La seduzione del male

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  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17954

    #61
    Visto che anche RdC è andato a citare sistemi evolutivo, volevo sottolineare l'altro lato della medaglia. Il principio non è che parte dal nulla, uno si alza una mattina, e dice che non è giusto far male agli animali o mangiarli così, senza un motivo a monte.
    Tu ne fai una questione di identità, io ho aggiunto anche altro.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70463

      #62
      Penso che la concezione di "bene" e "male" sia molto soggettiva e suggestionata dalla cultura in cui cresciamo, oltre che dalla coscienza. Se uno crescesse potenzialmente in una società di assassini, l'omicidio sarebbe qualcosa di normale, non sarebbe considerato "male".
      Se ci basiamo sulla nostra società e su quello che convenzionalmente è definito "male", credo che le componenti che possano suggestionarci in questo senso siano molteplici. L'aspetto culturale, il come siamo cresciuti, la nostra coscienza, la concezione di "bene comune" che si impara con l'educazione civica.
      Il male può sedurre nella misura in cui può sedurre il proibito. Ma gli aspetti sono davvero tanti. Ci sono componenti psichiche e psicologiche, la capacità o meno di essere empatici, e via di seguito. L'assassino difficilmente sarà empatico. Chi maltratta gli animali, idem come sopra.
      Poi ci sono cose su cui ognuno ha una personalissima interpretazione di "male". E anche su quello è difficile trovare una posizione comune.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • King Kong
        رباني
        • 05/07/17
        • 2356

        #63
        Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
        Penso che la concezione di "bene" e "male" sia molto soggettiva e suggestionata dalla cultura in cui cresciamo, oltre che dalla coscienza. Se uno crescesse potenzialmente in una società di assassini, l'omicidio sarebbe qualcosa di normale, non sarebbe considerato "male".
        Se ci basiamo sulla nostra società e su quello che convenzionalmente è definito "male", credo che le componenti che possano suggestionarci in questo senso siano molteplici. L'aspetto culturale, il come siamo cresciuti, la nostra coscienza, la concezione di "bene comune" che si impara con l'educazione civica.
        Il male può sedurre nella misura in cui può sedurre il proibito. Ma gli aspetti sono davvero tanti. Ci sono componenti psichiche e psicologiche, la capacità o meno di essere empatici, e via di seguito. L'assassino difficilmente sarà empatico. Chi maltratta gli animali, idem come sopra.
        Poi ci sono cose su cui ognuno ha una personalissima interpretazione di "male". E anche su quello è difficile trovare una posizione comune.
        Con Nino eravamo amici, coetanei e frequentatori dello stesso bar.
        Io facevo la rivoluzione e lui il gangster.
        Non un piccolo ladro di autoradio, ma autore di colpi audaci, probabilmente al servizio di una gerarchia occulta di cui non mi parlò mai. Gli indizi erano però forti, ma non mi dilungherò in particolari.
        Nino era una persona intelligente, tranquilla, oserei dire dolce. Comunque sempre gentile con me. Era anche in grado di esprimere opinioni politiche sensate. L’ultima volta che l’ho visto, ci siamo salutati al distributore di benzina, io con la mia R4 bordeaux, lui con una Ferrari grigio metallizzata e due ragazze di quelle che vedi solo nei film o nelle pagine interne di Playboy.
        Poi ebbe un conflitto territoriale con un altro capetto del crimine.
        L’altro rimase sul terreno, Nino in galera a scontare l’omicidio.
        Posso dire che ne fui dispiaciuto? Non aveva affatto il comportamento del criminale prepotente, sbruffone, egomane fino al limite del possibile. Ne ho conosciuti tanti così, ma Nino no. Abbiamo mangiato insieme, in allegria, discusso insieme di donne, di macchine, di calcio. Nessuna relazione fra la sua professione criminale e il suo carattere sobrio, affabile, garbato. Il suo essere bandito, lontano anni luce dalla mia concezione di vita, ma la sua personalità assolutamente empatica.
        Ogni tanto ci penso.

        Aut hic aut nullubi

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #64
          E cosa ne tiri fuori? Mi interesserebbe davvero molto, King. Cos'è, secondo te attento osservatore dell'animo umano, che può condurre l'Uomo a una tale dicotomia?
          Grazie. Scusami. Tornerò a leggere nei giorni intorno all'Ascensione. Un abbraccio.
          amate i vostri nemici

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          • restodelcarlino
            giullare

            • 13/05/19
            • 12548

            #65
            Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio

            Ogni tanto ci penso.
            Ho fatto una riflessione anche io, sulle motivazioni dei comportamenti apparentementi contradditori di Nino.
            Non la faccio troppo lunga: il comportamento non nasce nel vuoto, ma è una risposta adattiva a tre variabili intrecciate: ciò che manca (bisogno), dove/quando ti trovi (contesto), e quali regole sono riconosciute come legittime (codici).
            I bisogni non sono monolitici: una volta soddisfatti i primari, l’individuo cerca, nello stesso tempo, appartenenza, sicurezza, riconoscimento, controllo, talvolta realizzazione. La Piramide di Maslow li dispone per livelli, ma nella vita reale si attivano in parallelo e competono tra loro.
            Il contesto decide quali bisogni diventano urgenti e quali tattiche immediate sono praticabili, nel quadro di una visione strategica di lungo terminei. In un ambiente informale e paritario (il bar, l’amicizia), emergono bisogni di relazione e identità condivisa; in un ambiente competitivo e gerarchico (un’organizzazione criminale), prevalgono sicurezza operativa, status e controllo.
            I codici sono le regole, giuridiche espresse o implicite, che dicono cosa è giusto, nel senso di efficace o necessario fare in quel contesto. Non coincidono sempre con la morale generale: possono essere codici professionali, di gruppo, di tradizione. L’individuo li interiorizza e li applica in modo selettivo.
            Ne segue che la stessa persona può apparire gentile e cooperativa in un sistema di norme, e fredda o violenta in un altro, senza percepirsi incoerente: sta soddisfacendo bisogni differenti usando i codici ritenuti validi in quel preciso ambiente e momento.
            In sintesi:
            il bisogno orienta, il contesto attiva, il codice autorizza.
            Un caso di tattica di sopravvivenza personale, nel quadro strategico della sopravvivenza della specie.
            Legge e corollario


            Last edited by restodelcarlino; 16-04-2026, 16:25.
            ...vassapé...

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            • Ninag
              Opinionista
              • 05/03/24
              • 1527

              #66
              Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
              Ho fatto una riflessione anche io, sulle motivazioni dei comportamenti apparentementi contradditori di Nino.
              Non la faccio troppo lunga: il comportamento non nasce nel vuoto, ma è una risposta adattiva a tre variabili intrecciate: ciò che manca (bisogno), dove/quando ti trovi (contesto), e quali regole sono riconosciute come legittime (codici).
              I bisogni non sono monolitici: una volta soddisfatti i primari, l’individuo cerca, nello stesso tempo, appartenenza, sicurezza, riconoscimento, controllo, talvolta realizzazione. La Piramide di Maslow li dispone per livelli, ma nella vita reale si attivano in parallelo e competono tra loro.
              Il contesto decide quali bisogni diventano urgenti e quali tattiche immediate sono praticabili, nel quadro di una visione strategica di lungo terminei. In un ambiente informale e paritario (il bar, l’amicizia), emergono bisogni di relazione e identità condivisa; in un ambiente competitivo e gerarchico (un’organizzazione criminale), prevalgono sicurezza operativa, status e controllo.
              I codici sono le regole, giuridiche espresse o implicite, che dicono cosa è giusto, nel senso di efficace o necessario fare in quel contesto. Non coincidono sempre con la morale generale: possono essere codici professionali, di gruppo, di tradizione. L’individuo li interiorizza e li applica in modo selettivo.
              Ne segue che la stessa persona può apparire gentile e cooperativa in un sistema di norme, e fredda o violenta in un altro, senza percepirsi incoerente: sta soddisfacendo bisogni differenti usando i codici ritenuti validi in quel preciso ambiente e momento.
              In sintesi:
              il bisogno orienta, il contesto attiva, il codice autorizza.
              Un caso di tattica di sopravvivenza personale, nel quadro strategico della sopravvivenza della specie.
              Legge e corollario

              In effetti lo spunto è interessante, ci sono individui che si sentono al di sopra delle " leggi", che possono essere sia morali che sociali, come i dittatori per esempio, ma a pensarci mi viene in mente anche il professionista integerrimo, medico, avvocato, che in pubblico appare la persona migliore di questo mondo, che in privato ne combina di ogni colore, prendendosela con chi ha accanto, che è costretto a subire in silenzio le peggiori situazioni.

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              • sandor
                Opinionista

                • 07/10/10
                • 3414

                #67
                Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                Ho fatto una riflessione anche io, sulle motivazioni dei comportamenti apparentementi contradditori di Nino.
                Non la faccio troppo lunga: il comportamento non nasce nel vuoto, ma è una risposta adattiva a tre variabili intrecciate: ciò che manca (bisogno), dove/quando ti trovi (contesto), e quali regole sono riconosciute come legittime (codici).
                I bisogni non sono monolitici: una volta soddisfatti i primari, l’individuo cerca, nello stesso tempo, appartenenza, sicurezza, riconoscimento, controllo, talvolta realizzazione. La Piramide di Maslow li dispone per livelli, ma nella vita reale si attivano in parallelo e competono tra loro.
                Il contesto decide quali bisogni diventano urgenti e quali tattiche immediate sono praticabili, nel quadro di una visione strategica di lungo terminei. In un ambiente informale e paritario (il bar, l’amicizia), emergono bisogni di relazione e identità condivisa; in un ambiente competitivo e gerarchico (un’organizzazione criminale), prevalgono sicurezza operativa, status e controllo.
                I codici sono le regole, giuridiche espresse o implicite, che dicono cosa è giusto, nel senso di efficace o necessario fare in quel contesto. Non coincidono sempre con la morale generale: possono essere codici professionali, di gruppo, di tradizione. L’individuo li interiorizza e li applica in modo selettivo.
                Ne segue che la stessa persona può apparire gentile e cooperativa in un sistema di norme, e fredda o violenta in un altro, senza percepirsi incoerente: sta soddisfacendo bisogni differenti usando i codici ritenuti validi in quel preciso ambiente e momento.
                In sintesi:
                il bisogno orienta, il contesto attiva, il codice autorizza.
                Un caso di tattica di sopravvivenza personale, nel quadro strategico della sopravvivenza della specie.
                Legge e corollario

                Mi fa tanto piacere che si cominci una buona volta a ragionare. Quello che dici non è del tutto inesatto. Uno come Santi Romano, un grandissimo giurista dell'Ottocento italiano, che traspose in Italia le categorie giuridiche, queste ultime elaborate da altrettanto grandi giuristi tedeschi, come il Windsheid e il Savigny, all'interno del ragionamento giuridico italiano, parlava per l'apppunto non di un'unica Autorità gerarchicamente sovraordinata,e al di sotto di essa una gerarchia con regole comuni, ma di una pluralità di gruppi organizzati. Però attenzione, perché se le regole all'interno di un qualsiasi gruppo organizzato, ad esempio un consesso criminale, entrano in conflitto con quelle di altro gruppo con diverse regole, allora la frizione può toccare momenti di parossismo che hanno la conseguenza più grave sul piano del diritto,ossia il commettere reati, cioè violare quelle che sono le prerogative e le attribuzioni di gruppi organizzati più ampi e comprensivi come lo Stato. Ecco, dato che ciò che lo Stato comanda deve andare bene a tutti, se c'è qualcuno che adotta altre regole ed altri comportamenti,ad esempio in mala vita, quel qualcuno è condannato a soccombere. Bisognerebbe capire che l'affermazione "questo è il migliore dei mondi possibili" e cioè la società retta dallo Stato va intesa in quanto affermazione che rispecchia la realtà. Ciò è a dire che una realtà più confacente a quelli che sono i bisogni dei cittadini di uno Stato liberale non c'è. Qualcuno c'ha anche provato ma col solo risultato di produrre morte a distruzione. I movimenti politici "storici" nascono come reazione ad una Realtà che non percepiscono come propria, perché probabilmente nessuno gliela aveva spiegata. Ma dico: se i filosofi fossero andati a curarsi da Freud, tanti lutti in nome del cambimento avrebbero potuto essere ridotti?
                http://letteraturaomnibus.blogspot.com

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                • King Kong
                  رباني
                  • 05/07/17
                  • 2356

                  #68
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  E cosa ne tiri fuori? Mi interesserebbe davvero molto, King. Cos'è, secondo te attento osservatore dell'animo umano, che può condurre l'Uomo a una tale dicotomia?
                  Grazie. Scusami. Tornerò a leggere nei giorni intorno all'Ascensione. Un abbraccio.
                  Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                  Ho fatto una riflessione anche io, sulle motivazioni dei comportamenti apparentementi contradditori di Nino.

                  Legge e corollario

                  Prima di rispondere devo aggiungere qualche particolare.
                  Dopo il fatto chiesi a un personaggio di quell'ambiente come sia stato possibile che Nino si fosse lasciato trascinare in un fatto di sangue.
                  La risposta fu che:
                  1) era stato l'altro a voler invadere il territorio di Nino e a sfidarlo apertamente; nella fattispecie, anche l'altro sparò, ma Nino ebbe la meglio.
                  2) in quel contesto Nino non avrebbe potuto tirarsi indietro e mettersi da parte, pena la perdita di tutto, anche della vita.

                  restodelcarlino Lo voglio scrivere come attenuante e come monito, nel senso che una volta fatta una scelta criminale, non sei sempre in grado di controllarne le conseguenze. Un po' Faust, un po' la teoria secondo la quale il battito dell'ala di una farfalla nella foresta amazzonica può provocare un uragano in Texas.

                  conogelato voglio ricordare che secondo il Vangelo di Luca, Gesù viene crocifisso fra due malfattori, ma uno persiste nella sua condotta anche sulla croce e al altro viene promessa la salvezza per il solo motivo di aver riconosciuto il male fatto e aver chiesto aiuto al Cristo.
                  In questo caso, voglio sperare che Nino abbia avuto il tempo sufficiente per riflettere.

                  1 Samuele 16,7: "L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore"
                  Aut hic aut nullubi

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                  • King Kong
                    رباني
                    • 05/07/17
                    • 2356

                    #69
                    Originariamente Scritto da Ninag Visualizza Messaggio

                    In effetti lo spunto è interessante, ci sono individui che si sentono al di sopra delle " leggi", che possono essere sia morali che sociali, come i dittatori per esempio, ma a pensarci mi viene in mente anche il professionista integerrimo, medico, avvocato, che in pubblico appare la persona migliore di questo mondo, che in privato ne combina di ogni colore, prendendosela con chi ha accanto, che è costretto a subire in silenzio le peggiori situazioni.
                    Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio

                    Mi fa tanto piacere che si cominci una buona volta a ragionare.
                    A scanso di equivoci, la legge stabilita dagli uomini deve avere il suo corso fermo restando che anche nello Stato Liberale questa é perfettibile e se
                    una realtà più confacente a quelli che sono i bisogni dei cittadini di uno Stato liberale non c'è
                    resta IMHO discutibile.
                    Aut hic aut nullubi

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                    • Ninag
                      Opinionista
                      • 05/03/24
                      • 1527

                      #70
                      a scanso di equivoci, la legge stabilita dagli uomini deve avere il suo corso fermo restando che anche nello Stato Liberale questa é perfettibile e se
                      .

                      Parliamo sempre di situazioni che si spostano dal "sentire comune", infatti ho virgolettato le leggi, non era riferito completamente ai codici penali o civili.
                      Last edited by Ninag; 17-04-2026, 10:56.

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                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17954

                        #71
                        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                        E se le cose fossero molto più semplici?
                        Una sola "Legge", naturale ed assoluta che vale per tutti i viventi, dal lichene all'homo smartphonicus insipiens (m/f/altro+). Dalle origini, dal procariota per arrivare a oggi: la "Perennità della Specie". Col suo corollario: "Istinto di sopravvivenza individuale". Ogni "vivente" é evoluto ed evolve in base ai mezzi che ha.
                        L'uomo é senziente e sociale.
                        Non socievole, per il corollario é "naturalmente" egoista.
                        Ed é l'intelligenza che lo rende, nel suo interesse (come membro della specie), tale. "Socievole", intendo
                        Religioni, filosofie....etica....bene...male.....etc.
                        Basta cambiare gli occhiali, guardare tutto con le lenti della "Legge di Natura", e tutto é chiaro. I "perché".
                        I "come".....altro discorso.
                        E gli animali? La genetica, l'ambiente e le esperienze vissute?
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • King Kong
                          رباني
                          • 05/07/17
                          • 2356

                          #72
                          Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                          E se le cose fossero molto più semplici?
                          Una sola "Legge", naturale ed assoluta che vale per tutti i viventi,...

                          Basta cambiare gli occhiali, guardare tutto con le lenti della "Legge di Natura", e tutto é chiaro. I "perché".
                          I "come".....altro discorso.
                          Anche qui...
                          Dietro a "Legge di Natura" c'é un universo di interpretazioni, non certo un concetto condiviso.
                          Aut hic aut nullubi

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #73
                            Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio



                            Prima di rispondere devo aggiungere qualche particolare.
                            Dopo il fatto chiesi a un personaggio di quell'ambiente come sia stato possibile che Nino si fosse lasciato trascinare in un fatto di sangue.
                            La risposta fu che:
                            1) era stato l'altro a voler invadere il territorio di Nino e a sfidarlo apertamente; nella fattispecie, anche l'altro sparò, ma Nino ebbe la meglio.
                            2) in quel contesto Nino non avrebbe potuto tirarsi indietro e mettersi da parte, pena la perdita di tutto, anche della vita.

                            restodelcarlino Lo voglio scrivere come attenuante e come monito, nel senso che una volta fatta una scelta criminale, non sei sempre in grado di controllarne le conseguenze. Un po' Faust, un po' la teoria secondo la quale il battito dell'ala di una farfalla nella foresta amazzonica può provocare un uragano in Texas.

                            conogelato voglio ricordare che secondo il Vangelo di Luca, Gesù viene crocifisso fra due malfattori, ma uno persiste nella sua condotta anche sulla croce e al altro viene promessa la salvezza per il solo motivo di aver riconosciuto il male fatto e aver chiesto aiuto al Cristo.
                            In questo caso, voglio sperare che Nino abbia avuto il tempo sufficiente per riflettere.

                            1 Samuele 16,7: "L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore"
                            Citazioni assolutamente pertinenti, le tue: il cuore dell'Uomo è un abisso, dice il Salmo. E lo conosce fino in fondo solamente Dio. Tante volte l'Uomo vorrebbe, sinceramente, fare il Bene. Aderisce, alla Legge Morale inscritta naturalmente nel suo cuore, ma scopre amaramente di fare il Male, alla fine. Lo spiega magnificamente San Paolo in questo passo:

                            "Sappiamo infatti che la legge è spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato. Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto. Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge è buona; quindi non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!"

                            Romani 7

                            È solo e unicamente Gesù Cristo che ci libera da questa condizione, amici ed amiche. Si diventa capaci di compiere il Bene, esclusivamente per i meriti di Cristo. Aderendo a Lui, consegnando la nostra Vita a Lui. L'Unico che vince il Peccato. L'Unico che vince la Morte. L'Unico che vince il Male.

                            Ci rileggiamo, davvero, all'Ascensione.
                            Ciao grande King Kong.
                            amate i vostri nemici

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                            • Ninag
                              Opinionista
                              • 05/03/24
                              • 1527

                              #74
                              Grazie Cono, il tuo contributo è sempre gradito, nel pezzo ho cercato di non includere la religione se non indirettamente, anche perché come tutti ben sappiamo ne esistono di diverse, possiamo anche affrontare gli argomenti senza per forza includere le proprie credenze, che sono comunque degne del massimo rispetto.

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                              • PACE
                                Opinionista
                                • 27/08/07
                                • 1414

                                #75
                                Originariamente Scritto da follemente Visualizza Messaggio

                                Il Papa e Sanchez sono tra i rarissimi uomini in vista che si oppongono pubblicamente alle guerre imperialiste di Trump e Netanyahu e si espongono di persona, nonostante gli attacchi e le minacce.
                                La sfida è ormai in corso e nulla potrà cambiare la contrapposizione diventata ormai palpabile a livello di massa. Tuttavia c'è un elemento che va aldilà del fatto del giorno. In questo cambio di epoca - dove sono saltati gli schemi del passato per usare un concetto del defunto Papa Francesco - la Chiesa cattolica (con tutti i suoi errori e peccati storici) si ripresenta nuovamente sotto la guida di Prevost, come voce di forte autorità morale internazionale. Una voce di umanità, solidarietà, fraternità fra le religioni, voce di dialogo e rispetto per le persone - soprattutto le più fragili - e di collaborazione multilaterale tra le nazioni: una testimonianza preziosa nell'epoca del caos e della brutalità.

                                MARCO POLITI

                                Il fatto quotidiano

                                Papa Leone non voleva, ma ora
è diventato l’Anti-Trump del mondo
                                Last edited by PACE; 18-04-2026, 10:52.
                                "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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