Chi era un certo Dante?
Chi è Gesù Cristo?
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No, una santa e il naratore amort grande esorcista, su radio maria ovviamente
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...ma aveva letto l'Inferno di Dante
Il ragionamento è espresso nella la barzelletta del gelato al pistacchio. Un signore va dal gelataio e gli chiede un gelato ai gusti di cioccoccolata, fragola e pistacchio, al che il gelataio gli risponde: "Senta signore non abbiamo il pistacchio", "ah si?" risponde il cliente, "allora panna e pistacchio".Last edited by crepuscolo; 15-11-2014, 15:39.
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Ciao esterno! Sono un laico, non temere. Sposato con prole.Originariamente Scritto da esterno Visualizza MessaggioPer Conogelato -
Ho letto molti tuoi post. Sei un prete? allora ne aprofitto per chiederti un grande dubbio ( sempre se si paziente e disponibile ).
Tu sai cosa è il Credo .. lo reciti di sicuro quando celebri le messa nelle funzioni domenicali.
Esistono due versioni - il primo ( e piu' antico ) è detto Simbolo degli apostoli.
il secondo è detto Niceno-costantinopolitano ( che contempla i primi dogmi sanciti nei primi concili. Ok ? bene
prima domanda: quando viene recitato quello piu' breve ( simb. apostoli ) - e quando l' altro piu' lungo ( il niceno c. ) ??
seconda domanda. la diversa esposizione riguardo la resurrezione.
Nel sib. Apostolico - nel finale c'è: .. resurrezione della carne.
nel niceno - invece: aspetto la resurrezione dei morti.
Due versioni completamente diverse. In particolare nel simb. Apostolico è in forte contrasto con la dottrina di Paolo, il quale nella sua 1 Cor. 15.50 è chiarissimo ( carne e sangue non possono erditare il regno.)
Possibile una svista cosi' madornale?
E poi cosa dovrebbe risorgere: la carne ( se è corretta la versione del Sim.Apostolico ),
il corpo ( come? come risponde Paolo nella 1 Cor. 15.35/36 - 1 Cor. 15.43/44 ) ?-
grazie
Risorgeremo con anima e corpo: Pienamente! E sia il Simbolo che il Niceno lo attestano chiaramente.
Andreric ti ha chiamato in suo soccorso?
amate i vostri nemici
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Cono non fare lo spiritoso, non ho chiamato nessuno , piuttosto non hai risposto alla domanda ciao RiccardoOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioCiao esterno! Sono un laico, non temere. Sposato con prole.
Risorgeremo con anima e corpo: Pienamente! E sia il Simbolo che il Niceno lo attestano chiaramente.
Andreric ti ha chiamato in suo soccorso?
PS O abbiamo un'anima immortale o si risorge nella carne , o una o l'altra
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Scusa, non sapevo. Ora capisco le faccine di Uxgene .. e mi chiedevo il perchè.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioCiao esterno! Sono un laico, non temere. Sposato con prole.
Risorgeremo con anima e corpo: Pienamente! E sia il Simbolo che il Niceno lo attestano chiaramente.
Andreric ti ha chiamato in suo soccorso?
Ti assicuro che Riccardo non lo conosco e comunque - pone domande interessanti.
Quanto ad anima e corpo - la questione non mi è ben chiara. - Puoi dare ulteriori spiegazioni - e soprattutto l' incongruenza tra i passi di Paolo/Saulo ( vedi la celeberrima 1 corinzi cap. 15 ) e il Simbolo degli Apostoli. Questo infatti - secondo la tradizione - sarebbe composto proprio da loro - e qui cozza con la dottrina di Paolo.
Il credo Niceno-costantinopolitano - riporta un' altra versione -
Ultia domanda ( scusa se oso - ma dai tuoi interventi dimostri di conoscere .. ) quando viene recitato il Simbolo e quando il Credo? - grazie
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Te sei solo anima? No.Originariamente Scritto da andreric Visualizza MessaggioCono non fare lo spiritoso, non ho chiamato nessuno , piuttosto non hai risposto alla domanda ciao Riccardo
PS O abbiamo un'anima immortale o si risorge nella carne , o una o l'altra
Sei solo corpo? Evidentemente no.
Per Paolo e per la Chiesa l'Uomo è la mirabile interazione fra la sua Carne e il Suo Spirito.....
Risorgeremo dunque pienamente, amici: Vedremo Dio faccia a faccia! Con quegli stessi occhi che abbiamo ora!!!amate i vostri nemici
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Ma figurati! qua trovi proprio tutto al riguardo.....http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P13.HTMOriginariamente Scritto da esterno Visualizza MessaggioScusa, non sapevo. Ora capisco le faccine di Uxgene .. e mi chiedevo il perchè.
Ti assicuro che Riccardo non lo conosco e comunque - pone domande interessanti.
Quanto ad anima e corpo - la questione non mi è ben chiara. - Puoi dare ulteriori spiegazioni - e soprattutto l' incongruenza tra i passi di Paolo/Saulo ( vedi la celeberrima 1 corinzi cap. 15 ) e il Simbolo degli Apostoli. Questo infatti - secondo la tradizione - sarebbe composto proprio da loro - e qui cozza con la dottrina di Paolo.
Il credo Niceno-costantinopolitano - riporta un' altra versione -
Ultia domanda ( scusa se oso - ma dai tuoi interventi dimostri di conoscere .. ) quando viene recitato il Simbolo e quando il Credo? - grazie
Nessuno dei Simboli delle diverse tappe della vita della Chiesa può essere considerato sorpassato ed inutile. Essi ci aiutano a vivere e ad approfondire oggi la fede di sempre attraverso i vari compendi che ne sono stati fatti. Fra tutti i Simboli della fede, due occupano un posto specialissimo nella vita della Chiesa:
194 Il Simbolo degli Apostoli, così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli. È l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua grande autorità gli deriva da questo fatto: “È il Simbolo accolto dalla Chiesa di Roma, dove ebbe la sua sede Pietro, il primo tra gli Apostoli, e dove egli portò l'espressione della fede comune” [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 7: PL 17, 1158D].
195 Il Simbolo detto di Nicea-Costantinopoli, il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due Concili Ecumenici (325 e 381). È tuttora comune a tutte le grandi Chiese dell'Oriente e dell'Occidente.
196 La nostra esposizione della fede seguirà il Simbolo degli Apostoli, che rappresenta, per così dire, “il più antico catechismo romano”. L'esposizione però sarà completata con costanti riferimenti al Simbolo di Nicea-Costantinopoli, in molti punti più esplicito e più dettagliato.
197 Come al giorno del nostro Battesimo, quando tutta la nostra vita è stata affidata alla regola dell'insegnamento, [Cf ⇒ Rm 6,17 ] accogliamo il Simbolo della nostra fede, la quale dà la vita. Recitare con fede il Credo, significa entrare in comunione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ed anche con tutta la Chiesa che ci trasmette la fede e nel seno della quale noi crediamo:
Questo Simbolo è un sigillo spirituale, è la meditazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre presente: senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro animo [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli]
Per quanto riguarda la tua domanda finale, il Credo Simbolo degli Apostoli si utilizza in particolare durante la Quaresima e il tempo di Pasqua.
Ciao ciao
amate i vostri nemici
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Ciao RiccardoOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioMa figurati! qua trovi proprio tutto al riguardo.....http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P13.HTM
Nessuno dei Simboli delle diverse tappe della vita della Chiesa può essere considerato sorpassato ed inutile. Essi ci aiutano a vivere e ad approfondire oggi la fede di sempre attraverso i vari compendi che ne sono stati fatti. Fra tutti i Simboli della fede, due occupano un posto specialissimo nella vita della Chiesa:
194 Il Simbolo degli Apostoli, così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli. È l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua grande autorità gli deriva da questo fatto: “È il Simbolo accolto dalla Chiesa di Roma, dove ebbe la sua sede Pietro, il primo tra gli Apostoli, e dove egli portò l'espressione della fede comune” [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 7: PL 17, 1158D].
Come ampiamente dimostrato Pietro non era mai stato a Roma
195 Il Simbolo detto di Nicea-Costantinopoli, il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due Concili Ecumenici (325 e 381). È tuttora comune a tutte le grandi Chiese dell'Oriente e dell'Occidente.
Da molto tempo la dottrina della trinità viene insegnata sia nelle chiese cattoliche che in quelle protestanti come dottrina centrale delle religioni della cristianità.
Ha origine dalla Bibbia? L’“Encyclopædia Britannica” spiega che “né la parola ‘trinità’ né l’esplicita dottrina come tale ricorre in nessun punto della Bibbia”. (Ediz. del 1971, Vol.*22, pag.*241) Riguardo al dogma di “un solo Dio in tre Persone”, la “Catholic Encyclopedia” ammette: “Non è .*.*. direttamente e immediatamente la parola di Dio”. (Ediz. del 1967, Vol.*14, pag.*304)
Dove ha dunque avuto origine questo insegnamento? Trinità di dèi erano comuni nell’antica mitologia egiziana e babilonese, e nelle religioni indù e buddista. Qui a destra vedete un’antica triade egiziana di dèi: Iside, Osiride e Oro.
Secondo “The New Schaff-Herzog Encyclopedia of Religious Knowledge”, i filosofi pagani greci influenzarono l’insegnamento della cristianità: “La dottrina del Logos e quella della trinità furono formulate dai padri greci, che, se non formati nelle scuole, furono molto influenzati, direttamente o indirettamente, dalla filosofia platonica [pagana]”. (Vol.*9, pag.*91)
Anche l’imperatore romano Costantino svolse un ruolo importante. Considerando le divisioni religiose una minaccia per l’unità dell’impero, nel 325*E.V. convocò a Nicea un concilio di vescovi. Dopo due mesi di discussioni, l’imperatore non battezzato decise a favore dei sostenitori della trinità. L’“Encyclopædia Britannica” (Vol.*6, pag.*386) riferisce: “Intimoriti dall’imperatore, i vescovi, con due sole eccezioni, firmarono il credo [niceno], molti contro la propria inclinazione”. I dissidenti furono mandati in esilio.
Non molto tempo dopo, però, i dissidenti di Nicea erano di nuovo nel favore di Costantino e fu messo al bando uno dei massimi sostenitori della trinità. In seguito l’imperatore Teodosio favorì di nuovo i trinitari e chiuse i luoghi di culto di coloro che non vi si conformavano.
Pertanto la filosofia pagana e i decreti di governanti politici contribuirono a formulare la dottrina della trinità e a darle la popolarità che ha oggi.
196 La nostra esposizione della fede seguirà il Simbolo degli Apostoli, che rappresenta, per così dire, “il più antico catechismo romano”. L'esposizione però sarà completata con costanti riferimenti al Simbolo di Nicea-Costantinopoli, in molti punti più esplicito e più dettagliato.
197 Come al giorno del nostro Battesimo, quando tutta la nostra vita è stata affidata alla regola dell'insegnamento, [Cf ⇒ Rm 6,17 ] accogliamo il Simbolo della nostra fede, la quale dà la vita. Recitare con fede il Credo, significa entrare in comunione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ed anche con tutta la Chiesa che ci trasmette la fede e nel seno della quale noi crediamo:
Questo Simbolo è un sigillo spirituale, è la meditazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre presente: senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro animo [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli]
Per quanto riguarda la tua domanda finale, il Credo Simbolo degli Apostoli si utilizza in particolare durante la Quaresima e il tempo di Pasqua.
Si dice che il digiuno di 40*giorni della Quaresima ricordi il digiuno di 40*giorni di Cristo. Gesù però non comandò mai ai discepoli di commemorare il suo digiuno, né ci sono testimonianze che i discepoli lo osservassero. Si ritiene che il primo riferimento attendibile a un digiuno di 40*giorni prima della Pasqua si trovi in alcune lettere di Atanasio risalenti al 330*E.V.
Dal momento che Gesù digiunò dopo il battesimo, e non prima della morte, il fatto che alcune religioni osservino la Quaresima nelle settimane che precedono la Pasqua può apparire strano. Comunque un digiuno di 40*giorni nella prima parte dell’anno era comune tra gli antichi babilonesi, egiziani e greci. L’usanza “cristiana” fu evidentemente mutuata da questi popoli.
La Pasqua della cristianità dovrebbe commemorare la risurrezione di Cristo, ma fonti attendibili la collegano con la falsa adorazione. Un dizionario biblico dice che la Pasqua era “in origine la festa primaverile in onore della dea teutonica della luce e della primavera chiamata dagli anglosassoni Eastre”, o Eostre. (The Westminster Dictionary of the Bible) Comunque sia, l’Encyclopædia Britannica (11a edizione) afferma: “Non c’è nessuna indicazione nel Nuovo Testamento che fosse osservata la festa di Pasqua”
Ciao ciao
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E io ho risposto a te , poi lui risponderà ciao RiccardoOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioAvevo risposto ad Esterno.....ahiahiahiahiahiahi
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Grazie della risposta -Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioMa figurati! qua trovi proprio tutto al riguardo.....http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P13.HTM
Nessuno dei Simboli delle diverse tappe della vita della Chiesa può essere considerato sorpassato ed inutile. Essi ci aiutano a vivere e ad approfondire oggi la fede di sempre attraverso i vari compendi che ne sono stati fatti. Fra tutti i Simboli della fede, due occupano un posto specialissimo nella vita della Chiesa:
194 Il Simbolo degli Apostoli, così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli Apostoli. È l'antico Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. La sua grande autorità gli deriva da questo fatto: “È il Simbolo accolto dalla Chiesa di Roma, dove ebbe la sua sede Pietro, il primo tra gli Apostoli, e dove egli portò l'espressione della fede comune” [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli, 7: PL 17, 1158D].
195 Il Simbolo detto di Nicea-Costantinopoli, il quale trae la sua grande autorità dal fatto di essere frutto dei primi due Concili Ecumenici (325 e 381). È tuttora comune a tutte le grandi Chiese dell'Oriente e dell'Occidente.
196 La nostra esposizione della fede seguirà il Simbolo degli Apostoli, che rappresenta, per così dire, “il più antico catechismo romano”. L'esposizione però sarà completata con costanti riferimenti al Simbolo di Nicea-Costantinopoli, in molti punti più esplicito e più dettagliato.
197 Come al giorno del nostro Battesimo, quando tutta la nostra vita è stata affidata alla regola dell'insegnamento, [Cf ⇒ Rm 6,17 ] accogliamo il Simbolo della nostra fede, la quale dà la vita. Recitare con fede il Credo, significa entrare in comunione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ed anche con tutta la Chiesa che ci trasmette la fede e nel seno della quale noi crediamo:
Questo Simbolo è un sigillo spirituale, è la meditazione del nostro cuore e ne è come una difesa sempre presente: senza dubbio è il tesoro che custodiamo nel nostro animo [Sant'Ambrogio, Explanatio Symboli]
Per quanto riguarda la tua domanda finale, il Credo Simbolo degli Apostoli si utilizza in particolare durante la Quaresima e il tempo di Pasqua.
Ciao ciao
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