se un grumo di cellule che crescono nel grembo, e che non sono lì per caso ma causate da un concepimento, può essere chiamato corpo o vita, allora l'aborto è una decisione presa sopra a quel corpo, oltretutto inconsapevole.
non pretendo che tutti capiscano ed accettino questo mio punto di vista, ma io cerco di capire il tuo senza pregiudizi sulla tua moralità. se pensi che sono meschino, dimmelo, ed abbiamo già finito di discutere, prima che diventi litigio.
Per me è meschino pretendere di disporre del corpo altrui, scavalcando la volontà della persona in questione.
Nel caso del grumo di cellule, anche nella possibilità che si voglia, per motivi a me incomprensibili, chiamarlo corpo (vita è sicuramente, così come lo sono i capelli, le unghie, l'ovulo, ecc. ecc), certo è che non si può definirlo persona, dal momento che ciò che fa di un corpo una persona è la sua socializzazione, che generalmente avviene subito dopo la nascita.
Trovo intollerabile che qualcuno pretenda di sostituirsi ad una donna in situazioni in cui è il suo corpo ad essere al centro, nelle decisioni rispetto non solo alla sua autodeterminazione, ma anche rispetto a come deve considerare un embrione (cioè "è un persona e se lo uccidi sei un'assassina").
E come si possa considerare un ammasso di cellule degno di tutta la protezione possibile, e contemporaneamente fregarsene della persona fatta e finita che abbiamo davanti (considerata, evidentemente, solo un contenitore), non me lo riesco proprio a spiegare.
Se poi tu sia meschino o no, sinceramente non ti so dire, nemmeno ti conosco.
siamo in un paese in cui ancora si muore in corsia o fuori dal pronto soccorso per mancanza di strutture adeguate.
la vera rottura di coglioni è questa.
Ecco, immaginati se devo rischiare la morte non solo per la malasanità, ma pure per un aborto clandestino.
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
[QUOTE=Il gatto;1084050] Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall'articolo 7 e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalita
Ma infatti nel complesso del sistema SSNN te la assicurano in qualche centro grosso dove ti dirottano e non ti dicono che te la assicurano nel centro, di qualunque dimensione, a te più comodo e vicino, dove poi in concreto lo si vorrebbe assicurato nell'individuale, cosa che la legge non dice facendo riferimento all'insieme
Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare lo espletamento delle procedure previste dall'articolo 7
Non indicano nemmeno della regione, quindi è virtualmente tutta l'italia coinvolta nell'assicurazione, allo stesso modo per cui è il sistema intero, tramite specifici centri nazionali, identificato a fornire certe prestazioni non disponibili ovunque, avendo obblighi generali similari.
Lo stesso qua, ti inviano nel caso dove l'obbligo di fornitura coesiste con il diritto di rifiuto per ampiezza della struttura.
Se una persona puoi accopparla impunemente significa necessariamente che non ha gli stessi diritti di una che invece non è accoppabile.
Non mi sembra difficile, su.
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Avere meno diritti non la trasforma in non persona, ovvero entità di specie umana era e resta quando persona questo indica, ha solo meno diritti ricadendo in certe condizioni previste nell'attribuzione e nella limitazione dei diritti alla stessa entità fisica di specie umana.
Embrione è una descrizione di uno stadio di sviluppo, come lo è bambino o adulto, tutto collegato a "di specie umana" per sua natura fisica senza alcun diritto precostituito come fosse un ranocchio, girino o adulto che sia.
A questo punto è l'organizzazione sociale che crea la "persona" ovvero l'insieme dei diritti e limitazioni degli stessi da attribuire a quella sequeza biologiga di stadi di sviluppo e ciò lo si fa discrezionalmente nelle regole del posto.
Cosa percui persona ha due diversi significati, uno che dice solo di specie umana e uno diverso indipendente dal primo che attribuisce e toglie diritti sociali, poi per praticità si dice sempre persona per stare a dire entità di specie umana in un caso e persona giuridica nell'altro, dove è questa personalità giuridica attribuita agli stadi di sviluppo che permette di fare o non fare.
In tale stato di cose puoi dare e togliere diritti a chi e cosa ti pare, es è parso di darli agli animali e ora anch'io gatto se mi fai male posso farti causa, con gli egiziani ne avevo di più però dopo tanto tempo che li avevo persi è già qualcosa.
Lo stesso per l'embrione, se lo si vuole gli si sttribuiscono i diritti che si vogliono, che casualmente sono uguali a quelli degli adulti, salvo volere poi limitarli in certe condizioni.
Al momento in italia non c'è un diritto specifico dell'embrione, ma tuttavia lo si può gestire solo attraverso quelle leggi che dicono cosa ci si può fare e quando e cosa no con quello stadio di sviluppo.
Continua a sembrarmi un'assurdità.
Ti chiedo scusa, ma davvero mi pare una pippa mentale che potremmo tranquillamente evitarci.
Se a te pare sensato dire "è una persona ed ha gli stessi diritti della madre" e dire subito dopo "però non ha gli stessi diritti della madre e ucciderlo non è reato"... bah...
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Eppure è così. Un condannato a morte NON HA gli stessi diritti di una persona che non ha commesso alcun crimine e, di fatto, diventa una non persona a tal punto che è legittimo ucciderlo.
no...
Un condannato a morte è tale proprio in quanto persona, almeno in quei paesi che definiamo democratici, fatto salvo il "caso Guantanamo"..
Ha i suoi diritti e i suoi doveri pure nel braccio della morte esattamente come gli altri detenuti, è ovvio che siano diversi da quelli di chi non è mai stato riconosciuto colpevole di un qualsiasi reato ( e se l'ho scritto così un motivo c'è...)
Di fatto il paragone non regge...
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