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Vita degli Elfi delle montagne pistoiesi – Seconda parte

Rubriche Vita degli Elfi

(continua dalla prima parte)

Lo stile di vita degli elfi è molto salutare: il movimento continuo, per fare di tutto in zone quasi mai pianeggianti, sviluppa il fisico. L’alimentazione basata sui frutti della terra, i formaggi che vengono prodotti, a volte gli animali che vengono uccisi. Quello che non si può coltivare viene acquistato, all’ingrosso. Viene fatto grande uso di verdure e frutti degli alberi, ma anche semi oleosi, frutta secca. Apprezzano prodotti fitoterapici ma avendone/producendone già da soli, di solito apprezzano molto di più qualche pacco di caffè o cioccolata fondente o tabacco dai visitatori. I campi hanno una gran varietà di verdure, cavoli, radici e prodotti anche molto difficili da trovare che hanno attecchito su quei terreni. La qualità dell’aria è garantita dai luoghi incontaminati in cui vivono, e in cui operano ripulendo il bosco da immondizia a volte lasciata da qualche passaggio umano.

La gestione dell’acqua deve essere considerata con estrema attenzione. C’è quella della fonte da bere, che arriva in casa al lavandino, e quella del pozzo, per lavarsi, che è fondamentalmente acqua piovana. Se l’acqua finisce, che non necessariamente succede nelle stagioni calde, bisogna sempre controllare che ci sia acqua da bere per gli animali, che ne richiedono molta e non possono essere spostati facilmente.

L’amore per la musica accomuna tutti gli elfi. Molti suonano strumenti musicali e non è affatto raro arrivare in una casa trovando persone che suonano ogni strumento, anche se quello di gran lunga più usato è la chitarra. Sono presenti anche violini, pianoforti, armoniche e strumenti costruiti da sé di ogni genere.
Vale la pena di nominare il corno da richiamo, a volte un semplice corno da stadio con il fischietto interno rimosso, per chiamare le persone a tavola, per feste o emergenze. Stereo, al contrario delle tv, sono molto comuni, così come molti elfi hanno un computer.

L’uso dei telefonini è evitato nel quotidiano, a parte casi di qualcuno che lo usa come stereo. Non ci sono regole, tutti sanno che alcuni ne hanno più bisogno di altri. Si cerca di non renderlo un elemento molto visibile della vita della comunità.

La sera soprattutto i ragazzi degli elfi, ma anche gli adulti, vanno spesso a feste o da amici. Il riunirsi a casa di qualcuno è quasi quotidiano. Oltre il naturale movimento da una casa ad un’altra, c’è un continuo movimento di persone che entrano ed escono dalle case, portano ortaggi o manufatti, si mettono direttamente a preparare da mangiare per tutti.
Gli elfi si trovano molto a loro agio con l’oscurità. Evitando di vedere luci e bagliori di ogni genere, anche solo fissando per terra con lo schermo del telefonino si creano bagliori che restano impressi nella retina, si può girare per il bosco senza luci, imparando a seguire i filari di alberi che delimitano i sentieri. La luce delle stelle e della luna aiutano a vedere meglio, l’assenza di luce diretta per un cielo nuvoloso non impedisce di muoversi, mentre la combinazione oscurità e nebbia impedisce spostamenti notturni senza luci.

Girare nella notte alla luce delle stelle è una delle esperienze più suggestive dei posti.

Spesso la scomodità, di alcune situazioni, la fatica e il freddo degli spostamenti, fanno apprezzare molto di più una casa riscaldata con della compagnia dentro. La scarsità di passatempi tecnologici, di vestiti di fattura pregiata, di tv, permettono di scoprire le cose essenziali del vivere e questo insieme alle scomodità di cui sopra fa apprezzare enormemente quello che si ha e, di conseguenza, il proprio tempo.
Alle feste di solito vino o birra o anche liquori fatti dagli elfi ci sono. Come anche la cannabis.

Molti elfi scrivono, leggono e fanno opere di arte o artigianato. Cucina, lavoro della lana, autoproduzioni di vestiti e anche di scarpe, qualunque hobby può essere portato avanti con calma e passione. Molti elfi praticano meditazione vipassana e altre tecniche meditative e di yoga.

Massimo Cutaia