Originariamente Scritto da BiO-dEiStA
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per capire "chi comanda" bisogna avere un riscontro tra i fini intesi ed i conseguimenti ottenuti;
in questo 3d ho sostenuto che, per quanto potenti ed influenti, le entità che noi percepiamo come "chi comanda" non sono davvero in grado di esercitare stabilmente quel potere che spesso l'opinione pubblica attribuisce loro;
se tu attribuisci un fine - a partire dalle priorità quali tu le percepisci - alla politica vaticana, es. quello di un'influenza politico-economica sulle scelte istituzionali e politiche, certamente rendi almeno parzialmente coerente un esito ai fini percepiti;
ma se, poniamo, tu contemplassi come un fine essenziale vaticano quello ovvio e innegabile dell'esercizio autentico di un magistero morale della chiesa sulla popolazione, dovresti inferirne un sostanziale fallimento e la revisione del profilo di potere di quell'entità;
oggi magari possiamo dire che il Vaticano sia rassegnato ad esercitare una scarsa influenza morale rispetto ai decenni passati, e perciò si accontenta di esenzioni fiscali e altre prebende e guarentigie;
ma è ovvio che ridimensionando a posteriori gli obbiettivi intesi del potere per renderli congruenti a quanto effettivamente conseguito ottieni sempre un full score, per definizione; ma non mi sembra un metodo molto interessante per descrivere la storia, e nemmeno la cronaca...


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