linguaggio cattolico, sessualita' e tradizione

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #1

    linguaggio cattolico, sessualita' e tradizione

    uno scambio di battute con Cono el 3d "tra moglie e marito..." ha risvegliato il mio interesse per il significato dei linguaggi adottati per descrivere e prospettare una dottrina, un precetto, un modo di vedere;

    come spesso ascoltato da persone di formazione cattolica, Cono parla della sessualità come un "dono", "donarsi", ecc...
    la parola è bella ed evoca istintivamente un valore positivo;

    ma siamo sicuri che si adatti davvero alla prospettiva della sessualità ?

    nel concetto di "dono" è evidentemente implicita la nozione di un qualcosa cui si rinuncia a favore dell'altro; ma a cosa si rinuncia, cosa si perde in una sessualità desiderata e libera, non subita ?

    si potrebbe pensare ad un modo per rendere psicologicamente attiva una persona che subisca il desiderio altrui come imposizione o rinuncia di qualsiasi genere, oppure ad un dono che non è proprio disinteressato, poiché subordinato all'ottenimento di uno status, il matrimonio o altro, la pelliccia magari...

    come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti;
    perché, accettati come un dato oggettivo i concetti che implicano, indirizzano già un'opinione.
    c'è del lardo in Garfagnana
  • nahui
    Astensionista

    • 05/03/09
    • 21040

    #2
    Beh, però la parola "dono" forse non ha un significato necessariamente utilitaristico... La prima cosa alla quale ho pensato è il valore - anche economico, ammettiamolo - che un tempo aveva la verginità femminile: ti dono il mio tesssoro, la mia ricchezza. Non era in gioco solo la pelliccia, ma la vita intera della donna: la possibilità di sposarsi, di avere figli, la considerazione sociale. Uno sbaglio e ti giocavi tutto. Però, anche a prescindere da questo, la sessualità consapevole e gioiosa, accompagnata da un sentimento (affetto, amore, amicizia o stima) è un dono reciproco perchè è una comunicazione intima, una forma di investimento emotivo. Non so come spiegarlo: "Mi fido di te, amandoti ti svelo la mia parte più vulnerabile, so che potresti ferirmi, ma lo accetto". La disponibilità ad essere feriti e la fiducia sono l'amore e sono il dono. La sessualità predatoria è invece in modalità protetta, schermata. La stessa disponibilità ad accogliere eventuali figli, se ci pensi bene, fa parte integrante della modalità non protetta, fiduciosa. In quest'ottica, e solo in quest'ottica, comprendo l'ammissione dei soli metodi anticoncezionali naturali da parte dei cattolici, che lasciano spazio all'eventualità, seppure remota del concepimento (quindi alla volontà di Dio, ma anche alla fiducia nei confronti del partner).
    Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
    (George Bernard Shaw)

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66040

      #3
      Barbara!!! Sul concetto di dono ho risposto nell'altro topic, ma te mi superi alla grande con queste riflessioni
      amate i vostri nemici

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      • nahui
        Astensionista

        • 05/03/09
        • 21040

        #4
        Mi propongo come papessa?
        Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
        (George Bernard Shaw)

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66040

          #5
          Non esagerare, adesso.
          amate i vostri nemici

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24593

            #6
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Beh, però la parola "dono" forse non ha un significato necessariamente utilitaristico... La prima cosa alla quale ho pensato è il valore - anche economico, ammettiamolo - che un tempo aveva la verginità femminile: ti dono il mio tesssoro, la mia ricchezza. Non era in gioco solo la pelliccia, ma la vita intera della donna: la possibilità di sposarsi, di avere figli, la considerazione sociale. Uno sbaglio e ti giocavi tutto.
            questo certamente un tempo; ma oggi ?

            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Però, anche a prescindere da questo, la sessualità consapevole e gioiosa, accompagnata da un sentimento (affetto, amore, amicizia o stima) è un dono reciproco perchè è una comunicazione intima, una forma di investimento emotivo. Non so come spiegarlo: "Mi fido di te, amandoti ti svelo la mia parte più vulnerabile, so che potresti ferirmi, ma lo accetto"
            ma la condizione è reciproca e se fai sesso, lo fai perché ti piace e va anche a te, e anche l'altro potrebbe essere ferito come te, e se è altettanto in buona fede, la condizione è simmetrica;

            semmai, il dono di cui si parla è la fiducia, in generale, dato che si può essere feriti da qualcuno a cui abbiamo concesso fiducia e intimità; la sessualità può far parte delle manifestazioni di fiducia, ma non è certo un "dono" in quanto tale;

            pensaci: l'idea di "dono" presuppone un sacrificio, per quanto volontario; ti dono una cosa di cui mi privo;
            altrimenti, perché ricorrere a quel concetto, e non a quello più consono di "scambio";

            poi, come sempre avviene per ogni norma o precetto, si capisce quale ne sia il senso materiale solo osservandone l'applicazione procedurale
            il concetto di "dono" diventa funzionale all'idea che il dono si debba serbare per l'unione nel sacramento, e mai più altrimenti, dato che si ritiene la perdita della verginità un'alterazione permanente della persona; anche se in pratica la società che ha fatto suo questo "valore" lo ha fatto valere solo per la donna;

            questa cosa del "dono" mi ha sempre colpito nel linguaggio dei cattolici, soprattutto di fronte a manifestazioni refrattarie o censorie nei confronti della sessualità, perché ho sempre avvertito un contrasto stridente tra la profumata poesia della parola e le ombre di infelicità e repressione degli istinti e della gioia che questo linguaggio finisce col coprire;

            qui non si tratta di ubriacarsi tutte le sere in discoteca e fare sesso nella semi-incoscienza con più partners nel giro di una serata, ma semplicemente di avere una normale vita affettiva e sessuale senza un vincolo che aveva una parvenza di umanità - seppure discutibile - in società molto diverse;

            del resto, se il precetto rispondesse ad un vero buon senso - come nell'accezione di non fare sesso con soggetti prepuberi - esso sarebbe spontaneamente applicato; cosa che non avviene.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Cerbero
              Dito nel Culo
              • 13/10/10
              • 634

              #7
              Parlo per me: fare sesso, nella gran parte delle volte in cui mi è accaduto, è stato bello anche se non provavo alcun particolare sentimento verso la mia partner se non attrazione animalesca. Cosa c'è di male in ciò?
              Se c'è anche il trasporto emotivo, ben venga; ma altrimenti, perché rinunciare ad una cosa così piacevole? Ti danno una medaglia se rimani in astinenza?
              "Beati i giusti, perché saranno giustiziati". (Angelo Cecchelin)

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              • nahui
                Astensionista

                • 05/03/09
                • 21040

                #8
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                ma la condizione è reciproca e se fai sesso, lo fai perché ti piace e va anche a te, e anche l'altro potrebbe essere ferito come te, e se è altettanto in buona fede, la condizione è simmetrica;

                semmai, il dono di cui si parla è la fiducia, in generale, dato che si può essere feriti da qualcuno a cui abbiamo concesso fiducia e intimità; la sessualità può far parte delle manifestazioni di fiducia, ma non è certo un "dono" in quanto tale;

                pensaci: l'idea di "dono" presuppone un sacrificio, per quanto volontario; ti dono una cosa di cui mi privo;
                altrimenti, perché ricorrere a quel concetto, e non a quello più consono di "scambio";
                Lungi da me il difendere la morale cattolica Tuttavia mi sembra che tu dia alla parola "dono" un significato proprio giuridico, tecnico, da codice civile, il depauperamento dell'uno al quale corrisponde l'arricchimento dell'altro, mentre invece io credo che parlare di "dono" nel campo della sessualità presupponga proprio la reciprocità, quello scambio di cui parli. Insomma, una specie di permuta
                Questo credo che sia il sentire moderno, sicuramente nel passato prevaleva la mentalità che giustamente critichi. Io ricordo sempre la mia insegnante di matematica delle medie, la cara Suor Rosa, che a dodici anni mi consigliò (non ricordo cosa avessi fatto, forse biglietti d'amore a qualche predestinato alla carriera ecclesiastica ) di "canalizzare le mie energie nel matrimonio"
                Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                (George Bernard Shaw)

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                • efua
                  Posh&Rebel
                  • 07/12/11
                  • 34903

                  #9
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  [..]questa cosa del "dono" mi ha sempre colpito nel linguaggio dei cattolici, soprattutto di fronte a manifestazioni refrattarie o censorie nei confronti della sessualità, perché ho sempre avvertito un contrasto stridente tra la profumata poesia della parola e le ombre di infelicità e repressione degli istinti e della gioia che questo linguaggio finisce col coprire;[..]
                  *

                  Desidero essere incisiva

                  Magari non mi auspichero' che mia figlia faccia il mercato ma a qualche buon compratore puo' pensare di concederla, sempre come dono s'intende
                  -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

                  -Where there’s will there’s a way-

                  -Work hard have fun & be nice-


                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24593

                    #10
                    Originariamente Scritto da efua Visualizza Messaggio
                    Magari non mi auspichero' che mia figlia faccia il mercato ma a qualche buon compratore puo' pensare di concederla, sempre come dono s'intende
                    all'uopo, esiste l'istituto del "comodato d'uso", a titolo gratuito

                    Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                    Lungi da me il difendere la morale cattolica Tuttavia mi sembra che tu dia alla parola "dono" un significato proprio giuridico, tecnico, da codice civile, il depauperamento dell'uno al quale corrisponde l'arricchimento dell'altro...
                    beh, la mia attenzione è sollecitata dal messaggio subliminale che si attiva col ricorso a quel concetto, e che dal punto di vista semantico è piuttosto inequivocabile:

                    quando vieni educata a pensare che "donerai" la tua verginità, una cosa "preziosa" di cui ti priverai, ci sono diversi sottintesi:
                    a) non si tratta - e non deve trattarsi - di una cosa piacevole e desiderabile, se non altro perché poi sarai in qualche modo "sminuita";
                    b) a corollario del punto a) di cui sopra , si educherà inevitabilmente ad un approccio "negoziale", con l'effetto di intavolare con l'eventuale controparte interessata una dialettica di potere, che difficilmente è prodroma di rapporti affettivi sani e sinceri;

                    e guarda che parlo per esperienza direttissima, non raccontata da un amico o cuggino
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66040

                      #11
                      Ma il dono c'è ogni volta, Axe. Non soltanto LA PRIMA volta....
                      Più le due persone si conoscono e più profondo è il dono. O lo scambio, se preferisci.
                      amate i vostri nemici

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24593

                        #12
                        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                        Ma il dono c'è ogni volta, Axe. Non soltanto LA PRIMA volta....
                        Più le due persone si conoscono e più profondo è il dono. O lo scambio, se preferisci.
                        boh; per me quella del "dono" è una formula che non rappresenta il senso di reciproco piacere;
                        poi, la cosa buffa è che quelli che prima del matrimonio sono piaceri proibiti, dopo diventano "i doveri coniugali";

                        'nzomma, 'me ttu la rigiri, la si piglia 'n'tasca: a dàgni retta a'preti, e'un s'ha a gòdere nemmen dipinti
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66040

                          #13
                          Il godimento massimo stà proprio nel donarsi anima e corpo alla persona amata in un progetto a largo respiro: Che si sia sposati o no. Ridurre una cosa tanto grande al modo descritto dall'amico Cerbero, è alquanto triste.
                          amate i vostri nemici

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                          • nahui
                            Astensionista

                            • 05/03/09
                            • 21040

                            #14
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Il godimento massimo stà proprio nel donarsi anima e corpo alla persona amata in un progetto a largo respiro: Che si sia sposati o no. Ridurre una cosa tanto grande al modo descritto dall'amico Cerbero, è alquanto triste.
                            Ecco, su questo sono d'accordo. Nessun giudizio su altri modi di intendere la sessualità, probabilmente dipende dall'indole, dalla sensibilità, dai periodi della vita: è necessario sperimentare per capire cosa ci rende felici. A me rende felice l'intimità di un rapporto emotivo, magari per qualcun altro l'intimità è un problema, non so. Di certo la sessualità è una forma di relazione che sviluppa grandi energie, e queste possono essere positive o negative. L'unico peccato, nel senso di "perdita di un'occasione", è di considerarla poco importante.
                            Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                            (George Bernard Shaw)

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                            • Vega
                              Opinionista

                              • 04/05/05
                              • 17967

                              #15
                              Il godimento massimo stà proprio nel donarsi anima e corpo alla persona amata in un progetto a largo respiro: Che si sia sposati o no
                              Oh icchè tu dici Cono!!! Anche non sposatiiiii??? Ma non dicevi fino ad ora il contrario?
                              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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