Elogio alla Non esistenza... 😑

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  • restodelcarlino
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    Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Tornando al tema....omissis....Chi fa figli può ritrovarsi a non sapere perché abbia ceduto a farne; ci sono quelli che poi si pentono di aver procreato. Quel che è certo è che nessuno fa o farà figli perché serve all’Inps, per quanto continuino a chiederci di procreare proprio con questa motivazione.
    Guardando la situazione con uno sguardo esterno e spersonalizzato, mi sembra vedere all’opera una dinamica evoluzionistica classica. Una parte dell’umanità contemporanea, più individualista, orientata all’autorealizzazione personale, meno incline alla genitorialità, riduce drasticamente la propria capacità riproduttiva. Un’altra, per motivazioni culturali, religiose o semplicemente antropologiche differenti, continua invece a fare figli.
    In termini darwiniani, non esiste giudizio morale: esiste selezione nel tempo. Gruppi sociali e culturali che non trasmettono sé stessi tendono progressivamente a dissolversi, sostituiti da altri più prolifici e più capaci di continuità demografica.
    La “Legge naturale”, qui, non prescrive cosa sia giusto o sbagliato; semplicemente mostra che in ogni specie, nel processo evolutivo, soggetti che smettono di riprodursi, sono inevitabilmente rimpiazzati da un’altri, oppure sparisce la specie stessa. È già accaduto, e non esistono motivi oggettivi per ritenere che l’Homo smatphonicus costituisca un’eccezione cosmica.
    Salvo, naturalmente, ipotizzare benevolenze o punizioni divine.
    Ma questo aspetto lo lascio ai competenti in materia.

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  • restodelcarlino
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    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    quei due di Francoforte
    diavolaccio di un axe
    mi hai fatto faticare: Horkheimer, come co-autore con Adorno, me l'ero scordato
    E...ho dovuto chiedere aiuto ad un algoritmo...



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  • restodelcarlino
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    Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio

    Ok. Allora ne rivendico una terza, quella della conoscenza diretta, senza intermediari intellettuali, teoretici o teologici. Anche comne tentativo.
    (senza la minima polemica)
    Non ho capito cosa sia. Vuoi dire per "intuizione/visione/...eureka"? Puoi spiegarmi, magari con un esempio?

    Last edited by restodelcarlino; 08-05-2026, 15:27.

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  • Ale
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    Originariamente Scritto da doxa Visualizza Messaggio
    Tornando al tema....

    Alessandra Minello, docente di demografia nel dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, ha pubblicato diversi libri, per esempio: “Non è un Paese per madri”, “Genitori alla pari. Tempo, lavoro e libertà”, recentemente: “Senza figli. Scelte vincoli e conseguenze della denatalità” (edit, Laterza).

    In quest’ultimo libro invita a riflettere sul perché oggi sempre meno persone hanno figli. Welfare inadeguato, crisi economica, precarietà del lavoro, tappe di vita sempre rimandate. Tutto vero. Eppure, la denatalità non è una questione solo economica o biologica. È anche una questione di libertà: “Vorrei ma non posso” (avere figli), “Potrei ma non voglio”, oppure: “Non vorrei anche se potessi”.

    La Minello evidenzia che tassi di fecondità sono il risultato complesso di scelte, vincoli e trasformazioni culturali e sociali.

    Il declino della natalità in Occidente. Una spiegazione diffusa vuole che le persone vorrebbero avere figli ma le circostanze non glielo consentono. Un’altra spiegazione sociologica evidenzia la mancanza di efficaci misure economiche di protezione delle famiglie e le discriminazioni che le donne subiscono nell’ambito del lavoro; tra le cause c’è anche una maggiore capacità di scelta degli individui, e un maggior numero di donne e di coppie che si affrancano dal postulato che un essere umano realizzato sia un essere umano che si è riprodotto.

    Nel Nord Europa gli scandinavi hanno l’invidiabile tradizione di welfare generosi, eppure negli ultimi anni il calo demografico è netto e rapido: la Norvegia è passata da un tasso di fecondità totale di 1,98 nel 2009 a 1,41 nel 2022; in modo analogo la Finlandia, è scesa da 1,86 nel 2009 a 1,32 nel 2022. Non è una questione di asili che non si trovano. C’è dell’altro: le guerre in varie parti del mondo inducono alla prudenza nel generare figli.

    Nascono movimenti come l’antinatalismo, secondo cui mantenersi nullipari è il modo moralmente più responsabile.

    Secondo il filosofo e scrittore sudafricano David Benatar nascere è sempre un danno.

    Ci sono molte persone che pensano che la loro vita sia bella ma decidono di non avere figli, per continuare a viaggiare, ad andare a cena al ristorante , ad avere uno stile di vita curioso e stimolante.

    L’inverno demografico va spiegato anche così: si sta diffondendo un rispetto per sé stessi, assieme alla concezione dell’essere umano adulto che non passa necessariamente per la genitorialità, che non accetta di piegarsi agli obblighi sociali, ma costruisce la propria identità con scelte meditate.
    Se siamo senza figli, è per andare incontro a noi stessi.

    Il femminismo degli anni ‘60 dello scorso secolo cercò di smontare la mistica della maternità. Ci sono “femministe” che dubitano che il rifiuto della maternità sia davvero libero, e non nasca invece da altre imposizioni, ad opera del sistema capitalistico e di narrazioni riguardanti l’autorealizzazione nel lavoro.

    La politica mostra di capire poco della vita delle persone, quando ci chiede di fare più figli per dare cittadini autoctoni alla nazione e poi sostenere il sistema pensionistico.

    Chi fa figli può ritrovarsi a non sapere perché abbia ceduto a farne; ci sono quelli che poi si pentono di aver procreato. Quel che è certo è che nessuno fa o farà figli perché serve all’Inps, per quanto continuino a chiederci di procreare proprio con questa motivazione.
    Riflessioni interessanti, mancherebbe ancora un accenno ai cambiamenti climatici sempre più frequenti ed estremi...
    ...ma il succo è sempre quello, si va sempre peggio con poche speranze di invertire la rotta, per cui si andrebbe a consegnare ai posteri un mondo sempre più dimmerd ed invivibile

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  • axeUgene
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    Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio

    Quali elementi devo considerare per stabilire cosa sia irrilevante e cosa no?
    l'attitudine di una nozione a diventare rilevante per la scelta in un determinato contesto; il che, non inficia il valore euristico di quella nozione; è rilevante il colore della pelle di Paola Egonu, che certamente è "nera" ?



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  • PACE
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    L'uomo avverte - nel profondo di sè stesso - di non essere solo materia; già dagli Etruschi e dagli Egizi è ìnsita dentro di noi la nozione di Eternità. E non importa certo visitare necropoli e piramidi per rendersene conto...

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  • Vega
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    Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio

    Mica tanto, visto che pochi di noi in questo forum arriveranno a vivere cento anni. Che di fronte all'universo restano pochini comunque. 😂
    Abbi pazienza, la materia e l'energia vengono studiate ogni giorno. Fino a prova contraria siamo fatti così. Poi se c'è altro, vassapé

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  • Vega
    replied
    Ci sono molte persone che pensano che la loro vita sia bella ma decidono di non avere figli, per continuare a viaggiare, ad andare a cena al ristorante , ad avere uno stile di vita curioso e stimolante.
    Pur non da mamma, vorrei spezzare una lancia a favore del fare verso i bambini e fare cose assieme a loro, figli o meno che siano. In fondo è in un certo senso un'avventura anche questa, entrare nel fantastico mondo dei bambini e della loro mente e crescita (pur consapevole del risvolto della medaglia e delle energie e nervi che a volte se ne vanno).
    Non è tempo perso e nemmeno significa niente di curioso e stimolante avere a che fare con i bambini, col loro modo di pensare, di agire, con la loro curiosità ed il loro cervellino spugna e fargli comprendere il mondo attorno, fare esperienze con loro e farle fare a loro. Poi ovviamente dipende dalle sensibilità personali trovarci uno scopo, uno stimolo e un piacere in questo.

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  • King Kong
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    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

    Nessun aut-aut, per carità! Ho scassato i marroni a tutti con diecine di post per stigmatizzare la "domanda a risposta obbligata"...quindi, "giocare allo stesso gioco"...no. Proprio no.
    Infatti ho scritto: "...ci sono (in prima approssimazione) due vie...". E si parla di "inconscio", di "ignoto".
    Ok. Allora ne rivendico una terza, quella della conoscenza diretta, senza intermediari intellettuali, teoretici o teologici. Anche comne tentativo.

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  • King Kong
    replied
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    La materia per ora è quella che dà più certezze e riscontri
    Mica tanto, visto che pochi di noi in questo forum arriveranno a vivere cento anni. Che di fronte all'universo restano pochini comunque. 😂

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  • King Kong
    replied
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    la nozione trasposta nella realtà della gastronomia si atteggia inevitabilmente a posizione politica, poiché fa risaltare circostanze altrimenti irrilevanti o indesiderate come indice di preferibilità oggettiva:
    Quali elementi devo considerare per stabilire cosa sia irrilevante e cosa no?

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  • Vega
    replied
    La materia per ora è quella che dà più certezze e riscontri

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  • King Kong
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    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

    Alt però. Il funzionamento delle molecole, loro caratteristiche e proprietà, così come delle cellule, dei loro organelli e che cosa dà energia alla cellula, la tiene in vita in sostanza, non è un punto di vista. Un organismo, unicellulare o pluricellulare che sia, vive finché funziona, ha quindi scambi energetici, si riproduce, si ripara ecc...
    Basterebbe il ripassino di scienze a partire dalle medie, con tutte le cosine tipo i cicli cellulari (meiosi e mitosi, ciclo di Krebs ed il resto).
    Non era questo il punto.
    Il punto era se l'esistenza sia solo materia (tu) o vada oltre (io).

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  • restodelcarlino
    replied
    Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
    No RdC, non mi piace questo aut aut. Da una parte la tua scelta umile e onesta e dall’altra quella un po‘ tonta che si nutre di anestetici o peggio di stupefacenti. Fra l’una e l’altra ci sono mille sfumature di grigio e altre mille oltre le due. E tutte rispettabili.

    Nessun aut-aut, per carità! Ho scassato i marroni a tutti con diecine di post per stigmatizzare la "domanda a risposta obbligata"...quindi, "giocare allo stesso gioco"...no. Proprio no.
    Infatti ho scritto: "...ci sono (in prima approssimazione) due vie...". E si parla di "inconscio", di "ignoto".
    Last edited by restodelcarlino; 08-05-2026, 08:12.

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  • doxa
    replied
    Tornando al tema....

    Alessandra Minello, docente di demografia nel dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, ha pubblicato diversi libri, per esempio: “Non è un Paese per madri”, “Genitori alla pari. Tempo, lavoro e libertà”, recentemente: “Senza figli. Scelte vincoli e conseguenze della denatalità” (edit, Laterza).

    In quest’ultimo libro invita a riflettere sul perché oggi sempre meno persone hanno figli. Welfare inadeguato, crisi economica, precarietà del lavoro, tappe di vita sempre rimandate. Tutto vero. Eppure, la denatalità non è una questione solo economica o biologica. È anche una questione di libertà: “Vorrei ma non posso” (avere figli), “Potrei ma non voglio”, oppure: “Non vorrei anche se potessi”.

    La Minello evidenzia che tassi di fecondità sono il risultato complesso di scelte, vincoli e trasformazioni culturali e sociali.

    Il declino della natalità in Occidente. Una spiegazione diffusa vuole che le persone vorrebbero avere figli ma le circostanze non glielo consentono. Un’altra spiegazione sociologica evidenzia la mancanza di efficaci misure economiche di protezione delle famiglie e le discriminazioni che le donne subiscono nell’ambito del lavoro; tra le cause c’è anche una maggiore capacità di scelta degli individui, e un maggior numero di donne e di coppie che si affrancano dal postulato che un essere umano realizzato sia un essere umano che si è riprodotto.

    Nel Nord Europa gli scandinavi hanno l’invidiabile tradizione di welfare generosi, eppure negli ultimi anni il calo demografico è netto e rapido: la Norvegia è passata da un tasso di fecondità totale di 1,98 nel 2009 a 1,41 nel 2022; in modo analogo la Finlandia, è scesa da 1,86 nel 2009 a 1,32 nel 2022. Non è una questione di asili che non si trovano. C’è dell’altro: le guerre in varie parti del mondo inducono alla prudenza nel generare figli.

    Nascono movimenti come l’antinatalismo, secondo cui mantenersi nullipari è il modo moralmente più responsabile.

    Secondo il filosofo e scrittore sudafricano David Benatar nascere è sempre un danno.

    Ci sono molte persone che pensano che la loro vita sia bella ma decidono di non avere figli, per continuare a viaggiare, ad andare a cena al ristorante , ad avere uno stile di vita curioso e stimolante.

    L’inverno demografico va spiegato anche così: si sta diffondendo un rispetto per sé stessi, assieme alla concezione dell’essere umano adulto che non passa necessariamente per la genitorialità, che non accetta di piegarsi agli obblighi sociali, ma costruisce la propria identità con scelte meditate.
    Se siamo senza figli, è per andare incontro a noi stessi.

    Il femminismo degli anni ‘60 dello scorso secolo cercò di smontare la mistica della maternità. Ci sono “femministe” che dubitano che il rifiuto della maternità sia davvero libero, e non nasca invece da altre imposizioni, ad opera del sistema capitalistico e di narrazioni riguardanti l’autorealizzazione nel lavoro.

    La politica mostra di capire poco della vita delle persone, quando ci chiede di fare più figli per dare cittadini autoctoni alla nazione e poi sostenere il sistema pensionistico.

    Chi fa figli può ritrovarsi a non sapere perché abbia ceduto a farne; ci sono quelli che poi si pentono di aver procreato. Quel che è certo è che nessuno fa o farà figli perché serve all’Inps, per quanto continuino a chiederci di procreare proprio con questa motivazione.

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