in difesa del comunismo nella storia del ventesimo secolo

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #16
    La vulnerabilità dell'idea sta nel fatto che per funzionare nessita del fatto che tutti adottino uno stesso criterio di valutazione del problema, proprio e altrui e successiva scelta della risposta al problema proprio e collettivo, cosa che si potrebbe ottenere qualora, liberamente accettata o fortemente imposta, si realizzasse una omologazione molto spinta del pensiero e dei comportamenti.
    Cosa che però mi ottiene lo stato iniziale che si dovrebbe mantenere a tempo indeterminato per moto proprio dei componenti il gruppo su cui comunque incombe il proditorio inganno dell'essere corpo, per cui, mente uguale, azioni ugali, il corpo ne differenzia fisicamente la posizione, al che due uguali finiscono nel concreto sempre per vedere la stessa cosa quantomeno un po diversamente e ciò facilmente innesca quella reazione a catena esplosiva per limitare la quale servono i ritardanti esterni, ovvero i sistemi di amministrazione.

    Nel tentato piccole comunità hanno retto un certo tempo, ma l'idea prevederebbe coinvolgere se non i miliardi, almeno i milioni di individui con le variabili collegate e farli coesistere a tempo indeterminato con una coflittualità autogestita e auospegnente, ottenuta per moto proprio autonomo e contemporaneo, dei conflittuali.

    Se poi l'omologazione iniziale non la si vincola ad un pressione esterna cosa che contraddice la tesi, ma la si deve maturare in roprio ecco che si presenta un peccato originale perchè le differenze presenti nell'omologazione sono anche più accentuate nel processo di costruzione della stessa andando a differenziare l'omologazione finale degli uni da quella degli altri.
    Last edited by Il gatto; 03-12-2009, 12:11.

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    • Pixar
      Opinionista
      • 11/11/09
      • 104

      #17
      Originariamente Scritto da Boyakki Visualizza Messaggio
      senza governanti, non senza regole.
      Guarda, mille anni fa quando ero un ragazzo, ero pieno di questi ideali, cazzarola che bello che era, ma cosa serve lo stato? chi siete tutti voi per dirmi quello che devo o non devo fare? sono una persona ben educata, so da me che non devo ledere la libert
      [COLOR="Blue"]Engels, nel 1849, chiedeva lo sterminio degli ungheresi, ribellatisi contro l'Austria. E d

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      • thorpe
        I run these tracks
        • 13/01/05
        • 3473

        #18
        è questo il punto. la tua (e quella generale) è un'ottica individualista, mentre l'anarchia pone il bene del gruppo come priorità. con tali premesse, non ci sarebbero prevaricazioni o ingiustizie perché ognuno saprebbe quando è il momento di cedere terreno per favorire il bene della comunità.

        e poi chissenefrega se sono solo "belle teorie". quando nel 1600 si iniziava a teorizzare lo stato moderno si dicevano che erano "belle teorie".
        sono brutte
        "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



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        • Pixar
          Opinionista
          • 11/11/09
          • 104

          #19
          Non
          [COLOR="Blue"]Engels, nel 1849, chiedeva lo sterminio degli ungheresi, ribellatisi contro l'Austria. E d

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #20
            E non è nemmeno questione di visione del bene collettivo rispetto al bene individuale, perchè come viene valutato diversamente fra gli individui il bene individuale, allo stesso modo viene valutato diversamente il bene collettivo e praticamente ogni individuo ne ha uno diverso che poi diventa pure conflittuale con altri beni collettivi.
            E ciò quantomeno perchè i corpi hanno già una visione parziale del proprio e, andando sul collettivo, la visione oltre che parziale e frammentaria diventa altamente incerta e approssimativa, cosa a cui si tenta di ovviare, molto in parte, con sistemi di monitoraggio generale a cui segue un potere di decisione centralizzata che gestiscono un po il tutto e si è rifatto lo stato.

            E ciò senza nemmeno avventurarsi nella gestione dei problemi irrazionali come potrebbe essere il sesso e l'amore dove non c'è ragione che regga, o nell'anomalia individuale, il pazzo per esempio che non è così ragionevole da riconoscere la propria pazzia e autocurarsi, e pazzo:rotflt:, a quel punto senza una azione autoritaria esterna gia il primo sciroccato che si verifica ti fa esplodere il sistema.

            In generale si ha la stessa situazione di gestione dei sistemi automatici dove la controreazione regola i dispositivi, mentre sarebbe tanto semplice calibrarli tutti allo stesso modo a che facciano tutti esattamente la stessa cosa, ma per tante variabili che affliggono pure la controreazione, poi serve il centro di controllo unico che valuta l'insiema e li coordina nel loro interagire e, comunque, serve il supervisore perchè se qualcosa si scassa ecco che il sistema perfetto non reagisce, è scassato.

            Poi ci starebbe pure la risposta all'aggressione esterna e come la fai senza controllo e comando centralizzati?
            Infatti il tipo anarchico è finito per fare la scheggia impazzita che vaga da sola incapace di modificare un sistema per manifesta debolezza nell'aggredirlo, potendolo fare solo in modo individuale e isolato per la natura dell'idea che lo guida, cosicchè pur potendo fare i danni del singolo non lo danneggia nel complesso e tantomeno lo smonta.

            Ci provò troski a dire a stalin, e mo che la rivoluzione è fatta tu te ne vai e si prosegue, s'è morto subito, sparato, stalin aveva cambiato idea, coscienza e scopo e ci aveva preso gusto nello scopo attuale a questo punto da mantenere e di cui stoppare la superiore evoluzione.
            Last edited by Il gatto; 03-12-2009, 15:54.

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            • volperossa
              Opinionista
              • 07/06/07
              • 1034

              #21
              L applicazione del comunismo
              [B]Piuttosto che maledire il buio

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #22
                La chiesa non è tanto paragonabile al comunismo perchè propone una salvezza individuale che ciascuno può guadagnare per conto suo a prescindere dagli altri e, dato questo progetto, non salverà tutti, cosa che le si chideva solo di tentare, ma qualcuno si, quindi la missione primaria è riuscita.
                In fondo l'inferno non fu fatto per lasciarlo vuoto, quindi che qualcuno, tanti, ci andassero era gia preventivato.

                Il comunismo invece si previggeva di salvare la collettività tutta addirittura annullando l'individuo e dal momento che nell'esistenza in vita nessuna collettività ha salvato ha praticamente fallito lo scopo che da solo si era dato.

                All'uscita dell'aeroporto de l'Avana c'è un cartello "Oggi 200 milioni di bambini nel mondo dormiranno per strada, nessuno di loro è cubano"...
                Salvo quelli che appena grandicelli preferiscono farlo, ma che sia alle stelle dei gringos o quelli fucilati nel tentativo di farlo.
                Più le pulselle che si prostituiscono per un paio di calze e l'insiema che si è traformato in un gran bordello da cui il gran salvatore trae la sussistenza per mantenere il suo paradiso.

                Dispute con Forbes [modifica]
                Nel 2005 la rivista Forbes inserì Castro nella lista [18] dei "re, regine e dittatori" più ricchi, attribuendogli un patrimonio di 550 milioni di dollari.

                Il governo castrista smentì affermando che si trattava «di una goffa diffamazione orchestrata dagli Stati Uniti».

                Nel 2006 la rivista inserì nuovamente Castro nella lista [19] attribuendogli questa volta un patrimonio ancora superiore, pari a 900 milioni di dollari (quasi il doppio rispetto a quanto la stessa rivista stimò come patrimonio nel 2005), specificando però che questi deriverebbero dal "controllo" di una rete di compagnie statali" (il Palacio de Convenciones, un centro congressi vicino all'Avana; Cimex, un conglomerato di vendite al minuto e Medicuba, società di vendita di farmaci prodotti nell'isola), e affermando che "ex funzionari cubani insistono che Castro, che viaggia esclusivamente in una flotta di Mercedes nere, si è appropriato dei profitti di queste attività d'affari, nel corso degli anni". Forbes affermò di aver così calcolato la cifra fornita: "


                Cose da dimenticare, come questa

                Mi sembra che prima era tabu in Italia dire o scrivere qualcosa di negativo contro Guevara. Adesso ho trovato:

                “Dal capitolo " L'America Latina alla prova" pag. 608 dell'opera: "Il Libro Nero del Comunismo", 1998 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano: … Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno.
                Senza processo o interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione… Un treno carico d'armi viene intercettato e bloccato dalla sua unità armata, facendo prigionieri una cinquantina di soldati; in seguito a questa operazione, il dittatore Batista fugge sconfitto e Guevara fu nominato "procuratore" (boia) della prigione della CABANA.
                La popolazione cubana era in festa, non sapevano che i successori di Batista avrebbero portato molto più morti e disperazione che la speranza di una vita migliore!
                L'ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi tra i più efferati.
                Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del "CHE", democratici e non violenti.
                A Cuba si giustiziano


                O questo
                Che - Guevara: Il comandante che sparava agli omosessuali.
                (www.granma.cu) Una foto scattata da Alberto Korda e riprodotta nel corso degli anni su milioni di magliette, poster e oggetti kitsch, ha ...


                E, comunque, anche i treni che portavano i deportati ai campi di sterminio nazisti all'ingresso passavano sotto la scritta "il lavoro libera" ed erano accolti dall'orchestrina dei deportati ancora residualmente vivi.
                Last edited by Il gatto; 03-12-2009, 18:53.

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                • volperossa
                  Opinionista
                  • 07/06/07
                  • 1034

                  #23
                  Forse
                  [B]Piuttosto che maledire il buio

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #24
                    Pensare ad un comunismo che ha quale base fondante la rivoluzione e la dittatura del proletariato, a quel punto fatto classe unica esistente, cose del tutto ragionevoli in base allo scopo, pensando di prescindere dalla dattatura necessaria a che si formi, si mantenga e si eserciti la coscenza di classe del proletario, mi sembra irrealistico.

                    Che poi ciò possa evolvere in un sistema anarchico in cui quella coscienza proletaria fa tutto da sola perpetuando se stessa è del tutto inverosimile e lo si è visto quando il potere centrale dei soviet è sparito cosa è successo in termini di pretese di autoderminazione e scelte della direzione in cui andava questa autederminazione.
                    Praticamente 100 anni di feroce costruzione di coscienza proletaria comunista dissolti in qualche settimana e 100 anni con quella pressione omologatrice non sono propriamente niente, mo non si trovano i comunisti, si qualche gruppetto di nostalgici circola, ma insommma così tanto per ottenere così pocco non lo si può definire un successone.

                    Ora un neocomunismo strisciante tenta di ripresentarsi nelle vesti di un solidarismo sociale, ma la solidarietà per essere tale deve essere volontaria.
                    Si obietta, si ma con l'adeguata rieducazione...., però al dunque come si fa questa rieducazione coattiva, chi e come la si decide? ricadendo nella necessità di una rivoluzione, che si presenta del pensiero, fatta ripetendo la stessa cosa miliardi di volte su internet, ma già la cosa ha stancato e si torna alla bella e buona vecchia rivoluzione ruspante, solo che poi nessuno la va a fare, ci si fa male e non è aria.
                    E resta una rivoluzione virtuale e un neocomunismo solidale del dire che vive, opera e muore nel virtuale internettiano illudendosi che ciò faccia vibrare gli spiriti e incendiare i cuori e .......quando i tempi saranno maturi, la luminosa vittoria non potrà non arrivare.
                    Si insieme alle stelle che cadranno dal cielo e alle acque che invece si solleveranno al cielo, il sole si spegnerà e la luna diventerà nera.
                    Della serie, ai tempi maturi dell'apocalisse tutto potrà succedere, ma comunque serebbe fuori tempo massimo, in ogni caso utile per chicchessia si trovi ad auspicare tante cose addivenire in un futuro lontano e altamente incerto, facendolo ora tale auspicio.

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                    • borgo_zio
                      Berlin Bleibt Deutsch
                      • 30/03/08
                      • 2973

                      #25
                      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                      La chiesa non è tanto paragonabile al comunismo perchè propone una salvezza individuale che ciascuno può guadagnare per conto suo a prescindere dagli altri e, dato questo progetto, non salverà tutti, cosa che le si chideva solo di tentare, ma qualcuno si, quindi la missione primaria è riuscita.In fondo l'inferno non fu fatto per lasciarlo vuoto, quindi che qualcuno, tanti, ci andassero era gia preventivato.

                      Il comunismo invece si previggeva di salvare la collettività tutta addirittura annullando l'individuo e dal momento che nell'esistenza in vita nessuna collettività ha salvato ha praticamente fallito lo scopo che da solo si era dato.


                      Salvo quelli che appena grandicelli preferiscono farlo, ma che sia alle stelle dei gringos o quelli fucilati nel tentativo di farlo.
                      Più le pulselle che si prostituiscono per un paio di calze e l'insiema che si è traformato in un gran bordello da cui il gran salvatore trae la sussistenza per mantenere il suo paradiso.

                      Dispute con Forbes [modifica]
                      Nel 2005 la rivista Forbes inserì Castro nella lista [18] dei "re, regine e dittatori" più ricchi, attribuendogli un patrimonio di 550 milioni di dollari.

                      Il governo castrista smentì affermando che si trattava «di una goffa diffamazione orchestrata dagli Stati Uniti».

                      Nel 2006 la rivista inserì nuovamente Castro nella lista [19] attribuendogli questa volta un patrimonio ancora superiore, pari a 900 milioni di dollari (quasi il doppio rispetto a quanto la stessa rivista stimò come patrimonio nel 2005), specificando però che questi deriverebbero dal "controllo" di una rete di compagnie statali" (il Palacio de Convenciones, un centro congressi vicino all'Avana; Cimex, un conglomerato di vendite al minuto e Medicuba, società di vendita di farmaci prodotti nell'isola), e affermando che "ex funzionari cubani insistono che Castro, che viaggia esclusivamente in una flotta di Mercedes nere, si è appropriato dei profitti di queste attività d'affari, nel corso degli anni". Forbes affermò di aver così calcolato la cifra fornita: "


                      Cose da dimenticare, come questa

                      Mi sembra che prima era tabu in Italia dire o scrivere qualcosa di negativo contro Guevara. Adesso ho trovato:

                      “Dal capitolo " L'America Latina alla prova" pag. 608 dell'opera: "Il Libro Nero del Comunismo", 1998 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano: … Un ragazzo non ancora ventenne, un guerrigliero della sua unità, rubò per fame un pezzo di pane ad un compagno.
                      Senza processo o interrogatorio, Guevara lo fece legare ad un palo e giustiziare mediante fucilazione… Un treno carico d'armi viene intercettato e bloccato dalla sua unità armata, facendo prigionieri una cinquantina di soldati; in seguito a questa operazione, il dittatore Batista fugge sconfitto e Guevara fu nominato "procuratore" (boia) della prigione della CABANA.
                      La popolazione cubana era in festa, non sapevano che i successori di Batista avrebbero portato molto più morti e disperazione che la speranza di una vita migliore!
                      L'ufficio in cui esercita Guevara, diventa teatro di torture e omicidi tra i più efferati.
                      Secondo alcune stime, sarebbero stati uccisi oltre 20.000 persone, per lo più ex compagni d'armi che si rifiutavano di obbedire e che si conservavano, al contrario del "CHE", democratici e non violenti.
                      A Cuba si giustiziano


                      O questo
                      Che - Guevara: Il comandante che sparava agli omosessuali.
                      (www.granma.cu) Una foto scattata da Alberto Korda e riprodotta nel corso degli anni su milioni di magliette, poster e oggetti kitsch, ha ...


                      E, comunque, anche i treni che portavano i deportati ai campi di sterminio nazisti all'ingresso passavano sotto la scritta "il lavoro libera" ed erano accolti dall'orchestrina dei deportati ancora residualmente vivi.
                      La chiesa, intesa nel termine istituzione salva solo se stessa e i suoi adepti e lacchè. Che navigano nell' oro sfruttando l' ignoranza e l' ingenuità della gente.
                      Il comunismo, come già qualcuno ha specificato prima di me, si basa su un rispetto degli altri e del bene comune. Bellissimo, ma non attuabile. In conclusione, la chiesa è un sistema come un altro che serve a fregare il fregabile, il comunismo è una filosofia anche giusta. Però purtroppo fa ridere anche solo l' idea di un politico definito comunista per come stiamo messi oggi.
                      Il fatto che el Chè, forse sparava ai gay cosa vuol dimostrare???? Che forse, non la pensava come i comunisti che sono venuti dopo nè, aveva le loro stesse idee. Strano considerando che sono idee venute fuori 30 anni dopo e in uno stato che si trova in una situazione opposta a quella che allora era Cuba.
                      Last edited by borgo_zio; 04-12-2009, 00:04.
                      SO FAR SO BURP!!.

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                      • Il gatto
                        Opinionista
                        • 21/11/09
                        • 12721

                        #26
                        Nell'immediato una realtà di un guevara che si discosta molto dall'icona mitizzata guevara serve a dare tangibilità al fatto che mai il comunismo riuscì a realizzare una situazione gradita a chi ci si trovava e a chi da fuori, osservandola, avrebbe dovuto, sulla base della testimoniaza vivente del già realizzato, avere lo stimolo a trasformare il proprio contesto in quello che vedeva e che mostrava di realizzare un voluto largamente voluto e oggettivamente gradevole per i più, sia essi residenti che osservatori esterni.

                        E alla fine c'è un criterio assoluto di valutazione dei risultati, che determina la fortuna o la disgrazia degli stessi e che prescinde pure da tanti ragionamenti buoni per farci tante cose, ma non buoni per cambiare lo stato delle cose.
                        Ovvero quel risultato, mi piace e lo voglio, oppure non piace e lo evito.

                        A fronte di tale giudizio inappellabile il resto, tutto tanto bello, si schianta.
                        E realtà di sempre vuole che dai sistemi comunisti la gente, potendo e riuscendo, comunque tentando, scappava via e non ci scappava dentro, come invece avviene per altre situazioni.
                        Ciò determina l'esistere/mantenersi o il non esistere/dissolversi del sistema oggetto di attrazione o di fuga collettiva.

                        Inoltre cuba non è tanto significativa di per se, un francobollo nell'atlantico, buona per una base missilistica o per un carcere speciale, sostanzialmente irrilevante senza una urss o cina che sia, unici contesti dove un comunismo reale possa essere attuato e necessari nonchè sufficinti a dare consitenza alle piccole realtà, di per se prive di consistenza che intorno possono prendere forma a loro ispirazione.
                        Ciò perchè il comunismo si basa pure su una economia pianificata chiusa e ciò lo si realizza solo in un sistema autosufficiente in termini di risorse materiali, cosa possibile solo in spazi enormi dove questa enormità mette a disposizione un po di tutto senza dover dipendere da un esterno che non può non condizionarti.
                        Infatti, dissolta l'urss, si sono dissolti tutti i satelliti che su quel potenziale sopravvivevano e i partiti comunisti a seguire perchè ovunque un loro primeggiare era funzionale ad un ingresso nel sistema sovietico in quanto in proprio sarebbero stati estero dipendenti per tante cose e non avrebbero potuto realizzare nel piccolo quel sistema chiuso che un sistema rigido e strutturato come il comunismo applicato richiederebbe.

                        Ovvero, se il petrolio non lo hai e chi lo ha non da nessun valore al tuo rublo proletariamente valorizzato ecco che la pressione esterna va a determinarti all'interno un criterio del valore che entra in conflitto con il sistema che hai adottato e che sotto quella pressione da cui dipende la sopravvivenza fisica di chi ci sta si sgretola.
                        Last edited by Il gatto; 04-12-2009, 09:08.

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                        • labutino
                          Banned
                          • 13/09/07
                          • 688

                          #27
                          beh, direi che ci

                          Comment

                          • Il gatto
                            Opinionista
                            • 21/11/09
                            • 12721

                            #28
                            Ma al fondo, determinante, resta il fatto che la cortina di ferro esisteva per tenere "i comunisti" chiusi dentro e non per tenere i capitalisti chiusi fuori.

                            Comment

                            • Durante
                              Opinionista
                              • 16/11/08
                              • 2103

                              #29
                              Gli ideali

                              Tutti gli ideali che nascono con l'intenzione di migliorare i rapporti sociali in tutti i suoi risvolti, sono intersecati da una labilit

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #30
                                Ci

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