concordo con nemo e credo anche che una persona che non ha il coraggio di sostenere le proprie idee francamente, ma invece si rifugia nell'insulto velato e nella provocazione debba essere trattata anche peggio di come il nostro moderatore ha fatto.
il comunismo, significati di una rivoluzione
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[QUOTE=yuri gagarin (stalinista?)]Originariamente Scritto da N3m0In ogni caso risuona in me il detto "non fidarti di chi ha letto un solo libro"... Detto che sembra adattarsi perfettamente a questa come ad altre situazioni che lorixnt2 stesso ricordava...
questo nonfestina lente
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per tornare al libro della strong, l'autrice parla di stalin come di un leader capace di interpretare il volere delle masse. se si concorda con la strong, si deve necessariamente abbandonare la tradizionale concezione dittatoriale del potere staliniano, e ritenere che sia stato il popolo a volere edificare il socialismo, piuttosto che una ristretta cerchia di avanguardisti rivoluzionari.
a voi la parola...
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Non ho letto tale libro ma non mi sembra realistico pensare che i contadini dell'impero russo sapessero cosa fosse il socialismo prima della rivoluzione. Sicuramente un ceto intellettuale ne ha diffuso la linea di massima fra i ceti proletari, altrimenti la rivoluzione non sarebbe stata possibile.
Quanto a Stalin, io credo che un dittatore che non cerca di interpretare il volere delle masse non duri mai a lungo. Sapere interpretare il volere delle masse non vuole affatto dire essere equi o democratici, vuol dire solo sapere cosa si deve fare e l'immagine che si deve avere per ottenere consensi.QUADRIGLIA - Pesce a quattro pinne; si distingue dalla triglia che ne ha tre, dalla biglia che ne ha due e dalla maniglia che ne ha una.
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In linea di massima io tendo a concordare con chi ritiene che la presa del potere dei bolscevichi è stata il frutto di un'unione tra il populismo russo e le istanze di cambiamento di un'intellighentia progressista-radicale.
Hanno saputo interpretare ed incalanare il generale scontento di un popolo distrutto dall'oppressione zarista.[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
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[QUOTE=N3m0]In linea di massima io tendo a concordare con chi ritiene che la presa del potere dei bolscevichiGUAI AI NEMICI DEL POPOLO
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[QUOTE=yuri gagarin]Ma se i primi nemici dei "futuri" bolscevichi erano proprio i populisti...prima del 1900 in Russia i primi gruppi marxisti tra cui quello di lenin(UNIONE DI LOTTA X L'EMANCIPAZIONE DELLA CLASSE OPERAIA) instaurarono una feroce lotta proprio contro i populisti(e contro gli economicisti)....come vedi la tua tesi non sta in pedi.....parla d'altro che[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
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Penso che lenin si sforzò lucidamente di applicare la prospettiva marxista all'analisi della società russa.
Non a caso era in netto contrasto con la retorica populista del "mitico" contadino russo detentore di ogni virtù... Fu il primo a sottolineare in maniera compiuta il cambiamento -in senso capitalista- della russia dell'epoca, ad individuare nei contadini non un serbatoio di retoriche virtù, ma il futuro serbatoio di forza lavoro ecc. ecc.[URL="http://n3m0.splinder.com/"][size=1][color=red]Il problema degli uomini non
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