Peccato originale

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #346
    Il fatto è che più è all'impronto e meglio è. Non ci sono regole ci sono comportamenti, non usuali ma particolari, comportamenti tra l'altro in sincronia con la natura senza la quale il cristiano devoto ha capito che è impossibile vivere.
    Per quanto riguarda la chiarezza, anch'io, credimi cerco da vario tempo di chiarire...a chi? Non certo a me.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #347
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      questo non cambia il fatto che un insieme di precetti su come agire costituisce una dottrina, un'ideologia, insomma un sistema di idee precettizie, chiamalo come ti pare... te le suggerisca Gesù, il Dalai Lama o chi altro, che è ciò di cui si stava discutendo;

      tutti siamo soggetti a ideologie o dottrine, perciò la mia non è una censura;

      cercavo solo di far chiarezza tra sistemi di idee che rimandano all'ultima valutazione personale, e sistemi di idee che fondano la propria legittimazione su una qualità soprannaturale della loro origine;

      es.: si può riconoscere - poniamo, Gesù, cui fai riferimento tu - un precetto di un maestro poiché lo si ritiene giusto secondo la propria coscienza;
      oppure, si può seguire quel maestro ritenendolo speciale non in base ad una propria valutazione critica di quella dottrina, ma perché lo si ritiene investito da eventi soprannaturali, e perciò dotato di qualità superiori che si vorrebbero imposte alla valutazione delle persone comuni, in quanto provenienti da un'entità superiore;

      le conseguenze sono parecchio diverse in termini di realtà e prassi, come hai potuto constatare.
      Per quanto riguarda l'ultima parte è evidente che i discepoli abbiano capito, meglio tardi che mai; ma non hanno capito subito o meglio, non hanno capito mentre Gesù era in vita, hanno capito dopo ripensando ai significati che Gesù aveva indicato loro, ad ognuno il suo ( in fondo il buon maestro non interferisce mai a modifica della personalità) in base alle loro esperienze con lui ed alle risposte ricevute. Dov'è la dottrina nel preferire certe persone ad altre? anch'io preferisco stare ad offrire una bevuta od una pizza a chi ne avesse bisogno piuttosto che stare a scoccare ad un ricevimento mondano. Come ultimo esempio per una risposta alla fine della tua dissertazione è questo: se io dico bianco tu pensi che un eschimese la pensi come uno del deserto e se quest'ultimo dicesse acqua tu credi che la intenderebbe come non la intendiamo noi?
      Last edited by crepuscolo; 24-09-2014, 20:18.

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #348
        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
        Dov'è la dottrina nel preferire certe persone ad altre?
        sta nel motivo per cui le preferisci:
        anch'io preferisco stare ad offrire una bevuta od una pizza a chi ne avesse bisogno piuttosto che stare a scoccare ad un ricevimento mondano.
        infatti, ritieni questo comportamento eticamente preferibile, non solo di tuo personale gusto, equivalente a qualsiasi altro e indifferente;
        se tu avessi detto: preferisco la margherita alla 4 stagioni, non sarebbe stata dottrina;
        ma se dici: preferisco offrire a chi ha bisogno piuttosto che scroccare, questa è dottrina, perché on è sottintesa l'indifferenza, bensì un giudizio;

        intendiamoci, io non censuro affatto, sia chiaro; ma si tratta dell'indicazione di un comportamento etico;

        Come ultimo esempio per una risposta alla fine della tua dissertazione è questo: se io dico bianco tu pensi che un eschimese la pensi come uno del deserto e se quest'ultimo dicesse acqua tu credi che la intenderebbe come non la intendiamo noi?
        qui non ho capito che intendi e cosa c'entra con tutta la questione, che per me è chiara ed elementare:

        la differenza tra l'adottare un esempio-dottrina fondandolo sulla valutazione personale di quelle idee e precetti, comparati ad altri su un piano di parità: preferisco questa idea ad un'altra, poiché valuto che sia migliore; oppure:

        preferisco questa idea perché una circostanza soprannaturale a cui credo mi testimonia che essa è superiore alle altre, e anche alla mia capacità di discernimento; con tutte le conseguenze del caso;
        ossia, il perché.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #349
          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
          Cono, dicendo così sembra quasi imprescindibile che la morte debba per forza esistere e rimane sempre il fatto che sempre dio è stata a crearla.
          Perchè?? Per la libertà dici? E perchè??

          Poi se dio ci fa fallibili, se dio pone delle "trappole" o degli ostacoli, se dio crea una libertà di un certo tipo, non è che può addossare la colpa totale solo alle sue creature. D'altronde ci comportiamo nè più e nè meno secondo come lui ha deciso di crearci. Di che si lamenta?
          Qual è la sofferenza di un Padre che vede i Suoi figli perdersi, allontanarsi, rifiutare il Suo amore? Così Dio quando ci vede nel peccato, Laura. Eppure Egli continua ad aspettarci. Gesù Cristo è la Porta Aperta che attende il nostro ritorno a casa. Dio è questo! Non certo uno che si lamenta....
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66028

            #350
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            ma se Dio è onnisciente, fino alla fine dei tempi, sa già come ognuno farà uso di quella Libertà, e perciò anche colui che compie il male è parte del suo disegno, altrimenti non sarebbe stato creato con la Malizia, il malum ago;

            te lo ripeto per l'ennesima volta:
            non puoi avere contemporaneamente un dio creatore misericordioso, che sia allo stesso tempo anche onnipotente e onnisciente, perché ciò non si accorda logicamente con la presenza del Male;

            puoi avere un dio misericordioso e creatore, ma non onnipotente e onnisciente; oppure, se non vuoi rinunciare all'idea del dio-persona onnipotente e onnisciente devi rinunciare alla prerogativa della misericordia, perché questa non si accorda col male; non solo quello umano, ma anche quello "naturale" che colpisce gli innocenti;

            quelle risposte prefabbricate dalla Dottrina non spiegano nulla, e infatti finiscono tutte nel pozzo nero del "mistero", proprio perché si vogliono accorpare concezioni opposte, formulate in epoche diverse; non funziona;

            poi, se vuoi convincere te stesso, liberissimo; ma non pensare che ci sia una logica in quello che scrivi, perché lo capisce chiunque che non tornano i conti.
            E' in partenza che sbagli, carissimo: Dio non ha creato la Malizia, dentro l'Uomo. Assolutamente! Ha creato la sua Libertà. Prova a rifletterci meglio.

            "Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità;
            lo fece a immagine della propria natura.
            Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
            e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono". (Sap. 2)
            amate i vostri nemici

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17951

              #351
              Cono perchè insisti? Non ti serve a nulla citare ancora Gesù e tutto il resto quanto si sta parlando dell'inizio, della creazione di tutto e questo tutto l'ha fatto dio, non altri

              Che senso ha dire che dio crea la libertà ma non la malizia? Se la libertà l'ha creata e donata dio significa che il nostro comportamento è stato "programmato" da lui stesso, amore, odio, altruismo, rabbia, curiosità, malizia, avarizia, pigrizia, intelligenza e tutto il resto che abbiamo.

              Così come il cane si comporta da cane e l'ha creato così dio, lo stesso vale per noi. Difatti tu non hai il comportamento del cane, ma segui il comportamento umano.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #352
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                E' in partenza che sbagli, carissimo: Dio non ha creato la Malizia, dentro l'Uomo. Assolutamente! Ha creato la sua Libertà. Prova a rifletterci meglio.
                Cono, sei tu che manchi di logica:

                un dio onnisciente fino alla fine dei tempi, per definizione conosce l'uso che verrà fatto di quella libertà, e pertanto anche il male; altrimenti non sarebbe onnisciente;

                e resta comunque il dato del male dovuto a cause naturali; se un dio onnipotente non impedisce tragedie naturali e sofferenze degli innocenti, è evidente che quelle rientrano nel suo disegno;

                io credo che sarebbe più saggio pensare a un dio che non interferisce come "persona"; insomma, diverso da quello della tradizione; e allora forse molti conti tornerebbero, ma non quelli delle dottrine che pretendono di irregimentare tutti, di tutte le fedi.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #353
                  Benissimo! Piano piano ci stai arrivando anche te. Da sola.
                  Dio non ha voluto imporre, il Suo Amore. Ha voluto che lo scegliamo. Liberamente.
                  Altrimenti (e qua dici bene) ci avrebbe programmato come tanti robots.....
                  amate i vostri nemici

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #354
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    Cono, sei tu che manchi di logica:

                    un dio onnisciente fino alla fine dei tempi, per definizione conosce l'uso che verrà fatto di quella libertà, e pertanto anche il male; altrimenti non sarebbe onnisciente;

                    e resta comunque il dato del male dovuto a cause naturali; se un dio onnipotente non impedisce tragedie naturali e sofferenze degli innocenti, è evidente che quelle rientrano nel suo disegno;

                    io credo che sarebbe più saggio pensare a un dio che non interferisce come "persona"; insomma, diverso da quello della tradizione; e allora forse molti conti tornerebbero, ma non quelli delle dottrine che pretendono di irregimentare tutti, di tutte le fedi.
                    Conosceva tutto, infatti. E mentre l'Uomo peccava, già il Suo Amore infinito dispiegava Suo Figlio come Salvatore, Axe. Come Redentore. Come Messìa!

                    Dio è infinitamente buono e tutte le sue opere sono buone. Tuttavia nessuno sfugge all'esperienza della sofferenza, dei mali presenti nella natura – che appaiono legati ai limiti propri delle creature – e soprattutto al problema del male morale. Da dove viene il male? « Quaerebam unde malum et non erat exitus – Mi chiedevo donde il male, e non sapevo darmi risposta », dice sant'Agostino, 501 e la sua sofferta ricerca non troverà sbocco che nella conversione al Dio vivente. Infatti « il mistero dell'iniquità » (2 Ts 2,7) si illumina soltanto alla luce del mistero della pietà. 502 La rivelazione dell'amore divino in Cristo ha manifestato ad un tempo l'estensione del male e la sovrabbondanza della grazia. 503 Dobbiamo, dunque, affrontare la questione dell'origine del male, tenendo fisso lo sguardo della nostra fede su colui che, solo, ne è il vincitore. 504

                    I. «Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia»

                    La realtà del peccato

                    386 Nella storia dell'uomo è presente il peccato: sarebbe vano cercare di ignorarlo o di dare altri nomi a questa oscura realtà. Per tentare di comprendere che cosa sia il peccato, si deve innanzi tutto riconoscere il profondo legame dell'uomo con Dio, perché, al di fuori di questo rapporto, il male del peccato non può venire smascherato nella sua vera identità di rifiuto e di opposizione a Dio, mentre continua a gravare sulla vita dell'uomo e sulla storia.

                    387 La realtà del peccato, e più particolarmente del peccato delle origini, si chiarisce soltanto alla luce della rivelazione divina. Senza la conoscenza di Dio che essa ci dà, non si può riconoscere chiaramente il peccato, e si è tentati di spiegarlo semplicemente come un difetto di crescita, come una debolezza psicologica, un errore, come l'inevitabile conseguenza di una struttura sociale inadeguata, ecc. Soltanto conoscendo il disegno di Dio sull'uomo, si capisce che il peccato è un abuso di quella libertà che Dio dona alle persone create perché possano amare lui e amarsi reciprocamente.

                    amate i vostri nemici

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #355
                      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                      sta nel motivo per cui le preferisci:

                      infatti, ritieni questo comportamento eticamente preferibile, non solo di tuo personale gusto, equivalente a qualsiasi altro e indifferente;
                      se tu avessi detto: preferisco la margherita alla 4 stagioni, non sarebbe stata dottrina;
                      ma se dici: preferisco offrire a chi ha bisogno piuttosto che scroccare, questa è dottrina, perché on è sottintesa l'indifferenza, bensì un giudizio;

                      intendiamoci, io non censuro affatto, sia chiaro; ma si tratta dell'indicazione di un comportamento etico;


                      qui non ho capito che intendi e cosa c'entra con tutta la questione, che per me è chiara ed elementare:

                      la differenza tra l'adottare un esempio-dottrina fondandolo sulla valutazione personale di quelle idee e precetti, comparati ad altri su un piano di parità: preferisco questa idea ad un'altra, poiché valuto che sia migliore; oppure:

                      preferisco questa idea perché una circostanza soprannaturale a cui credo mi testimonia che essa è superiore alle altre, e anche alla mia capacità di discernimento; con tutte le conseguenze del caso;
                      ossia, il perché.
                      Comunque mettila come vuoi ma il termine "dottrina" a me suona molto ecclesiastico perché ripetitivo sia nei concetti che nell'esplicazione di tali concetti.
                      La dottrina della chiesa suona bene ma la dottrina di Gesù suona male perché stonata.
                      Per quanto riguarda ciò che non si è capito io direi di lasciar perdere

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                      • Vega
                        Opinionista

                        • 04/05/05
                        • 17951

                        #356
                        Io sto dicendo un'altra cosa. Ma come sempre fatichi a capire.

                        Dico che nel momento in cui c'è un dio che crea tutto, che stabilisce il funzionamento di qualcosa o qualcuno (natura, animali, uomo, angeli) è chiaro che quel qualcosa o quel qualcuno non può che comportarsi secondo quello che questo creatore ha impostato o gli ha dato.
                        Il cane fa il cane, l'uomo fa l'uomo, dove c'è compreso tutto di buono e meno buono.
                        E questo buono e meno buono è sempre creato da dio in quanto è lui il "legislatore", è lui che giudica e che fà quindi la divisione di cosa ritiene giusto e cosa no. Il bene ed il male sono creati da dio in prima battuta.
                        Ma non ci spieghiamo il perchè, un dio definito amore, bene e perfezione, che non vuole il male nella creazione, ce lo metta di proposito.
                        E lo mette andando a discapito delle creature stesse a cui poi è perfino addossata ogni colpa di questo male.
                        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #357
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          Cosa ci fanno presente le catastrofi naturali, le malattie, la morte degli innocenti? Che questa vita è precaria, fragile, soggetta a debolezza. Ma anche che è necessario convertirsi, stare pronti, vigili. Attendendo con gioia quella VERA, quella che non finirà mai.....

                          In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Siloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo". (Luca 13)

                          Due fatti di cronaca e una breve parabola costituiscono l'ossatura del vangelo odierno, dando modo a Gesù di formulare insegnamenti validi anche oggi. Il primo è "il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici"; il secondo riguarda "quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Siloe e le uccise". Ricordiamo: Ponzio Pilato era il governatore romano della Palestina, espressione di una potenza che per affermarsi non esitava a ricorrere alla violenza; Siloe era un quartiere, il più antico, di Gerusalemme. Quegli episodi di duemila
                          Ma scusa cono, hai divagato, come è andata e finire la storia di Gesù più che di Gerusalemme? Gerusalemme ormai lo sappiamo tutti; scusa se te lo dico ma tu hai la facoltà di passare dall'antico al moderno con una facilità ecclesiastica...che equivale a dire come se nulla fosse.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #358
                            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                            Io sto dicendo un'altra cosa. Ma come sempre fatichi a capire.

                            Dico che nel momento in cui c'è un dio che crea tutto, che stabilisce il funzionamento di qualcosa o qualcuno (natura, animali, uomo, angeli) è chiaro che quel qualcosa o quel qualcuno non può che comportarsi secondo quello che questo creatore ha impostato o gli ha dato.
                            Il cane fa il cane, l'uomo fa l'uomo, dove c'è compreso tutto di buono e meno buono.
                            Il discorso del creatore è un po' strano; l'inventore è colui al quale sorge una nuova idea e la esegue e così il creatore, ha pensato l'universo e l'ha realizzato nel migliore dei modi, aria acqua luce e gas, gravità permanente,ecc fino al suo tempo stimato, come un uomo di scienza sa: tutto ha un limite,ma nelle leggi che noi conosciamo e che diciamo del mondo, e qui secondo me si pecca di presunzione perchè basterebbe pensare a quelle che non conosciamo per rendercene conto...ma come non le conosciamo?a bene è = rotfl:. Insomma, questo per dire, magari in nota,..ma che colpa ha il creatooorrrr....
                            Last edited by crepuscolo; 25-09-2014, 18:25.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #359
                              Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                              Io sto dicendo un'altra cosa. Ma come sempre fatichi a capire.

                              Dico che nel momento in cui c'è un dio che crea tutto, che stabilisce il funzionamento di qualcosa o qualcuno (natura, animali, uomo, angeli) è chiaro che quel qualcosa o quel qualcuno non può che comportarsi secondo quello che questo creatore ha impostato o gli ha dato.
                              Il cane fa il cane, l'uomo fa l'uomo, dove c'è compreso tutto di buono e meno buono.
                              E questo buono e meno buono è sempre creato da dio in quanto è lui il "legislatore", è lui che giudica e che fà quindi la divisione di cosa ritiene giusto e cosa no. Il bene ed il male sono creati da dio in prima battuta.
                              Ma non ci spieghiamo il perchè, un dio definito amore, bene e perfezione, che non vuole il male nella creazione, ce lo metta di proposito.
                              E lo mette andando a discapito delle creature stesse a cui poi è perfino addossata ogni colpa di questo male.
                              Dici a me?

                              Comment

                              • Vega
                                Opinionista

                                • 04/05/05
                                • 17951

                                #360
                                Dicevo a Cono.

                                Il discorso del creatore non è strano dato che è colui che ha creato tutto!!!!
                                Spero che la lingua italiana non sia mutata di significato.

                                Lo so che anche tu rifuggi dai problemi che vengono fuori dalla religione e rifuggi dalle responsabilità del tuo dio.
                                Ma quando da nulla un essere crea ogni cosa, è chiaro che tutto funzionerà secondo il progetto di questo essere, dalle leggi della fisica al comportamento umano.
                                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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