Poesie

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #1336
    IL RAMO RUBATO

    Nella notte entreremo
    a rubare
    un ramo fiorito.

    Passeremo il muro,
    nelle tenebre del giardino altrui,
    due ombre nell'ombra.

    Ancora non se n'é andato l'inverno,
    e il melo appare
    trasformato d'improvviso
    in cascata di stelle odorose.

    Nella notte entreremo
    fino al suo tremulo firmamento,
    e le tue piccole mani e le mie
    ruberanno le stelle.

    E cautamente
    nella nostra casa,
    nella notte e nell'ombra,
    entrerà con i tuoi passi
    il silenzioso passo del profumo
    e con i piedi stellati
    il corpo chiaro della Primavera.

    PABLO NERUDA
    amate i vostri nemici

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #1337
      24 Ore con Maria
      Quando l'alba sveglia i nidi
      ed il sole i monti bacia,
      quando l'onda batte i lidi
      e soffia l'aer leggero,
      a Te s'innalzan dal core
      gli affetti, i buoni pensieri,
      a Te i palpiti d'amore
      la prece mia sincera.
      Quando il giorno trascolora
      e nel suo letto il sole và
      e dell'ave la dolce ora
      spande echi il campanile,
      a Te corro in tanta fretta
      e star con TE come sempre
      questa è l'ora benedetta,
      o Madre mia gentile.
      Quando tutto attorno tace
      e nella notte misteriosa,
      quando tutti dormon in pace
      ancor sempre penso a Te.
      A Te affido l'anima mia
      chè la plasmi come vuoi Tu
      e la guidi per quella via.

      ANONIMO TOSCANO
      amate i vostri nemici

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #1338
        Toglimi il pane, se vuoi,
        toglimi l'aria,
        ma non togliermi il tuo sorriso.
        Non togliermi la rosa, l'arancia che sgrani,
        l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia,
        la repentina onda d'argento che ti nasce.
        Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte,
        d'aver visto la terra che non cambia,
        ma entrando il tuo sorriso sale al cielo
        cercandomi
        ed apre per me tutte le porte della vita ...

        (tratta da Poesia d'Amore di Pablo Neruda "Il tuo sorriso")
        amate i vostri nemici

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #1339
          Poichè l'alba si accende...

          Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
          poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
          a ritornare a me che la chiamo e l'imploro,
          poiché questa felicità consente ad esser mia,

          facciamola finita coi pensieri funesti,
          basta con i cattivi sogni, ah! Soprattutto
          basta con l'ironia e le labbra strette
          e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

          E basta con quei pugni serrati e la collera
          per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano;
          basta con l'abominevole rancore! Basta
          con l'oblìo ricercato in esecrate bevande!

          Perché io voglio, ora che un Essere di luce
          nella mia notte fonda ha portato il chiarore
          di un amore immortale che è anche il primo
          per la grazia, il sorriso e la bontà,

          io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
          da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
          camminare diritto, sia per sentieri di muschio
          sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

          sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
          verso la meta a cui mi spingerà il destino,
          senza violenza, né rimorsi, né invidia:
          sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

          E poiché, per cullare le lentezze della via,
          canterò arie ingenue, io mi dico
          che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
          e non chiedo, davvero, altro Paradiso.

          Paul Verlaine
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #1340
            L’ALBATRO

            Spesso, per divertirsi, le ciurme
            Catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
            che seguono, compagni di viaggio pigri,
            il veliero che scivola sugli amari abissi.
            E li hanno appena deposti sul ponte,
            che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
            abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
            come remi ai loro fianchi.
            Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
            Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
            Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
            un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
            Il poeta è come il principe delle nuvole
            Che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
            esiliato sulla terra fra gli scherni,
            non riesce a camminare per le sue ali di gigante.

            C. BAUDELAIRE
            amate i vostri nemici

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #1341
              IL FIGLIO

              Sai da dove vieni?
              ... vicino all'acqua d'inverno
              io e lei sollevammo un rosso fuoco
              consumandoci le labbra
              baciandoci l'anima,
              gettando al fuoco tutto,
              bruciandoci la vita.
              Così venisti al mondo.
              Ma lei per vedermi
              e per vederti un giorno
              attraversò i mari
              ed io per abbracciare
              il suo fianco sottile
              tutta la terra percorsi,
              con guerre e montagne,
              con arene e spine.
              Così venisti al mondo.
              Da tanti luoghi vieni,
              dall'acqua e dalla terra,
              dal fuoco e dalla neve,
              da così lungi cammini
              verso noi due,
              dall'amore che ci ha incatenati,
              che vogliamo sapere
              come sei, che ci dici,
              perché tu sai di più
              del mondo che ti demmo.
              Come una gran tempesta
              noi scuotemmo
              l'albero della vita
              fino alle più occulte
              fibre delle radici
              ed ora appari
              cantando nel fogliame,
              sul più alto ramo
              che con te raggiungemmo.

              PABLO NERUDA
              amate i vostri nemici

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #1342
                LA VECCHIA DEL SONNO

                Centanni ha la vecchia.
                Nessuno la vide aggirarsi nel giorno.
                Sovente la gente la trova a dormire
                vicino alle fonti:
                nessuno la desta.
                Al dolce romore dell'acqua
                la vecchia s'addorme,
                e resta dormendo nel dolce romore
                dei giorni dei giorni dei giorni...

                ALDO PALAZZESCHI
                amate i vostri nemici

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66024

                  #1343
                  Dopo la nebbia

                  Dopo tanta
                  nebbia
                  a una
                  a una
                  si svelano
                  le stelle.
                  Respiro
                  il fresco
                  che mi lascia
                  il colore
                  del cielo.

                  Giuseppe Ungaretti
                  amate i vostri nemici

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #1344
                    ALLORA UN UOMO

                    Amo entrare in chiesa
                    quando è vuota,
                    quando non c'è nessuno
                    e il Cristo è solo come la notte,
                    come la notte fonda
                    quando non c'è incenso né profumi
                    né cori né campane
                    né rosari;
                    così - penso - Dio non si confonde
                    tra tante voci
                    e ascolta solo me,
                    basta che voglia.

                    Le panche vuote dormono
                    d'angoscia.
                    Le volte e le colonne fermano il tempo.

                    Le lampade sono spente
                    e le candele.
                    Dalle finestre alte
                    la luce veste di penombra
                    azzurra
                    il grand'altare.

                    Anche il silenzio veglia
                    religioso
                    e bianca una colomba aleggia
                    intorno ad esso.

                    E' notte dentro di me
                    sperduto e nudo
                    come foglia al vento.

                    D'istinto prego,
                    ma solo nel mio cuore
                    coi sentimenti d'aiuto e pentimento
                    a capo chino.

                    E allora un Uomo
                    stanco
                    inchiodato e sanguinante sulla croce
                    scende,
                    si avvicina a me
                    e mi sorride,
                    mi sussurra dolci parole,
                    con la mia voce
                    mi accarezza l'anima
                    e mi conforta
                    e poi ritorna in croce
                    a perdonare.

                    (Gaetano Cannata)
                    amate i vostri nemici

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                    • Kyra
                      Disappointed Idealist
                      • 24/10/05
                      • 22455

                      #1345
                      Giusto per oppormi al monopolio cattolico.

                      Stopping by Woods on a Snowy Evening

                      Whose woods these are I think I know.
                      His house is in the village though;
                      He will not see me stopping here
                      To watch his woods fill up with snow.

                      My little horse must think it queer
                      To stop without a farmhouse near
                      Between the woods and frozen lake
                      The darkest evening of the year.

                      He gives his harness bells a shake
                      To ask if there is some mistake.
                      The only other sound’s the sweep
                      Of easy wind and downy flake.

                      The woods are lovely, dark and deep,
                      But I have promises to keep,
                      And miles to go before I sleep,
                      And miles to go before I sleep.



                      - Robert Frost
                      I'm laying down, eating snow
                      My fur is hot, my tongue is cold
                      On a bed of spider web
                      I think of how to change myself

                      A lot of hope in a one man tent
                      There's no room for innocence
                      So take me home before the storm
                      Velvet mites will keep us warm.

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #1346
                        Ciao Kyra! Aiutami a tenere viva questa sezione, dài.

                        Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
                        Sottile visitstrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
                        Sei più di questa bianca testina che stringo
                        come un grapolo tra le mie mani ogni giorno.

                        A nessuno rassomigli da che ti amo.
                        Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
                        chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
                        Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.


                        Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
                        Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
                        Qui vengono a finire i venti, tutti.
                        La pioggia si denuda.

                        Passano fuggendo gli uccelli.
                        Il vento. Il vento.
                        Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
                        Il temporale solleva in turbine foglie oscure
                        e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

                        Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
                        Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
                        Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
                        Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.


                        Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
                        ed hai persino i seni profumati.
                        Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
                        io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

                        Quanto ti sarà costato abituarti a me,
                        alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
                        Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
                        e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

                        Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
                        Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
                        Ti credo persino padrona dell'universo.
                        Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,
                        nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
                        Voglio fare con te
                        ciò che la primavera fa con i ciliegi.

                        PABLO NERUDA
                        amate i vostri nemici

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                        • Bauxite
                          Cosmo-Agonica

                          • 25/12/09
                          • 36341

                          #1347
                          Acqua e vino




                          Se certe sere bevo troppo e er vino
                          me fa quarchiduna de le sue,
                          benchè sto solo me ritrovo in due
                          con un me stesso che me viè vicino
                          e muro-muro m’accompagna a casa
                          pe’ sfuggì da la gente ficcanasa.

                          Io, se capisce, rido e me la canto,
                          ma lui ce sforma e pe’ de più me scoccia:
                          - Nun senti che te gira la capoccia?
                          Quanno la finirai de beve tanto?
                          - E’ vero, - dico – ma pe’ me è una cura
                          contro la noja e contro la paura.

                          Der resto tu lo sai come me piace!
                          Quanno me trovo de cattivo umore
                          un bon goccetto m’arillegra er core,
                          m’empie de gioja e me ridà la pace:
                          nun vedo più nessuno e in quer momento
                          dico le cose come me la sento.

                          - E questo è er guajo! – dice lui – Più bevi
                          più te monti la testa e più discorri
                          e nun pensi ar pericolo che corri
                          quanno spiattelli quello che nun devi;
                          sei sincero, va be’, ma ar giorno d’oggi
                          come rimani se nun ciai l’appoggi?

                          Impara da Zi’ Checco: quello è un omo
                          ch’usa prudenza e se controlla in tutto:
                          se pensa ch’er compare è un farabutto
                          te dice ch’er compare è un galantuomo,
                          in modo ch’er medesimo pensiero
                          je nasce bianco e scappa fôri nero.

                          Tu, invece, quanno bevi co’ l’amichi,
                          svaghi, te butti a pesce e nun fai caso
                          se ce n’è quarchiduno un po’ da naso
                          pronto a pesà le buggere che dichi,
                          che magara t’approva e sotto sotto
                          pija l’appunti e soffia ner pancotto.

                          Stasera, a cena, hai detto quela favola
                          der Pidocchio e la Piattola in pensione:
                          ma te pare una bell’educazzione
                          de nominà ‘ste bestie proprio a tavola
                          senza nemmanco un occhio de riguardo
                          pe’ l’amichi che magneno? E’ un azzardo!

                          Co’ tutto che c’è sotto la morale
                          la porcheria rimane porcheria:
                          e se quarcuno de la compagnia
                          se sente un po’ pidocchio, resta male.
                          Co’ la piattola è peggio! Quanta gente
                          vive sur pelo e nun sapemo gnente?

                          Le verità so’ belle, se capisce,
                          ma pure in quelle ciabbisogna un freno.
                          Eh! Se ner monno se parlasse meno
                          quante cose annerebbero più lisce!
                          Ch’er Padreterno te la manni bona
                          da li discorsi fatti a la carlona! –

                          E ammalappena er vino che ciò in testa
                          sfuma nell’aria e me ritrovo solo
                          capisco d’avè torto e me consolo
                          che in un’epoca nera come questa
                          s’incontri ancora quarche bon cristiano
                          che, se sto pe’ cascà, me dà una mano.


                          Trilussa

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #1348
                            Al mondo

                            Mondo, sii, e buono;
                            esisti buonamente,
                            fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
                            ed ecco che io ribaltavo eludevo
                            e ogni inclusione era fattiva
                            non meno che ogni esclusione;
                            su bravo, esisti,
                            non accartocciarti in te stesso in me stesso.

                            Io pensavo che il mondo così concepito
                            con questo super-cadere super-morire

                            il mondo così fatturato
                            fosse soltanto un io male sbozzolato
                            fossi io indigesto male fantasticante
                            male fantasticato mal pagato
                            e non tu, bello, non tu «santo» e «santificato»
                            un po' più in là, da lato, da lato.

                            Fa' di (ex-de-ob etc.)-sistere
                            e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
                            abbi qualche chance,
                            fa' buonamente un po';
                            il congegno abbia gioco.
                            Su, bello, su.
                            Su, munchhausen.


                            Andrea Zanzotto

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #1349
                              Italia

                              Sono un poeta
                              un grido unanime
                              sono un grumo di sogni
                              Sono un frutto
                              D'innumerevoli contrasti d'innesti
                              maturato in una serra
                              Ma il tuo popolo è portato
                              dalla stessa terra
                              che mi porta
                              Italia
                              E in questa uniforme
                              di tuo soldato
                              mi riposo
                              come fosse la culla
                              di mio padre.

                              Giuseppe Ungaretti
                              amate i vostri nemici

                              Comment

                              • Bauxite
                                Cosmo-Agonica

                                • 25/12/09
                                • 36341

                                #1350
                                La disperazione è seduta su una panchina


                                In un giardinetto su una panchina
                                C'è un tale che vi chiama se passate
                                Ha un paio d'occhialini un vecchio abito grigio
                                Fuma un piccolo sigaro è seduto
                                E vi chiama se passate
                                O più timidamente vi fa un cenno
                                Non bisogna guardarlo
                                Non bisogna ascoltarlo
                                Ma tirar dritto
                                Fingere di non vederlo
                                Fingere di non averlo neppure sentito
                                Passare via frettolosi
                                Perchè se lo guardate
                                O se gli date retta
                                Vi fa un suo cenno e niente nessuno
                                Vi può impedire di sedergli accanto
                                Allora vi guarda in faccia vi sorride
                                Facendovi soffrire atrocemente
                                E lui continua il suo sorriso
                                E voi stessi sorridete esattamente
                                Di quel sorriso
                                Più sorridete e più soffrite
                                Atrocemente
                                E più soffrite più sorridete
                                Irrimediabilmente
                                Restando fissi là
                                Come congelati
                                Sorridendo sulla panchina
                                Bambini giocano a due passi da voi
                                Passanti passano
                                Tranquillamente
                                Uccelli volano
                                Volano via da un albero
                                Si posano su un altro
                                E voi restate là
                                Sulla panchina
                                E già sapete bene
                                Che non potrete più
                                Giocare come quei bambini
                                Sapete che non potrete più
                                Passare come quei passanti
                                Tranquillamente
                                Né che mai più potrete volar via
                                Lasciando un albero per l'altro
                                Come quegli uccelli.

                                Jacques Prévert

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