entrata di C. nella sala in cui gli orchestrali si complimentavano e si ringraziavano, trovando ristoro dopo una corsa nella musica, dovette fare un certo effetto.
        Una bellissima e straniera donna, alta, elegantemente vestita di poco, lunghi capelli neri come ornamento di un’amazzone ferita nei sessi, con una femminea muscolatura, ed occhi non scrutabili da sguardi seducenti maschili, unghie laccate di un rosso sofferenza, che stonavano con le scarpe nere che aveva in mano, una senza un tacco, simbolo di donna rimasto testimone scomodo su un palco di teatro che riprendeva concretezza nella spazio.
        L’ho sguardo di G., appena incrocio quello di C. fù invito, sorrise allegra nel vederla.
        C. si avvicino come gatta sazia che ora cerca carezze.

        “Ciao Amore, allora…come è sembrata questa sera…ho dato il meglio…”

        “Amore Mio…intenso…sei stata intensa…”

        “…mi fai ridere…che hai combinato con le scarpe?” Ridendo, fregandosene che la sensazione di essere da soli era solo una sensazione.

        “…diciamo che l’intensità del tuo legno…non ha retto il mio…sei sempre quella più forte…”

        Inutile resistere, le loro labbra si avvicinarono a chiusura di un sipario rosso i cui attori, dietro, cominciavano umidamente a complimentarsi tra loro per la perfetta recitazione di un poema Saffico, mentre, intorno, imbarazzati e stupiti gli orchestrali erano spettatori senza applauso.

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        • Hamlet
          Opinionista
          • 12/11/05
          • 877

          #814
          Originariamente Scritto da Neve_che_vola
          IO


          TI


          ADORO

          [SIZE="6"][COLOR="Purple"]Zomp

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          • Hamlet
            Opinionista
            • 12/11/05
            • 877

            #815
            Originariamente Scritto da Hamlet
            Zomp…zomp…zomp…zomp…


            Cerco un canguro tutto l’anno
            E all’improvviso arrivi Tu

            Ma sei caduta dalle scale
            E sono insonne quaggiù in città

            Cerco e ritrovo solo allora
            Una quaglia cotta che mangerò

            Al burro…questa quagliotta è troppo al burro e cotta
            Di meeeeee
            Mi accorgo che non è facile mangiarla senza di Te

            E allora io quasi quasi prendo un treno e vengo, vengo da Te
            E il treno dei desideri dei miei pensieri pronti qui per TEEEEEEEEE….



            Zomp…Zomp…Zomp…Zomp…
            Zomp…Zomp…Zomp…

            Penso quant’ero al consultorio
            E l’analista non né può piùùùùùùùù ùù

            Della mia voglia di Canguro
            Che salta salta ma mai da meeeeeeeeee

            E mi paturnio come allora
            Neanche un PM per rallegrar…

            Al burro…come la quaglia sono cotto al burro
            Di Teeeeeeeeeee

            E la testa piena di sonno mi fa maleeee
            Senza un cachet

            E allora io quasi quasi prendo e timbro e
            Torno a dormiiii
            Sognando il mio canguro che salta salta solo
            Addosso a meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee



            Zomp…taratà…..zomp….tararatà…bum..bum

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            • Neve_che_vola

              #816
              [QUOTE=Hamlet][SIZE="6"][COLOR="Purple"]Zomp
              File Allegati

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              • Hamlet
                Opinionista
                • 12/11/05
                • 877

                #817
                "Forse si

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                • AoC
                  - relativo -
                  • 15/04/05
                  • 1684

                  #818
                  Quanto costa un Reply ?
                  .

                  __________________

                  [color=green]siddharta

                  Comment

                  • Neve_che_vola

                    #819
                    [QUOTE=Hamlet]"Forse si

                    Comment

                    • Hamlet
                      Opinionista
                      • 12/11/05
                      • 877

                      #820
                      Originariamente Scritto da Neve_che_vola
                      Inizio ad essere fortemente gelosa...

                      S

                      Comment

                      • Nicole...
                        Banned
                        • 03/08/06
                        • 3

                        #821
                        Chiedo gentilemente che questo thread venga chiuso

                        Grazie a tutti per aver giocato con grande spirito goliardico.

                        Neve_che_vola

                        Comment

                        • Mia
                          Mrs Sansola
                          • 08/05/06
                          • 1261

                          #822
                          Mi ci sono divertita qua...

                          Ciao Neve...
                          Se vuoi vedere le valli,
                          sali in vetta a una montagna,
                          se vuoi vedere la vetta di una montagna,
                          sali su una nuvola,
                          se invece aspiri a comprendere la nuvola,
                          chiudi gli occhi e pensa.


                          Khalil Gibran

                          Comment

                          • Vlad
                            Opinionista
                            • 26/11/05
                            • 8

                            #823
                            Ciao, sono nuovo e questo posto mi piace...che si fà qua dentro?

                            Comment

                            • Inga
                              Motociccetta
                              • 14/03/06
                              • 6984

                              #824
                              Vlad, arrivi tardi, questo posto è ormai deserto.
                              Originariamente Scritto da LaZia
                              sei secciona,tettona e te la meni un fottio.

                              Post troppo lunghi da leggere?
                              Chiama BignamInga!

                              AutolavaggInga
                              In arrivo

                              Comment

                              • Khimaira
                                Cercatore
                                • 07/07/06
                                • 605

                                #825
                                Quindi, tutti spariti qui?
                                [COLOR="Red"]"Questo Pianeta non ci

                                Comment

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