Il perchè della vita

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  • Il gatto
    Opinionista
    • 21/11/09
    • 12721

    #76
    Il timore di Dio ci spinge ad ubbidirgli. Farlo è senz’altro una cosa sensata.
    Peccato che ad esprimere il pensiero e quindi la volontà di dio sia una costruzione letteraria umana e non un dio certificato, quindi si corre il serio rischio di fare semplicemente il voluto di coloro che "dicono" di rappresentare ed esprimere il pensiero e la volontà di dio, cosa un po diversa dal dio riconoscibile e certificato che parla da se per se.
    Sempre che questo dio esista e, nel caso, esista in quella forma umanizzata che si dice, per cui il il "senz'altro" è un po azzardato.

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    • Shangrilla
      Opinionista
      • 23/01/14
      • 107

      #77
      a Riccardo

      Originariamente Scritto da andreric Visualizza Messaggio
      Cara Silvia
      VI SIETE mai chiesti quale sia lo scopo della vita? Dio ci ha dotati non solo della capacità di farci questa domanda, ma anche del profondo bisogno interiore di conoscerne la risposta. Siamo grati al nostro amorevole Dio di non averci lasciato all’oscuro al riguardo. La risposta che desideriamo ottenere è contenuta nella sua Parola, la Bibbia. Prendiamo in considerazione le parole del re Salomone che si trovano in Ecclesiaste 12:13.
      Salomone era in una posizione unica. Chi meglio di lui poteva parlare di come trovare la felicità e uno scopo nella vita? Essendo stato benedetto con una sapienza straordinaria, enormi ricchezze e l’autorità regale, aveva potuto analizzare attentamente le attività umane, inclusa la ricerca di ricchezze e preminenza. (Ecclesiaste 2:4-9; 4:4) In seguito, sotto ispirazione divina, riassunse i risultati delle sue ricerche dicendo: “La conclusione dell’argomento, avendo udito ogni cosa, è: Temi il vero Dio e osserva i suoi comandamenti. Poiché questo è l’intero obbligo dell’uomo”. Queste parole indicano qual è l’obiettivo più nobile e gratificante che una persona possa porsi.
      “Temi il vero Dio”. L’idea di temere Dio sulle prime potrebbe sembrare tutt’altro che allettante. Ma questo timore è un sentimento positivo. Per capire il concetto non dovremmo pensare a uno schiavo che ha il terrore di far infuriare il suo rigido padrone, ma a un bambino che è ansioso di far felice il suo padre affettuoso. Un’opera di consultazione dice che il timore di Dio è l’“atteggiamento di deferenza e timore reverenziale che il suo popolo gli mostra perché lo ama e rispetta il suo potere e la sua grandezza”. Un simile atteggiamento ci spinge a sottometterci al volere di Dio perché lo amiamo e sappiamo che anche lui ci ama. Questo sano timore non è solo un sentimento, presuppone delle azioni. Quali?
      “Osserva i suoi comandamenti”. Il timore di Dio ci spinge ad ubbidirgli. Farlo è senz’altro una cosa sensata. Essendo Colui che ci ha fatti, egli sa qual è per noi il miglior modo di vivere, proprio come chi ha fabbricato un oggetto conosce il modo migliore per usarlo. Oltre a ciò, Dio ha a cuore i nostri migliori interessi. Vuole che siamo felici e le sue norme mirano a farci stare bene. (Isaia 48:17) L’apostolo Giovanni spiegò così il punto: “Questo è ciò che significa l’amore di Dio, che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi”. (1*Giovanni 5:3) La nostra ubbidienza dimostra l’amore che nutriamo per Dio, mentre i suoi comandamenti riflettono il suo amore per noi.
      “Questo è l’intero obbligo dell’uomo”. Queste parole mettono in risalto una ragione importante per temere Dio e ubbidirgli: farlo è nostro obbligo, nostro dovere. Dato che Dio è il Creatore, gli dobbiamo la nostra stessa vita. (Salmo 36:9) Siamo quindi tenuti a mostrargli ubbidienza. Quando viviamo come lui desidera, stiamo adempiendo il nostro obbligo.
      Questo penso io sia lo scopo della vita , che ne pensi ciao saluti Riccardo
      Il timor di Dio e' certamente tutto ciò che tu hai scritto ma è anche qualcosa in più.
      E' il timore di fare dispiacere a chi si ama.
      Proprio questa specie di timore ci induce a osservare i comandamenti di Dio, a ubbidire alle sue leggi, ai suoi giudizi che non altro che la strada più facile per giuEe a Lui.
      Chi ama teme di far dispiacere l'ala persona amata, teme di fare qualcosa che possa ferirla.
      E' questo il timore che dobbiamo avere verso Dio.

      Questo genere di timore e' uno dei 7 doni dello Spirito Santo e diventa l'inizio della vera sapienza.
      Last edited by Shangrilla; 04-05-2014, 07:32.

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      • Shangrilla
        Opinionista
        • 23/01/14
        • 107

        #78
        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
        Peccato che ad esprimere il pensiero e quindi la volontà di dio sia una costruzione letteraria umana e non un dio certificato, quindi si corre il serio rischio di fare semplicemente il voluto di coloro che "dicono" di rappresentare ed esprimere il pensiero e la volontà di dio, cosa un po diversa dal dio riconoscibile e certificato che parla da se per se.
        Sempre che questo dio esista e, nel caso, esista in quella forma umanizzata che si dice, per cui il il "senz'altro" è un po azzardato.
        Caro gatto micio Mao

        Tu scrivi Dio con la di minuscola come faceva la grande Oriana Fallaci la quale, guarda caso, e' morta con l mano nella mano di Mons. Fisichella.

        Pare che neppure all'ultimo si sia convertita, ma scegliere di morire con accanto un prete lascia un po' perplessi.
        Non trovi?

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        • Il gatto
          Opinionista
          • 21/11/09
          • 12721

          #79
          Non trovo, si può apprezzare una persona come spesso accade senza apprezzarne, o per lo più curarsi, della posizione sociale.
          S'è scelta fisichella non il curato del quartiere che nella funzione sarebbe stato equivalente a fisichella.

          In quanti dicono che la superstizione è una cosa stupida eppure, se non gli costa niente, questa è una condizione importante, evitano certe condizioni.
          Una religione che ha condizionato l'ambiente in cui si vive facilmente è condizionante, ma appunto finchè non costa niente, ovvero stiamo a parlare di gestualità o atteggiamenti superstiziosi in ambito religioso, non religiosi.
          Fra questi rientra il raccomandarsi al prete sotto la pressione della paura cosa che non denota nessun credere, ma solo essere condizionati dalla paura e la paura fa fare di tutto, per questo è molto sfruttata dai vari predicatori dei più svariati credi e per tenere in riga i credenti serve tenere viva la paura della morte.

          Sapientemente nell'iconografia cattolica sono molto più presenti e dettagliatamente descritti i tormenti dei dannati e la ferocia dei demoni che non quell'amore che invece da solo dovrebbe convincere, ma che sembra funzionare enormemente meglio se dietro ci stanno forche, roghi e banchi di tortura.
          Al che abbiamo l'asino con legato alla testa il bastone da cui, ad opportuna distanza, pende l'irrangiungibile carota e dietro ci sta il "pastore" con il bastone che sempre raggiunge la groppa dell'asino che porello si trova intrappollato in questo meccanismo.

          La cosa è pure facilitata dalla sindrome di stoccolma per cui l'oppresso si innamora del suo oppressore.

          Con l'espressione Sindrome di Stoccolma ci si riferisce ad uno stato psicologico particolare che si manifesta in seguito ad un episodio estremamente violento o traumatico, ad esempio un sequestro di persona o un abuso ripetuto. Il soggetto affetto da sindrome di Stoccolma durante l’abuso o la prigionia, prova un sentimento positivo, fino all’amore, nei confronti del proprio aguzzino. Si crea una sorta di alleanza e solidarietà tra la vittima e il carnefice.

          Dio con la di minuscola come faceva la grande Oriana Fallaci
          Io sono molto più banale e non faccio torto a nessuno, infatti non uso mediamente maiuscole salvo il capolinea dove il correttore software la inserisce lui.
          Magari la fallaci faceva la sua guerra, io non faccio guerre non mie e con dio in particolare non ho motivo di fare la guerra, semmai con i preti, ma loro hanno ben poco a che fare con dio salvo quello che si sttribuiscono da soli, cosa in cui si cimentano tutti nei rispettivi campi di gradimento e anche con i pretti, alla fine, non c'è guerra, saranno 40 che non me li filo di pezza e ove necessario ogni "conflitto dottrinale" è stato risolto sul nascere con le 50 mila lire di allora e con i 50 euro di ora.
          I battibecchi di qui sono semplice svago.
          Al limite potrei non apprezzare il dio monarchico dei preti, ma non saprei quanto i due dii abbiano in comune ammesso che quello vero esista.
          Last edited by Il gatto; 04-05-2014, 12:56.

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          • Shangrilla
            Opinionista
            • 23/01/14
            • 107

            #80
            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
            Non trovo, si può apprezzare una persona come spesso accade senza apprezzarne, o per lo più curarsi, della posizione sociale.
            S'è scelta fisichella non il curato del quartiere che nella funzione sarebbe stato equivalente a fisichella.

            In quanti dicono che la superstizione è una cosa stupida eppure, se non gli costa niente, questa è una condizione importante, evitano certe condizioni.
            Una religione che ha condizionato l'ambiente in cui si vive facilmente è condizionante, ma appunto finchè non costa niente, ovvero stiamo a parlare di gestualità o atteggiamenti superstiziosi in ambito religioso, non religiosi.
            Fra questi rientra il raccomandarsi al prete sotto la pressione della paura cosa che non denota nessun credere, ma solo essere condizionati dalla paura e la paura fa fare di tutto, per questo è molto sfruttata dai vari predicatori dei più svariati credi e per tenere in riga i credenti serve tenere viva la paura della morte.

            Sapientemente nell'iconografia cattolica sono molto più presenti e dettagliatamente descritti i tormenti dei dannati e la ferocia dei demoni che non quell'amore che invece da solo dovrebbe convincere, ma che sembra funzionare enormemente meglio se dietro ci stanno forche, roghi e banchi di tortura.
            Al che abbiamo l'asino con legato alla testa il bastone da cui, ad opportuna distanza, pende l'irrangiungibile carota e dietro ci sta il "pastore" con il bastone che sempre raggiunge la groppa dell'asino che porello si trova intrappollato in questo meccanismo.

            La cosa è pure facilitata dalla sindrome di stoccolma per cui l'oppresso si innamora del suo oppressore.

            Con l'espressione Sindrome di Stoccolma ci si riferisce ad uno stato psicologico particolare che si manifesta in seguito ad un episodio estremamente violento o traumatico, ad esempio un sequestro di persona o un abuso ripetuto. Il soggetto affetto da sindrome di Stoccolma durante l’abuso o la prigionia, prova un sentimento positivo, fino all’amore, nei confronti del proprio aguzzino. Si crea una sorta di alleanza e solidarietà tra la vittima e il carnefice.


            Io sono molto più banale e non faccio torto a nessuno, infatti non uso mediamente maiuscole salvo il capolinea dove il correttore software la inserisce lui.
            Magari la fallaci faceva la sua guerra, io non faccio guerre non mie e con dio in particolare non ho motivo di fare la guerra, semmai con i preti, ma loro hanno ben poco a che fare con dio salvo quello che si sttribuiscono da soli, cosa in cui si cimentano tutti nei rispettivi campi di gradimento e anche con i pretti, alla fine, non c'è guerra, saranno 40 che non me li filo di pezza e ove necessario ogni "conflitto dottrinale" è stato risolto sul nascere con le 50 mila lire di allora e con i 50 euro di ora.
            I battibecchi di qui sono semplice svago.
            Al limite potrei non apprezzare il dio monarchico dei preti, ma non saprei quanto i due dii abbiano in comune ammesso che quello vero esista.

            Il plurale di Dio e' dei e non dii. Pirla

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #81
              Vedo che per abitudine non sei avara di cristiani complimenti e ne distribuisci a piene mani a tutti sempre, con certi modi poi è normale che dove si vada per le spiccie qualcuno si faccia male.
              Può darsi che letteralmente il plurale sia dei, ma concettualmente fra dei e dii c'è una certa differenza e ciò perciò gli dei che coesistono nella cultura pagana non sono la stessa cosa di es di due dii alternativi della cultura monoteista.
              Ci facemmo anche una bella discussione su tale sfumatura.
              Una sfumatura talmente sostanziale che mentre per Dio usi la maiuscola, per dei no e questo sta a dire come le due cose anche per te siano sostanzialmente diverse, mentre per dio e dii la questione è diversa ammettendo che in certe superiorità anche un dio di altri, monoteisti, meriti la maiuscola, in fondo è un cugino, che, anche se di prole bastarda, fa parte della stessa linea araldica
              Last edited by Il gatto; 04-05-2014, 14:32.

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #82
                dei e non dii. Pirla
                Lo dici così bene che ciò ti merita il grado di capo manipolo (sergente) nei legionari di cristo.





                e dai che ci ridai come al solito qualcuno si è fatto male



                La fede ha comunque trionfato dopo tanta dedizione

                Last edited by Il gatto; 04-05-2014, 19:44.

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                • Shangrilla
                  Opinionista
                  • 23/01/14
                  • 107

                  #83
                  Caro gatto micio Mao

                  Su, dai, non fare il permaloso

                  Pirla e' una parola simpatica, non offensiva.

                  O almeno, io non la considero tale..

                  Se però' mi sbaglio, chiedo scusa, non lo farò più. Ciao

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                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #84
                    Ma non mi sono offeso, t'ho pure promosso capo manipolo dei legionari.
                    Certo che se si aspira ad una diversa carriera i modi e gli approcci al problema sono diversi.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #85
                      Io ( credo non va bene a Vega, penso è un po' impegnativo) intuisco che credenti o non credenti, cristiani o non cristiani, sfigati o non sfigati, poveri o ricchi, scemi o intelligenti, ecc. ecc. ecc. il "perché della vita" debbano cercarlo scavando dentro, come un tesoro nascosto.

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #86
                        ....sotto quanti metri di pelo ruvido non si sa.

                        Ps. mi ero dimenticato

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #87
                          Vabbe', come dire che ciascuno ha una sua storia ed e' difficilino inventarsi l'elisir di lunga, eterna, vita buono e infallibile pet tutti.
                          I costruttori di vita eterna prefabbricata non approvano, in consiglio comunale ci sara' da combattere.

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                          • Shangrilla
                            Opinionista
                            • 23/01/14
                            • 107

                            #88
                            al gatto

                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Vabbe', come dire che ciascuno ha una sua storia ed e' difficilino inventarsi l'elisir di lunga, eterna, vita buono e infallibile pet tutti.
                            I costruttori di vita eterna prefabbricata non approvano, in consiglio comunale ci sara' da combattere.
                            Si', ciascuno di noi ha una sua storia e ogni storia e' un romanzo meraviglioso con dei capitoli da rivedere
                            e correggere. C'è chi si accorge degli errori e cerca di porvi rimedio.
                            Chi non se ne accorge, lascia tutto com'è ma questo tutto rimane pur sempre una storia meravigliosa.

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                            • Shangrilla
                              Opinionista
                              • 23/01/14
                              • 107

                              #89
                              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                              Io ( credo non va bene a Vega, penso è un po' impegnativo) intuisco che credenti o non credenti, cristiani o non cristiani, sfigati o non sfigati, poveri o ricchi, scemi o intelligenti, ecc. ecc. ecc. il "perché della vita" debbano cercarlo scavando dentro, come un tesoro nascosto.
                              La vita e' anche un tesoro nascosto.

                              Lo si capisce bene dal Vangelo di Matteo dove si legge di quell'uomo che va in cerca della perla più preziosa che esista e quando l'ha trovata vende tutto ciò che possiede per poterla comprare.




                              Quella perla e' il suo tesoro e dov'è il tuo tesoro, li' c'è anche il tuo cuore

                              E tu non fare tanto lo spiritoso chiedendoti sotto quanti metri di pelo ruvido si trova

                              Fosse anche al centro della terra, chi è interessato perché ne capisce il valore e l'importanza, inizia a scavare.

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                              • Il gatto
                                Opinionista
                                • 21/11/09
                                • 12721

                                #90
                                Si', ciascuno di noi ha una sua storia e ogni storia e' un romanzo meraviglioso
                                Meglio che siano i titolari di tali meravigliosità a decantarcele se tali le ritengono.
                                Con le vite degli altri, così come i con i soldi degli altri, gli estranei, nemmeno richiesti ad intervenire, tendono a strafare a modo proprio e ne esce una situazione distorta e poco rappresentativa della situazione.

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