Il perchè della vita

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  • TheSmoker
    Opinionista
    • 03/03/14
    • 171

    #16
    È solo una settimana che sono sul forum, ma ho già capito che con la persona a cui ti riferisci, non si deve mai affrontare un argomento che metta in discussione il cristianesimo...

    Comunque, tornando dall'off, ho avuto modo di leggere qualcosina dell'alchimia poco tempo fa ed è proprio per quello che la mia idea di vivere l'oggi è sempre più ferrea...

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #17
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      quel di più l'hai già, lo puoi decidere tu stessa:
      se vivi le cose dando loro un senso, niente te lo può togliere, qualunque cosa sia dopo la morte;
      è stato e basta, ed è stato così come tu l'hai fatto essere;
      se altri hanno voluto ignorare quel senso, non saranno tutti e chi ti corrisponde c'è sempre;

      è per questo che non denigro le religioni, anche se posso criticarle.
      Questo, invero, è un pensiero molto bello, Axe! Riempire di senso la Vita ti fà considerare tutto plausibile, accettabile...giusto.
      Ed anche le prove, gli ostacoli e le sofferenze della vita non riusciranno a demolirti.
      amate i vostri nemici

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      • BiO-dEiStA
        Eufonista
        • 22/02/10
        • 5403

        #18
        Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
        Dici bene, nessuno ha chiesto di nascere e allora perchè siamo nati? O meglio invece di nascere noi, così come siamo, potevano nascere delle bellissime piante con fiori, occhi, bocche, foglie, oppure animali diversi e non sarebbe cambiato nulla?
        Forse la domanda giusta è..perchè siamo nati noi, proprio così come siamo?
        Le piante non si sarebbero fatte domande e il ciclo vitale avrebbe continuato per sempre serenamente , anzi il mondo si sarebbe mantenuto meglio visto che l'uomo lo sta distruggendo

        Ps l'idea dell'aquila e del ciclo vitale per me ha qualcosa di romantico
        Romantico... come questo?



        Comunque se al posto nostro fossero nate delle bellissime piante parlanti qualcosa sarebbe cambiato: ci sarebbero loro e non noi. E se non fossimo nati noi, proprio così come siamo, non potremmo farci domande sul perché siamo nati noi, proprio così come siamo.
        Si vede che ci riteniamo molto importanti, nell'economia del tutto. Mica per nulla trattiamo il mondo come se ne fossimo i padroni.
        Eppure rispetto al pianeta siamo molto meno che una spora di muffa sulla buccia di un'arancia. La Terra è andata avanti a lungo senza la specie umana, e potrebbe andare avanti benissimo anche senza.
        Originariamente Scritto da Careful with that
        i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
        Originariamente Scritto da Ned Flanders
        Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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        • TheSmoker
          Opinionista
          • 03/03/14
          • 171

          #19
          Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio
          Eppure rispetto al pianeta siamo molto meno che una spora di muffa sulla buccia di un'arancia. La Terra è andata avanti a lungo senza la specie umana, e potrebbe andare avanti benissimo anche senza.
          Quoto in pieno

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          • Figlio
            Opinionista
            • 27/02/14
            • 12

            #20
            Di nouvo una questione semplicissima.
            Sei unna donna, SilviaR, e devi sapere che vuol dire amore.
            Siamo creati dall'Amore di Dio e dobbiamo amare il Creatore ed il prossimo, questo e la risposta.

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            • TheSmoker
              Opinionista
              • 03/03/14
              • 171

              #21
              Ma fammi il piacere...

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              • SilviaR
                Sylvia
                • 10/03/12
                • 1139

                #22
                Originariamente Scritto da BiO-dEiStA Visualizza Messaggio

                Comunque se al posto nostro fossero nate delle bellissime piante parlanti qualcosa sarebbe cambiato: ci sarebbero loro e non noi. E se non fossimo nati noi, proprio così come siamo, non potremmo farci domande sul perché siamo nati noi, proprio così come siamo.
                Si vede che ci riteniamo molto importanti, nell'economia del tutto. Mica per nulla trattiamo il mondo come se ne fossimo i padroni.
                Eppure rispetto al pianeta siamo molto meno che una spora di muffa sulla buccia di un'arancia. La Terra è andata avanti a lungo senza la specie umana, e potrebbe andare avanti benissimo anche senza.
                Se è così semplice , perchè non è andata così? Non è un discorso di importanza o meno, le piante avrebbero potuto essere anche più importanti però ci siamo noi....con il nostro intelletto, che ci facciamo troppe domande, con la nostra curiosità. Che bisogno aveva il mondo , non dell'uomo, ma dell'uomo in quanto tale?
                Se noi non abbiamo chiesto di nascere e il mondo non aveva bisogno di noi, perchè ci siamo?
                Io sono il problema e io la soluzione
                "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

                Comment

                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24578

                  #23
                  Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                  Se è così semplice , perchè non è andata così? Non è un discorso di importanza o meno, le piante avrebbero potuto essere anche più importanti però ci siamo noi....con il nostro intelletto, che ci facciamo troppe domande, con la nostra curiosità. Che bisogno aveva il mondo , non dell'uomo, ma dell'uomo in quanto tale?
                  Se noi non abbiamo chiesto di nascere e il mondo non aveva bisogno di noi, perchè ci siamo?
                  e perché ci dovrebbe essere un motivo a tutto questo ?
                  solo perché, al contrario degli animali o dei vegetali, noi siamo in grado di esprimere questa domanda in modo cosciente e articolato ?

                  intanto, potremmo riepilogare alcuni fatti:
                  gli ominidi si sono evoluti avendo la facoltà di articolare determinati suoni in linguaggio e le circostanze hanno favorito selettivamente quei gruppi che di quel linguaggio hanno fatto un uso migliore;
                  la proprietà del linguaggio è di poter essere trasmesso, insegnato, e perciò, con l'accumulo di quelle nozioni, di diventare cultura: come si caccia in gruppo, come si lavora un oggetto per farne un'arma, un utensile, dove è meglio ripararsi, ecc...

                  l'indicazione che crea la corrispondenza tra un oggetto o una circostanza ed una determinata parola crea l'astrazione, cioè con la parola si evoca quell'oggetto o circostanza, anche se non presenti;

                  l'evoluzione poi ha favorito il DNA di quei gruppi più intelligenti, che hanno elaborato in modo più efficace la capacità di astrarre per inventare soluzioni ai problemi di sopravvivenza più impellenti;

                  questa è la nostra "specialità", ed anche il motivo per cui ci poniamo questi problemi; perché la combinazione tra bisogno e opportunità ci ha selezionati evolutivamente con queste caratteristiche;

                  poi però, siccome agiamo con un'intenzionalità, frutto di quell'astrazione che consente di elaborare il futuro, proiettiamo quell'intenzionalità su tutto ciò che è esistente; dobbiamo stabilire che le cose abbiano un senso intenzionale, perché noi ragioniamo così;

                  anche perché quella stessa cultura che ci consente di tramandare le informazioni, tra queste ultime comprende anche quella dell'ineluttabilità della morte, con conseguente angoscia.
                  c'è del lardo in Garfagnana

                  Comment

                  • SilviaR
                    Sylvia
                    • 10/03/12
                    • 1139

                    #24
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    e perché ci dovrebbe essere un motivo a tutto questo ?
                    solo perché, al contrario degli animali o dei vegetali, noi siamo in grado di esprimere questa domanda in modo cosciente e articolato ?

                    intanto, potremmo riepilogare alcuni fatti:
                    gli ominidi si sono evoluti avendo la facoltà di articolare determinati suoni in linguaggio e le circostanze hanno favorito selettivamente quei gruppi che di quel linguaggio hanno fatto un uso migliore;
                    la proprietà del linguaggio è di poter essere trasmesso, insegnato, e perciò, con l'accumulo di quelle nozioni, di diventare cultura: come si caccia in gruppo, come si lavora un oggetto per farne un'arma, un utensile, dove è meglio ripararsi, ecc...

                    l'indicazione che crea la corrispondenza tra un oggetto o una circostanza ed una determinata parola crea l'astrazione, cioè con la parola si evoca quell'oggetto o circostanza, anche se non presenti;

                    l'evoluzione poi ha favorito il DNA di quei gruppi più intelligenti, che hanno elaborato in modo più efficace la capacità di astrarre per inventare soluzioni ai problemi di sopravvivenza più impellenti;

                    questa è la nostra "specialità", ed anche il motivo per cui ci poniamo questi problemi; perché la combinazione tra bisogno e opportunità ci ha selezionati evolutivamente con queste caratteristiche;

                    poi però, siccome agiamo con un'intenzionalità, frutto di quell'astrazione che consente di elaborare il futuro, proiettiamo quell'intenzionalità su tutto ciò che è esistente; dobbiamo stabilire che le cose abbiano un senso intenzionale, perché noi ragioniamo così;

                    anche perché quella stessa cultura che ci consente di tramandare le informazioni, tra queste ultime comprende anche quella dell'ineluttabilità della morte, con conseguente angoscia.
                    e perchè non ci dovrebbe essere un motivo? Troppe coincidenze e io credo poco alle coincidenze.
                    Io sono il problema e io la soluzione
                    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

                    Comment

                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #25
                      Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                      e perchè non ci dovrebbe essere un motivo? Troppe coincidenze e io credo poco alle coincidenze.
                      quali sarebbero "coincidenze" oggettivamente significative ?

                      un motivo intenzionale a posteriori lo puoi attribuire a qualsiasi cosa, ma poi ti trovi di fonte alla constatazione del "mistero", cioè che non sai rispondere;
                      se una persona malvagia soffre, puoi dire che è stata punita; se soffre una giusta al suo posto potrai dire che è stata messa alla prova, ecc.; però, insomma...

                      mentre la non intenzionalità soddisfa una condizione di coerenza, oggettiva;

                      ma il senso alle cose glielo dai tu, in base a quello che tu stessa affermi come valore, nella tua coscienza; e questo già è la massima espressione della tua persona, a prescindere di cosa è quello a cui non possiamo arrivare con la conoscenza.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • BiO-dEiStA
                        Eufonista
                        • 22/02/10
                        • 5403

                        #26
                        Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                        Se è così semplice , perchè non è andata così? Non è un discorso di importanza o meno, le piante avrebbero potuto essere anche più importanti però ci siamo noi....con il nostro intelletto, che ci facciamo troppe domande, con la nostra curiosità. Che bisogno aveva il mondo , non dell'uomo, ma dell'uomo in quanto tale?
                        Se noi non abbiamo chiesto di nascere e il mondo non aveva bisogno di noi, perchè ci siamo?
                        Ti ha già risposto Axe. Se al posto nostro ci fossero state quelle bellissime piante parlanti, anch'esse si sarebbero poste la stessa domanda; però intanto ci siamo noi, scimmie antropomorfe. Le quali oltretutto si credono fatte "a immagine e somiglianza" di un ipotetico dio.
                        Per quanto ne sappiamo noi, la casualità nell'evoluzione dinamica dei sistemi può essere tranquillamente diretta da qualcosa di più imponderabile del classico battito d'ali della farfalla. Ma siccome le scimmie antropomorfe si ritengono tanto importanti, devono per forza trovare una causa ultima. Quando poi esse stesse hanno dimostrato che l'ultima frontiera non può che essere una singolarità logica.
                        L'uomo cerca la vita al di fuori del pianeta, partendo dall'ipotesi che debba essere simile a quella che conosciamo. Potremmo benissimo essere circondati da altre forme di vita che sfuggono ai nostri sensi, e non costruire strumenti in grado di rilevarlo. Si misura solo ciò che si sa di poter trovare, e si trova solo ciò che si cerca. Non c'è alcun motivo per cui la logica dell'universo, quand'anche ci sia, debba essere totalmente comprensibile a noi.
                        Originariamente Scritto da Careful with that
                        i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                        Originariamente Scritto da Ned Flanders
                        Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #27
                          Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                          e perchè non ci dovrebbe essere un motivo? Troppe coincidenze e io credo poco alle coincidenze.
                          Anch'io, se è per questo. E comunque Dio non è una probabilità....un calcolo statistico...il risultato di una formula....
                          Si crede in Lui non tanto per "consolare" il bisogno d'infinito della nostra mente (come affermano i nostri amici atei) quanto piuttosto perchè si sperimenta concretamente, nella vita, la Sua presenza.
                          Si crede perchè la vita di coloro che han vissuto prima di noi, ha testimoniato la fede.
                          Si crede perchè parenti, amici, missionari, medici (spesso sconosciuti al mondo) han speso e spendono la vita per amore a Dio e al Prossimo.
                          Si crede perchè tocchiamo con mano e definiamo come vera la nostra natura di debolezza, cosi' come descritta nella Parola rivelata.
                          Si crede perchè non siamo solamente un fenomeno biologico. Ed avvertiamo (insieme anche a molti illustri scienziati) l'immensità del mistero che ci circonda....

                          In un discorso tenuto a Berlino, lo stesso Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. È sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente» (Brian, 1995, p. 234).

                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • Vega
                            Opinionista

                            • 04/05/05
                            • 17951

                            #28
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Anch'io, se è per questo. E comunque Dio non è una probabilità....un calcolo statistico...il risultato di una formula....
                            Si crede in Lui non tanto per "consolare" il bisogno d'infinito della nostra mente (come affermano i nostri amici atei) quanto piuttosto perchè si sperimenta concretamente, nella vita, la Sua presenza.
                            Si crede perchè la vita di coloro che han vissuto prima di noi, ha testimoniato la fede.
                            Si crede perchè parenti, amici, missionari, medici (spesso sconosciuti al mondo) han speso e spendono la vita per amore a Dio e al Prossimo.
                            Si crede perchè tocchiamo con mano e definiamo come vera la nostra natura di debolezza, cosi' come descritta nella Parola rivelata.
                            Si crede perchè non siamo solamente un fenomeno biologico. Ed avvertiamo (insieme anche a molti illustri scienziati) l'immensità del mistero che ci circonda....

                            In un discorso tenuto a Berlino, lo stesso Einstein diede di se stesso questa immagine: «Sebbene io sia un tipico solitario nella vita quotidiana la mia consapevolezza di appartenere alla comunità invisibile di coloro che lottano per la verità, la bellezza e la giustizia, mi ha impedito di sentirmi isolato. L'esperienza più bella e profonda che un uomo possa avere è il senso del mistero: è il principio sottostante alla religiosità così come a tutti i tentativi seri nell'arte e nella scienza. Chi non ha mai avuto questa esperienza mi sembra che sia, se non morto, allora almeno cieco. È sentire che dietro qualsiasi cosa che può essere sperimentata c'è qualcosa che la nostra mente non può cogliere del tutto e la cui bellezza e sublimità ci raggiunge solo indirettamente, come un debole riflesso. Questa è la religiosità, in questo senso sono religioso. A me basta la meraviglia di questi segreti e tentare umilmente di cogliere con la mia mente una semplice immagine della sublime struttura di tutto ciò che è lì presente» (Brian, 1995, p. 234).

                            http://disf.org/Voci/137.asp
                            Vedi Cono, ben prima dell'aulico bisogno di infinito, hai ed avete da consolare bisogni più immediati e terreni.
                            Il problema è che ve ne dimenticate spesso, mentite perfino a voi stessi. Farcite la torta e dorate la pillola con tutta una serie di discorsi come quelli da te scritti, ma alla base c'è tanta paura di vivere e morire, bisogno di consolazione per gli eventi della vita, anche molto brutti e dolorosi, sedare le sofferenza fisiche e psichiche.
                            C'è dietro anche molto opportunismo. E tu cono dovresti saperlo visto che ripeti costantemente cosa ci aspetta nell'aldilà, che non si morirà del tutto. E tutto questo cercando di compiacere l'amico invisibile.
                            Anche ad occhio disse il cieco.

                            Seconda cosa, come volevasi dimostrare, continui a commettere il solito errore.
                            Ti ripeto nuovamente che citare la spiritualità di scienziati non serve a nulla.
                            Non servono a garantire e dimostrare, in quanto uomini di scienza, l'esistenza di dio.
                            E' inutile tirare in ballo scienza e scienziati. Pisci solo fuori dal vaso per l'ennesima volta. E non solo io te l'ho fatto notare.Cerca di capirlo una buona volta.
                            Non ti viene detto per cattiveria, per fare i bastian contrari, ma perchè è proprio un errore.
                            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                            Comment

                            • Shangrilla
                              Opinionista
                              • 23/01/14
                              • 107

                              #29
                              Il perché' della vita

                              Chiunque abbia un po' di raziocinio si chiede il perché' della vita. Si chiede " che ci sto a fare in questo mondo? Visto che non ho chiesto io di venirci?"
                              Qualcuno mi avrà' scaraventato quaggiù', ma chi?

                              Chi non si fa questo tipo di domande rientra tra coloro ( e sono tanti) che stanno al mondo perché' solo perché' c' e' posto.

                              Ognuno ha una sua risposta che dipende dalla sua cultura, dalla sua esperienza, dalla sua sensibilità' .

                              Ma, secondo me, non bisogna soffermarci solo li'.
                              Bisogna allargare l'orizzonte, uscire dalla soglia di casa, osservare ciò' che accade intorno a noi, considerare il patrimonio di pensiero che ci è' giunto attraverso i secoli da coloro che si sono fatte le nostre stesse domande.
                              Ciò' per arrivare il più' possibile vicino alla verità'.

                              Il buon senso ( volto umile della ragione, diceva un tale) e una buona dose di umiltà' mi deve guidare a capire cos'è ' per me la vita.

                              E quando ho capito cos'è' per me la vita, devo lasciare uno spiraglio al mistero, all'imprevedibile all'imponderabile perché', come si legge nell'Amleto, ci sono più' cose tra la terra e il cielo di quante ne possa inventare la filosofia.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24578

                                #30
                                Originariamente Scritto da Shangrilla Visualizza Messaggio
                                Chiunque abbia un po' di raziocinio si chiede il perché' della vita. Si chiede " che ci sto a fare in questo mondo? Visto che non ho chiesto io di venirci?"
                                Qualcuno mi avrà' scaraventato quaggiù', ma chi?
                                beh, veramente chiunque abbia un po' di raziocinio eviterebbe di porsi domande alle quali non c'è risposta;
                                ma questa non è una mia idea balzana, o filosofia spicciola, ma esattamente la conseguenza logica della definizione del dio della tua chiesa, che è trascendente;
                                trascendente vuol dire esattamente che sfugge alla comprensione, che non può essere pensato, che è esterno al cosmo e, appunto, trascende tutto ciò;
                                altrimenti non si parlerebbe di "fede", che è appunto fondata su un postulato, indimostrabile razionalmente;

                                Chi non si fa questo tipo di domande rientra tra coloro ( e sono tanti) che stanno al mondo perché' solo perché' c' e' posto.
                                forse chi non si fa questo tipo di domande ne ha elaborate altre e magari in forma molto matura e ponderata;
                                però tu sai tutto e giudichi dal pulpito chi non si conforma alle domande che tu ritieni necessario porsi; buon per te che hai questa grande sapienza...

                                Ognuno ha una sua risposta che dipende dalla sua cultura, dalla sua esperienza, dalla sua sensibilità' .

                                Ma, secondo me, non bisogna soffermarci solo li'.
                                Bisogna allargare l'orizzonte, uscire dalla soglia di casa, osservare ciò' che accade intorno a noi, considerare il patrimonio di pensiero che ci è' giunto attraverso i secoli da coloro che si sono fatte le nostre stesse domande.
                                Ciò' per arrivare il più' possibile vicino alla verità'.

                                Il buon senso ( volto umile della ragione, diceva un tale) e una buona dose di umiltà' mi deve guidare a capire cos'è ' per me la vita.
                                meno male che ci sei tu a portare un po' di luce dell'umiltà;

                                E quando ho capito cos'è' per me la vita, devo lasciare uno spiraglio al mistero, all'imprevedibile all'imponderabile perché', come si legge nell'Amleto, ci sono più' cose tra la terra e il cielo di quante ne possa inventare la filosofia.
                                ti piace tanto citare questa frase; peccato che tu non ne abbia compreso il significato, e cioè esattamente che ci sono molte cose che non comprendiamo;

                                al contrario, tu asserisci una "Verità" che pensi di aver compreso e tacci chi non la pensa come te di una minor comprensione, ponendoti esattamente nella prospettiva di colui a cui viene rivolta la frase che citi;
                                mah...
                                c'è del lardo in Garfagnana

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