Poesie

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • Kanyu
    *

    • 10/05/19
    • 23112

    #1786
    Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
    Non ti chiedere mai, ché non si può,
    quale destino gli dei abbiano pronto per me, per te, Leucònoe,
    né ti curar di oroscopi Babilonesi.
    Meglio, quel che verrà, prenderlo così com'è.
    Se molti inverni Dio ci darà, o sarà questo l'ultimo
    che spumeggiante scaglia il Tirreno contro le rupi a infrangersi.
    Sii saggia, versami il vino, le tue speranze regola giorno per giorno.
    Mentre parliamo, l'ora già scorre rapida.
    Cogli il tuo tempo, meno che puoi fidati del domani.

    (Quinto Orazio Flacco)

    Splendida! La saggezza degli antichi...
    "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

    Comment

    • restodelcarlino
      giullare

      • 13/05/19
      • 12523

      #1787
      Originariamente Scritto da Kanyu Visualizza Messaggio
      La saggezza degli antichi...
      Parole sante

      "Al modo delle foglie che nel tempo
      fiorito della primavera nascono
      e ai raggi del sole rapide crescono,
      noi simili a quelle per un attimo
      abbiamo diletto del fiore dell’età,
      ignorando il bene e il male per
      dono dei Celesti.
      Ma le nere dee ci stanno a fianco,
      l’una con il segno della grave vecchiaia
      e l’altra della morte. Fulmineo
      precipita il frutto di giovinezza,
      come la luce d’un giorno sulla terra.
      E quando il suo tempo è dileguato
      è meglio la morte che la vita.
      Molti mali giungono nell'animo: a volte, il patrimonio
      si consuma, e seguono i dolorosi effetti della povertà;
      sente un altro la mancanza di figli,
      e con questo rimpianto scende all'Ade sotterra;
      un altro ha una malattia che spezza l'animo. Non c'è
      un uomo al quale Zeus non dia molti mali."
      Mimnermo, il famoso frammento 2.

      (Esclusivamente per Pazza
      ἡμεá¿–ς δ', οá¼·á½± τε φá½»λλα φá½»ει πολυá½±νθεμος á½¥ρη
      á¼”αρος, á½…τ' αá¼¶ψ' αὐγῆις αá½”ξεται á¼ ελá½·ου,
      τοá¿–ς á¼´κελοι πá½µχυιον ἐπá½¶ χρá½¹νον ἄνθεσιν á¼¥βης
      τερπá½¹μεθα, πρὸς θεá¿¶ν εá¼°δá½¹τες οá½”τε κακὸν
      οá½”τ' á¼€γαθá½¹ν· Κῆρες δá½² παρεστá½µκασι μá½³λαιναι,
      ἡ μá½²ν á¼”χουσα τá½³λος γá½µραος á¼€ργαλá½³ου,
      ἡ δ' ἑτá½³ρη θανá½±τοιο· μá½·νυνθα δá½² γá½·νεται á¼¥βης
      καρπá½¹ς, á½…σον τ' ἐπá½¶ γῆν κá½·δναται á¼ á½³λιος.

      αὐτá½°ρ ἐπá½´ν δá½´ τοῦτο τá½³λος παραμεá½·ψεται á½¥ρης,
      αὐτá½·κα δá½´ τεθνá½±ναι βá½³λτιον á¼¢ βá½·οτος·
      πολλá½° γá½°ρ ἐν θυμá¿¶ι κακá½° γá½·νεται· ἄλλοτε οá¼¶κος
      τρυχοῦται, πενá½·ης δ' á¼”ργ' á½€δυνηρá½° πá½³λει·
      ἄλλος δ' αá½– παá½·δων ἐπιδεá½»εται, á½§ν τε μá½±λιστα
      á¼±μεá½·ρων κατá½° γῆς á¼”ρχεται εá¼°ς Ἀΐδην·
      ἄλλος νοῦσον á¼”χει θυμοφθá½¹ρον· οὐδá½³ τá½·ς ἐστιν
      á¼€νθρá½½πων á½§ι Ζεὺς μá½´ κακá½° πολλá½° διδοá¿–."
      ...vassapé...

      Comment

      • Turbociclo
        Opinionista
        • 28/04/19
        • 5572

        #1788
        Se...

        Se lei ti morde un orecchio,
        ma quella "lei" è un rottweiler...

        Se lei ti dice: "Lasciati andare",
        ma tu sei appeso al cornicione...
        Se quando fai la barba la prima lama tira fuori il pelo,
        ma la seconda lo rimette a posto...

        Se una mattina arrivi in anticipo al lavoro e pensi: "Che culo non ho trovato traffico",
        ma poi ti accorgi che è domenica...

        Se lei ha il reggiseno a balconcino,
        ma ha anche le mutande a saracinesca...

        Se la fortuna è cieca,
        ma tu sulla fronte hai scritto: "Sono sfigato" in braille...

        Se pesti una merda e dici: "Porta fortuna! ",
        ma cazzo... in salotto!

        Se sei sano come un pesce,
        ma ti fanno male le branchie...

        Se ti sei montato la testa,
        ma non hai seguito le istruzioni...

        Se la vita è una ruota,
        ma sulla tua gira un criceto...

        Se la prima volta che hai fatto l'amore è stata un'esperienza unica,
        ma purtroppo è rimasta un'esperienza unica...

        Se giochi a nascondino,
        ma nessuno ti viene a cercare...

        Se lei ha il viso d'angelo,
        ma, cazzo!
        Angelo è tuo fratello...

        Se hai un sogno nel cassetto,
        ma ti hanno fottuto la scrivania...

        Se tu rincorri il mito del fallo,
        ma lei rincorre il fallo del mito...

        Se una sera decidi di fargliela pesare...
        e scopri che sono due chili!

        Se hai vinto una vacanza a Capri,
        ma ci abiti da trent'anni...

        Se dal tuo viso sprigiona una luce,
        ma è solo perché hai le dita nella presa...

        Se il mattino ha l'oro in bocca,
        ma tu hai un termometro nel culo...

        Se parli sette lingue,
        ma tutte in italiano...

        Se lei ti tiene sulla corda,
        ma dà anche un calcio allo sgabello...

        Se quando il gioco si fà duro,
        lei è già andata via...

        Se non ti entra la retro,
        ma nel retro ti entra...

        Se a Capodanno hai trombato,
        ma poi hai capito che i proverbi sono solo una gran presa per il culo...

        Se, messo di fronte ad un sacchetto di tisana,
        ci metti solo due minuti per fumarla tutta...

        Se hai preso il coraggio a due mani,
        ma poi guardi bene...
        e non è il coraggio...
        e forse non servivano nemmeno due mani...

        Se il paese và a puttane...
        e sono tutti a casa tua...

        Se succede tutto questo...
        e tu riesci a mantenere la calma mentre tutti attorno a te hanno perso la testa...

        Forse non hai capito bene che cazzo sta succedendo.


        Flavio Oreglio
        Poesie catartiche
        " L' uomo ha una tale passione per il sistema
        e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
        per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
        pur di legittimare la propria logica."

        Dostoevskij.

        Comment

        • Kanyu
          *

          • 10/05/19
          • 23112

          #1789
          A mio figlio
          (Juan Rodolfo Wilcock)

          Abbi fiducia nella vita
          e non nelle ideologie;
          non ascoltare i missionari
          di quest’illusione o quell’altra.

          Ricorda che c’è una sola cosa
          affermativa, l’invenzione;
          il sistema invece è caratteristico
          della mancanza d’immaginazione.

          Ricorda che tutto accade
          a caso e che niente dura,
          il che non ti vieta di fare
          un disegno sul vetro appannato,

          né di cantare qualche nota
          semplice quando sei contento;
          può darsi che sia un bel disegno,
          che la canzone sia bella:

          ma questo non ha certo importanza,
          basta che piacciano a te.
          Un giorno morirai; non fa niente,
          poiché saranno gli altri ad accorgersene.
          "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

          Comment

          • Tiberio
            Opinionista
            • 16/08/16
            • 3530

            #1790
            La sera fiesolana

            Fresche le mie parole ne la sera
            ti sien come il fruscìo che fan le foglie
            del gelso ne la man di chi le coglie
            silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
            su l’alta scala che s’annera
            contro il fusto che s’inargenta
            con le sue rame spoglie
            mentre la Luna è prossima a le soglie
            cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
            ove il nostro sogno si giace
            e par che la campagna già si senta
            da lei sommersa nel notturno gelo
            e da lei beva la sperata pace
            senza vederla.

            Laudata sii pel tuo viso di perla,
            o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace
            l’acqua del cielo!

            Dolci le mie parole ne la sera
            ti sien come la pioggia che bruiva
            tepida e fuggitiva,
            commiato lacrimoso de la primavera,
            su i gelsi e su gli olmi e su le viti
            e su i pini dai novelli rosei diti
            che giocano con l’aura che si perde,
            e su ’l grano che non è biondo ancóra
            e non è verde,
            e su ’l fieno che già patì la falce
            e trascolora,
            e su gli olivi, su i fratelli olivi
            che fan di santità pallidi i clivi
            e sorridenti.

            Laudata sii per le tue vesti aulenti,
            o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
            il fien che odora!

            Io ti dirò verso quali reami
            d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
            eterne a l’ombra de gli antichi rami
            parlano nel mistero sacro dei monti;
            e ti dirò per qual segreto
            le colline su i limpidi orizzonti
            s’incùrvino come labbra che un divieto
            chiuda, e perché la volontà di dire
            le faccia belle
            oltre ogni uman desire
            e nel silenzio lor sempre novelle
            consolatrici, sì che pare
            che ogni sera l’anima le possa amare
            d’amor più forte.

            Laudata sii per la tua pura morte,
            o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare
            le prime stelle!

            Gabriele d'Annunzio
            "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

            Comment

            • Tiberio
              Opinionista
              • 16/08/16
              • 3530

              #1791
              Eugenio Montale serie
              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

              Comment

              • Tiberio
                Opinionista
                • 16/08/16
                • 3530

                #1792
                Spesso il male di vivere ho incontrato

                Spesso il male di vivere ho incontrato:
                era il rivo strozzato che gorgoglia,
                era l'incartocciarsi della foglia
                riarsa, era il cavallo stramazzato.

                Bene non seppi, fuori del prodigio
                che schiude la divina Indifferenza:
                era la statua nella sonnolenza
                del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

                Meriggiare pallido e assorto

                Meriggiare pallido e assorto
                presso un rovente muro d’orto,
                ascoltare tra i pruni e gli sterpi
                schiocchi di merli, frusci di serpi.

                Nelle crepe del suolo o su la veccia
                spiar le file di rosse formiche
                ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
                a sommo di minuscole biche.

                Osservare tra frondi il palpitare
                lontano di scaglie di mare
                m entre si levano tremuli scricchi
                di cicale dai calvi picchi.

                E andando nel sole che abbaglia
                sentire con triste meraviglia
                com’è tutta la vita e il suo travaglio
                in questo seguitare una muraglia
                che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


                (Ossi di seppia)
                Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:19.
                "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                Comment

                • Tiberio
                  Opinionista
                  • 16/08/16
                  • 3530

                  #1793
                  Ti libero la fronte dai ghiaccioli

                  Ti libero la fronte dai ghiaccioli
                  che raccogliesti traversando l’alte
                  nebulose; hai le penne lacerate
                  dai cicloni, ti desti a soprassalti.

                  Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo
                  l’ombra nera, s’ostina in cielo un sole
                  freddoloso; e l’altre ombre che scantonano
                  nel vicolo non sanno che sei qui.

                  La speranza di pure rivederti

                  La speranza di pure rivederti
                  m'abbandonava;

                  e mi chiesi se questo che mi chiude
                  ogni senso di te, schermo d'immagini,
                  ha i segni della morte o dal passato
                  è in esso, ma distorto e fatto labile,
                  un tuo barbaglio:

                  (a Modena, tra i portici,
                  un servo gallonato trascinava
                  due sciacalli al guinzaglio).



                  (Le occasioni)
                  Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:19.
                  "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                  Comment

                  • Tiberio
                    Opinionista
                    • 16/08/16
                    • 3530

                    #1794
                    Gloria del disteso mezzogiorno

                    Gloria del disteso mezzogiorno
                    quand'ombra non rendono gli alberi,
                    e più e più si mostrano d'attorno
                    per troppa luce, le parvenze, falbe.

                    il sole, in alto, - e un secco greto.
                    Il mio giorno non è dunque passato:
                    l'ora piú bella è di là dal muretto
                    che rinchiude in un occaso scialbato.

                    L'arsura, in giro; un martin pescatore
                    volteggia s'una reliquia di vita.
                    La buona pioggia è di là dallo squallore,
                    ma in attendere è gioia più compita.

                    Cigola la carrucola del pozzo


                    Cigola la carrucola del pozzo,
                    l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
                    Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
                    nel puro cerchio un’immagine ride.

                    Accosto il volto a evanescenti labbri:
                    si deforma il passato, si fa vecchio,
                    appartiene ad un altro…

                    Ah che già stride
                    la ruota, ti ridona all’atro fondo,
                    visione, una distanza ci divide.



                    (Ossi di seppia)
                    Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:19.
                    "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                    Comment

                    • Tiberio
                      Opinionista
                      • 16/08/16
                      • 3530

                      #1795
                      I limoni

                      Ascoltami, i poeti laureati
                      si muovono soltanto fra le piante
                      dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
                      lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
                      fossi dove in pozzanghere
                      mezzo seccate agguantanoi ragazzi
                      qualche sparuta anguilla:
                      le viuzze che seguono i ciglioni,
                      discendono tra i ciuffi delle canne
                      e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

                      Meglio se le gazzarre degli uccelli
                      si spengono inghiottite dall'azzurro:
                      più chiaro si ascolta il susurro
                      dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
                      e i sensi di quest'odore
                      che non sa staccarsi da terra
                      e piove in petto una dolcezza inquieta.
                      Qui delle divertite passioni
                      per miracolo tace la guerra,
                      qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
                      ed è l'odore dei limoni.

                      Vedi, in questi silenzi in cui le cose
                      s'abbandonano e sembrano vicine
                      a tradire il loro ultimo segreto,
                      talora ci si aspetta
                      di scoprire uno sbaglio di Natura,
                      il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
                      il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
                      nel mezzo di una verità.
                      Lo sguardo fruga d'intorno,
                      la mente indaga accorda disunisce
                      nel profumo che dilaga
                      quando il giorno piú languisce.
                      Sono i silenzi in cui si vede
                      in ogni ombra umana che si allontana
                      qualche disturbata Divinità.

                      Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
                      nelle città rurnorose dove l'azzurro si mostra
                      soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
                      La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
                      il tedio dell'inverno sulle case,
                      la luce si fa avara - amara l'anima.
                      Quando un giorno da un malchiuso portone
                      tra gli alberi di una corte
                      ci si mostrano i gialli dei limoni;
                      e il gelo dei cuore si sfa,
                      e in petto ci scrosciano
                      le loro canzoni
                      le trombe d'oro della solarità




                      (Ossi di seppia)
                      Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:19.
                      "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                      Comment

                      • Tiberio
                        Opinionista
                        • 16/08/16
                        • 3530

                        #1796
                        La casa dei doganieri

                        Tu non ricordi la casa dei doganieri
                        sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
                        desolata t'attende dalla sera
                        in cui v'entrò lo sciame dei tuoi pensieri
                        e vi sostò irrequieto.

                        Libeccio sferza da anni le vecchie mura
                        e il suono del tuo riso non è più lieto:
                        la bussola va impazzita all'avventura.
                        e il calcolo dei dadi più non torna
                        Tu non ricordi; altro tempo frastorna
                        la tua memoria; un filo s'addipana.

                        Ne tengo ancora un capo; ma s'allontana
                        la casa e in cima al tetto la banderuola
                        affumicata gira senza pietà.
                        Ne tengo un capo; ma tu resti sola
                        né qui respiri nell'oscurità.

                        Oh l'orizzonte in fuga, dove s'accende
                        rara la luce della petroliera!
                        Il varco è qui? (Ripullula il frangente
                        ancora sulla balza che scoscende ...)
                        Tu non ricordi la casa di questa
                        mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.



                        (Le occasioni)
                        Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:20.
                        "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                        Comment

                        • Tiberio
                          Opinionista
                          • 16/08/16
                          • 3530

                          #1797
                          Piccolo testamento

                          Questo che a notte balugina
                          nella calotta del mio pensiero,
                          traccia madreperlacea di lumaca
                          o smeriglio di vetro calpestato
                          non è lume di chiesa o d'officina
                          che alimenti
                          chierico rosso, o nero

                          Solo quest'iride posso
                          lasciarti a testimonianza
                          d'una fede che fu combattuta,
                          d'una speranza che bruciò più lenta
                          di un duro ceppo nel focolare

                          Conservane la cipria nello specchietto
                          quando spenta ogni lampada
                          la sardana si farà infernale
                          e un ombroso Lucifero scenderà su una prora
                          del Tamigi, dell'Hudson, della Senna
                          scuotendo l'ali di bitume semi-
                          mozze dalla fatica, a dirti: è l'ora.

                          Non è un'eredità, un portafortuna
                          che può reggere all'urto dei monsoni
                          sul fil di ragno della memoria,
                          ma una storia non dura che nella cenere
                          e persistenza è solo l'estinzione.

                          Giusto era il segno: chi l'ha ravvisato
                          non può fallire nel ritrovarti.
                          Ognuno riconosce i suoi: l'orgoglio
                          non era fuga, l'umiltà non era
                          vile, il tenue bagliore strofinato
                          laggiù non era quello di un fiammifero



                          (La bufera e altro)
                          Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:20.
                          "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                          Comment

                          • Tiberio
                            Opinionista
                            • 16/08/16
                            • 3530

                            #1798
                            La bufera

                            Les princes n' ont point d' yeux pour voir ces grand' s merveilles, / leurs mains ne servent plus qu' à nous persécuter. (I principi non hanno occhi per vedere questi grandi meraviglie, le loro mani servono solo a perseguitarci.)
                            Agrippa d'Aubignè, À Dieu




                            La bufera che sgronda sulle foglie
                            dure della magnolia i lunghi tuoni
                            marzolini e la grandine,

                            (i suoni di cristallo nel tuo nido
                            notturno ti sorprendono, dell'oro
                            che s'è spento sui mogani, sul taglio
                            dei libri rilegati, brucia ancora
                            una grana di zucchero nel guscio
                            delle tue palpebre)

                            il lampo che candisce
                            alberi e muro e li sorprende in quella
                            eternità d'istante – marmo manna
                            e distruzione – ch'entro te scolpita
                            porti per tua condanna e che ti lega
                            più che l'amore a me, strana sorella, -

                            e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere
                            dei tamburelli sulla fossa fuia,
                            lo scalpicciare del fandango, e sopra
                            qualche gesto che annaspa...

                            Come quando
                            ti rivolgesti e con la mano, sgombra
                            la fronte dalla nube dei capelli (*),

                            mi salutasti – per entrar nel buio.


                            (La bufera e altro)








                            Commenta Montale: "è un ricordo realistico". Dietro Clizia si nasconde la poetessa ebrea americana Irma Brandeis, che usava portare la frangia

                            Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:20.
                            "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                            Comment

                            • Tiberio
                              Opinionista
                              • 16/08/16
                              • 3530

                              #1799
                              Da Xenia.

                              A Drusilla Tanzi detta Mosca (moglie di Montale)

                              Caro piccolo insetto

                              Caro piccolo insetto
                              che chiamavano mosca non so perché,
                              stasera quasi al buio
                              mentre leggevo il Deuteroisaia
                              sei ricomparsa accanto a me,
                              ma non avevi occhiali,
                              non potevi vedermi
                              né potevo io senza quel luccichìo
                              riconoscere te nella foschia.

                              Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

                              Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
                              e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
                              Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
                              Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
                              le coincidenze, le prenotazioni,
                              le trappole, gli scorni di chi crede
                              che la realtà sia quella che si vede.

                              Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
                              non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
                              Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
                              le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
                              erano le tue.


                              (Satura)



                              Montale e Drusilla

                              Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:20.
                              "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                              Comment

                              • Tiberio
                                Opinionista
                                • 16/08/16
                                • 3530

                                #1800
                                La storia

                                La storia non si snoda
                                come una catena
                                di anelli ininterrotta.
                                In ogni caso
                                molti anelli non tengono.
                                La storia non contiene
                                il prima e il dopo,
                                nulla che in lei borbotti
                                a lento fuoco.
                                La storia non è prodotta
                                da chi la pensa e neppure
                                da chi l'ignora. La storia
                                non si fa strada, si ostina,
                                detesta il poco a poco, non procede
                                né recede, si sposta di binario
                                e la sua direzione
                                non è nell'orario.
                                La storia non giustifica
                                e non deplora,
                                la storia non è intrinseca
                                perché è fuori.
                                La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
                                La storia non è magistra
                                di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
                                a farla più vera e più giusta.
                                La storia non è poi
                                la devastante ruspa che si dice.
                                Lascia sottopassaggi, cripte, buche
                                e nascondigli. C'è chi sopravvive.
                                La storia è anche benevola: distrugge
                                quanto più può: se esagerasse, certo
                                sarebbe meglio, ma la storia è a corto
                                di notizie, non compie tutte le sue vendette.
                                La storia gratta il fondo
                                come una rete a strascico
                                con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
                                Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
                                d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
                                Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
                                Gli altri, nel sacco, si credono
                                più liberi di lui.



                                (Satura)
                                Last edited by Tiberio; 28-02-2020, 13:21.
                                "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi".

                                Comment

                                Working...