Se la speranza muore...

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  • SilviaR
    Sylvia
    • 10/03/12
    • 1139

    #1

    Se la speranza muore...

    Ennesimo suicidio nel mio paese, il secondo in pochi mesi , di un diciannovenne. Non ho parole. La speranza, nei giovani , lentamente sta morendo e non c'è niente che si possa fare...
    Io sono il problema e io la soluzione
    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L
  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #2
    Anch'io sono d'accordo con dietrologo; a mio avviso si è troppo giovani per problemi che riguardano la situazione attuale, probabilmente, credo, si sia trattato di problemi esistenziali, ossia una forte incompatibilità tra ciò che si è dentro e ciò che invece è o risulta fuori di noi.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #3
      Chi è che non ci ha mai pensato? Soprattutto a quell'età, dove si formano personalità, carattere, ideali e valori nei quali credere? Quel che è certo, è indubbiamente il fatto che oggi, i giovani, sono più soli di una volta...
      Sempre più spesso, non vengono accompagnati dai grandi nel processo di crescita.
      amate i vostri nemici

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      • SilviaR
        Sylvia
        • 10/03/12
        • 1139

        #4
        Sarà come dite ma è la prima volta che capita qualcosa del genere. Penso che i tempi siano diversi, l'opinione degli altri conta troppo, il consumismo è diventato di vitale importanza, la fragilità è aumentata...siamo davvero foglie sugli alberi in autunno...
        Io sono il problema e io la soluzione
        "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #5
          Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
          ...siamo davvero foglie sugli alberi in autunno...
          bellissima espressione.

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #6
            Abbiamo contratto un debito enorme, con le nuove generazioni. Enorme!
            L'hai letto, Silvia, questo libro? Te lo consiglio vivamente. Lo consiglio a tutti: Si legge tutto d'un fiato, perchè parla della nostra vita reale....di oggi.

            L’ Occidente odierno viene definito dalle scienze sociali una Società senza Padri, con la fine del Patriarcato e lo svuotamento generale dei ruoli, alimentato dall’assenza della figura paterna.

            Il Padre, l’assente inaccettabile (pagg. 160, Edizioni San Paolo) è il libro con cui Claudio Risè, psicoanalista di formazione Junghiana, delinea la Famiglia, solido anello di collegamento fra la biografia individuale e il Trascendente.


            Il volume ha un taglio legato ai fatti di cronaca, in un quadro psicologico ed antropologico che mai dimentica le concrete esigenze individuali nel piano comunitario.

            “Se quello che i mortali desiderano potesse avvenire, per prima cosa vorrei il ritorno del Padre…”. E’ Telemaco figlio di Ulisse a parlare in questo modo nell’Odissea, uno dei primissimi personaggi che nelle grandi narrazioni dell’umanità testimonia l’ angoscia di un figlio senza Padre.


            Come contraltare la nostalgia dello sguardo paterno, il Padre che magari ti guarda da lontano ma al momento giusto ti sgrida o ti sorride; la malinconia di non riuscire a creare più una giusta maggioranza di coraggiosi e virtuosi, soppiantata da anonimi uomini di azienda.

            Il Padre che ha paura di fare il suo mestiere, innanzitutto perché non ha avuto un esempio che gli insegnasse ad essere tale.

            La società secolarizzata del divorzio facile, dell’aborto praticabile senza neppure interpellare il Padre, sta svilendo e sminuendo il concetto di Famiglia, privilegiando nuove forme di aggregazioni pseudo-familiari, che esaltano le caratteristiche dei generici compagni di madre o di padre, in un gioco da fiction alla volemose bene, per utilizzare una terminologia poco consona ma alquanto efficace.

            Sempre più il padre, secondo la sociologia dominante, deve rappresentare un corpo estraneo rispetto ai sentimenti e alle decisioni dei figli, riducendosi ad un mero amministratore economico; il padre è sopratutto emotivamente assente, respinto in una grigia terra di nessuno.

            Ma come il Padre è costitutivo della Vita, della sua organizzazione, attraverso autorità, gerarchia, pianificazione e senso di responsabilità, allo stesso modo l’umano assume una forma definita e un sano dinamismo nel segno del Padre che lo genera.

            Acquista invece tranquillità e sicurezza affettiva nell’esperienza della madre che lo accoglie.


            Tutti noi oggi, più o meno consciamente, proviamo nostalgia di questa presenza.

            Lo scopo del saggio è di alimentare la speranza che il Padre ritorni definitivamente.

            L’ Occidente odierno viene definito dalle scienze sociali una Società senza Padri, con la fine del Patriarcato e lo svuotamento generale dei ruoli, alimentato dall’assenza della figura paterna. Il Padre, l’assente inaccettabile (pagg. 160, Edizioni San Paolo) è il libro con cui Claudio Risè, psicoanalista di formazione Junghiana, delinea la Famiglia, solido anello di collegamento […]
            amate i vostri nemici

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17959

              #7
              E cosa c'entrano le paturnie bigotte di Risè con il suicidio del ragazzo?

              Cono mi sembri più fossilizzato di un fossile. Ciclicamente citi sempre le stesse identiche cose.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #8
                Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                E cosa c'entrano le paturnie bigotte di Risè con il suicidio del ragazzo?

                Cono mi sembri più fossilizzato di un fossile. Ciclicamente citi sempre le stesse identiche cose.
                guarda che Risè è pure discutibile, ma non è un bigotto e il Padre con la P maiuscola non è dio, ma una figura affettiva collocata nella formazione psicologica;
                in sostanza, lui sostiene che le modalità sociali attuali comportano uno squilibrio educativo della personalità; una tesi, appunto, discutibile ma che presenta anche diversi elementi interessanti e da approfondire.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17959

                  #9
                  L'avevo capito che era il padre terreno. Non sarà bigotto ma le sue affermazioni ne hanno abbastanza il sapore.
                  Pare pure di scorgere il solito stereoptipo nel binomio padre-autorità/madre-solito angelo del focolare zuccheroso.

                  Ma poi che c'entra il trascendente con la psiche?
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • marinocastellan
                    Opinionista
                    • 29/12/11
                    • 1066

                    #10
                    Originariamente Scritto da dietrologo
                    accompagnare i giovani è sottinteso il condizionamento , siamo sempre più lontanissimi noi due

                    Non ricordo il nome di chi ha detto che:

                    "Tutti i bambini nascono Cristiani ma poi genitori,parenti,maestri,professori,preti,politici ,
                    giornali e TV fanno di loro dei Cattolici."

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24593

                      #11
                      Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                      L'avevo capito che era il padre terreno. Non sarà bigotto ma le sue affermazioni ne hanno abbastanza il sapore.
                      Pare pure di scorgere il solito stereoptipo nel binomio padre-autorità/madre-solito angelo del focolare zuccheroso.
                      no, invece la contrapposizione di cui parla Risé non è affatto così rozza e scontata, anche se discutibile per diversi aspetti;

                      in sostanza, lui sostiene che la società economicista vede l'affermarsi di un'educazione "gestionale" che deprime le capacità di slancio e creatività nella sensibilità educativa;

                      è una posizione molto suscettibile di essere interpretata in modo politicamente scorretto, dato che l'identificazione della propensione economicista con un'educazione femminilizzata e svirilizzante può essere facilmente fraintesa; però è un argomento molto interessante per molti aspetti che riguardano la percezione dell'identità maschile e l'elaborazione di un ruolo diverso da quello tradizionale e patriarcale senza cadere nella castrazione; ci sono alcune riflessioni interessanti sulle iniziazioni e il rapporto con la natura, ecc...

                      insomma, non è uno che scriva solo banalità da carie ai denti, ma tesi che possono suscitare discussioni interessanti.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17959

                        #12
                        Mah...sarà come dici te ma, come dire, c'è del marcio in Danimarca.

                        Se la recensione è corretta e cita il contenuto del libro, ne prosieguo della recensione c'è anche questa roba qui: "Trasmette al figlio la capacità di saper leggere un Senso, un Destino, il Soprannaturale negli eventi della vita"oppure "Il fatto di aver voluto escludere Dio dalla vita civile con le derivate di secolarizzazione diffusa e di nichilismo gaio che si presenta sotto le false sembianze della leggerezza e dei sorrisi forzati della pubblicità, ha determinato l’annullamento della personalità umana"....

                        Se si può discutere su una tesi non credo si possa discutere su soprannaturale & C. Fa scienza o cosa questo qui?
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #13
                          Se noi supponiamo che l'idea di Dio è l'idea che l'uomo ha su di se attraverso il tempo allora credo che le cose comincino a combaciare.
                          E' la società civile che l'uomo, egoista per natura e non per dono (come pretenderebbe cono), comincia a crollare. Un essere tendenzialmente egoista non può costruire un mondo ideale.
                          E' dunque il patriarcato che scivola nel pendio, ma purtroppo non c'è alternativa se non l'uguaglianza in tutti gli aspetti meno gli sport violenti e di forza, e all'uomo rode molto; tale forma di società andava bene nei tempi antichi dove il più forte fisicamente era colui che teneva uniti tutti valori in visione però del più forte.
                          Quella società ha iniziato a scomparire con l'avvento delle macchine e delle armi sempre più sofisticate, e con il valore apersonale del denaro, che non guarda in faccia a nessuno come Mammona.
                          Last edited by crepuscolo; 03-05-2013, 12:44.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24593

                            #14
                            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                            Se si può discutere su una tesi non credo si possa discutere su soprannaturale & C. Fa scienza o cosa questo qui?
                            è uno psicanalista, perciò le sue teorie valgono al più come filosofia;

                            ripeto: io le trovo discutibili, soprattutto se agganciate ad altre ideologie; però sollevano anche temi importanti in relazione alla psicologia individuale, cose che non andrebbero rimosse o liquidate solo per avversione ideologica, e se avessi un figlio maschio lo rileggerei con una certa attenzione.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #15
                              Non è dai libri che viene l'insegnamento da dare ai figli ma dall'esperienza paterna che a sua volta è stato figlio, magari fino alla settima generazione, nonni, nipoti, bisnonni e pronipoti. E poi i libri costano mentre l'esperienza è gratis.

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