uno scambio di battute con Cono el 3d "tra moglie e marito..." ha risvegliato il mio interesse per il significato dei linguaggi adottati per descrivere e prospettare una dottrina, un precetto, un modo di vedere;
come spesso ascoltato da persone di formazione cattolica, Cono parla della sessualità come un "dono", "donarsi", ecc...
la parola è bella ed evoca istintivamente un valore positivo;
ma siamo sicuri che si adatti davvero alla prospettiva della sessualità ?
nel concetto di "dono" è evidentemente implicita la nozione di un qualcosa cui si rinuncia a favore dell'altro; ma a cosa si rinuncia, cosa si perde in una sessualità desiderata e libera, non subita ?
si potrebbe pensare ad un modo per rendere psicologicamente attiva una persona che subisca il desiderio altrui come imposizione o rinuncia di qualsiasi genere, oppure ad un dono che non è proprio disinteressato, poiché subordinato all'ottenimento di uno status, il matrimonio o altro, la pelliccia magari...
come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti;
perché, accettati come un dato oggettivo i concetti che implicano, indirizzano già un'opinione.
come spesso ascoltato da persone di formazione cattolica, Cono parla della sessualità come un "dono", "donarsi", ecc...
la parola è bella ed evoca istintivamente un valore positivo;
ma siamo sicuri che si adatti davvero alla prospettiva della sessualità ?
nel concetto di "dono" è evidentemente implicita la nozione di un qualcosa cui si rinuncia a favore dell'altro; ma a cosa si rinuncia, cosa si perde in una sessualità desiderata e libera, non subita ?
si potrebbe pensare ad un modo per rendere psicologicamente attiva una persona che subisca il desiderio altrui come imposizione o rinuncia di qualsiasi genere, oppure ad un dono che non è proprio disinteressato, poiché subordinato all'ottenimento di uno status, il matrimonio o altro, la pelliccia magari...

come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti;
perché, accettati come un dato oggettivo i concetti che implicano, indirizzano già un'opinione.

- che un tempo aveva la verginità femminile: ti dono il mio tesssoro, la mia ricchezza. Non era in gioco solo la pelliccia, ma la vita intera della donna: la possibilità di sposarsi, di avere figli, la considerazione sociale. Uno sbaglio e ti giocavi tutto. Però, anche a prescindere da questo, la sessualità consapevole e gioiosa, accompagnata da un sentimento (affetto, amore, amicizia o stima) è un dono reciproco perchè è una comunicazione intima, una forma di investimento emotivo. Non so come spiegarlo: "Mi fido di te, amandoti ti svelo la mia parte più vulnerabile, so che potresti ferirmi, ma lo accetto". La disponibilità ad essere feriti e la fiducia sono l'amore e sono il dono. La sessualità predatoria è invece in modalità protetta, schermata. La stessa disponibilità ad accogliere eventuali figli, se ci pensi bene, fa parte integrante della modalità non protetta, fiduciosa. In quest'ottica, e solo in quest'ottica, comprendo l'ammissione dei soli metodi anticoncezionali naturali da parte dei cattolici, che lasciano spazio all'eventualità, seppure remota del concepimento (quindi alla volontà di Dio, ma anche alla fiducia nei confronti del partner).
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