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  • follemente
    Opinionista

    • 22/12/09
    • 11727

    #46
    Bello!

    Qui si è scelto di intraprendere i Carmina Burana in forma concertante e non scenica e pertanto sarebbe stato meglio che ci fossero i sottotitoli.

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    • follemente
      Opinionista

      • 22/12/09
      • 11727

      #47
      Ho spostato la Biennale di Venezia in Agenda Eventi culturali, sebbene potrebbe starci anche qui, visti i molti video e le performance.
      Last edited by follemente; 06-11-2017, 15:21.

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      • dark lady
        la viaggiatrice
        • 09/03/05
        • 70446

        #48
        La Carmen, regia di Goldstein. Spettacolo molto bello, con dei cori spettacolari e la voce di Michaela semplicemente divina. Molto bello e drammatico anche il personaggio di Carmen, sebbene secondo me la voce non fosse delle migliori.
        “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

        Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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        • follemente
          Opinionista

          • 22/12/09
          • 11727

          #49
          Chi canta il personaggio Carmen deve avere non solo notevoli doti canore, ma anche una grande capacità interpretativa, che non è da tutte.

          Tra qualche giorno seguirò l’Evgenij Onegin, non vedo l’ora, perché non ho ancora visto quest’opera.

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          • dark lady
            la viaggiatrice
            • 09/03/05
            • 70446

            #50
            Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
            Chi canta il personaggio Carmen deve avere non solo notevoli doti canore, ma anche una grande capacità interpretativa, che non è da tutte.

            Tra qualche giorno seguirò l’Evgenij Onegin, non vedo l’ora, perché non ho ancora visto quest’opera.
            Non la conosco... sai dirmi di più?
            “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

            Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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            • Pazza_di_Acerra
              люблю беспокоиться
              • 09/12/09
              • 28840

              #51
              Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
              Non la conosco... sai dirmi di più?
              Secondo me non perdete molto: non mi sembra tra le cose migliori del Cajk. Ma è anche vero che a molti quest'opera piace.
              semel in anno licet insanire, cotidie melius

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              • follemente
                Opinionista

                • 22/12/09
                • 11727

                #52
                Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                Non la conosco... sai dirmi di più?
                E' un lavoro che si colloca nel pieno del Romanticismo sia per la fonte letteraria – il romanzo breve o novella di Puškin – sia per l’ispirazione di Pëtr Il’ič Čajkovskij, che dalla temperie tardoromantica fu metaforicamente travolto.

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                • follemente
                  Opinionista

                  • 22/12/09
                  • 11727

                  #53
                  Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                  Secondo me non perdete molto: non mi sembra tra le cose migliori del Cajk. Ma è anche vero che a molti quest'opera piace.
                  Per esempio a me...

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                  • Pazza_di_Acerra
                    люблю беспокоиться
                    • 09/12/09
                    • 28840

                    #54
                    Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                    Per esempio a me...
                    Lo sai che il Cajk si è anche scritto il libretto da solo? E senza mai scendere ai livelli di Francesco Maria Piave...
                    semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                    • follemente
                      Opinionista

                      • 22/12/09
                      • 11727

                      #55
                      Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                      Lo sai che il Cajk si è anche scritto il libretto da solo? E senza mai scendere ai livelli di Francesco Maria Piave...
                      Questo non lo sapevo!

                      I libretti d'opera italiani mi paiono un'accozzaglia di termini desueti...

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                      • Pazza_di_Acerra
                        люблю беспокоиться
                        • 09/12/09
                        • 28840

                        #56
                        Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                        Questo non lo sapevo!

                        I libretti d'opera italiani mi paiono un'accozzaglia di termini desueti...
                        Vabbe', però quelli di Lorenzo Da Ponte sono carini...
                        Tornando all'Onegin, devo ammettere che l'aria "Kuda, kuda vi udalilis" piace anche a me.
                        semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                        • follemente
                          Opinionista

                          • 22/12/09
                          • 11727

                          #57
                          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                          Vabbe', però quelli di Lorenzo Da Ponte sono carini...
                          Certo, ma sono un’eccezione.


                          Originariamente Scritto da Pazza_di_Acerra Visualizza Messaggio
                          Tornando all'Onegin, devo ammettere che l'aria "Kuda, kuda vi udalilis" piace anche a me.
                          Credo sia l’aria più bella dell’opera e io la sento anche molto “russa”.

                          Per Dark:

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                          • follemente
                            Opinionista

                            • 22/12/09
                            • 11727

                            #58
                            Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio
                            Tra qualche giorno seguirò l’Evgenij Onegin, non vedo l’ora, perché non ho ancora visto quest’opera.

                            Uno spettacolo fantastico.
                            Scene e costumi ricchi e sontuosi, adeguati all’ambiente rappresentato, regia tradizionale, a parte il fatto che Onegin era presente a tutte le scene, anche in disparte sin dall’ouverture: si è voluto immaginare che lui ricordasse gli eventi.

                            (La lettura del direttore Fabrizio Maria Carminati è stata scabra, asciutta e al contempo innervata di una tensione drammatica che ha esaltato la vigorosa e lapidaria teatralità della partitura. Ottime le prestazioni dell’orchestra e del coro del teatro.

                            La giovane soprano Valentina Mastrangelo, che vanta una voce bella e luminosa, musicalità e una linea di canto omogenea, è stata protagonista di una perfetta prestazione che il pubblico ha premiato con un lungo applauso a scena aperta dopo la scena della lettera.

                            Cătălin Ţoropoc era nei panni dell’ambiguo e incoerente Onegin. Il baritono ha un gran vocione di timbro scuro, che ben si adatta a una parte di dandy pentito, ombrosa e torva.

                            Incisiva la prestazione di Tigran Ohanyan, Lenskij tormentato e temperamentoso, ben risolto con un canto sfumato e un analitico fraseggio che hanno fatto passare in secondo piano una presenza scenica non esattamente travolgente. Molto ben riuscita la famosa aria Kuda, kuda interpretata con gusto e passione.)

                            Il pubblico, molto numeroso, ha accolto con grande entusiasmo lo spettacolo.

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                            • follemente
                              Opinionista

                              • 22/12/09
                              • 11727

                              #59
                              Ho seguito in tv l’opera Macbeth di G. Verdi (con il famigerato libretto di Francesco Maria Piave , Shakespeare si rivolterebbe nella tomba) con l’eccezionale soprano Liudmyla Monastyrska che ha dato voce a Lady Macbeth, uno dei ruoli più impegnativi della storia dell’opera.


                              Giovedì, 7 dicembre, vedrò anche in Tv la prima di Andrea Chénier al Teatro alla Scala (mi riservo il pomeriggio libero).

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                              • follemente
                                Opinionista

                                • 22/12/09
                                • 11727

                                #60
                                Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio


                                Giovedì, 7 dicembre, vedrò anche in Tv la prima di Andrea Chénier al Teatro alla Scala (mi riservo il pomeriggio libero).


                                La forza comunicativa di Chailly; la regia un po’ timida di Martone; la sorprendente prova del tenore Yusif Eyvazov: ecco i voti ai protagonisti della Prima scaligera


                                Concordo con la pagella, tranne per i ruoli principali.


                                Nella parte di Andrea Chénier si è difeso con sufficiente dignità Yusif Eyvazov (è offensivo già chiamarlo Signor Netrebko), la cui emozione era palpabile anche in televisione. Certo deve gestire uno strumento che è fondamentalmente di seconda categoria per quanto riguarda il timbro, decisamente ingrato e affetto da un vibratone molto fastidioso. Si sforza però di alleggerire e stemperare toni troppo accesi e, a mio modestissimo parere, non sfigura. Tutto questo non lo rende però un tenore da prima alla Scala. Non ne ha né i mezzi tecnici né l’allure artistica.

                                Bravo Luca Salsi, che è un artista coscienzioso e dotato di una voce bella per colore e ampia, che gestisce con fermezza. Credo che oggi sia uno dei migliori e più affidabili baritoni sulla piazza. La parte di Gérard credo gli si addica molto perché Salsi può esprimere un’innata empatia e comunicativa.

                                Dal mio punto di vista è risultata deludente ma non insufficiente Anna Netrebko, la quale ha palesato i consueti problemi di intonazione e gli altrettanto cronici guai di pronuncia. Di là di questo mi è sembrata non troppo convinta nella caratterizzazione di una donna temperamentosa e dolce, che in teoria dovrebbe starle a pennello. Peraltro nella famosa aria e nel finale è venuta fuori la classe dell’artista di rango superiore.

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